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L’italiano con Gianni Schicchi

Impariamo l’italiano prendendo spunto dal cartellone del Teatro Regio di Parma, che inaugura questo 2014 con un’opera di Giacomo Puccini: Gianni Schicchi (1918).

gianni_schicchi

Leggi il testo tratto da Wikipedia ed esegui gli esercizi.

  • Inserisci le seguenti parole al posto giusto:

luogo – stanza – volontà – situazione – passi – spirito – beni – episodio – favore – uomo

Gianni Schicchi è un’opera in un atto di Giacomo Puccini, su libretto di Giovacchino Forzano basato su un __________________ del Canto XXX dell’Inferno di Dante (vv. 22-48). Fa parte del Trittico. La prima assoluta ha avuto ________________ il 14 dicembre 1918 al Metropolitan di New York.
La storia. Gianni Schicchi, famoso in tutta Firenze per il suo __________________ acuto e perspicace, viene chiamato in gran fretta dai parenti di Buoso Donati, un ricco mercante appena spirato, perché escogiti un mezzo ingegnoso per salvarli da un’incresciosa _________________: il loro congiunto ha infatti lasciato in eredità i pro­pri _______________ al vicino convento di frati, senza disporre nulla in ________________ dei suoi parenti. Inizialmente Schicchi rifiuta di aiutarli a causa dell’atteggiamento sprezzante che la famiglia Donati, dell’aristocrazia fiorentina, mostra verso di lui, _______________ della «gente nova». Ma le preghiere della figlia Lauretta (romanza «O mio babbino caro»), innamorata di Rinuccio, il giovane nipote di Buoso Donati, lo spingono a tornare sui suoi __________________ e a escogitare un piano, che si tramuterà successivamente in beffa. Dato che nessuno è ancora a conoscenza della dipartita, ordina che il cadavere di Buoso venga trasportato nella _________________ attigua in modo da potersi lui stesso infilare sotto le coltri, e dal letto del defunto, contraffacendone la voce, dettare al notaio le ultime _______________________.

  • Abbina ognuna delle seguenti parole al suo sinonimo sottolineato:

proprietà – colui che – desiderata – volontà – giustizia – accade – davanti – grida – ognuno – pure

Così infatti avviene, non senza che Schicchi abbia preventivamente assicurato i parenti circa l’intenzione di rispettare i desideri di ciascuno, tenendo comunque a ricordare il rigore della legge, che condanna all’esilio e al taglio della mano non solo chi si sostituisce ad altri in testamenti, ma anche i suoi complici («Addio Firenze, addio cielo divino»). Schicchi declina dinanzi al notaio le ultime volontà e quando dichiara di lasciare i beni più preziosi – la «migliore mula di Toscana», l’ambita casa di Firenze e i mulini di Signa – al suo «caro, devoto, affezionato amico Gianni Schicchi», i parenti esplodono in urla furibonde.

  • Riordina le parole in grassetto.

Ma il finto Buoso li canterellando a mette tacere  il motivo dell’esilio e infine li caccia dalla casa, di sua esclusiva proprietà divenuta . Fuori, sul balcone, Lauretta e Rinuccio si abbracciano teneramente. Schicchi, contemplando la loro felicità,  della compiaciuto astuzia propria sorride, che tuttavia lo condannerà all’inferno.

  • O mio babbino caro è un’aria dell’opera Gianni Schicchi. La canta il personaggio di Lauretta, rivolgendosi al padre Gianni Schicchi, quando lo scontro tra questi e la famiglia Donati giunge a un punto tale da mettere a rischio la sua storia d’amore con Rinuccio Donati. Ascolta l’indimenticabile versione cantata da Maria Callas nel lontano 1963 e poi completa il testo.

O mio babbino caro,
Mi __________ è bello, bello;
Vo’ andare in Porta Rossa
a comperar l’______________!
Sì, sì, ci voglio _____________!
E se l’amassi indarno,
andrei sul Ponte ______________,
ma per buttarmi in Arno!
Mi struggo e mi tormento!
O Dio, vorrei morir!
Babbo, pietà, pietà!…

Glossario:
Vo’: vado
Indarno: invano, inutilmente
Mi struggo: soffro in silenzio

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