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	<title>Adgblog &#187; cucina/food</title>
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	<description>The official blog of Accademia Del Giglio: Italian language courses and Art school in Florence, Italy.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 06:05:48 +0000</lastBuildDate>
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		<title>L&#8217;italiano con Gian Burrasca!</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 06:58:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorenzo capanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[canzoni/songs]]></category>
		<category><![CDATA[cucina/food]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano per stranieri liv B1-B2/Italian for foreigners]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura/Literature]]></category>
		<category><![CDATA[scuola di lingua italiana per stranieri a Firenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Giannino, detto Gian Burrasca, è un bambino combinaguai di nove anni. Dopo aver combinato un pasticcio dietro un altro viene spedito dal padre in collegio, dove si mangia sempre riso. Così, per non mangiar più l&#8217;odiato cereale, penetra nottetempo di nascosto nella dispensa, dove ricopre di petrolio tutte le balle di riso. Il giorno seguente la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2012/01/gianburrasca.jpg"><img class="wp-image-18136 alignleft" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2012/01/gianburrasca-223x300.jpg" alt="" width="125" height="168" /></a>Giannino, detto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_giornalino_di_Gian_Burrasca">Gian Burrasca</a>, è un bambino combinaguai di nove anni. Dopo aver combinato un pasticcio dietro un altro viene spedito dal padre in collegio, dove si mangia sempre riso. Così, per non mangiar più l&#8217;odiato cereale, penetra nottetempo di nascosto nella dispensa, dove ricopre di petrolio tutte le balle di riso. Il giorno seguente la cuoca sarà quindi costretta a cucinare qualcosa di diverso: la deliziosa pappa col pomodoro.</p>
<p><em>Leggi il brano tratto (e adattato) dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_giornalino_di_Gian_Burrasca">Giornalino di Gianburrasca</a>, diario in cui Giannino narra le sue avventure. Inserisci le preposizioni al posto giusto:</em> <strong>con &#8211; con &#8211; a &#8211; alla &#8211; alla &#8211; alla &#8211; ai &#8211; ai &#8211; in &#8211; per &#8211; per &#8211; per</strong></p>
<p>Evviva, evviva!&#8230;<br />
Oggi a desinare si è finalmente cambiato minestra!&#8230; Abbiamo avuto una eccellente pappa col pomodoro (1)________ quale le ventisei bocche degli allievi del collegio Pierpaoli hannno rivolto con ventisei sorrisi il più caldo e unanime saluto&#8230;<br />
Noi della Società segreta ci guardavamo ogni tanto (2)_______ un sorriso diverso da tutti gli altri perché sapevamo il mistero di questo improvviso cambiamento. Chi sa che tragedia era successa (3)______ cucina!&#8230;<br />
La signora Geltrude girava attorno (4)_______ tavola con gli occhi iniettati di sangue che pareva una belva&#8230;<br />
Per me e per Mario Michelozzi è stata una grande soddisfazione quella di aver fatto cambiar regime (5)_______ nostri pasti, e ripensando alla nostra audace spedizione di stanotte, (6)_______ pericoli affrontati (7)_______ tanto sangue freddo, mi par d&#8217;essere uno degli eroi di quelle imprese gloriose che si trovano in tutto le storie di tutti i popoli e che a farle devono essere state molto divertenti per chi le ha fatte, quanto sono noiose a leggerle (8)______ i poveri scolari perché devono poi impararle a mente con tutte le date&#8230;<br />
E alla fin dei conti non si tratta forse delle medesime cause e dei medesimi fatti nei quali chi ha più cuore e più coraggio si sacrifica (9)______ il bene comune?<br />
Anche nelle storie delle nazioni ci sono i popoli che ogni tanto si stancano d&#8217;aver sempre minestra di riso, e allora avvengono le congiure, i complotti, e saltano fuori i Michelozzi e gli Stoppani che affrontano i pericoli finché per la loro abnegazione, non si passa (10)______ pappa al pomodoro&#8230;<br />
Che fa se il popolo ignora chi è stato che ha fatto cambiar minestra? (11)______ noi basta la coscienza d&#8217;aver fatto quel che abbiamo fatto (12)______ la felicità di tutti.</p>
<p><span id="more-18103"></span></p>
<p>Ascolta la canzone e completa il testo.</p>
<p><a href="http://www.adgblog.it/2012/02/03/litaliano-con-gian-burrasca/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Viva la pappappappa<br />
col popopopopopopomodoro<br />
Viva la pappappappa<br />
che è un capopopopopopolavoro<br />
Viva la pa papappappa<br />
col popopomodor</p>
<p>La storia del _____________<br />
ormai ce l&#8217;ha insegnato<br />
che il popolo _____________<br />
fa la rivoluzion<br />
ragion per cui affamati<br />
abbiamo _____________<br />
perciò buon appetito<br />
facciamo _____________</p>
<p>Viva la pappappappa<br />
col popopopopopopomodoro<br />
&#8230;<br />
La pancia che ____________<br />
è causa del complotto<br />
è causa della _____________<br />
abbasso il direttor<br />
la zuppa ormai l&#8217;è _____________<br />
e noi cantiamo tutti<br />
vogliamo detto ______________<br />
la pappa al pomodor</p>
<p>Viva la pappappappa<br />
col popopopopopopomodoro</p>
<p>La parola &#8220;<strong>burrasca</strong>&#8221; significa:</p>
<ol>
<li>guaio;</li>
<li>tempesta;</li>
