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Italiano con la storia dell’arte: Bartolomeo Ammannati, architetto e scultore

Palazzo Pitti dal Giardino di Boboli

Palazzo Pitti dal Giardino di Boboli

Continuiamo il nostro viaggio nell’italiano con la storia dell’arte con una comprensione su uno degli artisti più importanti del manierismo per il suo contributo all’architettura e alla scultura. In fondo troverete alcune semplici domande per controllare la comprensione del testo. 

Bartolomeo Ammannati è stato uno dei più notevoli artisti del manierismo, corrente artistica del 1500 che si rifà ai grandi maestri come Leonardo, Michelangelo e Raffaello. Ammannati nacque a Settignano, vicino a Firenze, nel 1511. A 12 anni iniziò a studiare con il suo maestro, Baccio Bandinelli. Ben presto lasciò Firenze per lavorare a fianco di Jacopo Sansovino a Venezia dove collaborò nella realizzazione della decorazione della Libreria di San Marco.

Nel 1550 si sposò con la poetessa Laura Battiferri, nobildonna nata a Urbino: nella loro villa di Maiano, appena fuori Firenze, accoglieva un circolo di umanisti, artisti e poeti, tra i quali Agnolo Bronzino, Benvenuto Cellini, e altri. Si spostarono a Roma dove Ammannati lavorò come scultore e architetto insieme a Vasari. Ritornato a Firenze divenne artista ufficiale della corte di Cosimo I de’ Medici.

Tra le prime opere di questo periodo troviamo la fontana di Giunone per la Sala Grande (quello che diventerà il salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio), che però non vi trovò mai posto. La fontana venne inizialmente sistemata nel Parco di Pratolino, poi fu spostata nel Giardino di Boboli, infine fu smembrata. Solo da pochi anni, in occasione della mostra del Cinquecentenario di Ammannati, è stata riassemblata ed è possibile vederla nella sua interezza nel museo del Bargello.

Sempre in questo periodo completò i lavori alla Biblioteca Laurenziana che dopo la partenza di Michelangelo da Firenze erano rimasti in sospeso. Lavorò anche a Palazzo Grifoni, che si trova nell’angolo sud ovest di piazza della Santissima Annunziata, proseguendo i lavori avviati da Giuliano di Baccio d’Agnolo e progettando probabilmente anche il giardino.

Particolare della Fontana del Nettuno - Piazza della Signoria - Firenze

Particolare della Fontana del Nettuno – Piazza della Signoria – Firenze

Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I, gli commissionò il completamento di Palazzo Pitti: in particolare nel 1560 realizzò, sempre rispettando lo stile originale di Filippo Brunelleschi, il primo ampliamento del palazzo che prevedeva in particolare l’edificazione dell’imponente cortile interno, a tre piani. Lo stile era senza precedenti e fu successivamente ripreso in molti altri palazzi europei tra cui ad esempio il Luxembourg di Parigi. Ammannati si occupò anche dell’ampliamento dei giardini retrostanti il palazzo, il Giardino di Boboli.

Nel 1569 progettò una delle sue opere più famose, l’elegante, leggero ma anche resistente Ponte di Santa Trinita che resistette per secoli alla furia dell’Arno fino alla seconda guerra mondiale quando venne distrutto dai tedeschi in fuga da Firenze. L’attuale ponte è stato ricostruito nel 1957.

Un altro famoso lavoro, inizialmente assegnato all’ormai anziano Baccio Bandinelli, è la Fontana del Nettuno per Piazza della Signoria, che però i fiorentini non hanno mai particolarmente amato ribattezzandola “Biancone”, soprannome derivato dalla sua michelangiolesca imponenza e dal colore del marmo. Lavorò insieme al suo assistente Giambologna, alla fontana tra il 1563 e il 1565 sul blocco di marmo originale scelto da Bandinelli. Come modello per il volto di Nettuno scelse proprio il Granduca Cosimo I. A Michelangelo il lavoro non piacque e accusò Ammannati di aver sprecato un bel pezzo di marmo e disse la famosa frase: “Ammannati, Ammanato, che bell’marmo hai rovinato!”. Il lavoro sulla fontana continuò per altri dieci anni e Ammannati vi aggiunse dèi dei fiumi, satiri ridenti e cavalli che emergono dalle acque, tutto in pieno stile manierista.

Le statue in marmo Vittoria, Leda e il cigno e Parnassus, si possono vedere al Museo del Bargello, mentre il bronzo Allegoria dell’inverno si trova nella Villa Medicea di Castello e la Dea Opi a Palazzo Vecchio.

Ammannati è morto a Firenze il 13 aprile 1592 ed è sepolto insieme alla moglie nella chiesa di San Giovannino degli Scolopi in via de’ Martelli a Firenze. Venne spesso criticato per i suoi lavori dagli artisti suoi contemporanei, tuttavia sia la sua attività artistica è stata rivalutata rendendolo oggi uno degli artisti più rilevanti del manierismo toscano.

Comprensione. Rispondete Vero o Falso alle seguenti domande:

1. Ammannati è stato il maestro di Baccio Bandinelli. Vero/Falso

2. Ammannati lavorò principalmente a Firenze, ma anche a Venezia e a Roma. Vero/Falso

3. Il progetto della Biblioteca Laurenziana era di Michelangelo. Vero/Falso

4. Alcune sue opere si trovano nella basilica della Santissima Annunziata. Vero/Falso

5. La fontana di Giunone era inizialmente collocata dentro Palazzo Vecchio. Vero/Falso

6. Ammannati lavorò all’ampliamento di Palazzo Pitti e del Giardino di Boboli. Vero/Falso

7. Palazzo Pitti è ispirato al palazzo del Luxembourg di Parigi. Vero/Falso

8. Il Ponte Santa Trinita che vediamo oggi non è originale. Vero/Falso

9. La Fontana del Nettuno è chiamata anche BianconeVero/Falso

10. Bartolomeo Ammannati non era amato dai suoi contemporanei ma oggi la sua opera è stata rivalutata. Vero/Falso

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