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Mostri e creature fantastiche: le sirene.

Da sempre l’uomo è stato affascinato da leggende, miti e storie che narravano di animali fantastici, mostri e creature meravigliose: sirene, satiri, draghi, centauri, fenici, unicorni, basilischi, cavalli alati, grifoni e minotauri sono diventati elementi essenziali di avventure mitologiche, gesta di eroi oltre ad essere simboli e allegorie di vizi, virtù, pericoli.
Animali FantasticiTale era evidentemente il fascino che esercitavano sugli uomini da divenire anche soggetti di miniature o decorazioni delle prime stampe, come dimostra l’esposizione presente attualmente alla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, chiamata appunto “Animali Fantastici”. La mostra, che durerà da Aprile a Luglio e poi riprenderà in Settembre fino a Dicembre, consente di apprezzare una “carrellata di 19 manoscritti e di 9 libri a stampa databili tra i secoli XII ex. e XVIII, in latino, greco, volgare e persiano, originari dall’Italia, Francia, Olanda e Iran e provenienti da diversi fondi della Biblioteca, il cui motivo di interesse è rappresentato, almeno in questa sede, dalla presenza nelle pagine di raffigurazioni, a vario titolo, delle più svariate creature immaginarie”.
In questo post vorrei parlare delle sirene, creature meravigliose e terribili che, nella mitologia greca, riuscivano ad attirare con il loro canto melodioso i marinai e li portavano al naufragio. Originariamente le sirene, figlie di Acheloo, divinità fluviale, erano descritte come creature dal volto di donna e il corpo di uccello. È noto l’episodio di Odisseo che, pur di ascoltarne il canto, si fa legare dai compagni all’albero maestro della nave, mentre le sirene lo invitano:

“Qui, presto, vieni, o glorioso Odisseo, grande vanto degli Achei,
ferma la nave, la nostra voce a sentire.
Nessuno mai si allontana di qui con la sua nave nera,
se prima non sente, suono di miele, dal labbro nostro la voce;
poi pieno di gioia riparte, e conoscendo più cose…”
(…)
Così dicevano alzando la voce bellissima, e allora il mio cuore
voleva sentire, e imponevo ai compagni di sciogliermi,
coi sopraccigli accennando; ma essi a corpo perduto remavano. .

In questo brano, tratto dall’Odissea di Omero, è chiara la natura ammaliatrice e temibile delle sirene che, almeno in origine, non erano belle e buone come la tradizione delle fiabe di Andersen ci riporta, bensì crudeli e uccidevano i marinai attratti dal loro canto. SirenaPiù tardi le sirene acquisiscono l’aspetto noto a tutti di donne bellissime, abitanti del mare, con coda di pesce ma, prima, nel Medioevo rappresentano il peccato e il male e sono simbolo, ancora una volta, della donna ammaliatrice che induce l’uomo in tentazione. Se ne hanno rappresentazioni di solito sui capitelli delle chiese romaniche, come per esempio in quelli del Duomo di Modena. Tuttavia, talvolta, nei capitelli romanici compaiono con una doppia coda di pesce e sono dunque simbolo della rigenerazione.

2 comments to Mostri e creature fantastiche: le sirene.

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