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I verbi con 10 frasi di Massimo Recalcati

Libri di Massimo Recalcati

Massimo Recalcati è uno psicoanalista, saggista e accademico italiano autore di molti libri: abbiamo scelto dieci frasi per farvi esercitare sui verbi.

Esercizio. Per ogni frase scegliete il verbo corretto tra quelli suggeriti.

1.
Le parole sono vive, entrano nel corpo, bucano la pancia: possono essere pietre o bolle di sapone, foglie miracolose. Possono fare innamorare o ferire. Le parole non sono solo mezzi per comunicare, le parole non sono solo il veicolo dell’informazione, come la pedagogia cognitivizzata del nostro tempo volesse/vorrà/vorrebbe farci credere, ma sono corpo, carne, vita, desiderio.
da L’ora di lezione

2.
Dipingere d’oro le fratture del vaso significa fare in modo che la memoria dell’offesa non è/fu/sia semplicemente cancellata – dimenticata -, ma possa/potesse/può segnare un nuovo inizio.
Da Il segreto del figlio

3.
La parola si soddisfa nell’ascolto dell’Altro. La mia parola è riconosciuta solo quando venne/viene/verrebbe ascoltata.
da Ritratti del desiderio

4.
Gli insegnanti che non abbiamo dimenticato e di cui ricordiamo bene i nomi, i volti, il timbro della voce, la figura, coi quali abbiamo una relazione di debito e di riconoscenza, sono quelli che ci hanno insegnato innanzitutto che non si possa/poteva/può sapere senza amore per il sapere, che il sapere raggiunto senza desiderio è sapere morto, sapere separato dalla verità, sapere falso.
da L’ora di lezione

5.
La nascita di un figlio non è solo la venuta al mondo di qualcuno di cui attenderemmo/attendevamo/attendessimo di vedere il volto, di qualcuno che attendevamo di accogliere fra le nostre braccia.
da Le mani della madre

6.
La domanda di padre non è più domanda di modelli ideali, di dogmi, di eroi leggendari e invincibili, di gerarchie immodificabili, di un’autorità meramente repressiva e disciplinare, ma di atti, di scelte, di passioni capaci di testimoniare, appunto, come si possa/potesse/poteva stare in questo mondo con desiderio e, al tempo stesso, con responsabilità.
Da Il complesso di Telemaco

7.
Ludwig Wittgenstein ricordava giustamente che i confini del mio linguaggio determinano i confini del mio mondo. Il che significa che tanto più si arricchisca/arricchisce/arricchiva il mio linguaggio, tanto più aumenta la mia possibilità di fare esperienza del mondo.
Da La scuola insegni quanta vita c’è nei libri, Rep.repubblica.it, 9 settembre 2018

8.
Senza il grande ombrello dell’ideologia, nulla sembra/sembrasse/sembri garantire un sentimento di identità. In primo piano è la dimensione della precarietà. Non solo economica ma anche etica.
Da Patria senza padri

9.
Perché gli uomini combattono per la loro servitù come se si tratta/trattasse/tratti della loro libertà?
Da Il complesso di Telemaco

10.
Fare il bene dell’Altro è/fosse/sia la definizione più precisa che possiamo dare delle ideologie totalitarie.
Da Patria senza padri

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