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Un racconto per Natale da “L’oro di Napoli” di Giuseppe Marotta

Un racconto per Natale - Marotta

La storia che vi presentiamo in questo post e di cui abbiamo estratto solo alcuni brani, data la sua lunghezza, fa parte di una raccolta di racconti di Giuseppe Marotta intitolata L’oro di Napoli, pubblicata nel 1947. Come il titolo stesso può farvi intuire, la città partenopea, i suoi abitanti e le sue tradizioni popolari sono i protagonisti delle vicende narrate. Dalla raccolta in questione è stato tratto nel 1954 l’omonimo film, per la regia di Vittorio De Sica.

La mostra

Natale, a Napoli, è la più lunga festa dell’anno: comincia fin agli ultimi giorni di novembre, forse col primo sbattere di un’imposta aggredita dal vento di terra, quando alla madida luna delle notti di scirocco subentra improvvisamente quel gelo pulito e fermo, di cristallo, che denuda gli astri e le montagne, non senza far dire al fruttivendolo don Aniello Scala: «Ci siamo, Concetta, prepara i lumi e il braciere»…
Si ha, davanti a tutto questo, l’incerto stato d’animo e la vaga ansia di chi, chiamato al telefono da una città lontanissima, aspetta di conoscere una notizia che potrà rallegrarlo o affliggerlo; invece è soltanto cominciato Natale, nient’altro può verificarsi, il fatto nuovo consiste per don Aniello Scala nell’allestire (previa lucidatura dei lumi e del braciere) la mostra natalizia della sua frutta; allo stesso modo che per qualsiasi altro abitante del vicolo l’appassionante interrogativo è: come se la caverà quest’insigne fruttivendolo?…
Un architetto e un pittore affioravano dalle profondità di don Aniello mentre la signora Scala preparava i lumi e il braciere. Bisogna aver visto, a Napoli, una mostra natalizia di frutta. Non essendovi più limiti all’occupazione di suolo pubblico, la mostra esce dalla bottega e s’avvia. Dove finisce, finisce. Può essere un anfiteatro, coi suoi stalli di cachi di melagrane di arance, col suo podio di meloni di fichi d’India di ananas, col suo pulvinare di mandarini di sorbe di mele; oppure può essere un tempio, col suo altare maggiore di nespole e di pere, con le sue navate di castagne e di noci, con le sue colonne di fichi secchi e di uva, con i suoi ex voto di datteri e banane. La mostra natalizia di don Aniello era poco meno che un monumento alla frutta, e come tale costituiva il risultato di uno sforzo artistico e organizzativo. Per giorni e giorni don Aniello scaricava ceste colme nella sua bottega; poi vi si rinchiudeva per lavorare al nucleo essenziale dell’esposizione, le cui estreme propaggini si sarebbero infine diramate oltre la soglia nel vicolo…
Donna Concetta lo aiutava raccattando qualche mela caduta, o non lo aiutava affatto, come nessuno avrebbe potuto veramente aiutare Cellini mentre eseguiva il getto del Perseo
Ma anche per l’ultima mostra di Natale che gli vide allestire preparò i lumi e il braciere. Perché, pronta che sia la mostra, bisogna vegliarla. Una mostra natalizia di frutta non è un lavoro che si possa disfare la sera e ricomporre la mattina. Addormentatosi il vicolo don Aniello mandava a letto la moglie, accendeva i lumi ad acetilene, sceglieva, per collocarvi il braciere, un punto strategico dal quale fosse possibile tener d’occhio anche il più lontano cestello, e vegliava la sua creatura…
Conoscete le notti che, a Napoli, precedono Natale? Conoscete il braciere? Quell’aria chiara, autentica, giovane come Dio lasciò detto al vento di terra, o tramontana, che la rifacesse ogni tanto; gli spazi vuoti fra le stelle che si allargano per accogliere le eventuali preghiere dei vicoli, o per consentire il passaggio della cometa annunziatrice, e il braciere è uno scaldino d’ottone dall’orlo levigato e tenero per voglia poggiarvi i piedi, pieno di ammiccante cinigia, favorevolissimo ai pensieri.

Attività 1. Associa le parole e/o le espressioni in neretto nel testo alle seguenti definizioni.

Nell’antica Roma, letto su cui si mettevano le immagini degli dei per farli partecipare idealmente al banchetto = pulvinare
Umida =
Portatrice di notizie =
Indefinibile =
Risolverà la situazione =
Brace fine =
Offerte =
Rattristarlo =
Ordinò =
Diramazioni =
Vigilarla =
S’incammina =

Attività 2. Nelle seguenti frasi, inserite le parole e/o le espressioni in neretto del testo e coniugate i verbi al tempo e al modo richiesti dalla narrazione.

1. Lascia che la legna (bruciare) ______________ fino a trasformarsi in ………, così si manterrà il calore nel braciere ancora per un po’.
2. Il cassettone che ha in camera da letto è completamente coperto di fotografie di antenati: (sembrare) _____________ un ………!
3. Il vecchio Conte ……… nel testamento che metà della sua eredità (andare) _____________ in beneficenza: si trattava di un sacco di soldi e i parenti non (esserne) _____________ affatto felici.
4. Le radici di quest’albero hanno ……… lunghissime che (diffondersi) _____________ sotto il manto stradale e (rovinare) _____________ l’asfalto: sono un bel problema!
5. Dopo quella sfiancante sessione di ginnastica, ieri (io-essere) _____________ completamente …….. di sudore.
6. Forse non (essere) _____________ facile per lui uscire da quel pasticcio, ma Mario è un ragazzo tosto e …….. .
7. Tra poco arriverà il Natale e ancora si (raccontare) _____________ della stella cometa, …….. della nascita del Bambinello.
8. A seguito del complicato intervento chirurgico che (subire) _____________ la povera bambina, per la sua mamma (rendersi) _____________ necessario …….. per tutta la notte. Per fortuna, oggi sta molto meglio ed è fuori pericolo!
9. Hai almeno una …….. idea di quello che (costarti) _____________ questo viaggio o pensi che non (spendere) _____________ niente?
10. Se andate a Livorno, non (mancare-voi) _____________ di visitare il Santuario di Montenero: ha una collezione enorme e molto famosa di ………
11. Quella brutta notizia non poté non ………: per il suo amato cane non (esserci) _____________ più speranze.
12. Ecco il piccolo scolaretto che (uscire) _____________ di casa e ………. malvolentieri verso la scuola: (essere) _____________ l’emblema della tristezza!

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