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L’arte pop di Tomo Uyesugi

tomo3Le opere di Tomo Uyesugi colpiscono immediatamente per i loro colori e per i soggetti subito riconoscibili all’interno di una tradizione pop americana, una tradizione però rivisitata attraverso una sensibilità orientale: così i colori sono meno netti, si fondono con l’ambiente e con le figure; i soggetti sono sfumati, diventano quasi delle silhouette di colore e i volti scompaiono lasciando solo degli accenni di tratti somatici.

Difficile ritrovare nei suoi quadri l’eco degli studi fatti in Italia sull’arte rinascimentale, se non forse a momenti, in quella radiosità della luce che potrebbe anche essere toscana. Le ispirazioni più forti vengono dall’America, quella della West Coast, dove Tomo si è trasferito ormai da diversi anni e dove lavora e fa mostre. Vengono in mente case bianche con le veneziane socchiuse e la luce che si diffonde a fasci in interni di appartamenti con aria condizionata; mobili statici in pomeriggi di noia, di caldo, in attesa che suoni il campanello o squilli il telefono; ragazze che si preparano per uscire, per fare un giro in macchina sulle strade di San Diego su una cabrio, il mare in lontananza e la brezza serale che si diffonde. Interni di un film anni ’70 con un Robert De Niro (in Jackie Brown di Tarantino) che guarda un film pubblicitario sulle armi seduto in poltrona mentre una ragazza si tinge le unghie dei piedi. C’è tutto questo, ma è solo intuibile.

L’esperienza tomo2statunitense si sovrappone all’estetica giapponese a all’arte di Eiji Toda, il nonno di Tomo. Come afferma nella sua presentazione “ho apprezzato la diversità della cultura californiana rispetto alla monoculturalità del Giappone, dove la maggior parte della gente condivide gli stessi valori e la stessa conformazione fisica”. I personaggi dei suoi quadri nascono quindi dall’esperienza vissuta in un paese multiculturale, dall’incontro con altre persone che l’artista ha conosciuto e toccato. La silhouette infatti, pur avendo cancellati i connotati del volto, è una silhouette specifica, non confondibile con nessun’altra: i colori, ma sopratutto la posizione del corpo e i suoi movimenti, sono ampiamente descrittivi. Anzi, l’eliminazione del dettaglio riesce a far concentrare chi guarda proprio nell’interezza del corpo e dello spazio che questi occupa. Tomo Uyesugi rende i suoi personaggi senza volto degli esseri sociali e politici, delle persone che interagiscono in una società complessa: “ho scelto di esprimere l’anima della figura umana attraverso la mia arte. Attraverso le relazioni positive tra persone con background diversi, spero di trovare un’immagine di una società meno violenta.”

Il sito ufficiale di Tomo Uyesugi raccoglie i suoi lavori, la biografia e altre notizie su mostre in corso.

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