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Corsi d’arte a Firenze/Art Courses in Florence

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Italiano con la storia dell’arte: cinque famose “Annunciazioni” fiorentine

Questa attività serve per sviluppare le abilità di comprensione relative al linguaggio della storia dell’arte. Abbiamo già sviluppato almeno un paio di attività sull’argomento che consigliamo di fare prima affrontare questa comprensione: L’italiano con la storia dell’arte e Il materiale per dipingere.

Attività 1. Per prima cosa ho spiegato il significato della parola Annunciazione secondo la religione, poi è stata divisa la classe in piccoli gruppi, ad ognuno dei quali ho dato l’immagine di uno dei quadri (vanno bene anche gli smartphones) e ho chiesto loro di scrivere una breve descrizione dell’opera. Il testo è stato poi letto in plenum e commentato. Quando tutti i gruppi hanno finito di esporre il proprio testo ho chiesto alla classe di trovare similitudini e differenze tra le opere. Solo a questo punto ho consegnato i testi che trovate qui sotto che sono da associare alle immagini.

Attività 2. Collegate il quadro, l’autore e il titolo e la relativa descrizione tra loro.

1. Annunciazione di Cestello di Sandro Botticelli
2. Annunciazione di Beato Angelico
3. Annunciazione di Leonardo da Vinci
4. Annunciazione di Simone Martini
5. Annunciazione di Lorenzo Monaco

a. È un dipinto a olio e tempera su tavola databile tra il 1472 e il 1475 circa e conservato alla Galleria degli Uffizi di Firenze. L’artista si allontanò consapevolmente dall’iconografia tradizionale del tema dell’Annunciazione ambientando la scena in un giardino all’esterno della casa della Vergine al posto della consueta loggia o della camera da letto di Maria.
L’Angelo è raffigurato in una posizione classica, come appena planato con le ali battenti, nel momento poco prima di richiudersi. La veste però, a differenza di altri esempi, è già completamente ricaduta al suolo e mostra il suo peso sull’erba. Maria si trova posizionata dietro un altare marmoreo scolpito su cui è appoggiato il leggìo.
Maria ha la mano destra appoggiata sul libro, mentre la sinistra è alzata in segno di accettazione del suo destino. Amplissimo è il mantello azzurro che le copre le gambe, ricadente anche sul seggio, che dà un forte senso di plasticità ed esalta la forma nascosta delle gambe.
b. È un dipinto a tempera e oro su tavola datata al 1333, e conservato negli Uffizi a Firenze. Si tratta di un trittico ligneo dipinto a tempera, con la parte centrale ampia il triplo dei due scomparti laterali. Considerato il capolavoro di Simone Martini, della scuola senese e della pittura gotica in generale, venne realizzato per un altare laterale del Duomo di Siena.
L’episodio mostra il momento dell’irrompere dell’arcangelo Gabriele nella casa di Maria per annunciarle la sua futura maternità. Egli, porge con una mano un rametto d’ulivo mentre con l’altra indica la colomba dello Spirito Santo che scende dal cielo in un cerchio di otto angeli. La Vergine, Seduta su un trono, interrompe la lettura all’improvvisa apparizione angelica e si ritrae spaventata, volgendo uno sguardo umile e pudico al messaggero celeste. Ai lati, compaiono i due santi patroni della chiesa, Ansano e Margherita, che risultano completamente estranei alla scena centrale, formalmente separati da due colonne tortili ornamentali. Sul fondo, completamente dorato, compare un vaso di gigli estremamente realistico.
c. È un dipinto a tempera su tavola databile al 1489-1490 circa e conservato nella Galleria degli Uffizi a Firenze. In una stanza semplicemente austera, col pavimento a scacchi di cotto e strisce di marmo in prospettiva e con una porta inquadrata da una cornice in pietra che lascia scorgere un hortus conclusus e un dolce paesaggio fluviale. L’Angelo è appena atterrato (come dimostra il leggerissimo velo trasparente ancora in volo) e intreccia con Maria un intenso scambio di sguardi e di gesti. L’angelo regge un giglio bianco, tipica offerta alla Vergine che simboleggia la sua purezza.
d. In questo affresco, che decora il convento di San Marco a Firenze, l’artista dipinge una scena severa e disadorna, con figure semplificate e alleggerite, dove la parsimonia compositiva e i modi essenziali sprigionano un forte misticismo. La scena si svolge in uno spoglio porticato, che somiglia alla cella chiusa di un monastero, aperto sul lato sinistro su un’altra stanza, non un giardino, con esili colonne che reggono archi a tutto sesto. Il centro della scena è occupato semplicemente dalla parete bianca, sulla quale si stagliano l’Angelo, a sinistra, e la Vergine. La volta stessa della cella contribuisce al senso di armonia e mette in relazione l’ambiente reale con la scena sacra. Maria è inginocchiata su uno sgabello e, tenendo un libro in mano, incrocia le braccia in segno di accettazione e umiltà, sollevando anche un lembo della veste che ricade in snelle pieghe verticali. Le due figure protagoniste sono disposte lunga una direttrice obliqua, formata dall’incrocio dei loro sguardi, in modo da condurre lo sguardo dello spettatore dall’angelo alla Vergine. I protagonisti appaiono così pienamente plastici, come un gruppo scultoreo contenuto e immobile.

e. Il Trittico dell’Annunciazione è un dipinto conservato alla Galleria dell’Accademia e proveniente dal Chiesa di San Procolo a Firenze. Si tratta di una tempera su tavola dipinta secondo lo stile gotico internazionale databile 1410-1415. Il dipinto, a fondo oro, è composto da due pannelli cuspidati. A sinistra sta planando l’Angelo, con le braccia incrociate sul petto, la fiammella dell’ispirazione divina sulla testa e i piedi mollemente distesi tra le nuvole. A destra si trova Maria, seduta su un trono rialzato di un gradino e reso invisibile da un sontuoso drappo dorato, che avvolge sinuosamente la spalliera. Anche il corpo della Vergine è, tranne una mano e la testa, completamente nascosto dal mantello azzurro. Maria ha una posizione ritrosa, che ricorda la pittura senese del secolo precedente (ad esempio l’Annunciazione tra i santi Ansano e Margherita), anche se qui il suo volto è più sereno e meno aristocratico, ma pur sempre dolcissimo. Poco distante dal capo della Vergine vola la colomba dello Spirito Santo.

I testi sono stati presi e adattati da Wikipedia.

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