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Babbo Natale, un vecchietto ma non troppo!

babbo nataleIn Italia Babbo Natale ormai lo conoscono tutti, vecchi e bambini, dalla Sicilia alle Alpi. Spopola in tv, al cinema, nella pubblicità, nei centri commerciali, fa parte di quella iconografia che anche un bimbetto di due anni sa riconoscere. Ma non è sempre stato così. Babbo Natale, o Papà Natale per come lo si desideri chiamare, arriva in Italia dopo la seconda guerra mondiale, assieme al jazz, al rock, e al chewing gum. Prima nessuna ne sospettava l’esistenza. Il Natale era solo una festa religiosa, i doni per i bambini arrivavano più tardi, ovvero il sei gennaio con la festa della Befana, una simpatica vecchietta, una specie di strega buona naturalmente in volo su una scopa. Già negli anni sessanta Babbo Natale soppiantava la vecchia tradizione della Befana e la povera vecchietta doveva rassegnarsi a diventare una festa secondaria portando ai bambini solo una bella calza piena di dolci e cioccolato, ma i giocattoli no, quelli ormai ne aveva il monopolio il vecchietto biancobarbuto, il cui vestito forse non tutti sanno che gli è stato “donato” dalla Coca-Cola, durante una campagna pubblicitaria del 1931. Naturalmente Babbo Natale ha una storia antica alle spalle, ma pare che se la sia scrollata di dosso da ormai quasi un secolo per diventare la star indiscussa del periodo natalizio, togliendo parecchio spazio persino al povero Bambin Gesù, spesso snobbato da bambini e bambine alla ricerca dell’utlima Playstation o della megavilla di Barbie.

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