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Una gita a… il Museo Archeologico Nazionale di Arezzo “Gaio Cilnio Mecenate”

Sfinge

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Il dizionario definisce il termine “mecenate” come colui che protegge le arti e gli artisti finanziandone i progetti. Da dove ha origine questa parola? Esattamente dal nome di Gaio Cilnio Mecenate, un aretino di origine etrusca che fu consigliere dell’imperatore Augusto, visse tra il 68 a. C. e l’8 d. C. e fondò un circolo di intellettuali e poeti, tra i quali si annoverano Virgilio e Orazio, che aiutò generosamente.

Al suo nome oggi è intitolato il Museo Archeologico Nazionale di Arezzo. Ospitato nei suggestivi locali che furono del convento dei Montolivetani di San Bernardo, prospicienti le rovine dell’anfiteatro romano (metà II sec. d. C.), il Museo custodisce una non molto grande, ma non per questo poco importante, raccolta di oggetti di provenienza etrusca e romana, frutto in maggioranza di ritrovamenti di scavi effettuati nel capoluogo toscano.

Gran parte delle opere esposte nelle varie sale localizzate al piano terra dell’edificio è costituita da elementi di terracotta di uso quotidiano, con vasellame, lucerne e altri oggetti.

Tra i reperti etruschi, per la gran parte di indubbia rilevanza, spiccano un frontone di pietra, ritrovato in piazza San Jacopo e risalente al 480 a. C. ed alcuni gioielli provenienti dalla necropoli di Poggio del Sole. La sezione di arte romana custodisce il ritratto in pietra di Livia, moglie dell’imperatore Augusto, una statua intera di un uomo con la toga, pavimenti decorati a mosaico ed alcuni arredi tombali.

Al piano superiore, tra le altre, le collezioni private donate al Museo, una sezione di paleontologia con alcuni reperti scheletrici di animali e la sezione di numismatica.  In una teca centrale si può ammirare un piccolo ritratto maschile in crisografia, una tecnica di decorazione con oro su vetro, risalente alla seconda metà del III secolo d. C. Infine,  un maestoso cratere attico con scene di Amazzonomachia (Eracle in lotta conto le Amazzoni), attribuito ad Eufronio (510-500 a.C.) e considerato il pezzo più importante del Museo, insieme all’anfora con il ratto di Ippodamia, della scuola del pittore di Meidias (420-410 a. C.).

Il Museo si trova in via Margaritone 10, molto vicino alla stazione ferroviaria. Orario di apertura: dal lunedì alla domenica aperto dalle ore 8.30 alle ore 19.30. Il biglietto intero costa 6 Euro, il ridotto 3 Euro.

Uro

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