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Gaetano Porcasi: i mille colori della Sicilia.

Dolore dopo la strage di Portella, particolare - Gaetano PorcasiVisitando il sito di Gaetano Porcasi, sono rimasta colpita dai contrasti cromatici violenti e sfrontati delle sue opere: in esse Gaetano non nasconde il vero aspetto della Sicilia, ma insieme ai suoi colori sgargianti restituisce un’immagine autentica, senza compromessi né riserve, dell’isola, dei suoi tesori e delle sue realtà.
Non è solo il volto indomito della natura siciliana, con gli agrumi, i fichi, il sole forte e sferzante, le bionde distese dei campi o i tronchi nodosi degli ulivi secolari (che hanno ispirato anche Camilleri) a comparire nei suoi lavori e ad affascinare chi guarda, ma c’è molto di più. C’è l’intensità dello sguardo delle donne con i loro tratti mediterranei, i capelli nerissimi e gli occhi grandi e profondi, c’è la calma sapiente del vecchio con la coppola in testa, che scruta in silenzio e rivela la sua verità, o, ancora, c’è la quotidianità delle strade che corrono tra i muri bianchi delle case e il cielo di un azzurro intenso e infinito come il mare. Nelle tavole di Gaetano s’incontra una Sicilia schietta, generosa come il suo vino, violenta come il caldo e la luce del sole di mezzogiorno, forte e tenace come la memoria martellante delle stragi di mafia, che grida il suo sdegno nella profonda tristezza degli sguardi delle donne velate di nero o nelle crude e lucide riproduzioni degli attentati stessi.
Il fico - Gaetano Porcasi

Perché di Gaetano Porcasi è opportuno ricordare anche questo: il suo impegno costante, la sua testimonianza sincera, il suo “no” incondizionato alla mafia e al sistema di “valori” che essa impone. E’ questo il tema della sua mostra itinerante, intitolata “Stragismo in Sicilia”che nel 2006 girato l’Italia, portando in lungo e in largo per la penisola il messaggio della Sicilia vera, che si ribella, che denuncia, che grida il suo rifiuto e che non vuole più essere assimilata all’ormai falsa e lontana idea di “omertà”.
Del suo modo di dipingere, Gaetano mi ha scritto: “La mia pittura è una continua ricerca storica: attraverso l’immagine cerco di far capire la storia”. A ulteriore testimonianza del suo valore e del suo impegno contro la mafia, 32 delle sue tavole sono state pubblicate a colori nel libro di Giuseppe Carlo Marino, “La Sicilia delle stragi“, edito da Newton Compton.
Gaetano Porcasi si è laureato con il massimo dei voti in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Palermo, ha collaborato con artisti di fama internazionale e attualmente insegna al Liceo Scientifico “S. Saverino” di Partinico oltre a proseguire nella sua attività di pittore.

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