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Italiano con la storia: la prima guerra mondiale e un esercizio sul participio passato assoluto

Alpini

Alpini

Il 28 luglio 1914 è la data ufficiale di inizio della Prima guerra mondiale con l’entrata in conflitto dapprima dell’Impero austro-ungarico contro il regno di Serbia e il coinvolgimento poi delle maggiori potenze mondiali. L’Italia vi prese parte a partire dal 23 maggio 1915 con la dichiarazione di guerra all’Austria-Ungheria fino alla firma dell’armistizio richiesto da quest’ultima, siglato il 4 novembre 1918. L’11 novembre con la firma dell’armistizio da parte della Germania, ultimo paese a cedere, la guerra si concluse definitivamente lasciando sul campo quasi 10.000.000 di morti e oltre 21.000.000 di feriti. Molte le battaglie epiche e gli episodi di eroismo da parte di tanti soldati. In Italia, fra i tanti corpi militareschi, resta ancora oggi impresso il coraggio degli alpini: a loro è dedicato il libro di Paolo Monelli Le scarpe al sole. Cronache di gaie e di tristi avventure d’alpini, di muli e di vino, pubblicato nel 1921 dalla L. Cappelli-Editore di Bologna. Da questo libro abbiamo estratto l’introduzione che servirà per il primo esercizio. Di seguito troverete il testo di un canto del 1958, Signore delle cime, dedicato a tutti coloro che sono morti in montagna, in special modo agli alpini che hanno perso la vita combattendo. Potete ascoltarlo qui e fate poi l’esercizio sul participio passato assoluto che lo segue.

dall’introduzione di  Le scarpe al sole. Cronache di gaie e di tristi avventure d’alpini, di muli e di vino

Nel gergo degli alpini mettere le scarpe al sole significa morire in combattimento. Veramente non di soli caduti è il discorso, in questa mia cronaca di guerra. Molti siamo tornati, abbiamo ripreso a camminare per le vie del mondo, già ascoltiamo il richiamo di altre lotte. Ma sono lotte nuove, per idee differenti: e noi pure siamo nuovi, rinati dalle rovine di un passato morto i cui solchi incancellabili restano in noi simili alle trincee abbandonate sulle creste dei monti ridivenuti soli. Quello che portammo di nostro alla guerra non lo riportammo indietro, più: fu veramente una vita che ci fu tolta come la pallottola la tolse ai mille compagni segnati di fiamme o di mostrine¹ ai colletti. La nostra giovinezza più ingenua e più prodiga ha messo anch’essa le scarpe al sole, sulle ultime roccie* riprese al nemico, gli ultimi giorni d’un tempo che due anni di distanza hanno favolosamente slontanato*.
Il manoscritto era compiuto da un pezzo: ma gli accorti editori me lo rifiutarono, or è già più di un anno, perché era passato di moda; perché pareva ormai cattivo gusto occuparsi ancora dei vivi e dei morti che ubbidirono ad un ordine di olocausto. Parrà ancora oggi così, che un rinato spirito giovane per le piazze e le campagne ricanta le canzoni della nostra vigilia e della nostra passione?
Sono certo che no. Ad ogni modo questo mio piccolo volume non vuole essere diana² di battaglia o barometro dei tempi nuovi. Ci deve essere ancora qualcuno, smarrito nel grigiore della vita borghese o eremita a qualche valico alpino, che visse questi umili anni di guerra senza bagliori e senza gloria, e ne ha ancora il cuore grave di nostalgia. A lui offro questo mio libro, alla buona, come si offriva allora il viatico del vino e delle canzoni all’ospite improvviso delle nostre mense cordiali.

* così nel testo originale
¹ decorazioni militari
² suonare la sveglia ai soldati

Esercizio 1: individuate il significato delle parole colorate di rosso nel testo scegliendo tra le seguenti, date ovviamente in ordine sparso e alla forma singolare:

avveduto; splendore, lingua; carico; segno; caloroso; passo; brillante; conforto; cima; sperduto

Esercizio 2: prendete adesso le parole da individuare dell’esercizio precedente ed inseritele correttamente nelle seguenti frasi. Attenzione: i contesti sono differenti, di conseguenza anche i significati possono non combaciare con quanto avete trovato nel brano di Paolo Monelli.
1. I miei progressi stanno segnando il _________, non riesco più ad andare avanti con il mio progetto lavorativo.
2. Modestamente, spero con questa mia opera di lasciare il ________ nella Storia dell’arte.
3. Che bambino __________: mette tutti i soldini che gli vengono regalati nel salvadanaio, così potrà comprarsi la bicicletta che desidera.
4. L’uomo camminava lentamente, _________ d’anni e di bagagli.
5. Guardate come sventola la bandiera lassù in alto, in _________ alla torre del palazzo comunale!
6. Vagava ________ per il bosco: senza punti di riferimento non riusciva a venirne fuori.
7. Incontrarlo è sempre un grandissimo piacere: è un uomo così _________ e affettuoso!
8. Hai mai letto il romanzo di Balzac ” _________ e miserie delle cortigiane”?
9. Mettersi in viaggio con questo tempaccio: bravo, proprio un’idea _________ hai avuto!
10. Mi è di grande ________ sapere di averti accanto in questo difficile periodo della mia vita.
11. Mi sono sempre ripromesso di studiare il cinese: è la _________ che più mi incuriosisce. Appena avrò un po’ di tempo mi darò da fare per impararla.

