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Discorso diretto – Discorso indiretto

Studiare l'italiano...

Leggi il testo:

31 dicembre 1920

Questa è una notte speciale: l’anno 1920 sta per finire. Alessandro e Camilla hanno progettato di trascorrere questo evento in assoluta solitudine. Hanno affittato una baita in montagna, sono passati dall’emporio dove hanno comprato l’occorrente per sopravvivere lontano da ogni contatto con la civiltà e ora si apprestano a… festeggiare!

Alessandro: Camilla, tesoro, sai dove sono i miei scarponi da sci? Non ho la minima idea di dove io possa averli messi!

Camilla: Prova a cercare nella sacca rossa. Probabilmente sono insieme ai miei.

Alessandro: Amore, scusa! Non è che per caso tu sappia anche dove io abbia messo le mie pantofole e i miei calzettoni di lana? Ho un maledettissimo freddo ai piedi…

Camilla: Penso che possano essere nel tuo zaino; sempre che tu ce li abbia messi…

Alessandro: Già che ci sono, farò meglio a cercare nel mio zaino anche i guanti: sembra impossibile, ma ho le mani congelate!

Camilla: Perché non guardi se c’è anche il tuo cappello di lana? Ci scommetto che tra un po’ mi dirai che hai un terribile freddo alla testa!

Alessandro: Scusa, ma ho la sensazione che qua dentro non sia esattamente caldo… Per caso, ti sei dimenticata di accendere il fuoco nel caminetto?

Camilla: Dimenticata io? Non avresti dovuto pensarci tu?

Alessandro: Io? Perché proprio io?

Camilla: Chi è tra noi due l’uomo? Questo è un lavoro da uomini. Poi, non sono io quella che muore di freddo, anche se un po’ di calore non mi dispiacerebbe…

Alessandro: Va bene, ora ti mostrerò come si accende un fuoco. Tu, però, promettimi che dopo mi aiuterai a scaldarmi…

Camilla: D’accordo, ci sto! Fai presto, però: il nuovo anno sta per arrivare!

Raccontiamo adesso, a ottanta anni di distanza, che cosa si dissero Alessandro e Camilla la notte dell’ultimo dell’anno 1920.

Alessandro chiese a Camilla se lei sapesse dove erano i suoi scarponi da sci, poiché lui non aveva la minima idea di dove potesse averli messi. Camilla gli rispose di provare a cercare nella sacca rossa, dato che probabilmente erano insieme ai suoi. Alessandro chiese ancora se per caso lei non sapesse anche dove lui avesse messo le sue pantofole ed i suoi calzettoni di lana: aveva un maledettissimo freddo ai piedi. Camilla pensava che potessero essere nello zaino di lui, sempre che ce li avesse messi. Alessandro aggiunse che, già che c’era, avrebbe fatto meglio a cercare nel suo zaino anche i guanti: sembrava impossibile, ma aveva le mani congelate! Camilla gli domandò perché non guardasse se c’era anche il suo cappello di lana: ci scommetteva che dopo un po’ le avrebbe detto che aveva un terribile freddo alla testa! Alessandro chiese scusa, ma aveva la sensazione che lì dentro non fosse esattamente caldo: per caso si era dimenticata di accendere il fuoco nel caminetto? Camilla, offesa, chiese: dimenticata, lei? Non avrebbe dovuto pensarci lui? Alessandro si meravigliò: perché proprio lui? Camilla domandò chi tra loro due fosse l’uomo. Quello era un lavoro da uomini. Poi non era lei quella che moriva di freddo, anche se un po’ di calore non le sarebbe dispiaciuto… Alessandro disse che andava bene e che le avrebbe dimostrato come si accendeva un fuoco, ma le chiese che gli promettesse che dopo l’avrebbe aiutato a scaldarsi… Camilla era d’accordo, ci stava. Che facesse presto, però: il nuovo anno stava per arrivare.

