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Infinito, participio e gerundio: i modi indefiniti in italiano

i modi indefiniti

Infinito, participio e gerundio sono i cosiddetti modi indefiniti o forme implicite: si differenziano dagli altri modi finiti o espliciti (indicativo, congiuntivo, condizionale e imperativo) per il fatto che non forniscono informazioni né sulla persona (ovvero sul soggetto) né sul numero (singolare o plurale) del soggetto a cui il verbo si riferisce.

Proprio perché non è possibile individuare il soggetto di questi verbi, i modi indefiniti si usano nelle frasi subordinate: è quindi possibile risalire alle informazioni mancanti dal contesto della frase. Esempio:

Correndo siamo arrivati in tempo.

Correndo da solo ci darebbe poche informazioni, ma la seconda parte della frase ci informa che siamo arrivati in tempo perché “noi abbiamo corso”. Quindi se vogliamo riformulare la frase usando i modi finiti diremmo: Siamo arrivati in tempo perché abbiamo corso.

Vediamo più in dettaglio i tre modi indefiniti.

Modo infinito

L’infinito ha due tempi:
Presente: prendere, andare.
Passato: avere preso, essere andato.

L’infinito esprime l’azione pura: parlare, cantare, vedere. Si usa raramente da solo, mentre è comune usarlo insieme a un verbo modale come dovere, potere e volere. Esempio: Devo andare; Non vorrei uscire.

Con i verbi non modali l’infinito è in genere preceduto da una preposizione: vado a fare la spesa; cerco di tornare presto.

Si usa spesso come nome (il cosiddetto in­finito sostantivato), solitamente accompagnato da un articolo. Esempio: Il troppo bere fa male.

L’infinito passato si usa spesso nelle frasi temporali e causali introdotte da dopo e per. Esempi: Dopo aver finito di mangiare siamo usciti; È stato condannato per aver rapinato una banca.

Modo participio

È chiamato così perché «partecipa» delle qualità del verbo e di quelle dei nomi e degli aggettivi. È, in sostanza, un aggettivo che esprime un’azione o una condizione che riguarda la persona o cosa indicata da un nome.

Il participio ha due tempi:
Presente: andante
Passato: andato

Il participio presente ha sempre valore attivo. Si usa così:
– come verbo (raramente) con un suo oggetto diretto o indiretto. Esempio: Guardavo il sole nascente.
– come aggettivo. Esempi: la squadra vincente, il concorrente perdente.
– come nome. Esempi: il cantante, il rappresentante, lo studente.

Il participio passato ha:
– valore passivo se il verbo è transitivo: in questo caso concorda con l’oggetto;
– valore attivo se il verbo è intransitivo: in questo caso concorda con il soggetto.

Il participio passato si usa:
– per formare i tempi composti (ho detto, siamo partiti) e le forme passive (è amato) dei verbi; – – come aggettivo: un arrosto bruciato;
– come nome: l’insaccato, la spremuta.
– come proposizione indipendente di tipo implicito: Svegliatosi, chiese da bere.

Concordanza del participio passato:
– con i verbi che vogliono l’ausiliare essere o passivi il participio passato concorda con il soggetto: Sara è partita.
– con i pronomi diretti l’accordo è obbligatorio: Sara e Rita le ho incontrate stamani.
– Con il pronome relativo e i pronomi personali l’accordo è possibile, ma la tendenza è all’uso del participio invariato: la ragazza che ho incontrato; ti ringraziamo per averci invitato.

I pronomi diretti, gli indiretti, i combinati e le particelle ci e ne, si posizionanto alla fine della forma verbale del participio: Andatosene Luigi, tutti si misero a festeggiare.

Modo gerundio

Il gerundio ha due tempi:
Presente: mangiando.
Passato: avendo mangiato, essendo andato.

È un modo che esprime un’azione o una condizione secondo le quali avviene l’azione principale collegandola a un’altra che è la principale e stabilendo con questa un rapporto di modo, tempo, causa, condizione, ecc.

Per meglio comprendere la funzione del gerundio, occorre rintracciare la loro forma esplicita. Osserviamo i seguenti esempi:

1) Guardandoti negli occhi, ho capito che ti amo.
La forma “ho capito che ti amo”, suggerisce due domande:
– perché ho capito che ti amo? perché ti ho guardato negli occhi.
oppure:
– quando ho capito che ti amo? mentre ti guardavo negli occhi.
Il gerundio “guardandoti” avrà quindi valore di proposizione causale e/o temporale a seconda del contesto in cui la frase è inserita.

2) Osservando la dieta, dimagrirò.
Qui la forma “dimagrirò”, suggerisce la domanda:
– a che condizione diamgrirò? a condizione di osservare la dieta.
Il gerundio osservando ha valore di proposizione esprimente condizione.

3) Si rilassa facendo yoga.
Qui la forma “si rilassa”, suggerisce la domanda:
– come si rilassa?
Il gerundio facendo esprime il modo in cui il soggetto si rilassa.

4) Non essendosi accorto che il semaforo era rosso, ha avuto un incidente.
Qui la forma “ha avuto un incidente”, suggerisce la domanda:
– perché ha avuto un incidente? perché non si è accorto che il semaforo era rosso.
Il gerundio essendosi accorto ha valore di proposizione causale ed è un’azione precedente alla frase principale.

Cliccate qui per gli esercizi su infinito, participio e gerundio

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