Ascoltate il canto e inserite le parole mancanti

Signore delle cime di B. De Marzi

Dio del cielo,
signore delle cime,
un nostro amico,
hai chiesto alla _________.
Ma ti preghiamo,
ma ti preghiamo
su nel paradiso,
su nel paradiso
_________ andare,
per le tue montagne.

Santa Maria,
signora della ________,
copri col bianco,
________ mantello
il nostro amico,
nostro _________.
Su nel paradiso,
su nel paradiso
lascialo andare,
per le tue montagne.

Il seguente testo è tratto da Wikipedia, l’enciclopedia libera. Le parole in neretto sono verbi alla forma del participio passato assoluto: osservate l’uso ed eseguite poi l’esercizio che troverete di seguito.

“Signore delle cime” è il titolo di un canto di ispirazione popolare con testo e musica composti nel 1958 dal compositore vicentino Giuseppe (Bepi) de Marzi, all’epoca ventitreenne.
Destinato ad essere eseguito dal coro de I Crodaioli di Arzignano, fondato dallo stesso De Marzi, Signore delle cime è divenuto ben presto un successo mondiale, tradotto in molte lingue ed elaborato per diversi tipi dei ensemble.
Il brano è un moderno epicedio, una fervida commemorazione funebre in ricordo dell’amico Bepi Bertagnoli, tragicamente scomparso in un’escursione di montagna nell’Alta Valle del Chiampo nel 1951. Ma l’occasione contingente, solo adombrata nel testo (Un nostro amico hai chiesto alla montagna), non ne ha impedito la ricezione in breve tempo come canto di universale immedesimazione.
La semplicità d’impianto e il grande impatto emotivo lo hanno reso parte del repertorio di numerosissimi cori polifonici e popolari. La semplice melodia, accompagnata da armonie tradizionali ma non scontate, è abbinata ad un testo che unisce sentimento, pietas popolare e devozione cristiana.

Esercizio 3: scegliete tra i participi passati assoluti qui di seguito dati quelli corretti da inserire nelle frasi, facendo attenzione al genere e al numero.
acquistato; divorato; speso; partito; abbandonato; silurato; venduto; programmato, scarrozzato; caricato; volato; affondato; spogliato, dissipato; espulso; steso

1. – A che punto sei con l’organizzazione del viaggio?
– Già ________ tutto!
2. – Che ne è dei nostri soldati?
– ________ per il fronte ieri.
3. – Chi lava i piatti?
– Una volta ________ la lavastoviglie, il più è fatto.
4. – La porta della gabbietta è aperta! dov’è il canarino?
– ________ via.
5. – Che ne è stato del tuo terribile compagno?
– ________ da tutte le scuole di ogni ordine e grado.
6. – Che è successo a quel vecchietto che aveva sposato quella donna molto più giovane di lui?
– ________ di tutti i suoi averi.
7. – Che fine fecero Pollicino e i suoi fratelli?
– _________ nel bosco dai genitori.
8. – Mi ricordo di quel bel tappeto giordano che tenevate qui in bella mostra, ma dov’è?
– ________ dalle tarme fino a ridurlo in polvere.
9. – Qual è il finale della storia di questa antica magione?
– ________ all’asta e ________ da un ricco magnate del petrolio.
10.- A Carla è piaciuto andare in giro a fare spese?
– Certamente, _________ a destra e a manca gratis!
11.- Che si dice di quel mercantile di cui non si ha più traccia?
– _________ nel mare in tempesta.
12.- Davvero non è rimasto più niente del patrimonio di quella ricca famiglia? Com’è stato possibile?
– ________ completamente dagli eredi in spese folli.
13.- Oh oh, ti vedo un po’ arrabbiata! Che è successo?
– Appena _________ il mio golfino di cachemire ad asciugare, un uccellino ha pensato bene di lasciarci sopra un ricordino!
14.- Credevo di incontrare il Dott. Rossi alla riunione, invece non era presente. Come mai?
– _________ dalle alte sfere nello scorso Consiglio di amministrazione.
15.- Il portafoglio è vuoto! E i soldi?
– ________.

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