IL PASSAGGIO DA DISCORSO DIRETTO A DISCORSO INDIRETTO

Per raccontare il contenuto di una conversazione esistono due modi:

1) Ripetere le parole testuali precise come sono state dette (DISCORSO DIRETTO)

2) Fare la parafrasi, cioè raccontare senza usare le parole testuali (DISCORSO INDIRETTO).

Ecco un esempio di DISCORSO DIRETTO:

Il Capitano si rivolse a lui e gli disse: “Faccia in fretta. Abbiamo poco tempo prima che inizi la prova e dobbiamo darLe istruzioni su quello che deve fare”.

Ecco lo stesso esempio, ma con il DISCORSO INDIRETTO:

Il Capitano si rivolse a lui e gli disse di fare in fretta. Avevano poco tempo prima che iniziasse la prova e dovevano dargli istruzioni su quello che doveva fare.

Il DISCORSO INDIRETTO viene introdotto sempre da un verbo dichiarativo (“dire”, “dichiarare”, “affermare”, “aggiungere”, “rispondere”, ecc.) che diventa il predicato principale del nuovo periodo. Questo verbo può essere a un tempo storico (passato prossimo, passato remoto, imperfetto, ecc.) o a un tempo presente (presente, futuro o passato prossimo legato al presente). A seconda del tempo del verbo principale avremo, pertanto, due tipi di concordanza: al passato e al presente. Delle due, la concordanza al passato è sicuramente la più complessa.

Nel passaggio da discorso diretto a discorso indiretto, se il verbo principale è al passato, CAMBIANO:

1) I PRONOMI PERSONALI:

IO, TU diventano LUI, (EGLI), LEI (ELLA)

Es.: Carlo disse: “ Ho fame!”

Carlo disse che aveva fame.

NOI, VOI diventano LORO, ESSI, ESSE

Es.: Gianni e Carlo dissero:” Abbiamo fame!”

Gianni e Carlo dissero che avevano fame.

Attenzione: IO, NOI, TU, VOI se sono contemporaneamente protagonisti e narratori non cambiano:

Es.: Io dissi: ”Voglio uscire.”

Io dissi che volevo uscire.

2) GLI AGGETTIVI POSSESSIVI:

MIO, TUO diventano SUO

Es.: Gina chiese a Maria: “ Hai visto mio padre?”

Gina chiese a Maria se avesse visto suo padre.

NOSTRO, VOSTRO diventano LORO

Es.: Gianni gli disse: “ Ho visto il vostro cane.”

Gianni gli disse che aveva visto il loro cane.

Attenzione: Gli aggettivi possessivi MIO, NOSTRO, TUO, VOSTRO, se riferiti a chi racconta, si comportano come i corrispondenti nomi personali.

3) GLI AVVERBI E LE LOCUZIONI DI TEMPO E DI LUOGO:

Gli avverbi e le locuzioni avverbiali della colonna a sinistra si trasformano negli avverbi e nelle locuzioni della colonna di destra:

OGGI -> QUEL GIORNO
DOMANI -> L’INDOMANI, IL GIORNO DOPO/SUCCESSIVO
IERI -> IL GIORNO PRIMA/PRECEDENTE
ORA -> ALLORA, IN QUEL MOMENTO
TRA POCO -> POCO DOPO
POCO FA -> POCO PRIMA
QUI/QUA -> LÌ, LÀ, IN QUEL LUOGO

OGGI -> QUEL GIORNO
DOMANI -> L’INDOMANI, IL GIORNO DOPO/SUCCESSIVO
IERI -> IL GIORNO PRIMA/PRECEDENTE
ORA -> ALLORA, IN QUEL MOMENTO
TRA POCO -> POCO DOPO
POCO FA -> POCO PRIMA
QUI/QUA -> LÌ, LÀ, IN QUEL LUOGO

4) GLI AGGETTIVI ED I PRONOMI DIMOSTRATIVI:

QUESTO, QUESTA diventano QUELLO, QUELLA

COSTUI, COSTEI diventano COLUI, COLEI

5) IL VERBO VENIRE:

VENIRE diventa ANDARE

Es.: Paolo disse a Mario. “Stasera vengo a casa tua”.

