In classi sempre più eterogenee, la sfida non è solo semplificare1, ma progettare percorsi che accompagnino davvero ogni studente passo dopo passo. Non basta “adattare” il livello linguistico: serve costruire una progressione chiara, che permetta a tutti di accedere ai contenuti e di sviluppare competenze in modo graduale.
È qui che entra in gioco la stratificazione dei materiali e dei compiti.
Che cos’è la stratificazione?
La stratificazione è una strategia didattica che organizza attività e materiali secondo una progressione dal semplice al complesso: si parte da elementi minimi (parole), si passa a unità più articolate (frasi), fino ad arrivare a testi e compiti cognitivamente più impegnativi.
Questa progressione non è casuale: ogni livello funziona come un’impalcatura per il successivo, permettendo agli apprendenti di costruire conoscenze e competenze in modo sostenibile e inclusivo.
Come sottolineano Sandra Martini e Alan Pona2, la stratificazione consente di lavorare nella zona di sviluppo prossimale, offrendo a ogni studente il supporto necessario per avanzare senza essere escluso o sovraccaricato.
Stratificare non è (solo) semplificare
Spesso, nella didattica dell’italiano L2, si parla di semplificazione dei testi. La stratificazione rappresenta un passo ulteriore:
- Semplificare significa adattare un testo per renderlo più accessibile
- Stratificare significa progettare un percorso di apprendimento articolato
In altre parole, non si tratta solo di rendere più facile, ma di costruire un cammino.
Un esempio concreto di percorso stratificato
Nella pratica quotidiana della classe, una stratificazione efficace può essere pensata in modo molto semplice e sostenibile, articolandola in tre passaggi fondamentali: parola, frase, testo3.
- Si può iniziare dal livello della parola, lavorando sul lessico di base e sui campi semantici, attraverso attività di riconoscimento, associazione e denominazione. Questo primo strato permette agli studenti di costruire un repertorio minimo su cui appoggiarsi.
- Si passa poi alla frase, in cui le parole vengono combinate e organizzate: qui entrano in gioco la costruzione di enunciati semplici, la descrizione e le prime relazioni grammaticali. È un momento cruciale, perché consente di trasformare il lessico in uso comunicativo.
- Infine si arriva al testo, dove le frasi si collegano tra loro dando forma a significati più complessi: descrivere una scena, raccontare, spiegare. In questo passaggio si apre gradualmente la strada verso la lingua dello studio.
Rispetto a modelli più articolati, come quello in cinque tappe proposto da Giulia Troiano4 e illustrato anche da Giulia Alfani5, questa procedura a tre livelli risulta spesso più facilmente gestibile a livello di progettazione didattica nella realtà delle classi plurali ed eterogenee della scuola: è immediata, flessibile e facilmente adattabile anche a tempi ridotti.
Un aspetto importante è che si tratta di progettazioni a costo zero: non servono materiali complessi né una grande quantità di fotocopie. È sufficiente una lavagna – tradizionale o digitale – e un input di partenza (un’immagine, un breve testo, una situazione comunicativa) per costruire un intero percorso stratificato. Ancora una volta, ciò che fa la differenza non è lo strumento, ma il modo in cui l’insegnante organizza e sviluppa l’attività.
In questo modo, il passaggio dalla lingua della comunicazione alla lingua dello studio non avviene per salti, ma attraverso una progressione graduale, accessibile e realmente inclusiva.
Perché funziona (soprattutto nelle classi plurilingui)
La stratificazione si rivela particolarmente efficace nelle classi plurilingui perché risponde in modo naturale alla loro complessità6. In un gruppo eterogeneo, infatti, non tutti gli studenti partono dallo stesso punto né procedono con gli stessi tempi: c’è chi ha bisogno di soffermarsi sul lessico di base e chi è già pronto per lavorare su testi più articolati.
Un percorso stratificato permette di tenere insieme queste differenze includendo senza banalizzare, sfidando senza escludere. Ogni studente può entrare nell’attività al livello che gli è più accessibile, ma allo stesso tempo intravedere il passo successivo. In questo modo si evita sia la frustrazione di chi si trova davanti a richieste troppo difficili, sia la noia di chi non è sufficientemente stimolato. La progressione diventa visibile, concreta, e contribuisce a sostenere la motivazione.
Più che semplificare, quindi, si tratta di accompagnare: costruire una continuità tra ciò che lo studente sa già fare e ciò che può imparare a fare con il giusto supporto.
Idee operative per la classe
Uno degli aspetti più interessanti della stratificazione è che non richiede necessariamente materiali complessi o strumenti sofisticati. Anche partendo da un input molto semplice, come un’immagine o un breve testo, è possibile costruire un percorso articolato.
Pensiamo, ad esempio, a una scena proiettata alla LIM: inizialmente gli studenti possono limitarsi a osservare e nominare gli elementi che riconoscono; successivamente possono provare a descriverli, collegandoli tra loro in frasi semplici; infine, possono arrivare a raccontare o interpretare ciò che vedono, producendo un testo più strutturato. Il materiale di partenza resta lo stesso, ma cambia il tipo di richiesta cognitiva e linguistica.
Questo sposta l’attenzione dal “cosa usare” al “come progettare”. È la struttura dell’attività, più che lo strumento, a determinare l’efficacia della lezione.
Integrare la stratificazione nella pratica didattica quotidiana non significa rivoluzionare tutto, ma imparare a guardare i materiali in modo diverso. Un testo, ad esempio, non è più un blocco unico da affrontare, ma può essere scomposto, attraversato, ricostruito. Le parole chiave possono diventare il punto di partenza, le frasi un primo livello di organizzazione, e i testi completi l’obiettivo finale di un percorso.
Allo stesso modo, uno stesso input può generare attività diverse, pensate per livelli differenti, oppure una sequenza di attività che accompagnano gradualmente gli studenti verso compiti più complessi. Anche piccoli accorgimenti, come l’uso di immagini o glossari, possono fare la differenza nel sostenere la comprensione e favorire l’autonomia.
In fondo, stratificare significa proprio questo: non chiedere tutto subito, ma costruire le condizioni perché ogni passo sia possibile.
Articolo scritto in collaborazione con Sestante Edizioni. Questo post è sponsorizzato, ma abbiamo selezionato con cura le informazioni per offrire un contenuto utile e in linea con i nostri standard editoriali.
La stratificazione dei materiali e dei compiti nei manuali Sestante
All’interno della collana Scuola plurale ed eterogenea, Sestante Edizioni ha ideato tre manuali stratificati per il lavoro in classe su tre obiettivi diversi che vanno dal lavoro sulla lingua della comunicazione di base a quello per lo sviluppo della lingua dello studio:

