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Comprensione: Mal di pietre di Milena Agus

Leggi il brano tratto (e adattato) da Mal di pietre, di Milena Agus e inserisci le frasi al posto giusto.

a) gliene avevano comprato uno a colori

b) dove inseganva Italiano e cercava in tutti i modi di non annoiare gli alunni

c) Sicuramente per colpa di quelle pietre nei reni.

d) perché scriveva bene

e) e si sorrisero guardandosi negli occhi

f) Cose che le succedevano

g) le sue mani avevano cominciato a ricordare

h) L’aveva avuto sin da piccolo

Una sera il Reduce passò davanti al tavolo di nonna e sembrò indeciso su dove sedersi e allora lei tolse il soprabito e la borsa per fargli spazio a fianco e lui si sedette  1)_________________________ e quella sera non mangiarono né bevettero niente. Il Reduce soffriva del suo stesso male e anche i suoi reni erano pieni di pietre. Aveva fatto la guerra, tutta. Da ragazzo leggeva sempre i libri di Salgari ed era andato volontario in Marina, gli piacevano il mare la letteratura, le poesie soprattutto, che lo avevano sostenuto nei momenti più difficili. . Finita la guerra si era laureato e da poco si era trasferito da Genova a Milano, 2)________________________ e viveva in una casa, in due stanze tutte bianche senza niente del passato. Era sposato dal 1939 e aveva una bambina in prima elementare che stava facendo le lettere dell’alfabeto. La sua bambina amava molto la scuola, l’odore dei libri e delle cartolerie. Amava la pioggia e le piacevano gli ombrelli, 3)_________________________ come gli ombrelloni da spiaggia e in questo periodo a Milano pioveva sempre, ma la bambina lo aspettava con qualunque tempo seduta sui gradini di casa o saltellando nel grande cortile interno dove si affacciavano gli appartamenti meno signorili. Invece nonna bambini niente. 4)_______________________ Anche a lei era piaciuta tantissimo la scuola, ma in quarta elementare l’avevano ritirata. Il maestro era andato a casa loro per chiedere di mandare la bambina al ginnasio 5)________________________, e i genitori avevano avuto una gran paura di essere in qualche modo obbligati a farle continuare gli studi e l’avevano tenuta a  casa e avevano detto al maestro che lui i loro problemi non li sapeva e di non tornare più. Però ormai lei aveva imparato a leggere e a scrivere ed era tutta una vita che lei scriveva di nascosto. Poesie. Forse pensieri. 6)___________________, ma un po’ inventate. Non lo doveva sapere nessuno perché magari la prendevano per matta. Lei glielo stava confidando perché di lui si fidava anche se non lo conosceva neanche da un’ora. Il reduce era entusiasta e le fece promettere solennemente di non vergoganrsi e di fargliele leggere. Anche lui aveva una passione: suonare il piano. 7)___________________, era di sua madre, e tutte le volte che tornava in licenza, suonava ore e ore. Il suo massimo erano stati i “Notturni” di Chopin, poi, però al ritorno dalla guerra non l’aveva più trovato e non aveva avuto il cuore  di chiedere a sua moglie che fine aveva fatto. Adesso ne aveva ricomprato uno e 8)__________________________.

  • Adesso abbina ai personaggi (nonna, il Reduce, la bambina del Reduce, i genitori di nonna, nessuno) le azioni che questi fanno nel testo. Attenzione in alcuni casi più personaggi fanno la stessa azione:
  1. si siede al tavolo: ____________________
  2. suona uno strumento musicale: ____________________
  3. adora scrivere: ____________________
  4. smettono di mandare la bambina a scuola: ____________________
  5. di notte incontra Chopin: ____________________
  6. le piace la scuola: ____________________
  7. le piacciono gli ombrelli: ____________________
  8. gioca spesso con il pianoforte durante la guerra: ____________________
  9. va in guerra: ____________________
  10. partecipa alla seconda guerra mondiale: ____________________
  11. ama leggere libri gialli: ____________________
  12. si vergogna: ____________________
  • Che cos’è secondo te il mal di pietre?

Per soluzioni e assistenza contattate gli insegnanti dell’Accademia del Giglio, lingua italiana, arte e cultura a Firenze: adg.assistance@gmail.com.

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