Paolo disse a Mario che quella sera sarebbe andato a casa sua.

Attenzione: il verbo VENIRE non cambia quando è contenuto in espressioni idiomatiche:

Es.: Lucia disse: “ Mi è venuto un forte mal di testa”.

Lucia disse che le era venuto un forte mal di testa.

oppure quando è riferito al narratore.

Es.: Claudia mi disse: “Stasera vengo al cinema con te”.

Claudia mi disse che quella sera sarebbe venuta al cinema con me.

6) I TEMPI E I MODI DEI VERBI:

IL PRESENTE INDICATIVO
diventa
IMPERFETTO INDICATIVO

Es.: La mamma disse al figlio: “Sono stanca di stirarti i vestiti!”

La mamma disse al figlio che era stanca di stirargli i vestiti.

IL PRESENTE INDICATIVO nelle interrogative dirette
diventa
IMPERFETTO CONGIUNTIVO

Es.: Il bambino mi chiese. “Quanti anni hai?”

Il bambino mi chiese quanti anni avessi.

IL PRESENTE CONGIUNTIVO
diventa
IMPERFETTO CONGIUNTIVO

Es.: La ragazza disse: “Penso che Leo DiCaprio sia molto bello!”

La ragazza disse che pensava che Leo DiCaprio fosse molto bello.

L’IMPERATIVO
diventa
IMPERFETTO CONGIUNTIVO
oppure
INFINITO SEMPLICE

Es.: Il giudice gli intimò: “Paghi la multa!”.

Il giudice gli intimò che pagasse la multa.

Il giudice gli intimò di pagare la multa.

IL FUTURO SEMPLICE
diventa
CONDIZIONALE COMPOSTO

Es.: Le promise: “Ti scriverò al mio ritorno a casa”.

Le promise che le avrebbe scritto al suo ritorno a casa.

IL FUTURO SEMPLICE O ANTERIORE
(solo se in rapporto con un altro futuro)*
diventa
TRAPASSATO CONGIUNTIVO

Es.: Disse: “Ti scriverò dopo che sarò ritornato a casa”.

Disse che le avrebbe scritto dopo che fosse ritornato a casa.

*Se in una proposizione incontriamo un unico verbo al FUTURO, questi segue la regola del futuro nel passato e diventa CONDIZIONALE COMPOSTO. Se, però, in una proposizione incontriamo due verbi al FUTURO, quello che descrive l’azione precedente (espressa da un futuro anteriore o da un futuro semplice con valore di anteriorità) va al TRAPASSATO CONGIUNTIVO e solo quello che descrive l’azione successiva va al CONDIZIONALE COMPOSTO.

IL PASSATO PROSSIMO
e
IL PASSATO REMOTO
diventano
TRAPASSATO PROSSIMO

Es.: La assicurò: “Sono già stato dal medico”.

La assicurò che era già stato dal medico.

Raccontò: “Il bimbo disse -Mamma!- per la prima volta”.

Raccontò che il bimbo aveva detto –Mamma!- per la prima volta.

Attenzione: se il verbo della dipendente non è in diretta relazione temporale con il verbo della principale, il PASSATO, prossimo o remoto, non muta.

Es.: Il professore affermò: “Cesare fu un grande uomo politico”.

Il professore affermò che Cesare fu un grande uomo politico.

IL CONDIZIONALE SEMPLICE
diventa
CONDIZIONALE COMPOSTO

Es.: Ci confessò: “Mi piacerebbe venire in vacanza con voi”.

Ci confessò che gli sarebbe piaciuto venire in vacanza con noi.

I TRE CASI DEL PERIODO IPOTETICO
CERTEZZA, POSSIBILITÀ, IMPOSSIBILITÀ
diventano tutti della
IMPOSSIBILITÀ

Es.: Disse: “Se posso, vengo con molto piacere”.