📘 Paroliere di italiano L2
Quaderno per arricchire il lessico e per sviluppare le abilità strumentali di lettura e scrittura
➡️https://www.sestanteedizioni.com/pona-paroliere-italiano-l2/
Il volume, rivolto ad alunne e alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado dal livello Pre-A1 o gruppi-classe eterogenei dal livello Pre-A1 al livello A2, propone una procedura didattica di lavoro sulle lettere dell’alfabeto italiano, sviluppando al contempo il lessico della comunicazione di base attraverso un lavoro sui campi semantici.
Il volume, mediante la sua Guida all’uso del libro, suggerisce, inoltre, all’insegnante un possibile lavoro stratificato dalle parole passando dalle frasi arrivando alla scrittura e/o comprensione di testi.

📕 Il Paroliere di storia
Giochi e attività per apprendere la microlingua
➡️https://www.sestanteedizioniscuola.com/paroliere-di-storia
Il volume, rivolto ad alunne e alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado, guida alla scoperta e alla memorizzazione di parole utili per studiare la storia. Lo fa attraverso percorsi stratificati che permettono di coprire i seguenti campi semantici:
- agricoltura, allevamento, artigianato;
- commerciare e viaggiare;
- costruire e abitare;
- combattere e difendere;
- pregare;
- governare.
Il Paroliere di storia permette di facilitare il passaggio dalla lingua della comunicazione di base alla lingua dello studio stimolando l’apprendimento della microlingua utile per sviluppare capacità di studio in italiano L2.

📗 Un passo alla volta (nella storia)
Unità didattiche stratificate per supportare l’apprendimento dell’italiano L2 nelle classi della scuola primaria
➡️https://www.sestanteedizioniscuola.com/un-passo-alla-volta-nella-storia
Il corso in tre volumi è rivolto ai bambini e alle bambine che frequentano la classe terza, quarta e quinta della scuola primaria e che hanno competenze linguistico-comunicative comprese tra il livello iniziale e il livello B1 del QCER. Le attività proposte (es. abbinamenti, completamenti, parole crittografate, crucipuzzle, transcodificazioni, riordini, testi ‘bucati’ ecc.) consentono all’apprendente di consolidare il lessico e le strutture linguistiche della lingua della comunicazione quotidiana, ma anche di scoprire e memorizzare – in modo graduale e induttivo – la microlingua della storia (es. secolo, regno, artigianato, politeismo, linea del tempo ecc.) per sviluppare lentamente le competenze della lingua dello studio.
Ogni unità è costituita da un fascicolo stratificato suddiviso in 5 ‘tappe’:
• la prima tappa (passo 1) di ogni unità contiene esercizi che ruotano intorno a singole parole relative sia ai principali campi semantici del vocabolario di base (es. numeri, giorni della settimana, stagioni, colori, parti del corpo, animali ecc.), che ai contenuti disciplinari (es. mese, giallo, frutta, tagliare / secolo, funzionari, tempio, chiglia, baratto ecc.);
• la seconda tappa (passo 2) di ogni unità contiene esercizi che ruotano intorno a sintagmi nominali e preposizionali (es. dieci anni fa, le fonti orali, gli schiavi, le divinità, nel santuario ecc.), finalizzati a lavorare in modo induttivo su alcuni argomenti grammaticali (es. articoli, preposizioni, avverbi, aggettivi ecc.);
• la terza tappa (passo 3) di ogni unità contiene esercizi che vertono sulla comprensione e la produzione di brevi frasi semplici (es. il fiume esonda, i Babilonesi scrivono su tavolette di argilla, gli Egizi vivevano lungo le sponde del Nilo ecc.);
• la quarta tappa (passo 4) di ogni unità contiene esercizi che ruotano intorno a brevi testi scritti semplificati, corredati da immagini, glossari e domande di comprensione;
• la quinta tappa (passo 5) di ogni unità contiene esercizi che ruotano intorno a testi disciplinari più lunghi e complessi, finalizzati all’ampliamento del lessico e alla rielaborazione dei contenuti didattici oggetto di studio.
Note
- La semplificazione dei testi letterari per apprendenti di italiano L2: accessibilità, inclusione e qualità linguistica ↩︎
- La strategia della stratificazione – 20/11/2023 ↩︎
- Dalle parole al testo – 18/12/2023 e Dalle parole al testo – 20/02/2024 ↩︎
- L’Unità Didattica Stratificata (UDS) in ALC: un modello operativo per la didattica curricolare a classe intera ↩︎
- Basta un’immagine. Strategie operative per stratificare una lezione usando solo la LIM ↩︎
- Dal semplice al complesso: parole, frasi, testi. Come lavorare in classe | 20/08/2024 ↩︎
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Il Paroliere di italiano L2 di Alan Pona
Il Paroliere di storia di Giulia Alfani
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