<li>brigante;</li>
<li>coraggio.</li>
</ol>
<div>Infine riordinate la ricetta della pappa col pomodoro.</div>
<div>a) Dopo 5 minuti circa, versateci il brodo, salate e pepate. Se lo desiderate, potete aggiungere anche un po’ di peperoncino piccante (sarebbe perfetto, se poteste metterci del chipotle mora: un tipo di peperoncino messicano…).</div>
<p>b) Per realizzare questa ricetta facilissima, gustosa e soprattutto fiorentina, occorrono:  800 grammi di pomodori maturi, 500 grammi di pane toscano un po’ raffermo, 1 litro e 1/2 di brodo, qualche foglia di basilico fresco, aglio, olio di oliva, sale e pepe.</p>
<p>c) Quando prende a bollire, unite il pane, già spezzato in piccole parti, affondandolo il più possibile. Lasciate cuocere per un paio di minuti. Spengete il fuoco, ma lasciate il tegame coperto per almeno un’ora. Ogni tanto rimestate bene gli ingredienti per dare al tutto la consistenza di una pappa.</p>
<p>d) Si procede così: in un tegame rosolate 2 spicchi di aglio divisi a metà in 6 cucchiai di olio. Appena questi accennano a prendere colore, unite i pomodori precedentemente pelati e tagliati a pezzetti e le foglie di basilico. Fate cuocere un po’ a fuoco moderato.</p>
<p>e) Può essere mangiata sia calda che fredda, ma ricordate di condirla nel piatto, al momento di servirla, con un filo di olio di oliva di quello buono, ed evitate assolutamente il formaggio.</p>
<p>1) ____<br />
2) ____<br />
3) ____<br />
4) ____<br />
5) ____</p>
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Attività ed esercizi con l’<a href="http://www.adgblog.it/2011/11/21/attivita-ed-esercizi-con-litaliano-specialistico/">italiano specialistico</a>.<br />
<a href="http://www.adgblog.it/2011/12/12/5050100-e-oltre-canzoni-per-imparare-litaliano/">100 canzoni</a> per imparare l’italiano.<br />
L&#8217;italiano in <a href="http://www.adgblog.it/category/tempo-libero/cucina-italiana/">cucina</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;italiano con il vino: ampliamento del lessico</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 06:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto balò</dc:creator>
				<category><![CDATA[cucina/food]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano per stranieri liv A1-A2/Italian for foreigners]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano per stranieri liv B1-B2/Italian for foreigners]]></category>
		<category><![CDATA[parole/words]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo già parlato tempo fa di vino in questa attività di livello B1/B2. Questa è una nuova attività per arricchire il lessico relativo all&#8217;enologia. Lessico. Associa le seguenti parole alle loro definizioni: 1. Annata 2. Affinamento 3. Barrique, botte 4. Cantina 5. Degustazione 6. Enologo 7. Etichetta 8. Fiasco, bordolese 9. IGT, DOC, DOCG 10. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_16911" class="wp-caption alignright" style="width: 101px"><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/11/fiasco.jpg"><img class="size-full wp-image-16911" title="fiasco" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/11/fiasco.jpg" alt="" width="91" height="203" /></a><p class="wp-caption-text">Fiasco di vino</p></div>
<p>Abbiamo già parlato tempo fa di vino in <a href="http://www.adgblog.it/2011/08/30/litaliano-col-vino/">questa attività</a> di livello B1/B2. Questa è una nuova attività per arricchire il lessico relativo all&#8217;enologia.</p>
<p><strong>Lessico</strong>. <em>Associa le seguenti parole alle loro definizioni:</em></p>
<p>1. Annata<br />
2. Affinamento<br />
3. Barrique, botte<br />
4. Cantina<br />
5. Degustazione<br />
6. Enologo<br />
7. Etichetta<br />
8. Fiasco, bordolese<br />
9. IGT, DOC, DOCG<br />
10. Viticoltore</p>
<p><strong>a</strong>. È l&#8217;anno della vendemmia, cioè quando è stata colta l&#8217;uva.<br />
<strong>b</strong>. È il modo per sentire la qualità del vino attraverso la vista, il profumo e il gusto.<br />
<strong>c</strong>. Sono recipienti più o meno grandi per conservare il vino.<br />
<strong>d</strong>. Stanza interrata, fresca e senza luce ideale per conservare il vino. La parola è usata anche per indicare l&#8217;azienda vinicola.<br />
<strong>e</strong>. Sigle che vengono usate per difendere i migliori vini tipici italiani.<br />
<strong>f</strong>. Professionista esperto in enologia ovvero nello studio delle tecniche di produzione e invecchiamento del vino.<br />
<strong>g</strong>. È il foglietto applicato sulle bottiglie di vino che dà informazioni sullo stesso: nome, tipo di vino, gradazione alcolica, luogo di provenienza, ecc.<br />
<strong>h</strong>. Bottiglie per contenere il vino.<br />
<strong>i</strong>. È la conservazione del vino per più anni, viene anche spesso chiamato &#8220;invecchiamento&#8221;.<br />
<strong>j</strong>. Persona che si dedica alla coltivazione dell&#8217;uva.</p>
<p>1.___ 2.___ 3.___ 4.___ 5.___ 6.___ 7.___ 8.___ 9.___ 10.___<em> <span id="more-16908"></span></em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_16917" class="wp-caption alignleft" style="width: 151px"><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/11/bottiglie.jpg"><img class="size-full wp-image-16917" title="bottiglie" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/11/bottiglie.jpg" alt="" width="141" height="138" /></a><p class="wp-caption-text">Affinamento in bottiglia</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Comprensione</strong><em>. Adesso completa le frasi con le parole che abbiamo appena visto.</em></p>
