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L’italiano contro la mafia: Rocco Chinnici

Rocco Chinnici (Misilmeri, 19 gennaio 1925 – Palermo, 29 luglio 1983) è stato un magistrato italiano, vittima di mafia. Scoprite la sua storia eseguendo gli esercizi (testi tratti e adattati da Wikipedia).

  •  ESERCIZIO 1. Unisci le frasi.
  1. Entrò in Magistratura nel 1952, …
  2. In seguito fu pretore a Partanna, dal 1954 al 1966, …
  3. Nel 1970 gli fu assegnato il caso della cosiddetta “strage di viale Lazio”, …
  4. Dopo alcuni anni  divenne magistrato di Cassazione e Consigliere Istruttore e come tale investigò …
  5. Altri omicidi eccellenti seguirono non molto tempo dopo, nel 1980, …
  6. Quest’ultimo era amico di Chinnici, con cui aveva condiviso indagini sulla mafia …
  7. Dopo questo omicidio Chinnici ebbe l’idea di istituire …
  8. Il primo grande processo alla mafia, il cosiddetto maxi processo di Palermo, …
  9. Entrarono a far parte della sua “squadra” …

a) in cui figuravano molti nomi di criminali di mafia destinati a successiva maggior notorietà.

b) i cui esiti i due giudici si scambiavano in tutta riservatezza dentro un ascensore di servizio del palazzo di Giustizia.

c) anno in cui pervenne a Palermo ove il 9 aprile prese servizio presso l’Ufficio Istruzione del Tribunale, nel ruolo di giudice istruttore.

d) una struttura collaborativa fra i magistrati dell’Ufficio (poi nota come “pool antimafia”).

e)  quando la mafia uccise il capitano dei Carabinieri Emanuele Basile e il procuratore Gaetano Costa.

f) sul delitto mafioso del collega Cesare Terranova.

g) avendo come prima destinazione il tribunale di Trapani come uditore giudiziario.

h) alcuni giovani magistrati fra i quali Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

i) è il risultato del lavoro istruttorio svolto da Chinnici.

  • ESERCIZIO 2. Leggi il testo e inserisci le seguenti forme verbali:

ucciso – credeva – Riprendendo – faremo  – esistita – difendere – vuole – nasce – giacevano

Chinnici _________________ nel coinvolgimento dei giovani nella lotta contro la mafia, recandosi nelle scuole per parlare agli studenti della mafia e del pericolo della droga. In un’occasione disse: «Parlare ai giovani, alla gente, raccontare chi sono e come si arricchiscono i mafiosi […] fa parte dei doveri di un giudice. Senza una nuova coscienza, noi, da soli, non ce la ___________________ mai» Fu anche uno studioso del fenomeno mafioso, del quale diede in più occasioni definizioni molto decise. Nella sua relazione sulla mafia tenuta nell’incontro di studio per magistrati organizzato dal Consiglio Superiore della Magistratura a Grottaferrata il 3 luglio 1978 così si era espresso: “____________________ il filo del nostro discorso, prima di occuparci della mafia del periodo che va dall’unificazione del Regno d’Italia alla prima guerra mondiale e all’avvento del fascismo, dobbiamo brevemente, ma necessariamente premettere che essa come associazione e con tale denominazione, prima dell’unificazione, non era mai ___________________ in Sicilia”, e più oltre aggiunge: “La mafia _________________ e si sviluppa subito dopo l’unificazione del Regno d’Italia”.» Più tardi, nella detta intervista a I Siciliani, approfondì la definizione: «La mafia è stata sempre reazione, conservazione, difesa e quindi accumulazione della ricchezza. Prima era il feudo da __________________, ora sono i grandi appalti pubblici, i mercati più opulenti, i contrabbandi che percorrono il mondo e amministrano migliaia di miliardi. La mafia è dunque tragica, forsennata, crudele vocazione alla ricchezza. […] La mafia stessa è un modo di fare politica mediante la violenza, è fatale quindi che cerchi una complicità, un riscontro, una alleanza con la politica pura, cioè praticamente con il potere. Se lei mi __________________ chiedere come questo rapporto di complicità si concretizzi, con quali uomini del potere, con quali forme di alleanza criminale, non posso certo scendere nel dettaglio. Sarebbe come riferire della intenzione o della direzione di indagini.» Rocco Chinnici fu ________________ il 28 luglio 1983 con una Fiat 126 imbottita di esplosivo davanti alla sua abitazione in via Pipitone Federico a Palermo, all’età di cinquantotto anni. Accanto al suo corpo __________________ altre tre vittime raggiunte in pieno dall’esplosione: il maresciallo dei carabinieri Mario Trapassi, l’appuntato Salvatore Bartolotta, componenti della scorta del magistrato, e il portiere dello stabile di via Pipitone Federico, Stefano Li Sacchi. L’unico superstite fu Giovanni Paparcuri, l’autista. Ad accorrere fra i primi furono due dei suoi figli, ancora ragazzi. Ad azionare il detonatore che provocò l’esplosione fu il killer mafioso Antonino Madonia.

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Per assistenza contattate gli insegnanti dell’Accademia del Giglio, lingua italiana, arte e cultura a Firenze: adg.assistance@gmail.com.

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