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Italiano con la poesia: Grandinata di Edmondo De Amicis

la grandinata a scuola

la grandinata a scuola

Mentre ancora si calcolano i danni che l’eccezionale grandinata del 19 settembre scorso ha provocato in città, abbiamo pensato di proporvi una poesia dedicata a questo fenomeno atmosferico che, in condizioni normali, possiede un suo indiscutibile fascino. Questa composizione di Edmondo De Amicis, scrittore arcinoto per il libro Cuore, descrive con grande spirito osservatore le situazioni e le sensazioni che si presentano durante il manifestarsi di questa violenta precipitazione, che piomba rapida, terribile e distruttiva sulle case e sulla vegetazione, per dissolversi infine in una splendida e crudele giornata di sole. Se non sapessimo che questa poesia fu composta nel 1882, si potrebbe quasi mettere la mano sul fuoco che De Amicis fosse qui venerdì scorso, tanto aderente ai fatti avvenuti è la sua Grandinata.

Leggete dunque la poesia, lasciatevi trasportare dalla potenza del testo e poi fate l’esercizio che troverete alla fine.

Grandinata 
I.
L’aria s’affredda, il sole si nasconde,
Radon la terra i passeri sgomenti,
Fuggon nel polverío, preda dei venti,
Le inaridite foglie vagabonde;
Fra le voci del ciel cupe e profonde
Sonano risa e passi di fuggenti,
E strilli acuti, e colpi vïolenti
D’imposte, e un lamentío lungo di fronde.
Poi tace la città trista e soletta
E dietro ogni finestra ansiosamente
S’affaccia un volto attonito che aspetta.
Casca e salta ad un tratto al piede mio
Un granellino bianco e rilucente….
Eccola, viene che la manda Iddio.
II.
Strepitando vien giù candida e bella,
Batte il suol, tronca i rami, il cielo oscura,
E nelle grigie vie sonante e dura
Picchia, rimbalza, rotola, saltella;
Squassa le gronde, i tetti alti flagella,
Sbriciola sibilando la verzura,
Ricasca dai terrazzi e nelle mura
S’infrange, e vasi e vetri urta e sfracella;
E per tutto s’ammonta e tutto imbianca;
Ma lentamente l’ira sua declina
E solca l’aria diradata e stanca;
Poi di repente più maligna stride,
Poi tutto tace, e sulla gran ruina
Perfidamente il ciel limpido ride.

Esercizio. Rintracciate tra le parole in neretto nel testo della poesia, quelle da inserire opportunamente nelle seguenti frasi:

1. Come la manna dal cielo: tutta questa abbondanza  __________!
2. Che bella tovaglia __________! Che detersivo hai usato per renderla così bianca?
3. Questo vento impetuoso _________ gli alberi: ho paura che qualche ramo finirà per spezzarsi.
4. Oggi il tempo è variabilissimo: un momento c’è un sole che spacca le pietre ed ecco che _________ si annuvola tutto e comincia a piovere a dirotto.
5. Questa esercitazione aerea mi fa un po’ paura: i velivoli __________, volano un po’ troppo bassi per i miei gusti!
6. Che sono tutti questi __________? Che avete mai da gridare? Che è successo?
7. Se trovi dei nidi di rondini sotto le _________ del tetto, non li danneggiare in alcun modo, perché impediresti a questi uccellini di tornare l’anno prossimo.
8. Credo che convenga chiudere le __________ delle finestre: si sta avvicinando un temporale. Non senti i tuoni?
9. “Or tutto intorno una __________ involve, ove tu siedi, o fior gentile, e quasi i danni altrui commiserando, al cielo di dolcissimo odor mandi un profumo, che il deserto consola.” (da La ginestra di Giacomo Leopardi)
10. Queste zolle di terra __________ indicano che da queste parti non piove da molto tempo.
11. Appresa la notizia tanto sconvolgente per lui, Marcello è rimasto attonito e non sembrava non riuscisse più a connettere, finché per fortuna si è ripreso dallo shock.
12. Lui è fatto così: sul più bello _________ la frase a metà e non si capisce più che cosa voglia dire!
13. Questo gruppetto di alberi è proprio ciò che cercavo per ripararmi dal sole cocente: queste __________ mi faranno molta ombra.
14. Se guardi in controluce verso la finestra, puoi vedere il ___________ che svolazza nell’aria prima di posarsi sui mobili.
15. Anche il grande poeta Gabriele D’annunzio adopera la parola __________ per indicare la vegetazione nella sua La pioggia nel pineto.

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