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Libretti d’opera: La Traviata.

Giuseppe VerdiGià all’inizio degli anni Cinquanta del 1800 Giuseppe Verdi cercava una cantante soprano che si dimostrasse all’altezza di un ruolo difficile: la parte che avrebbe dovuto interpretare era quella della protagonista di un dramma redatto da Alexandre Dumas, figlio del celebre scrittore francese. Questo dramma, intitolato La dame aux camélias e particolarmente discusso, narrava la storia di un personaggio realmente esistito, Alphonsine Duplessis giovane prostituta d’alto bordo, entrata anche nella vita di Dumas e da lui trasformata in Marguerite Gautier nella sua opera. Verdi, che aveva assistito ad una rappresentazione del dramma a Parigi nel 1851, ne era rimasto così colpito da decidere di metterlo in musica.
Grazie al librettista Francesco Maria Piave, già nel 1852 il libretto era pronto con il titolo “La Traviata”: la censura, tuttavia, non tardò ad intervenire, dal momento che la storia di una cortigiana che si sacrificava per amore non poteva certamente rispecchiare le esigenze di bienséance dell’epoca. Molti hanno visto nella vicenda note autobiografiche dello stesso compositore: la bella Violetta ammalata di tisi è, secondo molti, da riconoscersi in Giuseppina Strepponi, compagna di Verdi e proprio in quel periodo gravemente ammalata.
Proprio a causa dell’argomento abbastanza scabroso la prima rappresentazione, avvenuta al Teatro La Fenice di Venezia il 6 marzo 1853, non ottenne il successo sperato che arrivò solo l’anno successivo anche grazie a una migliore interpretazione. La TraviataPeraltro il plauso ricevuto nella seconda occasione era destinato a rimanere invariato nel corso dei decenni visto che, a tutt’oggi, La Traviata è una delle opere più note di Verdi e tra le più amate in generale grazie anche alle splendide e celeberrime arie che propone, come ad esempio la struggente Amami Alfredo, il notissimo brindisi Libiamo nei lieti calici, e il gaio coro delle Zingarelle, di cui qui potrete trovare un’insolita e “dolce” versione nell’interpretazione del Coro del Conservatorio Santa Cecilia di Roma.
L’opera, in tre atti, è la terza e l’ultima della cosiddetta “Trilogia popolare”, composta dal Rigoletto e dal Trovatore e qui potrete ascoltarla.

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