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Lettura facilitata: chi era Franco Basaglia?

Ti presentiamo la biografia di Franco Basaglia. La versione originale la trovi qui. In basso trovi la spiegazione delle parole difficili (in grassetto).

Franco Basaglia è conosciuto per la legge che porta il suo nome: la 180, che portò notevoli rivoluzioni alla psichiatria del ‘900. Basaglia nasce nel 1924, secondogenito di un’agiata famiglia veneziana. Dopo gli studi classici, durante i quali il giovane conosce e rimane affascinato dalla corrente dell’esistenzialismo, si iscrive alla Facoltà di Medicina di Padova e dopo la laurea consegue, nel 1953, la specializzazione in Malattie Nervose e Mentali.

Basaglia inizialmente si dedica alla carriera universitaria presso l’università di Padova. Sostiene però idee troppo sovversive per la psichiatria del tempo, che mal si sposano con la cultura d’ateneo dell’epoca; decide, pertanto, di lasciare il mondo accademico per accettare l’incarico di direttore dell’Ospedale Psichiatrico di Gorizia. Siamo nel 1961 e Basaglia si scontra con la forte realtà manicomiale; in particolare, il giovane medico denota come il malato, una volta entrato in queste realtà, cessa d’essere considerato una persona per divenire un “oggetto” da segregare e contenere con metodi fortemente costrittivi quali la camicia di forza e l’elettroshock. Basaglia, nel manicomio di Gorizia, si ripropone di sovvertire questo sistema. Ispirandosi a Foucault e Goffman, al concetto di “comunità terapeutica” e alla corrente di pensiero dell’“antipsichiatria”, applica un metodo terapeutico innovativo. Obiettivo principale di tale metodo è di rimarcare ed esaltare le qualità dell’individuo malato, anziché soffocarle; al malato viene data molta più autonomia consentendogli di intrattenere rapporti con l’esterno.

Basaglia, seppur impegnato nella rinnovata direzione del manicomio della città friulana, non tralascia la sua formazione e prosegue la sua attività intellettuale, che abbraccia diversi campi e ambiti del sapere, e scientifica prendendo attivamente parte a congressi nazionali ed internazionali. Nel 1967 esce “Che cos’è la psichiatria” e dopo un anno “L’istituzione negata. Rapporto da un ospedale psichiatrico”, due volumi che testimoniano l’esperienza professionale di Basaglia in cui l’autore apre, come aveva fisicamente aperto le porte del manicomio di Gorizia, le menti e gli occhi dei lettori sulla realtà manicomiale. Lo psichiatra si ripropone di far conoscere al grande pubblico quello che si può fare per queste “persone in crisi”, che non devono essere escluse, emarginate, ma bensì aiutate da una serie di servizi a reintegrarsi nella società e nelle famiglie.

Nel 1968 lascia la direzione dell’Ospedale di Gorizia per il coinvolgimento in un inchiesta su un delitto compiuto da un paziente da lui dimesso. Inchiesta poi archiviata perché non è mai stata trovata alcuna relazione tra le dimissioni e il delitto stesso. Nel 1971 diventa direttore del manicomio San Giovanni di Trieste,  La giunta provinciale lascia carta bianca al nuovo direttore. Basaglia decide di formare una propria équipe giovane, non ancora contaminata dalla psichiatria, formata da medici, psicologi, assistenti sociali, volontari e studenti e di riorganizzare l’ospedale attraverso l’apertura di nuovi reparti. Partono quindi varie attività, quali laboratori di pittura, teatro, scrittura e la formazione di una cooperativa di pazienti che svolgono lavori di pulizia e giardinaggio retribuiti e con regolare contratto di lavoro. Quando Basaglia arriva a Trieste gli internati sono 1182, nel 1975 il numero è sceso a 800, molti hanno trovato collocazione in famiglia, in gruppi appartamento e nelle case popolari.

Gli sforzi di Basaglia non sono stati vani e, nel 1973, Trieste diventa “zona pilota” dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – Oms sui servizi di salute mentale. Sempre nel 1973, insieme ad altri psichiatri che condividono le sue stesse idee fonda Psichiatria Democratica, movimento ad oggi esistente e legato alla sinistra. Il 13 maggio del 1978 questo movimento ispira e promulga in parlamento la legge n. 180/78 sancendo la riforma della psichiatria di trent’anni fa. Cardini principali di questa legge sono la chiusura dei manicomi, la definizione di una regolamentazione del trattamento sanitario obbligatorio e l’istituzione di servizi di igiene mentale pubblici.

Nel 1979 si trasferisce a Roma per assumere l’incarico di coordinatore dei servizi psichiatrici della Regione Lazio. Un anno dopo, all’età di 56 anni Basaglia, affetto da un tumore al cervello, muore nella sua casa di Venezia.

secondogenito: secondo figlio
agiata: ricca, benestante
consegue: ottiene
d’ateneo: di università
segregare:  rinchiudere
seppur: anche se
tralascia, trascura, abbandona
lascia carta bianca: lasciare agire di propria iniziativa
vani: inutili
sancendo: che dichiara ufficialmente
Cardini: punti principali

1 comment to Lettura facilitata: chi era Franco Basaglia?

  • teresa

    la legge 180 Basaglia ha ridato dignita’ ai nostri malati …. e’ stato una persona con grande umanita’ e sensibilita’ e senza dubbio abbiamo “recuperato” tanti esseri umani nella societa’ che altrimenti sarebbero finiti come finiscono i cani nei canili. Basaglia …grande uomo!

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