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Lo “stile dolce” di Desiderio

Busto infantile Il destino ha voluto che le breve vita di Desiderio (morì a 35 anni) ne offuscasse il ricordo e la fama, lasciandolo per secoli dimenticato. Il giovane scultore della seconda metà del Quattrocento fiorentino fu tuttavia estremamente amato tra i suoi contemporanei se è vero che alcune sue opere, al pari di altre di Beato Angelico e Donatello, venivano citate nell’inventario dei beni di Lorenzo il Magnifico.
La purezza dei volti infantili, la nobiltà dei busti di giovani gentildonne fiorentine, la grazia della sua opera in generale, che dovettero essere così manifeste nella sua epoca da meritare di essere menzionate nelle descrizioni del Vasari, tornano con il loro fascino discreto nella mostra organizzata al Bargello dal 22 Febbraio al 3 Giugno, in collaborazione con la National Gallery di Washington e con il Louvre di Parigi.
La mostra è divisa in varie sezioni: “Ritratti”, dove è possibile ammirare i numerosi busti rappresentanti fanciullini e giovinetti dai tratti delicati ed efebici, “Rilievi” dove è possibile cogliere l’influsso che la lezione donatelliana dello “stiacciato” ha avuto sulle aggraziate opere del discepolo, “Scultura decorativa” della quale Desiderio si occupava a bottega insieme al fratello Geri, esperto intarsiatore di pietra serena. La mostra trova una sua appendice in due basiliche fiorentine di estremo rilievo perché il visitatore possa ammirare anche due splendide opere del giovane scultore, il Monumento funebre di Carlo Marsuppini, in Santa Croce (realizzato tra il 1455 e il 1459) e il Tabernacolo del Sacramento, in San Lorenzo (tra il 1459 e il 1461).
RilievoCome Donatello, anche Desiderio è un virtuoso del marmo: riesce a restituire la morbidezza dei modellati, la naturalezza delle espressioni, la trasognata dolcezza degli sguardi, la quotidiana tranquillità dei gesti, ma al contempo dà una propria interpretazione, una propria lettura che non è avvicinabile al realismo, talvolta spietato di Donatello, ma riporta toni più cauti, più eleganti che restituiscono la nobiltà del portamento delle donne della borghesia mercantile fiorentina, o la misteriosa serietà delle attitudini dei bambini nei busti infantili.
Anche lo “stiacciato” dimostra un nuovo corso: con Desiderio i contorni si fanno meno netti, la luce li scava in modo meno tagliente per permettere la resa di profili più morbidi, superfici meno frante e ritmate, che precorrono quello che poi in pittura sarà lo “sfumato” di Leonardo.

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