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10 buoni motivi per non perdersi la vernice della Biennale

Le borsine della Biennale

Le borsine della Biennale

  1. Puoi ricevere in omaggio un sacco di borsine e borse di ogni forma e colore. Ogni padiglione infatti te ne regala almeno una con il proprio catalogo. Alla fine della vernice puoi anche organizzare una votazione coi tuoi amici e decidere a quale borsa (o borsina) assegnare il premio “Leone d’oro” come migliore borsa. Quest’anno secondo noi il premio doveva andare alla borsa del Sudafrica, che peraltro non siamo riusciti a accaparrarci, il che ci ha ha fatto sprofondare nella disperazione più inconsolabile.
  2. Sempre all’insegna dello scrocco puoi bere tutti i caffé Illy che vuoi. Quest’anno era possibile anche scegliere la miscela. Noi abbiamo deciso che il Leone d’oro come miglior miscela Illy doveva  andare senza dubbio a “Brasile” (tra parentesi anche il padiglione del Brasile non ci è sembrato niente male) per il suo sapore deciso ma gentile (se non avete mai bevuto un caffè dal sapore deciso ma gentile è inutile che cerchiate di immaginarlo).
  3. Indubbiamente divertente (e per i feticisti eccitante) osservare le scarpe e i sandali degli artisti, delle artiste e dei curatori dei padiglioni. Sembra che per molti la scelta del paio di calzature da indossare sia determinante per farsi notare alla Biennale. Della serie: se non mi ammiri l’opera almeno ammirami le scarpe.
  4. La Biennale ti stimola la corteccia cerebrale in modo desueto. Passare tutta la giornata a guardare quadri, sculture, performance, video, installazioni, collage, roba astratta, roba realista, roba iperralista, roba minimalista, roba-che-non-sai-definire-ma-ti-piace; tutto ciò è un ottimo esercizio di stimolazione per il vostro cervello. Non è come vedere un bel quadro al museo che bene o male sai decifrare, non foss’altro perché trovi la rassicurante spiegazione sulla guida. Qui alla biennale è tutto molto più fluido e gradevolmente instabile e tu ti ci tuffi dentro, novello/a Alice nel paese delle meraviglie pronto a sorprenderti o cercare di dare un senso a quello che hai davanti agli occhi. Magari capisci fischi per fiaschi, ma d’altra parte anche l’arte procede spesso in tal modo.
  5. Te ne puoi andare a spasso per la città col pretesto di visitare i padiglioni esterni o gli eventi collaterali. In questo vagabondare-perdersi-cercare per Venezia, ti imbatti sempre nel padiglione che non cercavi e che ti piace più di ogni altra cosa che avevi visto ai Giardini o all’Arsenale, forse perché hai la presunzione di averlo scoperto tu questo capolavoro. Tornandotene a casa, immensa sarà la soddisfazione nel dichiarare con non poca nonchalance: “Alla Biennale ci sono sempre le solite cianfrusaglie, ma in calle xxx ho avuto una vera è propria rivelazione ammirando le opere di xxx.”
  6. Ti puoi fare una foto davanti alle opere che reputi più fighe e metterla sul tuo profilo facebook. Farai crepare d’invidia i tuoi amici.
  7. Puoi fare incontri ravvicinati con artisti/e più o meno famosi/e o semplicemente con gente piacevolmente stramba, il che è molto rassicurante in quanto tu che ti credevi un po’ stranino ora ti senti tutt’a un tratto “normalmente” strano e riconciliato col mondo, insomma a tuo agio in tutte queste bizzarrie.
  8. Sempre per far crepare d’invidia qualcuno, puoi sempre dire al tuo ritorno (anche se non è vero) che hai visto qualche personaggio famoso e che dal vivo non è poi così bello come in televisione. Noi per esempio due anni fa abbiamo visto Yoko Ono (ed è vero! Yoko Ono è come in televisione), quest’anno Paul Mc Cartney (e non è vero, però abbiamo visto una sua opera)(e non è vero neanche questo: l’opera era di Paul McCarthy).
  9. Puoi risparmiare sui souvenir regalando al rientro a casa i cataloghi e/o le borsine che hai ricevuto in omaggio e che ti piacciono meno (oppure anche quelli che ti piacciono di più se li regali per far colpo su qualcuno di speciale).
  10. Ti puoi tranquillamente sbronzare con gli spritz offerti nelle varie inaugurazioni e abbuffarti ai buffet. Se sei invece un salutista  e ci tieni alla linea trarrai enorme beneficio dalle estenuanti e interminabili camminate per tutta Venezia con nello zaino cataloghi che pesano come macigni. Anche i più esperti amanti del trekking saranno messi a dura prova da questo imperterrito vagabondare veneziano alla ricerca del padiglione perfetto.

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