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Postvisioni meteorologiche

postvisioniQuest’anno il clima sembra impazzito: un inverno molto caldo, rispetto alle medie stagionali, ha lasciato il posto a un’estate abbastanza fresca, fatte salve le poche settimane di luglio in cui il termometro ha raggiunto considerevoli temperature. Ad agosto, in alcune regioni italiane, si è vista anche un po’ di neve: e dire che esiste anche il detto “nemmeno se nevicasse d’agosto” a completare un’apodosi che esprime una situazione del tutto surreale!
È pur vero che, a quanto sembra, nella storia della meteorologia non è la prima volta che si registrano cambi climatici così repentini e inaspettati. La meteorologia è, infatti, una scienza molto antica che trae le sue origini da un trattato di Aristotele scritto con probabilità intorno al 340 a.C. e intitolato “Meteorologica”. In questo scritto, il grande filosofo greco raccoglieva vario genere di osservazioni sull’origine dei fenomeni atmosferici: non a caso, infatti, la parola meteorlogia viene dal greco “meteoron” e “logos”, ovvero “studio/discorso sulle cose che stanno sopra”.
Ma che tempo faceva nei secoli scorsi? Fino ad adesso per saperlo ci si era affidati al carotaggio dei ghiacci, ovvero all’analisi dei blocchi di ghiaccio, ma le informazioni che se ne ricevevano erano assai scarse e frammentarie. Ecco allora rientrare in gioco, secondo quanto pubblicato sul Corriere della Sera del 17 settembre scorso, le testimonianze scritte. Da esse si traggono informazioni preziose e interessanti: ad esempio, nei diari di un monastero benedettino svizzero (Einsiedeln), si leggono precise e puntuali annotazioni sul tempo e si apprende che l’11 gennaio 1684 fu terribilmente freddo, al punto che il vino usato durante le cerimonie religiose si congelò.
In Toscana, nel 1784, fu allestito un osservatorio per volere del Granduca, dove, perlatro, erano conservati 33 diari relativi alle condizioni atmosferiche del Cinquecento, mentre i cortigiani giapponesi, dall’altra parte del mondo, tenevano resoconti in base alla fioritura dei ciliegi.
Ciò che appare quanto mai interessante è che, in ogni epoca, l’uomo è stato estremamente attratto dai fenomeni climatici, tanto da pensare di vivere in un periodo unico dal punto di vista meteorologico. Del resto, per stabilire una classifica sembra che occorra solo leggere un bel po’ di scritti al riguardo!

L’immagine di questo post è tratta da qui.

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