<p><strong><span style="color: #800080;">A</span></strong>. Per i vini italiani l&#8217; __________ 2004 è una delle migliori.</p>
<p><strong><span style="color: #800080;">B</span></strong>. Gli acronimi DOC e DOCG certificano la zona di provenienza e la qualità di un vino, mentre la denominazione __________ indica vini da tavola di qualità prodotti in aree generalmente più ampie rispetto ai DOC e DOCG.</p>
<p><strong><span style="color: #800080;">C</span></strong>. Il ruolo dell&#8217; __________ in una cantina è fondamentale perché è proprio questa importante figura professionale che prende le decisioni principali sullo stile di vino da produrre, sulla lavorazione dell&#8217;uva e lo svolgimento dei processi produttivi.</p>
<p><strong><span style="color: #800080;">D</span></strong>. L&#8217; ___________ costituisce una sorta di &#8220;Carta d&#8217;identità&#8221; del vino, in quanto contiene tutti gli elementi necessari per identificare il prodotto a cui si riferisce.</p>
<p><strong><span style="color: #800080;">E</span></strong>. Il fiasco è un contenitore in vetro, rivestito di paglia, di forma panciuta e con il collo allungato mentre la _________ è una bottiglia da 0,75cl che prende il nome dalla città francese di Bordeaux.</p>
<p><strong><span style="color: #800080;">F</span></strong>. Non tutti i vini possono essere invecchiati: ci sono molti vini che non superano i due anni di _________ , anche nelle migliori e più opportune condizioni di conservazione.</p>
<p><strong><span style="color: #800080;">G</span></strong>. La botte serve alla conservazione, alla maturazione o all&#8217;invecchiamento del vino; la ________ è una piccola botte solitamente in legno di rovere.</p>
<p><strong><span style="color: #800080;">H</span></strong>. Secondo gli esperti, sono 4 i segreti di un buon vino: la qualità dei vitigni e del terreno, l&#8217;esperienza del __________ e il clima.</p>
<p><strong><span style="color: #800080;">I</span></strong>. Una __________ di vini  permette di raffinare il proprio palato e di conoscere le migliori etichette italiane.</p>
<p><strong><span style="color: #800080;">J</span></strong>. Nella zona si trova una _________ molto rinomata per i suoi vini rossi da tavola e da invecchiamento.</p>
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		<title>Esercizio sui pronomi e le particelle: Polpette alla salsa di Amazu</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 06:54:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cecilia pontenani</dc:creator>
				<category><![CDATA[cucina/food]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano per stranieri liv A1-A2/Italian for foreigners]]></category>

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		<description><![CDATA[Per questa semplice, ottima e super economica ricetta desidero ringraziare una nostra ex-studentessa, oggi carissima amica, Chiho Masuda, che ha cucinato questo piatto in occasione di una festa a scuola e poi mi ha dato la ricetta dopo mie ripetute insistenze. Non vi spaventate per il nome: Amazu è solo aceto dolce. Già che ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per questa semplice, ottima e super economica ricetta desidero ringraziare una nostra ex-studentessa, oggi carissima amica, Chiho Masuda, che ha cucinato questo piatto in occasione di una festa a scuola e poi mi ha dato la ricetta dopo mie ripetute insistenze. Non vi spaventate per il nome: Amazu è solo aceto dolce. Già che ci siete, fate anche un esercizio sui pronomi: troverete alcuni verbi mancanti di pronomi diretti, locativi e ne, relativi; aggiungeteli e scriveteci per controllare il risultato.<a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/05/peperoni.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-14402" title="peperoni" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/05/peperoni-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Ingredienti per le polpette x 4 persone: 400 grammi di carne di maiale macinata; 2 cipollotti; 1 uovo intero; 1 cucchiaino di sale; 1 cucchiaino di zucchero; 3 cucchiai di pangrattato. Ingredienti per la salsa di Amazu: 1 cipolla; 1/2 peperone rosso e 1/2 peperone giallo; 3 cucchiai di salsa di soia; 3 cucchiai di aceto; 5 cucchiai di acqua; 6 cucchiai di zucchero; 2 cucchiaini di fecola di patate.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>- Tagliate i cipollotti in pezzi sottili. Unite___ (1) la carne macinata, l&#8217;uovo, il sale, lo zucchero e il pangrattato e amalgamate bene, fino a quando il composto non diventa un po&#8217; vischioso. Più mescolate e meglio è. Formate___ (2) quindi delle polpettine grandi quanto una noce, ___ (3) metterete a friggere in abbondante olio caldo. Quando sono pronte, tirate___ (4) su e mettete___ (5) su un foglio di carta assorbente. Mentre le polpettine friggono, preparate le salsa di Amazu nel seguente modo: tagliate la cipolla e i peperoni in pezzi piccoli (come se fossero canditi); scaldate un po&#8217; di olio in una padella capiente e fate___ (6) saltare cipolla e peperoni; aggiungete poi la salsa di soia, l&#8217;aceto, l&#8217;acqua e lo zucchero (a questo punto, Chiho consiglia di unire anche un cucchiaio di &#8220;Dashi-no-Moto&#8221;, cioè polvere di dado giapponese, se ___ (7) avete); togliete dal fuoco la padella e versate___ (8) la fecola di patate, precedentemente stemperata in 2 cucchiai di acqua: rimettete sul fuoco e riscaldate pian piano fino a quando la salsa diventa densa; unite le polpettine e mescolate bene. Servite subito. Buon appetito! Sono adattissime per i bambini, ____ (9) piaceranno sicuramente sia per il sapore che per l&#8217;aspetto colorato.</strong></span></p>
