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Italiano con la letteratura: “Racconto di Natale” di Dino Buzzati. Parte 1

Gerrit van Honthorst (Gherardo delle Notti): Adorazione del Bambino 1619-1620. Galleria degli Uffizi, Firenze

Come passa veloce il tempo, un attimo e ci risiamo con il Natale! Dal momento che non potete passarvela indenni, ecco che vi proponiamo anche quest’anno un racconto sul tema. Scritto da Dino Buzzati e tratto da La boutique del mistero, raccolta del 1968 pubblicata da Mondadori, è stato diviso in due parti, perché un po’ lungo. Leggetelo e fate gli esercizi: vi aiuterà a non annoiarvi mentre aspettate Babbo Natale.

RACCONTO DI NATALE

Tetro e ogivale è l’antico palazzo dei vescovi, stillante salnitro dai muri, rimanerci è un supplizio nelle notti d’inverno. E l’adiacente cattedrale è immensa, a girarla tutta non basta una vita, e c’è un tale intrico di cappelle e sacrestie che, dopo secoli di abbandono, ne sono rimaste alcune pressoché inesplorate. Che farà la sera di Natale – ci si domanda – lo scarno arcivescovo tutto solo, mentre la città è in festa? Come potrà vincere la malinconia? Tutti hanno una consolazione: il bimbo ha il treno e pinocchio, la sorellina ha la bambola, la mamma ha i figli intorno a sé, il malato una nuova speranza, il vecchio scapolo il compagno di dissipazioni, il carcerato la voce di un altro dalla cella vicina. Come farà l’arcivescovo? Sorrideva lo zelante don Valentino, segretario di sua eccellenza, udendo la gente parlare così. L’arcivescovo ha Dio, la sera di Natale. Inginocchiato solo soletto nel mezzo della cattedrale gelida e deserta a prima vista potrebbe quasi far pena, e invece se si sapesse! Solo soletto non è, non ha neanche freddo, né si sente abbandonato. Nella sera di Natale Dio dilaga nel tempio, per l’arcivescovo, le navate ne rigurgitano letteralmente, al punto che le porte stentano a chiudersi; e, pur mancando le stufe, fa così caldo che le vecchie bisce bianche si risvegliano nei sepolcri degli storici abati e salgono dagli sfiatatoi dei sotterranei sporgendo gentilmente la testa dalle balaustre dei confessionali.

Esercizio 1. Trova i sinonimi delle parole in neretto del testo tra le tre opzione proposte per ciascuna:

Tetro: a) alto; b) squadrato; c) cupo
Stillante: a) trasudante; b) luccicante; c) assorbente
Supplizio: a) tortura; b) spasso; c) turbamento
Intrico: a) quantità; b) groviglio; c) tesoro
Pressoché: a) certamente; b) incredibilmente; c) praticamente
Scarno: a) paffuto; b) vecchio; c) sparuto
Scapolo: a) celibe; b) vizioso; c) vedovo
Dissipazioni: a) vizi; b) preoccupazioni; c) bevute
Zelante: a) scrupoloso; b) negligente; c) infedele
Sepolcri: a) ricordi; b) tombe; c) sedili

Esercizio 2. Coniuga i verbi tra parentesi al modo e al tempo corretti seguendo la logica della narrazione:

Così, quella sera il Duomo; traboccante di Dio. E benché (lui-sapere) ________ che non gli competeva, don Valentino si tratteneva perfino troppo volentieri a disporre l’inginocchiatoio del presule. Altro che alberi, tacchini e vino spumante. Questa, una serata di Natale. Senonché in mezzo a questi pensieri, (lui-udire) ________ battere a una porta. “Chi bussa alle porte del Duomo” (chiedersi) ________ don Valentino “la sera di Natale? Non hanno ancora pregato abbastanza? Che smania (prenderli) ________” Pur (dirsi) ________ così andò ad aprire e con una folata di vento (entrare) ________ un poverello in cenci.
“Che quantità di Dio! ” esclamò sorridendo costui guardandosi intorno- “Che bellezza! Lo si sente perfino di fuori. Monsignore, non (potermene) _________ lasciare un pochino? (Pensare-Lei) ________, è la sera di Natale. ”
“E’ di sua eccellenza l’arcivescovo” rispose il prete. “Serve a lui, fra un paio d’ore. Sua eccellenza fa già la vita di un santo, non pretenderai mica che adesso (lui-rinunciare) ________ anche a Dio! E poi io non sono mai stato monsignore.”
“Neanche un pochino, reverendo? Ce n’è tanto! Sua eccellenza non (accorgersene) ________ nemmeno!”
“Ti ho detto di no… Puoi andare… Il Duomo è chiuso al pubblico” e (lui-congedare) ________ il poverello con un biglietto da cinque lire.
Ma come il disgraziato uscì dalla chiesa, nello stesso istante Dio (disparire) ________. Sgomento, don Valentino si guardava intorno, scrutando le volte tenebrose: Dio non (esserci) ________ neppure lassù. Lo spettacoloso apparato di colonne, statue, baldacchini, altari, catafalchi, candelabri, panneggi, di solito così misterioso e potente, era diventato all’improvviso inospitale e sinistro. E tra un paio d’ore l’arcivescovo (discendere) ________.

Esercizio 3. Scegli quello corretto tra i contrari proposti:

Con orgasmo/calma don Valentino socchiuse una delle porte esterne, guardò nella piazza. Niente. Anche fuori, benché fosse Natale, non c’era traccia di Dio. Dalle mille finestre spente/accese giungevano echi di risate, bicchieri infranti, musiche e perfino bestemmie. Non campane, non canti.
Don Valentino uscì nella notte, se n’andò per le strade sacre/profane, tra fragore di scatenati banchetti. Lui però sapeva l’indirizzo giusto. Quando entrò nella casa, la famiglia amica stava sedendosi a tavola. Tutti si guardavano benevolmente/astiosamente l’un l’altro e intorno ad essi c’era un poco di Dio.
“Buon Natale, reverendo” disse il capofamiglia. “Vuol favorire?”
“Ho fretta, amici” rispose lui. “Per una mia accortezza/sbadataggine Iddio ha abbandonato il Duomo e sua eccellenza tra poco va a pregare. Non mi potete dare il vostro? Tanto, voi siete in compagnia, non ne avete un assoluto bisogno.”
“Caro il mio don Valentino” fece il capofamiglia. “Lei dimentica, direi, che oggi è Natale. Proprio oggi i miei figli dovrebbero far a meno di Dio? Mi meraviglio, don Valentino.”
E nell’attimo stesso che l’uomo diceva così Iddio sgusciò fuori dalla stanza, i sorrisi tristi/giocondi si spensero e il cappone arrosto sembrò sabbia tra i denti…

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2 comments to Italiano con la letteratura: “Racconto di Natale” di Dino Buzzati. Parte 1

  • Susanne

    Soluzioni di Esercizio 1:

    Tetro = cupo
    stillante = trasudante
    supplizio = tortura
    intrico = groviglio
    pressoche = praticamente
    scarno = sparuto
    scapolo = celibe
    dissipazioni = vizi
    zelate = scrupoloso
    sepolci = tombe

    Sono giuste?

  • Roberto Balò

    Sono perfette, bravissima! Attenzione, però, a come hai scritto pressoché, zelante e sepolcri.

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