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La villa reale di Castello

villadicastelloMartedì era il 15 agosto, cioè Ferragosto, giorno centrale delle vacanze più tradizionali al mare o in montagna. A chi restava in città, il Comune e la Provincia di Firenze avevano suggerito di passeggiare nei giardini delle ville medicee, come al solito aperti al pubblico nelle festività e assolutamente gratuiti. Questo è quello che ho fatto io, anche se devo dire che per me non si è trattato certo di una novità, visto che abito proprio nei pressi di due delle ville più belle: la villa reale di Castello e la villa della Petraia.
Ieri mi sono, però, limitata alla sola villa reale di Castello in una visita che mi ha impegnato per circa due ore.
Di questa villa è possibile visitare soltanto il giardino, che è diviso in due ambienti differenti: il giardino vero e proprio, l’esempio meglio conservato di giardino all’italiana, e il selvatico. Nel giardino dominano piante di limoni in vaso cariche di frutti, aranci, piccoli alberi di mele, magnolie e fiori in grande quantità e di molte specie. Del selvatico sono signori siepi di bosso e di alloro, lecci e cipressi. La visita non è affatto impegnativa fisicamente, poiché il dislivello fra le tre terrazze che suddividono il giardino è minimo e le occasioni per fermarsi con la scusa di ammirare l’ambiente non mancano!

Chi volesse recarsi in visita al giardino, può raggiungere la località di Castello molto facilmente con l’autobus, linee 2 e 28, direzione Sesto Fiorentino, fermata Sestese 5.
giardiniAlla villa si arriva tramite un viale alberato perpendicolare alla via Sestese, chiamato Viottolone, che termina in un grande piazzale erboso semicircolare. Il giardino, cui si accede attraverso un grande cancello sulla destra della villa, è posto sul retro, ripartito in tre terrazze digradanti e concepito secondo un asse centrale. Al centro della prima terrazza si trova una bella vasca su gradini, opera di Niccolò Pericoli, detto il Tribolo, sulla quale è posta la statua di Bartolomeo Ammannati raffigurante Ercole ed Anteo (ora in restauro). Due serre delimitano i lati della seconda terrazza, conosciuta come “giardino dei limoni”. limoniNelle serre vengono collocate in inverno le centinaia di piante rare di agrumi ricavate da speciali innesti. In questo spazio si apre la splendida Grotta degli Animali, le cui pareti sono interamente rivestite da mosaici policromi, concrezioni calcaree, ciottoli e conchiglie. Il progetto originale di questo ambiente si deve al Tribolo, ma probabilmente fu portato a compimento dal Vasari. Al di sopra della Grotta degli Animali, si apre il giardino selvatico, in cui troviamo una grande e semplice vasca con ninfee e la vasca con una statua in bronzo, opera di Bartolomeo Ammannati, che rappresenta un vecchio rabbrividente, detta Gennaio, databile tra il 1563 e il 1565. Due piccoli giardini segreti, laterali rispetto al grande spazio centrale, ricordano la struttura recintata del giardino medievale.

Naturalmente, la villa merita un seppur breve cenno storico. Essa fu acquistata verso la fine del XV secolo da Lorenzo e da Giovanni di Pier Francesco dei Medici, appartenenti ad un ramo cadetto della famiglia del più famoso Lorenzo il Magnifico, che l’ampliarono e l’arricchirono di opere d’arte. Alla morte di Giovanni di Pierfrancesco, la villa fu ereditata dal figlio Giovanni delle Bande Nere, che vi abitò con la moglie e il figlio.
Nel 1538, Cosimo I affidò al Tribolo il progetto del giardino. In questo periodo la villa fu arricchita di molte opere: la Nascita di Venere e la Primavera di Sandro Botticelli, dipinti del Pontormo e affreschi del Volterrano.
Gli ampliamenti voluti da Ferdinando I de’ Medici, tra il 1558 e il 1592, furono progettati dal Buontalenti. Inoltre si devono ad un figlio cadetto di Ferdinando, don Lorenzo, alcuni abbellimenti all’interno della villa, come l’affresco del Volterrano raffigurante La vigilanza e il sonno.
La proprietà passò successivamente ai Savoia e nel 1919 fu infine donata da Vittorio Emanuele III allo Stato Italiano.
Dal 1972, la villa è sede dell’Accademia della Crusca.
Per il servizio fotografico completo cliccare qui.

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