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		<title>Un postre para el otoño: el castagnaccio!</title>
		<link>http://www.adgblog.it/2011/10/20/un-postre-para-el-otono-el-castagnaccio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=un-postre-para-el-otono-el-castagnaccio</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 06:28:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alinde cordero garcia</dc:creator>
				<category><![CDATA[cucina/food]]></category>
		<category><![CDATA[Espaňol]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Postre típico del periodo otoñal, con un procedimiento extremadamente fácil que, no puede prescindir de la selección de ingredientes de primera calidad. En modo particular de la harina de castaña, que es el ingrediente principal, sería óptimo conseguir la que se produce en las montañas de la Toscana (parroquialismo puro que se justifica con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/10/castagnaccio.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-16439" title="castagnaccio" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/10/castagnaccio-300x220.jpg" alt="" width="300" height="220" /></a>Postre típico del periodo otoñal, con un procedimiento extremadamente fácil que, no puede prescindir de la selección de ingredientes de primera calidad. En modo particular de la harina de castaña, que es el ingrediente principal, sería óptimo conseguir la que se produce en las montañas de la Toscana (parroquialismo puro que se justifica con la bondad del producto…).</p>
<p>Es así como se prepara en mi casa: para uno suficiente para cuatro personas que no desean comer solo castagnaccio, se necesitan <strong>180 g de harina de castañas</strong>, <strong>1 cucharada de azúcar</strong>, <strong>agua</strong> (aprox. 3 dl), <strong>una cucharada de aceite de oliva</strong>, <strong>una pizca de sal</strong>, <strong>una que otra barita de romero</strong> y <strong>un buen puño de piñones limpios</strong>. Procedan de esta manera: cernir la harina y mezclar con el agua hasta obtener una pasta lo suficientemente líquida y sin grumos; agregar el aceite, la pizca de sal y el azúcar; untar un refractario rectangular con aceite de oliva y espolvorear con la harina de castaña; distribuir el compuesto de manera que el castagnaccio no sea de mas de 5 cm.; esparcir los piñones con las ramitas de romero; agreguen un poco de aceite de oliva en la superficiey metan al horno, a 180 gradi, durante  30/40 minutos, hasta que la superficie del castagnaccio se oscurecerá y presentará una que otra ranura. Existen algunas variantes en la elaboración, no adoptadas en mi familia, que preveen agregar al compuesto pasitas, previamente sumergidas en agua, o pedazos de nuez, o bien agregar un ligero rallado de cáscara de naranja: como se puede ver, cada quien tiene su método, incluyendo el modo de servir, hay quien lo presenta con una copa de vino dulce, como Vin Santo o con una nuez de ricotta.</p>
<p><span id="more-16373"></span><em>Extraido de: <a href="http://www.adgblog.it/2011/10/08/un-dolce-per-linverno-il-castagnaccio/">Un dolce per l&#8217;autunno</a> de Cecilia Pontenani.</em></p>
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		<title>Un dolce per l&#8217;autunno: il castagnaccio</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 06:57:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cecilia pontenani</dc:creator>
				<category><![CDATA[cucina/food]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana/Tuscany]]></category>
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		<description><![CDATA[Dolce tipico del periodo autunnale, ha un procedimento estremamente facile che non può prescindere, però, dalla scelta degli ingredienti che devono essere di prima qualità. In particolare la farina di castagne, cioè l&#8217;ingrediente principale, sarebbe bene se provenisse dalle montagne della nostra Toscana (un po&#8217; di campanilismo, giustificato dalla bontà del prodotto&#8230;). Così è come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/10/castagne-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-16203" title="castagne (1)" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/10/castagne-1.jpg" alt="" width="216" height="162" /></a>Dolce tipico del periodo autunnale, ha un procedimento estremamente facile che non può prescindere, però, dalla scelta degli ingredienti che devono essere di prima qualità. In particolare la farina di castagne, cioè l&#8217;ingrediente principale, sarebbe bene se provenisse dalle montagne della nostra Toscana (un po&#8217; di campanilismo, giustificato dalla bontà del prodotto&#8230;).</p>
