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Una passeggiata per via del Proconsolo a Firenze

Palazzo dell'Arte dei Giudici e Notai e Palazzo del Bargello

Palazzo dell’Arte dei Giudici e Notai e Palazzo del Bargello

Via Ghibellina si incrocia con via del Proconsolo proprio sull’angolo dove si trova l’Accademia del Giglio: proviamo a scoprire qualcosa di più di questa breve ma importante strada fiorentina. Alla fine del testo troverete dieci facili domande per controllare la vostra comprensione.

Via del Proconsolo unisce piazza del Duomo e piazza San Firenze e segue l’antico tracciato della prima cerchia di mura romane.

Il suo nome deriva dalla carica del proconsolo, il capo dell’Arte dei Giudici e Notai, che nella Repubblica Fiorentina divenne il capo di tutte le Arti maggiori e minori (ovvero le associazioni delle varie categorie professionali), secondo solo al Gonfaloniere di Giustizia.

Imboccando la strada da piazza del Duomo, dopo pochi passi sulla sinistra, incontriamo uno spiazzetto laterale dove sorge l’antica chiesa di Santa Maria in Campo. La chiesa è molto antica, probabilmente dell’XI secolo: si racconta che al tempo della sua costruzione, in un campo vicino alla chiesa, venne ritrovata un’immagine della Vergine, quella che vi è tutt’oggi conservata.

All’angolo con Borgo Albizi si trova il Palazzo Nonfinito che come dice il nome stesso non fu mai terminato. L’architetto incaricato dell’opera fu Bernardo Buontalenti, che iniziò l’opera il 15 luglio 1593. Il Buontalenti iniziò il pian terreno (si riconosce la sua mano nei frontespizi accartocciati e nelle sinistre figure nei timpani delle finestre inginocchiate), ma si ritirò dall’impresa a causa dei contrasti con i proprietari, la famiglia Strozzi, e con Santi di Tito, l’architetto che era impegnato nella costruzione dello scalone. Vari altri architetti continuarono l’opera, ma per motivi economici i lavori non furono mai conclusi.

Palazzo Nonfinito

Palazzo Nonfinito

Il palazzo ebbe varie destinazioni e nel 1869 vi venne fondato il Museo nazionale di antropologia ed etnologia, il più antico d’Italia ed uno dei più ricchi in Europa. Gestito dall’Università di Firenze, ha un enorme patrimonio distribuito su 25 sale che copre la gran parte delle popolazioni del pianeta, dalle culture africane, a quelle asiatiche, dalle isole dell’Oceania alle tribù indigene dell’Amazzonia. Tra le collezioni più famose spiccano quella della terza spedizione di Sir James Cook e quella di Fosco Maraini.

Al numero 10 si affaccia il Palazzo Pazzi Quaratesi, uno dei migliori esempi di architettura civile del Rinascimento a Firenze. Disegnato forse da Giuliano da Maiano (ma forse anche Brunelleschi e Michelozzo) tra il 1458 e il 1469, ha un armonioso cortile ad arcate con colonne su eleganti capitelli di ispirazione ionica, con le volute costituite dai delfini, come quelli presenti nello stemma di famiglia.

Accanto troviamo il Palazzo dell’Arte dei Giudici e Notai, sede della corporazione dalla quale prende il nome, risale alla prima metà del Trecento. Nell’edificio si conserva un prezioso ciclo di affreschi appena restaurato, che conserva alcune tracce della Firenze medievale altamente significative come il ciclo sui poeti fiorentini, dove è

Palazzo

Palazzo Pazzi Quaratesi

raffigurato il più antico ritratto documentato sia di Dante che di Giovanni Boccaccio. In particolare il ritratto dantesco ha suscitato un largo interesse perché dimostrerebbe che Dante aveva un naso lungo, ma non aquilino come siamo abituati a immaginarlo. Il palazzo accoglie anche uno dei ristoranti più famosi di Firenze.

Poco più avanti sull’altro lato della strada incontriamo la Badia fiorentina, una delle chiese più antiche di Firenze, fondata già nel X secolo. Al suo interno possiamo ammirare opere di Filippino Lippi, Mino da Fiesole e Bernardo Rossellino. La chiesa è legata anche a memorie dantesche: qui, secondo la Vita Nuova, Dante Alighieri vide per la prima volta Beatrice. In seguito Boccaccio tenne in questa chiesa le celebri letture della Divina Commedia. Lo slanciato campanile esagonale (1333) compare anche all’inizio dell’ultimo libro di Dan Brown, Inferno.

Attorno alla badia fiorentina esisteva la zona dei librai fiorentini: qui erano concentrate le botteghe che si occupavano dalla produzione della pergamena, alla copiatura calligrafica, alla legatura e alla miniatura dei libri.

Infine troviamo il Palazzo del Bargello, dal 1865 uno dei più importanti musei della città specializzato in scultura, conserva uno straordinario numero di capolavori, tra i quali quattro sculture di Michelangelo, i bronzi di Giambologna e Benvenuto Cellini, i capolavori di Donatello e Andrea Verrocchio.

proconsolo1

Badia fiorentina

Comprensione. Rispondete Vero o Falso alle seguenti domande:

1. Bernardo Buontalenti è stato il primo proprietario di Palazzo Nonfinito. Vero/Falso

2. Santa Maria in Campo è la chiesa più antica di Firenze. Vero/Falso

3. Si dice che Dante abbia visto per la prima volta Beatrice nella chiesa della Badia fiorentina. Vero/Falso

4. I Prigioni di Michelangelo si trovavano dentro il Palazzo del Bargello. Vero/Falso

5. Il Museo nazionale di antropologia ed etnologia è il più antico d’Europa. Vero/Falso

6. Dan Brown ha ambientato parte di un suo libro presso la Badia fiorentina. Vero/Falso

7. Palazzo Pazzi Quaratesi è costruito in pieno stile rinascimentale. Vero/Falso

8. James Cook e Fosco Maraini sono stati due importanti artisti. Vero/Falso

9. Nel Palazzo dell’Arte dei Giudici e Notai si trovano il più antico ritratto documentato di Dante Alighieri, di Giovanni Boccaccio e un famoso ristorante. Vero/Falso

10. Attorno alla Badia fiorentina si trovano tutt’ora diversi librai e case editrici. Vero/Falso

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