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I giochi di un tempo… Attività didattica B1/B2

Un mondo di elettronica e meccanica, popolato di videogiochi, animaletti e bambole robotizzati, viene accusato di uccidere la fantasia. Si torna così con la nostalgia ai bei tempi andati, a quando si era ragazzini che si accontentavano di poco. La domanda, dunque, è questa: quali erano i giochi che facevamo nella nostra infanzia?  Cominciamo con la campana: si disegnavano con il gesso sui marciapiedi dei quadrati, alternando un quadrato a due quadrati, numerandoli da 1 a 9 e culminando con il numero 10; si lanciava quindi un sasso su una delle caselle, che doveva essere raggiunta saltellando per recuperare la pietra, sulle caselle singole bisognava rimanere in equilibro su un piede solo, infine, toccata la casella numero 10, fare una giravolta in volo e tornare alla base.

Un altro gioco potrebbe essere nascondino: un bambino stava “sotto” e doveva contare fino a cento, tutti gli altri bambini a quel punto si nascondevano; poi il bambino che stava sotto cominciava a cercarli e, quando ne trovava uno, doveva tornare al punto di partenza, toccarlo e gridare “Bomba!”  più il nome del bambino trovato. Se un bambino nascosto era più veloce del bambino cacciatore, poteva correre a sua volta al punto di partenza, toccarlo e gridare “Bomba libera tutti!” e liberare se stesso. Alla fine del gioco, era turno del primo bambino “catturato” di diventare cacciatore.

Si poteva giocare anche a bandierina: i giocatori erano divisi in due squadre uguali e numerati, un altro giocatore faceva da giudice di gara e tenendo in mano un fazzoletto, che fungeva da “bandierina” appunto, chiamava i giocatori per numero. I giocatori convocati dovevano correre verso il giudice e riuscire a rubargli la bandierina per portarla alla loro squadra. Ogni volta che la bandierina veniva conquistata, portava un punto alla squadra. il gioco terminava quando tutti i numeri erano stati chiamati.

E tu, a che cosa giocavi quando eri bambino? Lo abbiamo chiesto ad alcuni dei nostri studenti:

Attacca la coda all’asino: un gioco di una volta molto divertente era questo che si faceva spesso nei compleanni dei bambini, si chiamava attacca la coda all”asino. Attaccata al muro c’era l”immagine di un asino; dopo avere scelto un ragazzo, gli si chiudeva gli occhi con un fazzoletto e doveva camminare cieco per quasi tre metri con la coda in mano, gli altri ragazzi intorno a lui gridavano perche lui cercava l’asino al muro. Doveva ricordare dove era l’asino e cercare di attaccare la coda mentre gli altri bambini gridavano per aiutarlo. Vinceva quello che attaccava corretamente la coda. Lucia, Equador.

In passato quando Io avevo 14 anni giocavo a melina con i miei cugini e altri amici. Scegliavamo un ragazzo, lui stava in mezzo e gli altri intorno, dopo quelli intorno si passavano la palla e il ragazzo al centro  doveva  prendere la palla quando noi passavamo la palla e cosi via. Si poteva giocare solo con i piedi. Abdalrhman, Giordania.

Kankeri: questo gioco ha bisogno di almeno tre persone. Prima si faceva la morra per decidere le posizioni. Si decideva chi fa l’orco. Questa persona doveva difendere una lattina e doveva toccare le altre persone. Gli altri dovevano scappare dall’orco e dovevano calciare la lattina. Se l’orco prendeva qualcuno, questo doveva nascondersi. Se qualcuno tirava un calcio alla lattina, l’orco perdeva. (Kankeri: Kan-Keri: Kan significa una lattina, Keri significa un calcio.) Seiko, Giappone.

Irooni (strega comanda colore). Iro sinifica i colori, e oni è un tipo di mostro. Si faceva in gruppo. Uno diceva un nome di un colore e gli altri scappavano da lui cercando un oggetto di quel colore. Il mostro seguiva gli altri, ma quando un altro riusciva a trovare il colore e lo toccava, il mostro non poteva più prenderlo. Per esempio, se il colore era il verde, era facile da trovare. Invece se uno diceva viola, c’era una grande crisi! Hidemi, Giappone.

2 comments to I giochi di un tempo… Attività didattica B1/B2

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