<p>Così è come viene preparato in casa mia: per un castagnaccio sufficiente per quattro persone che non vogliono abbuffarsi, occorrono 180 grammi di farina di castagne, 1 cucchiaio di zucchero, acqua quanto basta (più o meno 3 dl), un cucchiaio abbondante di olio di oliva, un pizzico di sale, qualche aghetto (fogliolina) di rosmarino e una bella manciata di pinoli sgusciati. Procedete in questo modo: setacciate la farina e stemperatela con l&#8217;acqua fino ad ottenere una pastella abbastanza liquida e senza grumi; aggiungete l&#8217;olio, il pizzico di sale e lo zucchero; ungete leggermente una pirofila dalla tipica forma rettangolare con un po&#8217; di olio e spolverizzatela di farina di castagne; distribuitevi il composto in modo che il castagnaccio non risulti più alto di un dito; cospargete di pinoli in quantità e magari anche con qualche aghetto di rosmarino; fate un ghirigoro sulla<a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/10/pinoli.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-16200" title="pinoli" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/10/pinoli.jpg" alt="" width="180" height="126" /></a>superficie con un filo d&#8217;olio e infornate, in forno caldo, per 30/40 minuti, fino a quando la superficie del castagnaccio non si sarà scurita e presenterà delle screpolature. Ci sono varianti, non adottate però nella mia famiglia, che prevedono di aggiungere al composto dell&#8217;uvetta precedentemente ammollata in acqua, o dei gherigli di noce insieme ai pinoli, o ancora di unire un po&#8217; di scorzetta d&#8217;arancia: come si vede, ognuno ha il suo metodo, compreso anche l&#8217;accompagnamento che può prevedere solo un bicchierino di vino dolce come il Vin Santo, o addirittura della ricotta.</p>
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		<title>Videocomprensione: Italiano con la dieta sana</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 06:47:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorenzo capanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[cucina/food]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia/environment]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano per stranieri liv B1-B2/Italian for foreigners]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano per stranieri liv C1-C2/Italian for foreigners]]></category>
		<category><![CDATA[corso d'italiano per stranieri a Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[italiano per la cucina]]></category>
		<category><![CDATA[italiano per stranieri in italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Guardate il video MANGIA CHE TI PASSA tratto dalla rubrica &#8220;Goodnews&#8221; della trasmissione televisiva Report. Fate ora due liste dei cibi sani e dei cibi che invece sono dannosi per la nostra salute. FANNO BENE: il melograno &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; FANNO MALE: Carni rosse e salumi; &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; Completate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Guardate il video MANGIA CHE TI PASSA tratto dalla rubrica &#8220;<strong>Goodnews</strong>&#8221; della trasmissione televisiva <a href="http://www.report.rai.it/dl/Report/Page-8200206a-0877-46c1-ab57-c774db2c6d38.html">Report</a>.</p>
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<p>Fate ora due liste dei cibi sani e dei cibi che invece sono dannosi per la nostra salute.</p>
<p><strong>FANNO BENE: </strong></p>
<ul>
<li><strong>il melograno</strong></li>
<li><strong>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</strong></li>
<li><strong>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</strong></li>
<li><strong>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</strong></li>
<li><strong>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</strong></li>
<li><strong>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</strong></li>
</ul>
<p><strong>FANNO MALE:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Carni rosse e salumi;</strong></li>
<li><strong>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</strong></li>
<li><strong>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</strong></li>
<li><strong>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</strong></li>
<li><strong>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</strong></li>
<li><strong>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</strong></li>
<li><strong>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</strong></li>
</ul>
<p>Completate ora le seguenti frasi:</p>
<ol>
<li><strong>Carne e salumi fanno male perché&#8230;</strong></li>
<li><strong>Le cipolle fanno bene perché&#8230;</strong></li>
<li><strong>Il sesamo è ricco di&#8230;</strong></li>
<li><strong>Ci si ammala meno d&#8217;infarto se&#8230;</strong></li>
<li><strong>Il grasso del pesce ha delle potenti qualità&#8230;</strong></li>
<li><strong>Le vongole sono ricche&#8230;</strong></li>
<li><strong>Chi ha il colesterolo alto dovrebbe&#8230;</strong></li>
<li><strong>Sarebbe meglio non mangiare troppo pane perché&#8230;</strong></li>
<li><strong>I cereali e i legumi ci forniscono&#8230;</strong></li>
<li><strong>Il riso integrale è ricco di&#8230;</strong></li>
<li><strong>I semi di lino contengono&#8230;</strong></li>
<li><strong>Il miso aiuta&#8230;</strong></li>
</ol>
<p>Domande sul progetto dell&#8217;istituto nazionale tumori di Milano:</p>
<p><strong>Quali sono gli ingredienti per fare i muffins?</strong></p>
<p><strong>Quali sono gli interessi delle case farmaceutiche?</strong></p>
<p><strong>Perché il volontario partecipa a questo progetto?</strong></p>
<p><strong>Perché i cuochi partecipano a questo progetto?</strong></p>
<p><strong>Che tipo di cucina propone il dottor Franco Berrino?</strong></p>
<p>Per aiuto e assistenza contattate gli insegnanti dell’<a href="http://www.adg.it/">Accademia del Giglio</a>, italiano, arte e cultura a Firenze: adg.assistance@gmail.com</p>
<p>Per visionare altre 25 videocomprensioni cliccate <a href="http://www.adgblog.it/2011/04/15/tutte-le-videocomprensioni-di-adgblog/">qui</a>.
