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Italiano con la storia dell’arte: il Museo Bardini di Firenze

Volete imparare la storia dell’arte e allo stesso tempo migliorare il vostro italiano? Provate a svolgere gli esercizi proposti in questa attività didattica sul Museo Bardini di Firenze, un piccolo ma ricco museo che ospita importanti opere d’arte, situato in via de’ Renai angolo piazza de’ Mozzi nel quartiere di Oltrarno a Firenze.

bardini

Attività 1. Inserite nel testo le seguenti parole: costruì, era, estende, provengono, riaperto, trasformò, utilizzando.

Il museo costituisce il lascito testamentario dell’antiquario Stefano Bardini (1836-1922) al Comune di Firenze.

Bardini _________ il palazzo che ospita il museo nel 1880, acquistando un complesso di edifici di varie epoche e trasformò questi edifici in un imponente palazzo _________ per la costruzione materiali di spoglio: pietre medievali e rinascimentali, architravi scolpite, camini e scalinate, nonché soffitti a cassettoni dipinti. Le mostre delle finestre al primo piano della facciata, ad esempio, _________ dagli altari della demolita chiesa di San Lorenzo a Pistoia.

Il complesso della proprietà Bardini _________ tuttavia molto più vasto: vi appartenevano tra l’altro il duecentesco Palazzo Mozzi, anch’esso affacciato sulla piazza, e il parco storico che si _________ per quattro ettari sulle pendici del colle di Belvedere, con una magnifica vista, nel quale si trovavano una villetta con una loggia panoramica e altri edifici.

Alla morte di Bardini, nel 1922, il museo venne ereditato dal Comune di Firenze, che lo _________ nel museo civico della città, modificando le sale e la distribuzione delle opere.

È stato chiuso per restauri per quasi un decennio (dal 1999) e _________ il 4 aprile 2009.

Attività 2Inserite nel testo gli articoli o le preposizioni o le preposizioni articolate mancanti.

Il museo ospita ___ eclettico insieme di più di 3600 opere, ___ pitture, sculture, armature, strumenti musicali, ceramiche, monete, medaglie e mobili antichi. Fra ___ opere più importanti, la Carità di Tino di Camaino, la Madonna dei Cordai di Donatello e una Madonna col Bambino attribuita ___ stesso artista, terrecotte invetriate ___ bottega ___ Della Robbia, il San Michele Arcangelo di Antonio del Pollaiolo, il Martirio di ___ santa di Tintoretto, ___ opera di Guercino e trenta disegni di Tiepolo.

Attività 3. Rimettete in ordine i paragrafi.

a. Due sale al pian terreno sono state dedicate a Firenze ed alla sua storia, con alcune opere emblematiche provenienti dalle strade della città:

b. il Cinghiale di Pietro Tacca dalla fontana del Porcellino, il Diavolino del Giambologna dall’incrocio tra via dei Vecchietti e via Strozzi, il Marzocco dorato dall’architrave di Palazzo Vecchio

c. (tutte queste opere sono sostituite da molti anni da copie in loco e finora sparse in vari musei statali e comunali).

d. Al piano terra inoltre si trova la collezione delle sculture e la sala d’armi.

1. __ 2. __ 3. __ 4. __

Attività 4Inserite nel testo i seguenti aggettivi: antichi, grande, ligneo, nuziali, terzo, vari.

La sala del piano ammezzato è dominata da un _________ Crocifisso _________ medievale, con la collezione di cassoni _________ e una vetrina di ceramiche sulla parete. Lungo lo scalone sono stati appesi i tappeti _________ , tra i quali quello di 7,50 metri, che venne usato in occasione della visita di Hitler a Firenze del 1938. Al secondo e _________ piano si trovano _________ dipinti e bronzi.

Attività 5. Scegliete il verbo corretto tra quelli suggeriti.

Dopo la morte di Bardini il museo aveva subito alcuni adattamenti e riallestimenti che non rispettavano/rispettassero l’aspetto originario, come la ritinteggiatura delle pareti. Il restauro ha mirato soprattutto a ricostruire il museo di Bardini come lui l’aveva creato/lo creava, con una predilezione per le tinte blu delle pareti. Il “blu Bardini”, forse ispirato da qualche cliente russo di Bardini come il conte Stroganoff, che a sua volta lo era visto/aveva visto nei palazzi neoclassici di San Pietroburgo, si trovava/trovò, molto simile, anche nei saloni monumentali della villa San Donato dei Demidoff. Copiato da altri collezionisti, nelle loro case diventate poi a loro volta museo, a Firenze la tinta invece non piacette/piacque e poco dopo la morte di Bardini venne coperto/fu coprito da un anonimo color ocra. Durante il restauro è stato ripristinato il colore originario grazie alle accurate ricerche di Antonella Nesi.

I testi sono stati tratti e adattati da Wikipedia.

Orari e visite al Museo.

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