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L’invenzione del water: una comprensione per studenti di italiano livelli B2/C1

toiletSe avete già svolto la comprensione sulla storia della carta igienica, vi interesserà probabilmente anche cimentarvi con la storia del vaso sanitario (o water o wc che dir si voglia). Sorvolando sul suo uso e sulla terminologia tecnica, che lasciamo alla vostra curiosità, proviamo a ripercorrere velocemente la storia di questa fondamentale invenzione.

Comprensione. Leggete il testo e rispondete alle domande.

Il vaso sanitario era già diffuso nel mondo antico. Come per la carta igienica sembra che la Cina sia stato uno dei primi luoghi nel mondo in cui il water abbia fatto la sua comparsa: in una tomba della dinastia Han (dal 206 a.C. al 24 d.C.) è stato infatti ritrovato un locale con un sistema per sedersi e raccogliere l’acqua.

Ma anche gli antichi Romani usavano sistemi a seduta con risciaquo continuo, per certi versi analoghi ai vasi attuali. Importanti ritrovamenti archeologici a Ostia, Ercolano, Pompei e persino presso il Vallo di Adriano hanno consentito di evidenziarne anche un aspetto di costume: i romani infatti espletavano le loro funzioni fisiologiche in modo collettivo e con estrema naturalezza.

Tra il 69 e il 79 d.C. Vespasiano riempì la città di Roma di orinatoi pubblici (da qui il nome di “vespasiani”). Sui residui organici raccolti in questi orinatoi l’imperatore introdusse una tassa poiché i fullones (conciatori e tintori) li usavano per ricavarne ammoniaca che veniva poi usata come smacchiatore, diluente e disinfettante.

Sempre ai tempi dell’antica Roma intorno ai luoghi pubblici come teatri e fori, esistevano latrine dove ci si sedeva tutti vicini continuando le conversazioni mondane o d’affari. Inoltre Roma era nota in tutto il mondo per le sue fognature all’avanguardia come ad esempio la Cloaca Maxima (ovvero “la fogna più grande”), che dopo un lungo tragitto attraverso la città, si scaricava nel Tevere, che così diventava “biondo”.

bagni_romaniNel Medioevo ci si dimenticò di tutto quanto i romani avevano fatto e le più elementari norme igieniche furono dimenticate: nelle città si usavano dei vasi che giorno e notte venivano svuotati direttamente dalle finestra sulla pubblica strada trasformando così le cittadine in luoghi maleodoranti e in cattive condizioni igieniche. Nel XIII° sec. tale usanza venne regolamentata da severe leggi che stabilivano ore apposite (quelle notturne) e l’obbligo di urlare un avvertimento prima del lancio.

Nel castelli e nei palazzi più eleganti, vi erano invece degli sgabuzzini a muro dotati di un asse di legno con buco e una condotta verticale di tubi sempre in terracotta che scaricavano in una cisterna detta pozzo nero il cui contenuto veniva ritirato – e ciò avvenne sino alla fine dell’Ottocento – dai cosiddetti “merdaioli” autorizzati, che poi lo rivendevano come concime.

Il momento igienicamente peggiore fu probabilmente il Rinascimento quando nei palazzi, qualsiasi salone isolato, ballatoio o retro delle porte poteva essere considerato come un luogo adatto ad espletare i propri bisogni: per risolvere il problema dei cattivi odori, Leonardo Da Vinci progettò per re Francesco I delle “doppie porte tagliaodori” per isolare le singole stanze del castello di Amboise.

Durante il regno di Luigi XIV, nella seconda metà del ‘600, entrarono finalmente in uso stanze apposite con tante seggette affiancate, ove si potevano tenere nel frattempo amabili conversari (come ai tempi dei romani). Dal 1739 a Parigi comparirono toilette separate per donne e uomini mentre sono del 1824 le prime toilet pubbliche. La tazza del water come noi la conosciamo fece la sua comparsa nel 1883 in Francia. Nel frattempo in molti paesi si era diffuso il semplice buco detto “alla turca” sul quale ci si accovacciava, evitando così problemi di tipo igienico.

In Inghilterra durante il regno di Elisabetta I d’Inghilterra (fine del ‘500) il vaso era collocato in un piccolo ambiente, denominato water closet (da qui il termine WC) che, tradotto in italiano, significa propriamente “ripostiglio per l’acqua”.
Dopo varie migliorie apportate nel corso dei decenni, finalmente nel 1775 Alexander Cummings, orologiaio inglese, aggiunse un sifone a livello della valvola che grazie alla continua presenza di acqua eliminava definitivamente il problema degli odori, ottenendo in questo modo un gran successo. Nel 1886 l’inglese Thomas Crapper inventò lo sciacquone sopra la tazza, ovvero un serbatoio di 10 litri che grazie a delle leve ed a un tirante con catenella di ferro, scaricava e puliva il gabinetto.

Informazioni tratte e adattate da Wikipedia e da Placida Signora, il blog di Mitì Vigliero.

Domande. Le seguenti affermazioni sono Vere o False?

1. Nell’antichità si usava andare in bagno tutti insieme. V/F

2. I Romani usavano vasi simili a quelli attuali. V/F

3. L’imperatore Vespasiano mise una tassa sulla pipì. V/F

4. Durante il Medioevo non si potevano gettare gli escrementi dalle finestre. V/F

5. Anche nei castelli e nei palazzi eleganti medievali non esistevano luoghi appositi dove svolgere le funzioni fisiologiche. V/F

6. Leonardo da Vinci inventò un vaso antiodore. V/F

7. Durante il Rianscimento nei palazzi ogni luogo appartato poteva servire da gabinetto. V/F

8. I bagni “alla turca” cominciarono a diffondersi alla fine del 1800. V/F

9. Il problema dei cattivi odori fu definitivamente risolto da Alexander Cummings. V/F

10. Thomas Crapper è l’inventore dello sciacquone moderno. V/F

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