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		<title>I crostini di fegatini di pollo (reloaded)</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 06:12:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>adg</dc:creator>
				<category><![CDATA[cucina/food]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana/Tuscany]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>

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		<description><![CDATA[I crostini di fegatini di pollo sono uno dei simboli della cucina toscana ed ogni famiglia ha la sua ricetta particolare con, magari, un ingrediente “segreto”. Nella mia famiglia, per una volta la mamma è la regina dei fornelli e questo è il suo modo di cucinare questi saporiti antipasti. Per fegatini di pollo si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_229" class="wp-caption alignleft" style="width: 101px"><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2006/09/corstini-toscani.jpg"><img class="size-full wp-image-229" title="crostini toscani" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2006/09/corstini-toscani.jpg" alt="" width="91" height="77" /></a><p class="wp-caption-text">Crostini toscani</p></div>
<p>I <strong>crostini di fegatini di pollo</strong> sono uno dei simboli della cucina toscana  ed ogni famiglia ha la sua ricetta particolare con, magari, un  ingrediente “segreto”. Nella mia famiglia, per una volta la mamma è la  regina dei fornelli e questo è il suo modo di cucinare questi saporiti  antipasti.</p>
<p>Per fegatini di pollo si intendono quelle frattaglie del pollo  costituite dal piccolo fegato e dal cuoricino, che vanno pulite con  attenzione, liberandole da grasso, eventuale bile e sangue.</p>
<p><strong>Ingredienti</strong>. Per una discreta quantità di crostini occorrono:<br />
800 grammi tra fegatini e cuoricini;<br />
1 cipolla rossa,<br />
2 filetti di acciuga o un po’ di pasta di acciughe;<br />
un po’ di brodo;<br />
olio di oliva;<br />
una noce di burro:<br />
aceto di vino;<br />
qualche cappero e qualche fogliolina di prezzemolo per decorare;<br />
pane toscano</p>
<div id="attachment_230" class="wp-caption alignright" style="width: 148px"><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2006/09/mezzaluna.jpg"><img class="size-full wp-image-230" title="mezzaluna" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2006/09/mezzaluna.jpg" alt="" width="138" height="89" /></a><p class="wp-caption-text">La mezzaluna</p></div>
<p>Si  procede così: si prepara preventivamente del brodo, anche con un  semplice dado. In un pentolino dai bordi alti si versa un po’ di olio di  oliva con una noce di burro, e si fa imbiondire la cipolla tritata. Si  uniscono poi i fegatini e i cuoricini. Quando sono sufficientemente  rosolati, si tolgono dal pentolino e si tritano un po’ grossolanamente  con la mezzaluna (mettere la foto); poi si rimettono sul fuoco,  allungandoli con il brodo, affinché non si attacchino sul fondo.<br />
Si aggiungono i filetti di acciuga (o una dose abbastanza abbondante di  pasta di acciughe). Mentre cuociono, vi consiglio di assaggiare i  fegatini per aggiustarne il sapore secondo il vostro gusto.<br />
Quando vi sembrano cotti a sufficienza, versateci un po’ di aceto,  mescolate e toglieteli dal fuoco. Cominciate a preparare il pane, che va  tagliato a fette e, se lo volete, abbrustolito leggermente. A questo  punto potete decidere se bagnare appena le fette con un po’ di brodo o  lasciarle così come sono. Spalmate la crema dei fegatini sul pane e  decorate con un cappero e una fogliolina di prezzemolo al centro della  fetta.<br />
Varianti prevedono che si unisca al composto del vin santo, o i capperi  al posto dell’aceto di vino e che, invece del pane, si adoperino delle  fettine di polenta fritta. Sono ottimi anche sulla semplice polenta  ancora calda.</p>
<p>Se la trovate, potete preparare questi crostini aggiungendo ai  fegatini e ai cuoricini di pollo già rosolati e tritati anche della  milza di vitello, grattata via dalla sua rete con un coltellino. La  preparazione non cambia molto, ma il gusto acquista in bontà!</p>
<p><em>Questo post di <strong>Cecilia Pontenani</strong> è stato pubblicato la prima volta su adgblog nel <a href="../2006/09/15/i-crostini-di-fegatini-di-pollo/">settembre 2006</a>.</em></p>
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<a href="../2009/12/31/22ricette/">22 ricette di adgblog</a></p>
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		<title>Cucina: La schiacciata con l&#8217;uva (reloaded)</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 06:41:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>adg</dc:creator>
				<category><![CDATA[cucina/food]]></category>

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		<description><![CDATA[Riproponiamo una ricetta della tradizione fiorentina, a cura di Cecilia Pontenani. Assolutamente da provare. Tra poco sarà tempo di vendemmia e quest&#8217;anno la qualità si presenta ottima. Non è di vino, però, che voglio scrivere, ma di un altro modo di usare l&#8217;uva per fare uno dei dolci più buoni della tradizione fiorentina e chiantigiana: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riproponiamo una ricetta della tradizione fiorentina, a cura di Cecilia Pontenani. Assolutamente da provare.<br />
