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Dai Madonnari all’Anamorphic Street Painting

L’arte dei Madonnari è tutta italiana: dal lontano Medioevo gli artisti di strada incarnavano lo spettacolo per eccellenza e tutt’oggi venendo in Italia è possibile assistere nelle piazze e nelle vie delle nostre città ai piccoli concerti improvvisati da complessini, alle piroette e agli scherzi dei mimi e anche alla realizzazione di copie di immagini sacre da parte dei Madonnari che, almeno a Firenze, hanno autentici spazi ritagliati sulla strada per esplicare la loro arte.
Tuttavia anche quello dei Madonnari è tutto fuorché un lavoro semplice o un passatempo: oggi esistono svariate associazioni che offrono veri e propri corsi e seminari per aspiranti madonnari e madonnari esperti e l’arte di dipingere su strada è approdata anche al web infestando la Rete con una quantità di notizie di ogni genere.
Peraltro, come sempre avviene per le tradizioni, ci sono già delle linee innovatrici che si stanno distaccando dalla consuetudine: Kurt Wenner e Julian Beever sono due artisti di Anamorphic Street Painting. La combinazione dell’anarmofismo e del trompe l’oeil per Kurt e la pittura anamorfica per Julian consentono loro di realizzare immagini straordinariamente verosimili che tramite l’illusione ottica annullano lo spazio fisico e diventano tridimensionali. Sia il trompe l’oeil che l’anamorfismo sono due tecniche pittoriche molto famose: la prima consiste nell’annullare il senso dello spazio fisico sul quale si dipinge dando l’idea della profondità, mentre la seconda si diffonde già nel Rinascimento, salvo poi acquisire questa denominazione solo nel 1600, ed è un’ illusione ottica realizzata in modo che il soggetto disegnato sia riconoscibile solamente da una certa angolazione mentre ad un primo sguardo lo si veda solo come molto deformato e distorto.
La storia di Kurt Wenner è molto interessante: nasce nel Michigan e solo a 16 anni realizza il suo primo murales su commissione, in seguito s’iscirive alla Rhode Island School of Design e la Art Center College of Design, poi viene assunto dalla NASA, per la quale realizza dipinti per progetti spaziali futuri e di paesaggi extraterrestri. Nel 1982 lascia la NASA e si stabilisce a Roma per studiare arte e, anni dopo, ottiene svariate commissioni, ma è solo grazie allo Street Painting che viene apprezzato in tutto il mondo. Qui lo potrete vedere all’opera in un suggestivo filmato.
Julian Beever, invece, si è dedicato all’arte dello Street painting per più di 10 anni realizzando vario genere di opere: la sua fama è, tuttavia, legata curiosamente proprio al mondo del web. Infatti nel 2004 una serie di email a catena permisero la promozione della sua opera che in breve divenne così popolare da farlo conoscere in tutto il mondo, ma tale era la verosimiglianza delle immagini inviate per posta elettronica da indurre molti a credere che fossero rielaborate digitalmente. Per fugare ogni dubbio consiglio di vedere questi video che rivelano non solo quanto lavoro ci sia dietro all’Anamorphic Street Painting ma anche di constatare la bravura di Julian. Per ulteriori informazioni sullo Street Painting si può visitare questo sito.

2 comments to Dai Madonnari all’Anamorphic Street Painting

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