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Lorella Ronconi: “Je roule”, poesia su ruote

Lorella RonconiQuando ho incontrato Lorella Ronconi per la prima volta, nel 1987, ho visto una piccola ragazza (allora, entrambe eravamo ragazze…) bionda e con gli occhi blu, su una piccola bicicletta rosa. Chissà perché, ma di quei giorni conservo in mente l’immagine di noi amici che giochiamo a pallavolo, in una palestra di Grosseto, mentre lei “parcheggiata” ci guarda da bordo campo. Quella bicicletta ha accompagnato Lorella per molti anni; ha viaggiato con lei all’estero, tra mille complicazioni (si è perfino imbarcata in aereo!); ha celebrato con lei (anche con me…) lo scudetto 1989 del campionato di serie A del baseball; ha assistito ai matrimoni degli amici. Poi, purtroppo, la grave malattia degenerativa di cui Lorella soffre fin dall’infanzia, si è fatta più cattiva e, 15 anni fa, si è reso necessario per lei un complicato intervento chirurgico alla colonna vertebrale: da quel momento Lorella è costretta a muoversi in carrozzella e non gode più di quella relativa indipendenza che la bicicletta le permetteva. Ma non ha perso né il coraggio, né la voglia di darsi da fare (né la chiacchiera o, se preferite, lo scilinguagnolo!) che la rendono un’amica speciale ed un esempio per tante persone. Da qualche anno si è scoperta poetessa: mette in versi la sua difficile esistenza e la sua accettazione e si scopre tragica, quando nella vita reale Lorella tragica non è. Anzi: è una delle persone pù solari che io abbia mai conosciuto! Le sue opere hanno avuto riconoscimenti e vinto concorsi e, in questi giorni, vengono pubblicate in un piccolo libro dalle Edizioni Ets. Qui di seguito, potete leggere la poesia che dà il titolo alla raccolta: “Je roule”:

Je roule

Ruoto, scivolo, piroetto,
tra piedi frettolosi,
non trovo le mie orme
sul calore della sabbia
solo i segni delle mie ruote,
due strisce affondate dal peso della sofferenza.

Sofferenza gratuita,
sofferenza che scivola lentamente
come la mia vita,
sgrana goccia dopo goccia
attraverso il tubo della flebo.
Attendo, aspetto,
cerco le mie orme,
non le trovo: io ruoto,
je roule.

Due linee sul grigio dell’asfalto
segnano l’inverno.
Aspetto al di là delle vetrine dei negozi,
Io non entro, attendo fuori.
Scale fra me e la gente,
porte troppo strette,
barriere che strappano la libertà.

Mondi inesplorati
oltre quelle rampe
la vita si muove agitandosi
fra vanità e gambe frettolose,
fra sogni che strappano l’anima
e carezze dell’impossibile
ho perso le mie orme…, ma io ruoto, si…
In un mondo fatto di passi,
je roule.

lorella alla premiazioneLorella ha anche rilasciato un’intervista alla giornalista Maria Antonietta Schiavina, che è stata pubblicata nell’edizione grossetana dell’8 febbraio 2008 de “Il Tirreno”. Da questa intervista ho estrapolato alcuni passaggi che mi sono sembrati particolarmente interessanti.

Lorella, parliamo di sofferenza, cosa significa per lei che se la porta addosso da sempre?
«Per me la sofferenza é il leight motiv della mia esistenza. Ci sono cresciuta, mi ha accompagnato e mi accompagna sempre, giorno e notte, non mi abbandona mai, proprio come una fedele amica, quasi una colonna sonora».
Nonostante la sofferenza è una persona allegra?
«Sì. E lo devo anche ai miei genitori che hanno combattuto per inserirmi nella scuola normale, in un periodo in cui i portatori di handicap andavano a quelle differenziate, con insegnanti sensibili e molto intelligenti, che mi hanno sempre trattato come gli altri alunni… Non mi sentivo handicappata, anzi con l’handicap ci giocavo…»
… parliamo invece di normalità. Che cosa significa per Lei?
«… essere normale significa accettare tutto quello che c’è, la situazione, gli impegni, le persone semplicemente per quello che sono… La normalità è essere indipendenti, la normalità è tagliarsi i capelli o non tagliarsi i capelli, la normalità è vivere lasciar vivere gli altri».
Nonostante il suo grande dolore riesce a trovare la voglia di scrivere poesie?
«Spesso le memorizzo quando devo stare sdraiata e immobile per ore. E poi le scrivo al computer quando posso rialzarni».

3 comments to Lorella Ronconi: “Je roule”, poesia su ruote

  • è una poesia bellissima , che conosco. Mi è stata letta da una persona disabile. Complimenti per averla inserita qui! Myriam

  • Franco

    Solo oggi ho avuto il piacere di conoscerti,e quello che sto leggendo e curiosando,fa di te una donna speciale,e spero che fara’ di te una amica speciale…ciao Lorella

  • Lorella

    Eccomi, anche se in ritardo… tra “sogno e realtà”… tra ciò che vorrei essere davvero e quello che riesco ad essere davvero! :o) Vorrei scrivere e rispondere a tutti e poi finisco per non stare bene fisicamente e tutto salta. Grazie Myriam, grazie Franco, spero davvero di potervi conoscere meglio. Grazie dei vostri complimenti, grazie davvero!

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