</em></p>
<div id="attachment_192" class="wp-caption alignright" style="width: 109px"><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2006/09/schiacciata.jpg"><img class="size-full wp-image-192" title="schiacciata.jpg" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2006/09/schiacciata.jpg" alt="" width="99" height="133" /></a><p class="wp-caption-text">Schiacciata con l&#39;uva</p></div>
<p>Tra poco sarà tempo di vendemmia e quest&#8217;anno la qualità si presenta ottima. Non è di vino, però, che  voglio scrivere, ma di un altro modo di usare l&#8217;uva per fare uno dei  dolci più buoni della tradizione fiorentina e chiantigiana: <strong>la schiacciata con l&#8217;uva</strong>.</p>
<p>Gli ingredienti sono pochi, facilmente reperibili, e la preparazione è  estremamente semplice e veloce. Fondamentale, credo, è la scelta  dell&#8217;uva: deve essere l&#8217;uva da vino nera e dolce della varietà <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Canaiolo">canaiolo</a>,  con gli acini piccoli e rotondi.</p>
<p><strong>Ingredienti</strong><br />
1 Kg di uva;<br />
500 grammi di <a href="http://www.metodokousmine.it/Sch-farePane.html">pasta lievitata per pane</a> (che potrete fare da soli o comprare già pronta);<br />
150 grammi di  zucchero;<br />
olio di oliva;<br />
un cucchiaino di semi di anice (se gradito).</p>
<p>Per prima cosa occorre separare gli acini dell&#8217;uva dai raspi, lavarli ed  asciugarli molto bene. Si lavora poi la pasta di pane con 50 grammi di  zucchero e 4 cucchiai di olio e la si stende in sfoglia molto sottile.  Si unge una teglia di forma rettangolare con un po&#8217; di olio e se ne  foderano il fondo e i lati con metà della pasta. A questo punto si copre  il fondo con più della metà dei chicchi di uva, che saranno cosparsi di  zucchero ed eventualmente della polvere dei semi di anice pestati. Si  chiude attentamente con l&#8217;altra metà della pasta che viene ancora  cosparsa con i chicchi di uva restanti e altro zucchero. Si spruzza di  olio di oliva e si cuoce in forno caldo per circa mezz&#8217;ora o fino a  quando la schiacciata non avrà preso un bel colore.</p>
<p>Il segreto dello  chef? Ricordarsi ogni tanto (anche 4-5 volte) di raccogliere il sugo che  si ottiene durante la cottura e irrorarne la schiacciata. Lasciare freddare e riposare: il giorno dopo è forse migliore!</p>
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		<title>P como&#8230; Pizza!</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 06:55:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alinde cordero garcia</dc:creator>
				<category><![CDATA[cucina/food]]></category>
		<category><![CDATA[Espaňol]]></category>

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		<description><![CDATA[Es una de las palabras en italiano más conocida en el mundo, es sin lugar a dudas, uno de los productos gastronómicos más amado alrededor del planeta, es uno de los símbolos del país de la bota, la pizza! Todo parece indicar que la pizza tuvo su origen en Napoles, gracias al ingenio de Vincenzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/07/pizza.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15011" title="pizza" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/07/pizza-300x207.jpg" alt="" width="223" height="154" /></a>Es una de las palabras en italiano más conocida en el mundo, es sin lugar a dudas, uno de los productos gastronómicos más amado alrededor del planeta, es uno de los símbolos del país de la bota, la pizza!</p>
<p>Todo parece indicar que la pizza tuvo su origen en <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/N%C3%A1poles">Napoles</a>, gracias al ingenio de Vincenzo Corrado, quien realizó un disco de pasta condimentado con salsa de tomate, sin embargo, existen varias teorías que contradicen  dicho evento, hay quien asegura que es simplemente una adaptación de la pita griega o del pan árabe, sin embargo, la pizza tal y como la conocemos fue servida por primera vez en Napoles a principios del Siglo XVIII.</p>
<p>Desde ese momento hasta nuestros días este platillo típico italiano, ha sufrido varias modificaciones, ahora no sólo se realiza a forma de disco, las hay también cuadradas y rectangulares, rellenas y existe también una variación llamada <strong>pizza al coccio</strong> que no es nada más que una loza de barro rellena de los más variados ingredientes (mozarella, salsa de tomate, pimiento, champignones, aceitunas&#8230;) cubierta con masa de pizza y cocinada en el horno a leñA, una verdadera delicia, también los ingredientes han cambiado, ya no se condimenta solamente con salsa de tomate, puede ser también blanca con mozarella y los ingredientes más variados que se puedan imaginar.</p>
