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La Carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione

Palazzo ChigiIl 15 giugno 2007 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto relativo alla “Carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione”, una carta nata grazie al Ministro dell’Interno Giuliano Amato, in occasione delle iniziative per promuovere l’integrazione e la coesione sociale tenutesi nel corso del 2006.
L’obiettivo che la Carta si pone è quello di enunciare e evidenziare i valori e i principi validi per tutti coloro che si trasferiscono stabilmente in Italia, qualunque sia la loro provenienza, religione e cultura. Nell’Ottobre 2006 è stato dunque costituito tramite un decreto del Ministro dell’Interno un comitato che ha incontrato associazioni e organizzazioni del mondo dell’immigrazione, religiose, sociali, sindacali e del volontariato, nonché i componenti della Consulta per l’Islam italiano e della Consulta giovanile per le questioni relative al pluralismo culturale e religioso, esperti ed esponenti delle Istituzioni per arrivare a elaborare questo documento.
La Carta ha peraltro un carattere essenzialmente programmatico per l’azione del Ministero dell’Interno e vorrebbe essere uno strumento utile per i soggetti dell’immigrazione, per le comunità religiose, per i cittadini italiani, soprattutto i giovani, affinché tutti possano venire a contatto con i problemi relativi all’interculturalità, all’immigrazione e alla pluralità religiosa. La Carta Girotondo Matisseimpegna l’Italia a permettere a chiunque arrivi sul nostro territorio di fruire dei diritti fondamentali, senza distinzione di sesso, etnia, religione e condizioni sociali e, nel contempo sancisce il dovere per di ogni persona che viva in Italia di rispettare i valori su cui poggia la nostra società e offre sostegno a quanti si trovino in stato di bisogno o subiscano discriminazioni. Ogni immigrato può diventare cittadino italiano, secondo le condizioni previste dall’Ordinamento del nostro Stato e, per questo motivo, occorre che l’immigrato conosca la lingua italiana, la nostra storia e la nostra cultura e condivida i principi che regolano la nostra società. Ancora: nella Carta si legge che i principi di libertà e i diritti della persona non devono essere violati nel nome di alcuna religione o cultura, in questo senso sono escluse tutte le forme di violenza motivate da scelte religiose e all’uomo e la donna vengono riconosciute pari dignità e stessi diritti dentro e fuori la famiglia.

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