Disse che, se avesse potuto, sarebbe venuto con molto piacere.

Disse: “Se potessi, verrei con molto piacere”.

Disse che, se avesse potuto, sarebbe venuto con molto piacere.

Disse: ”Se avessi potuto, sarei venuto con molto piacere”.

Disse che, se avesse potuto, sarebbe venuto con molto piacere.

Nel passaggio da discorso diretto a discorso indiretto NON cambiano:

L’INFINITO, IL PARTICIPIO, IL GERUNDIO

Es.: Disse: “Ho provato a leggere quel libro, ma era troppo noioso”.

Disse che aveva provato a leggere quel libro, ma che era troppo noioso.

Disse: “Arrivato a casa, ho acceso subito la TV”.

Disse che, arrivato a casa, aveva acceso subito la TV.

Disse: ”Viaggiando, ho incontrato molte persone affascinanti”.

Disse che ,viaggiando, aveva incontrato molte persone affascinanti.

L’IMPERFETTO

(indicativo e congiuntivo, non esprimente condizione)

Es.: Raccontò: “Ero molto stanco, così rimasi a casa”.

Raccontò che era molto stanco e così era rimasto a casa.

Confessò tristemente: ”Volevo che fosse tutto perfetto”.

Confessò tristemente che voleva che fosse tutto perfetto.

IL CONDIZIONALE COMPOSTO

Es.: Ci urlò: “Avrei voluto vedere voi al posto mio!”

Ci urlò che avrebbe voluto vedere noi al posto suo.

Il TRAPASSATO (indicativo e congiuntivo)

Es.: Si guardò intorno e disse: “Non ero stato mai qui!”

Si guardò intorno e disse che non era stato mai lì.

Ricordando quell’episodio, Anna disse: “Gianni non ha mai capito quanto fosse stato fortunato in quella occasione”.

Ricordando quell’episodio, Anna disse che Gianni non aveva mai capito quanto fosse stato fortunato in quell’occasione.

I PRONOMI LUI, LEI, LORO ED I POSSESSIVI SUO E LORO
GLI AVVERBIE
IL DIMOSTRATIVO QUELLO
L’AVVERBIO ALLORA

Nel passaggio da discorso diretto a discorso indiretto, se il verbo principale è al presente, CAMBIANO:

I PRONOMI PERSONALI ED I POSSESSIVI

Seguono gli stessi criteri già analizzati.

L’IMPERATIVO
diventa
CONGIUNTIVO PRESENTE
oppure
INFINITO SEMPLICE

Es.: Il giudice gli intima: “Paghi la multa!”

Il giudice gli intima che paghi la multa.

Il giudice gli intima di pagare la multa.

Non mutano invece:

GLI AVVERBI DI TEMPO E DI LUOGO
I TEMPI ED I MODI DEI VERBI DIPENDENTI (non l’imperativo)

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4 comments to Discorso diretto – Discorso indiretto

  • Pieter W.B. den Oudsten

    Vi ringrazio molto per questo riassunto grammaticale particolarmente utile!
    Auguri da Amsterdam.

  • roberto balò

    Grazie Pieter.

  • Mario

    Ciao. Sto studiando l’italiano e ho trovato questo dubbio. Ho visto che voi avete scritto alcuni espressioni di tempo che cambiano nel discorso indiretto, ma non sono tutte. Potreste dirmi per favore come diventano l’anno prossimo o la settimana scorsa e le altre? Grazie mille!

  • Cecilia Pontenani

    Ciao Mario,
    al punto 3 puoi trovare le espressioni di tempo che cerchi, devi solo adattarle alla situazione: l’anno prossimo diventa così l’anno successivo, l’anno seguente o l’anno dopo; la settimana scorsa diventa la settimana precedente, la settimana prima o la settimana avanti. Come vedi, le possibilità sono molte.

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