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“Un alfabeto di 73 lettere” di Paolo Torresan: la recensione

Un alfabeto di 73 lettere – Strategie per la didattica linguistica di Paolo Torresan, edito dalla Pearson, è una lettura fondamentale per chiunque voglia capire, approfondire e migliorare la propria didattica dell’italiano come L2 o LS.

Uno dei pochi punti fermi della didattica odierna delle lingue è il considerare lo studente il protagonista del proprio apprendimento: non è più una figura passiva che riceve informazioni e svolge esercizi, ma è un elemento centrale e autonomo che, attraverso le proprie caratteristiche distintive e strategie di studio, crea di volta in volta il proprio processo di costruzione della conoscenza. L’insegnante deve tenere conto delle attitudini, sensibilità e abitudini di tutti gli allievi e pertanto non gli è più sufficiente applicare pedissequamente un solo approccio/metodo o seguire in modo passivo il manuale d’italiano. L’insegnante/facilitatore all’interno di questo processo, deve rivestire un ruolo di primo piano, quello di coprotagonista dell’apprendimento: conosce e utilizza, caso per caso, tutte le risorse disponibili nel campo della linguistica e attraverso la sua esperienza sul campo modifica di volta in volta il proprio modo di insegnare. Come sostiene infatti Claude Germain, citato da Torresan, “il docente esperto dispone di un repertorio di mosse didattiche di cui si serve sulla base del profilo degli studenti.”

Gli insegnanti che insegnano da vent’anni si possono raggruppare in due categorie: quelli con vent’anni di esperienza e quelli con un anno di esperienza ripetuto venti volte.

Penny Ur (A course in language teaching, 1996)

Un alfabeto di 73 lettere non è l’ennesimo volume accademico in cui la teoria è supportata da qualche sparuto esempio pratico: il libro di Torresan è improntato all’azione, al fare. Il docente, definito dall’Autore, insegnante strategico, non adotta un solo approccio o metodo didattico, ma di questi ne seleziona gli aspetti che possono essergli utili e sceglie le tecniche più consone al contesto didattico per soddisfare, di volta in volta, le esigenze di apprendimento dei propri allievi a seconda del loro livello di competenza linguistica e delle loro caratteristiche peculiari. In questo libro si troverà, infatti, un’ampia e approfondita varietà di “strategie” da applicare nella pratica didattica di tutti i giorni.

Il volume è diviso in tre parti:

  • Dal metodo al post-metodo. La prima parte è una ricognizione ragionata della storia dell’insegnamento linguistico attraverso una disamina rapida, ma rigorosa, degli approcci e dei metodi che sono stati applicati nell’insegnamento linguistico. Un intero capitolo di questo excursus è dedicata agli studi di Prabhu e al passaggio dal metodo al post-metodo; vi sono anche schematizzati e analizzati criticamente tutti gli approcci didattici più recenti, quali il Dogme Approach, l’approccio di H.D. Brown, di Macaro, quello globale di Guastalla e Naddeo, quello neurolinguistico e il Principled Communicative Approach.
  • Pensare a una didattica per strategie. La seconda parte, anch’essa teorica, individua, oltre allo studente, l’altra figura cardine della didattica: l’insegnante, il quale non è più un mero esecutore di approcci e/o metodi, ma diventa un vero e proprio stratega della didattica attraverso la propria esperienza e l’uso consapevole delle proprie conoscenze teoriche. L’insegnante pianifica i corsi e le attività, supera le difficoltà e adatta il proprio insegnamento ai bisogni didattici degli studenti che si trova davanti. Un capitolo di questa sezione è dedicato alla progettazione per strategie, con spiegazioni chiare ed esempi pratici.
  • 73 strategie per la didattica. La terza parte, quella più sostanziosa, è un compendio di strategie didattiche suddivise in quattro macrocategorie: le prime due centrate sull’allievo e sui materiali, le altre due su chi insegna:
    • Strategie generative di specifici comportamenti degli studenti, all’interno della quale troveremo sostanziosi elenchi ragionati di strategie cognitive, linguistiche, metacognitive, regolative, dinamiche e a mediazione sociale.
    • Strategie relative alla gestione di materiali e risorse, a loro volta suddivise in strategie di facilitazione, olistiche di autoproduzione ecc.
    • Strategie relative alla comunicazione del docente, ovvero come illustrare, presentare, dare ragione delle proprie scelte, suscitare sorpresa ecc.
    • Strategie applicate alla prestazione degli studenti, vale a dire le strategie di verifica, in particolare su come porre domande e sulla correzione degli errori.

Ognuna delle 73 strategie è categorizzata a seconda della sua tipologia (pre comprensione, lettura, ascolto, analisi linguistica, reimpiego, pre produzione, produzione scritta o orale, altro) ed è introdotta da un’accurata spiegazione sulle sue finalità didattiche oltre che da indicazioni e suggerimenti sul suo utilizzo: una o più attività di esempio ne illustrano l’uso pratico.

Una strategia è una “cerniera” tra l’ambito astratto, logico, concettuale e quello concreto, operativo, fattuale.

Paolo Torresan

La lettura e lo studio di Un alfabeto di 73 lettere è consigliato a tutti gli insegnanti di italiano L2/LS, sia a quelli con una lunga esperienza alle spalle, sia a chi è alle prime armi: i primi troveranno nuove idee e lo stimolo per migliorare la qualità del proprio insegnamento, i secondi riceveranno un’introduzione teorico-pratica chiara e molto approfondita delle tecniche didattiche a disposizione dell’insegnante e del come e perché usarle.

Vedi l’indice di Un alfabeto di 73 lettere e la biografia dell’Autore.

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