<p>En 1889 se creó una de las pizzas más conocidas, la <strong>Margherita</strong>, fue Raffaele Esposito el encargado de realizarla en honor a la reina Margherita de Saboya y tienen como ingredientes característicos la salsa de tomate, mozzarella, albahaca fresca, sal y aceite, los colores de la bandera italiana representados en una pizza; otra de las pizzas favoritas es la <strong>caprichosa</strong> que como su nombre lo dice, juega con los ingredientes que vienen escogidos caprichosamente por el pizzaiolo, una de las grandes sorpresas que se llevan los amantes de la &#8220;<strong>peperoni pizza</strong>&#8221; al ordenarla en Italia es encontrar en su plato una pizza con pimiento morrón y es que el peperoni italiano es muy diferente al peperoni americano.<span id="more-14992"></span></p>
<p>Y ya que hablamos de la variedad de los ingredientes no podemos dejar de lado la invención del chef <a href="http://www.renatoviola.it/louis_pizza.shtml">Renato Viola</a> creador de la <strong>pizza Louis XIII</strong> que tiene como caracterIstica principal las 72 horas necesarias para realizar la pasta preparada con harina bioLOgica certificada A.I.A.B. <a href="http://www.saltworks.us/shop/product.asp?idProduct=262">sal rosa australiano Murray River</a>, levadura natural y de cerveza, además de sus costosos ingredientes (caviar, camarones rojos de Acciaroli, Cognac Louis XIII Remy Martin, <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Palinurus_elephas">langosta palinurus elephas</a>&#8230;) y del excepcional servicio a domicilio que consiste en un pizzaiolo, un sommelier y un chef, que hacen de esta, la pizza más cara del mundo, su costo en Italia es de 8,300 Euros.</p>
<p>Pero por fortuna la pizza es un bocado al alcance de todos los bolsillos y la Unión Europea catalogó como Especialidad Tradicional Garantizada y se espera que la UNESCO la reconozca como <a href="http://www.unesco.org/culture/ich/index.php?lg=ES&amp;pg=home">Patrimonio Inmaterial de la Humanidad</a>.</p>
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		<title>L&#8217;italiano a tavola: cose da non fare all&#8217;imperativo. Parte 3</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 06:08:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto balò</dc:creator>
				<category><![CDATA[cucina/food]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano per stranieri liv B1-B2/Italian for foreigners]]></category>

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		<description><![CDATA[Avete già letto i due post (1 &#8211; 2) sul comportamento da adottare a tavola quando ci si trova in contesti formali? Le domande che seguono sono ispirate ai post in questione: provate a rispondere usando l&#8217;imperativo, ma fate attenzione alla forma positiva e negativa (se avete bisogno di un ripasso prima di fare questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/06/abbuffarsi.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-14903" title="abbuffarsi" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/06/abbuffarsi.jpg" alt="" width="160" height="246" /></a>Avete già letto i due post (<a href="http://www.adgblog.it/2011/06/06/litaliano-a-tavola-cose-da-non-fare-a-tavola-parte-1/">1</a> &#8211; <a href="http://www.adgblog.it/2011/06/08/litaliano-a-tavola-cose-da-non-fare-parte-2/">2</a>) sul comportamento da adottare a tavola quando ci si trova in contesti formali? Le domande che seguono sono ispirate ai post in questione: provate a rispondere usando l&#8217;imperativo, ma fate attenzione alla forma positiva e negativa (se avete bisogno di un ripasso prima di fare questo esercizio, guardate questo <a href="http://www.adgblog.it/2011/01/16/imperativo/">link</a> e <a href="http://www.adgblog.it/2011/01/17/imperativo-alla-forma-negativa-e-con-pronomi/">quest&#8217;altro</a>).</p>
<h4>Attività</h4>
<p>Carlo ha molti dubbi su come ci si debba comportare a tavola, per cui fa un sacco di domande: provate a rispondergli usando l&#8217;imperativo informale.</p>
<p>1. &#8211; Posso accendermi una sigaretta tra il primo e il secondo?<br />
- No, non fumare!</p>
<p>2. &#8211; Devo fare una telefonata, posso?<br />
____________</p>
<p>3. &#8211; Posso prendere il pane con le mani?<br />
____________</p>
<p>4.  Ops! Ho colpito con il mio piede la gamba del commensale che mi siede di fronte!<br />
____________</p>
<p>5. Con i gomiti sul tavolo sto più comodo, no?<br />
____________</p>
<p>6. Posso dire qualcosa alla persona che sta a capotavola?<br />
____________</p>
<p>7. I miei figli possono fare tutto quello che vogliono: in fondo sono dei bambini e gli si perdona tutto, no?<br />
____________</p>
<p>8. Il tovagliolo dove devo metterlo, al collo?<br />
____________</p>
<p>9. Quando posso servirmi da solo sono contento: posso farmi un piatto enorme!<br />
____________</p>
<p>10. Ma se non arrivo a prendere da solo la bottiglia del vino, che devo fare?<br />
____________</p>
<p>11. Il pesce non mi piace: posso rimandarlo indietro?<br />
____________</p>
<p>12. Le posate? Non mi ricordo mai&#8230; Quando ho finito di mangiare, dove devo metterle?<br />
____________</p>
<p>13. Posso ripulire il piatto con un pezzetto di pane? Mi piace troppo fare la scarpetta&#8230;<br />
____________</p>
<p>14. Come mai non c&#8217;è in tavola lo stuzzicadenti?<br />
____________</p>
<p>15. Perché quando dico buon appettito non mi risponde mai nessuno e anzi qualcuno mi guarda male?<br />
____________</p>
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