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Italiano con il lessico: da “Il presepio dei sette anni” di Achille Campanile

Presepe

Presepe

Continuiamo con le storie del tempo di Natale. Fare il presepio (o presepe, come viene chiamato in Toscana) in genere è molto divertente, e gratificante per gli spiriti ingegneristici e visionari, ma può trasformarsi in un vero e proprio stress da super lavoro per alcuni sventurati: dalla semplice capannuccia, con poche statuine della Sacra famiglia e dei pastori, si può giungere a progettare interi sistemi orografici che invadono una grande parte della sala da pranzo (stanza normalmente deputata ad accogliere  la scena natalizia)!

Il brano che segue contiene alcuni estratti di un racconto del famoso umorista Achille Campanile, intitolato Il presepio dei sette anni, in cui si narrano le vicissitudini di un padre di famiglia, impegnato nella poco gratificante attività annuale di costruire la tradizionale rappresentazione della Natività di Gesù Cristo. L’esercizio che dovete fare vi chiede di individuare il significato delle parole o delle espressioni scritte in neretto, tra i tre proposti.

“Al presepio Luca cominciava a lavorare parecchi giorni prima di Natale e la preparazione di esso si svolgeva in un’atmosfera di guerra, del tutto in contrasto col carattere idillico della pia bisogna. Le prime scaramucce avvenivano quando, un paio di settimane avanti la Vigilia, si tiravan fuori gli accessori conservati dal Natale precedente. Tutti rotti o malandati. Bisognava far quasi tutto nuovo. Il che dava modo a Luca di tuonare contro il disordine della casa. Dopo di che s’aprivan le ostilità per la scelta del luogo.
I primi anni, questa era caduta su una angolo della stanza da pranzo, ma in seguito alle proteste della mamma per gli sbaffi di pittura e gli strappi che poi restavano sul parato, il Presepio, snidato e incalzato di stanza in stanza, finì in un luogo dell’anticamera dove, a causa della semioscurità del luogo, fu talvolta sommerso dai cappotti dei visitatori; i quali poi se ne andavano bianchi della farina che serviva a far la neve…
… Provvedutosi alla sistemazione orografica, non restava che popolare il paesaggio. Come in tutti i Presepi, non era chiara l’ora, in quanto vi si vedevano contemporaneamente gruppi che gozzovigliavano all’osteria mangiando spaghetti, talvolta con le mani, greggi che pascolavano, qualche donna che lavava i panni nel torrente. “A quell’ora?” direte. A quell’ora.
Il Presepio era affollato di strani nottambuli e, come pareva dovevasi dedurre dalla presenza delle stelle, era notte: persone affacciate alla finestra, una ragazzina che guidava le oche con un giunco, un maialino che grufolava nel trogolo, una vecchia all’arcolaio, un contadino con l’asino, che andava evidentemente al mercato, un arrotino che arrotava, un panettiere che sfornava, un pizzaiolo che faceva pizze.
Insomma, si facevano cose che solitamente si fanno in ore diversissime l’una dall’altra. E tutto, meno che dormire. Quella era una notte in cui non dormiva nessuno, a eccezione di poche pecorelle. C’erano persino comari che conversavano da un balcone all’altro. E, cosa straordinaria, tra greggi e grotte si ergeva anche qualche sontuoso palagio con colonne e peristili, ma in parte già allo stato di rudere.
A confondere vieppiù le idee circa l’ora, contribuiva il contegno dei pastori, dei quali vi era una straordinaria quantità e varietà. Uno con la pecorella sulle spalle, un altro che portava sulla testa una piccola paniera con le ricottine, un terzo steso a meriggiare con la siringa o lo sufolo sulle labbra, un quarto che, benché per molti fosse notte fonda, faceva ostinatamente solecchio con la mano sulla fronte, a ripararsi dai cocenti raggi d’un sole, che non c’era.
Non mancavano un cacciatore col fucile e il cane, né qualche cane da solo, acciambellato o abbaiante, né giocatori di carte o dadi all’osteria, sonatori di fisarmonica, zampognari. Nell’insieme, una specie di notte di San Giovanni…”

Esercizio: Trovate la definizione corretta fra le tre opzioni proposte

1. pia bisogna: a) sacra necessità; b) sacra battaglia; c) sacra evenienza
2. scaramucce: a) preparativi; b) controlli; c) lotte
3. malandati: a) malridotti; b) marciti; c) perduti
4. tuonare: a) urlare minacciando; b) pulire; c) combattere
5. s’aprivan le ostilità: a) cominciavano le ricerche; b) cominciavano le lotte; c) cominciavano i problemi
6. sbaffi: a) freghi, cioè macchie; b) disegni di soggetto religioso; c) setole perse dai pennelli
7. snidato: a) spostato; b) ingrandito; c) stanato
8. gozzovigliavano: a) si picchiavano ubriachi;  b) si ingozzavano di cibo; c) facevano baldoria
9. nottambuli: a) che amano fare tardi a divertirsi; b) che passeggiano durante la notte; c) che escono fuori solo di notte
10. grufolava: a) si lavava; b) mangiava; c) si abbeverava
11. arrotava: a) affilava lame; b) faceva girare la ruota del mulino; c) eliminava l’acqua dalle stoffe con una pressa rotante
12. comari: a) preti; b) donne di paese; c) giovani galline
13. palagio: a) chiesa; b) campanile; c) palazzo
14. rudere: a) rovina; b) finito; c) consacrato
15. vieppiù: a) volutamente; b) visivamente; c) ulteriormente
16. meriggiare: a) canticchiare; b) riposare; c) fare merenda
17. sufolo: piccolo flauto; b) sigaro; c) sorriso
18. solecchio (fare solecchio): a) puliva gli occhi;  b) chiudeva gli occhi; c) proteggeva gli occhi
19. acciambellato: a) sfamato con una ciambella; b) avvolto a ciambella; c) del colore di una ciambella
20. zampognari: a) suonatori di uno strumento simile alla cornamusa; b) maniscalchi; c) veterinari

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2 comments to Italiano con il lessico: da “Il presepio dei sette anni” di Achille Campanile

  • mairi

    1. pia bisogna: a) sacra necessità
    2. scaramucce: c) lotte
    3. malandati: a) malridotti
    4. tuonare: a) urlare minacciando
    5. s’aprivan le ostilità: b) cominciavano le lotte;
    6. sbaffi: a) freghi, cioè macchie
    7. snidato: a) spostato
    8. gozzovigliavano: c) facevano baldoria
    9. nottambuli: a) che amano fare tardi a divertirsi
    10. grufolava: b) mangiava;
    11. arrotava: a) affilava lame;
    12. comari: b) donne di paese;
    13. palagio: c) palazzo
    14. rudere: a) rovina;
    15. vieppiù: c) ulteriormente
    16. meriggiare: b) riposare;
    17. sufolo: b) sigaro;
    18. solecchio (fare solecchio): c) proteggeva gli occhi
    19. acciambellato:b) avvolto a ciambella;
    20. zampognari: a) suonatori di uno strumento simile alla cornamusa

  • Cecilia

    Brava Mairi, solo due piccole cose:
    7. snidato qui ha il senso di costretto a fuggire
    17. sufolo è il piccolo flauto

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