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Festival del cinema di Venezia: “Sut (milk)” di Semih Kapanoglu e “Vegas: based on a true story” di Amir Naderi

“Sut (milk)” di Semih Kaplanoglu

SINOSSI:
In un piccolo villaggio della Turchia, il regista ci racconta  il cambiamento che sta avvenendo nel suo paese, attraverso il distacco di un figlio dalla madre. Un giovane turco che vive una vita fatta di routine aspira a diventare un poeta, ma rinuncia al suo sogno, con la perdita dell’innocenza, quando la madre, legandosi ad un altro uomo, taglia simbolicamente il cordone ombelicale.

MINIBIOGRAFIA:
Semih Kaplanoglu, regista, produttore e sceneggiatore, con questo film prova a fare un viaggio a ritroso nella vita di un uomo, dall’età adulta all’infanzia, e nello stesso tempo a raccontare un pezzo della sua Turchia.

COMMENTO:
Pieno di simboli che rappresentano probabilmente la cultura e le superstizioni del suo paese, Il film inizia con una scena dove una donna viene appesa a testa in giù per farle vomitare un serpente che si trova nel suo corpo.
Forse Kaplanoglu dà per scontato che tutti conoscano la storia e la cultura del suo paese e si affida moltissimo a simboli e ad immagini che non accompagnano lo spettatore  nella comprensione del film, lasciandoli alla fine perplessi.

Film sicuramente non facile, ma con degli spunti interessanti.

“Vegas: Based on a true story” di Amir Naderi

SINOSSI:
Film ambientato a Las Vegas. Racconta di una famiglia che cerca di uscire dal vizio del gioco d’azzardo, conducendo una vita normale, fino a quando un giorno arriva un uomo nella loro vita  a fargli credere che la loro casa vale molto di più di quello che pensano. Lusingati da tale promessa e affascinati dalla speranza di poter condurre finalmente una vita di agi senza più sacrifici, i protagonisti si lasciano abbindolare.
Qui inizia l’ossessiva ricerca di una valigia piena di soldi. Probabilmente è solo il pretesto che Naderi usa per raccontare la necessità continua e maniacale da parte dell’essere umano di trovare qualcosa, di ricercare se stesso, fino all’esasperazione e quindi alla propria distruzione che, con maestria,  Naderi rappresenta simbolicamente con la distruzione della casa.

MINIBIOGRAFIA
Amir Naderi inizia a girare films negli anni ’70. Tra i suoi più famosi: “Manhattan by numbers” (1993); “A,B,C, Manhattan” (1997) e “Marathon” (2002). “Vegas: based on a true story” è il suo ultimo lungometraggio.

COMMENTO:
Naderi ci racconta con ironia  uno spaccato di America ai margini. In uno scenario desertico, esprime attraverso i suoi personaggi l’aridità dell’anima, ma lascia comunque allo spettatore un barlume di speranza che ripone nelle nuove generazioni.
Film che dà molti spunti di riflessione, secondo noi assolutamente da vedere.

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