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Bentornati a casa!

Il 25 settembre si è conclusa positivamente la trattativa tra il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e il Getty Museum di Los Angeles: la Venere Morgantina e altri 39 capolavori dell’arte antica torneranno in Italia, dopo anni di discussioni, polemiche e rivendicazioni.
venere morgantinaI quaranta reperti archeologici erano infatti stati trafugati dai tombaroli e esportati illegalmente attraverso la fitta rete del commercio clandestino, privando l’Italia di beni che costituiscono non solo la fisionomia, ma anche il tesoro del nostro paese e lo rendono unico.
Questa restituzione dovuta alla profonda sensibilità dimostrata dal Getty Museum di Los Angeles nei confronti del patrimonio artistico e culturale dell’Umanità, non è solo un punto di arrivo ma anche un punto di partenza per un futuro che consentirà un’ampia e proficua collaborazione tra i nostri impianti museali e il Getty stesso.
Infatti il lungo e travagliato negoziato si è concluso felicemente anche grazie agli accordi che permetteranno prestiti di significative opere d’arte, organizzazione di mostre congiunte sempre più frequenti negli ultimi anni, ricerche e progetti per la conservazione e il restauro del patrimonio.
Sebbene le opere di cui l’Italia rivendichi il ritorno siano ancora 260, si deve tener conto che l’accordo raggiunto tra il MiBAC e e il Getty Museum pone le basi per l’inizio di una nuova epoca, improntata alla collaborazione scientifica e alla diplomazia culturale che consentiranno congiuntamente la trasparenza nell’acquisto dei reperti archeologici o delle opere d’arte nonché di scoraggiare e ridurre drasticamente l’attività di quanti trafugano e si appropriano illecitamente di opere che costituiscono il patrimonio di una nazione, come i tombaroli e i trafficanti di opere d’arte in seconda istanza.
Venere2Mi piace concludere questo breve articolo con le belle parole di Michael Brand, direttore del Getty Museum, ai microfoni del Corriere della Sera, «mentre tutti noi del Getty sentiremo la mancanza di questi oggetti come parte delle nostre vite quotidiane e di apprendimento da essi, le ricerche condotte dai nostri studiosi hanno mostrato che la loro vera casa è l’Italia. Con la firma di questo accordo, insieme alla nostra politica di acquisizione più rigida, possiamo lasciare alle nostre spalle questioni su questi oggetti e concentrarci sull’avvio di collaborazioni ancora più strette con l’Italia. Attendiamo di poter discutere di prestiti a lungo termine che integreranno la collezione Getty».

L’immagine per questo post è tratta da qui e dal sito dell’Ufficio Stampa della Regione Sicilia.

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