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La Divina Commedia per studenti d’italiano L2. Prima parte: introduzione e inferno

La Divina Commedia di Dante Alighieri è uno dei capolavori della letteratura europea. Si tratta di un poema in versi (endecasillabi, cioè composti di 11 sillabe ciascuno) in terza rima (tipo di rima creata per la sua opera da Dante stesso). La Divina Commedia fu scritta in lingua volgare (antico toscano che poi, grazie anche alla veloce diffusione del poema, diventerà la lingua di tutti i letterati della penisola) tra il 1304 e il 1321, ovvero alla fine del Medio Evo ed è divisa in 3 parti (chiamate cantiche): Inferno (composto di 34 canti), Purgatorio (composto di 33 canti) e Paradiso (composto di 33 canti). Le tre cantiche sono quindi composte in totale di 100 canti.

All’inizio Dante immagina di perdersi in una foresta, allegoria di uno smarrimento spirituale:

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
ché la diritta via era smarrita.

Accompagnato dall’anima del poeta Virgilio scende nell’inferno dove incontra personaggi del passato che durante la loro vita si erano comportati male. Dante, influenzato dalla visione dell’universo di Tommaso d’Aquino, immagina che l’inferno sia suddiviso in piani, chiamati “gironi”. In ogni girone soffrono le anime delle persone che in vita hanno commesso gli stessi crimini o lo stesso peccato. Più si scendono i piani dell’inferno, più le colpe sono gravi e più le sofferenze sono terribili. Uno schema dell’inferno di Dante lo vedete qui sopra.

Tra le tantissime anime ricordiamo i “lussuriosi” Paolo e Francesca (canto V), che però Dante compatisce per la loro triste storia d’amore:

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Ulisse, cattivo consigliere e imbroglione (canto XXVI), che però Dante ammira per la sua ambizione e tenacia:

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza

Il terribile conte Ugolino fra i traditori (canto XXXIII):

La bocca sollevò dal fiero pasto
quel peccator, forbendola a’ capelli
del capo ch’elli avea di retro guasto.

Infine in bocca al diavolo Lucifero, in fondo all’inferno, Dante incontra quelli che secondo lui sono i più grandi traditori di tutti i tempi cioè Giuda, Cassio e Bruto. Infine risale dall’altra parte del pianeta:

salimmo sù, el primo e io secondo,
tanto ch’i’ vidi de le cose belle
che porta ‘l ciel, per un pertugio tondo.

E quindi uscimmo a riveder le stelle.

Siti interessanti:
Qui si può leggere tutta la Divina Commedia.
Qua trovate il testo a fronte in inglese e un utile motore di ricerca interno alla Divina Commedia.
Qui potete ammirare le stampe che l’artista Gustave Doré creò nel 1857 per l’edizione francese dell’Inferno.
Qui potete ascoltare l’attore Roberto Benigni che recita il primo canto.

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