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Modifica dell’articolo 12 della Costituzione: l’italiano è la lingua ufficiale dell’Italia

Dante, padre della Lingua ItalianaIl multiculturalismo e la pluralità delle lingue sono ormai diventate elementi caratteristici dell’Europa dei nostri giorni e per questo alcuni Paesi, come Francia, Belgio, Spagna, Portogallo, Austria, Irlanda e Finlandia, hanno ritenuto necessario inserire all’interno delle loro Costituzioni un preciso riferimento alla “lingua ufficiale”. Anche l’Italia ha creduto opportuno aggiungere questa precisazione all’interno della Costituzione: il 28 marzo 2007 la Camera dei Deputati ha infatti approvato il testo unificato della proposta di legge costituzionale presentata il 24 ottobre 2006, che, modificando l’articolo 12 della Costituzione, riconosce l’italiano come lingua ufficiale della Repubblica. Il testo è stato approvato con 361 sì, 75 no, 28 astenuti e adesso passerà al Senato. Dunque verrà aggiunto:

L’italiano è la lingua ufficiale della Repubblica nel rispetto delle garanzie previste dalla Costituzione e dalle leggi costituzionali.

Secondo quanto affermato dall’on. Zaccaria la modifica dell’articolo 12 non deve essere considerata come “un’opposizione alla vivacità del patrimonio dialettale dei diversi contesti regionali e locali”, al contrario farebbe riferimento all’articolo 6 della Costituzione che tutela le minoranze linguistiche e che trova ulteriore corrispondenza nell’approvazione degli statuti speciali della Valle d’Aosta e del Trentino-Alto Adige (legge ordinaria n.482 del 1999).
Essenziale per la stesura della proposta di legge è stato il contributo di tre Accademici della Crusca, i professori Francesco Sabatini, (Università di Roma), Presidente dell’Accademia; Nicoletta Maraschio (Università di Firenze), Vice Presidente; Vittorio Coletti (Università di Genova), Socio nazionale, che hanno chiarito i concetti di “lingua”, “dialetto” e “minoranze linguistiche”.
Infatti nella realtà italiana la lingua madre è il latino e derivano dal latino tutti i dialetti italiani sia pure con le differenze portate dall’influsso delle lingue delle popolazioni preesistenti. L’insieme dei vari dialetti italiani consente di individuare fin dal Medioevo la “popolazione italiana”.
In Italia esistono tuttavia ancora oggi sia “isole alloglotte”, dove i parlanti fanno uso di una lingua diversa dall’italiano come l’albanese, il neogreco, il serbocroato, lo sloveno e il tedesco, sia nuclei dove le lingue sono comunque di origine neolatina, ma sono parlate anche al di fuori dell’Italia: l’occitano, il franco-provenzale, il catalano.
È grazie all’opera di Dante, Petrarca e Boccaccio ed alle sempre più frequenti imitazioni di scrittori settentrionali e meridionali che si raggiunge una lingua letteraria unitaria basata sul “fiorentino”, relegando, a partire dal Cinquecento, gli idiomi locali, ovvero i dialetti, alla comunicazione “parlata” nel proprio ambito territoriale.

2 comments to Modifica dell’articolo 12 della Costituzione: l’italiano è la lingua ufficiale dell’Italia

  • Sembra che lo stato italiano continui a prescrivere invece che a rappresentare. In un’area geografica dove la maggioranza del popolo e’ bilingue, promuovere una lingua ufficiale unica non e’ solo mancanza di rispetto, e’ anche segno di ignoranza culturale. Mancanze che sono state maestosamente accentuate dal meticoloso contributo accademico il quale – in virtu’ del fatto che proveniva dalla crusca – e’ stato completamente a senso unico, totalmente privo di voci a tutela dei vernacoli. Come dire, nel scegliere i rappresentanti si era gia’ decisa la linea di arrivo.

  • serena bedini

    “Ignoranza culturale” mi sembra un’espressione un po’ forte e non sono del tutto sicura che nel mio paese la maggioranza delle persone sia bilingue, nel senso letterale del termine.
    Comunque l’italiano è la nostra lingua, forse può sembrare pleonastico scriverlo, ma certamente è bene ricordarsene. In Italia la situazione non è semplice e credo che se il Governo si è mosso in un certo senso non l’abbia fatto a caso… ma questa è e rimane solo la mia opinione. Grazie per l’attenzione e per il contributo. Serena.

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