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	<title>Adgblog &#187; Storia dell&#8217;arte/History of Art</title>
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	<description>The official blog of Accademia Del Giglio: Italian language courses and Art school in Florence, Italy.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Feb 2012 17:05:29 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Evoluzione capitale dei sogni di Francesco Falciani e Giovanni Blanco: la recensione</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 06:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto balò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte/Art]]></category>
		<category><![CDATA[disegno/drawing]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia /photography]]></category>
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		<description><![CDATA[Ce ne stavamo nella resede della Galleria B4 di Bologna, dove si trova un gazebo vagamente in stile Art Nouveau, decorato da tre strisce di plastica trasparenti, (la plasticaccia che diventa sporca dopo poco e non si pulisce, diceva Luigi più tardi), dipinte con simboli e segni blu, rosso e nero e con Blanco, Falciani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_18012" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2012/01/la-balena.jpg"><img class="size-medium wp-image-18012 " title="la balena" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2012/01/la-balena-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;La balena della Groenlandia è uno dei più meravigliosi animali che esistano al mondo&quot;</p></div>
<p>Ce ne stavamo nella resede della <a href="http://www.galleriab4.it/">Galleria B4</a> di Bologna, dove si trova un gazebo vagamente in stile Art Nouveau, decorato da tre strisce di plastica trasparenti, (la plasticaccia che diventa sporca dopo poco e non si pulisce, diceva Luigi più tardi), dipinte con simboli e segni blu, rosso e nero e con Blanco, Falciani e altri amici si diceva:</p>
<p>&#8220;Non è una mostra semplice, non è immediatamente leggibile&#8221;</p>
<p>&#8220;Si sente che c&#8217;è un pensiero dietro!&#8221;</p>
<p>&#8220;Son le mostre che hanno più successo, molto meglio che mettere davanti allo spettatore un po&#8217; di quadri in fila, facili facili, qui invece ci si deve sforzare.&#8221;</p>
<p>&#8220;Lo spettatore deve fare congetture, collegamenti, associazioni e in questo modo si sente intelligente. &#8221;</p>
<p>Poiché più che critico d&#8217;arte, mi sento spettatore, anch&#8217;io ho fatto le mie congetture, collegamenti e associazioni di idee, aiutato dai commenti degli altri, dai discorsi colti con l&#8217;orecchio sinistro mentre guardavo a destra. Regola d&#8217;oro: non chiedere mai all&#8217;artista, perché 1) si potrebbe risentire, 2) se fai una domanda stupida, fai una figuraccia.</p>
<p><strong><em>Evoluzione capitale dei sogni</em></strong> di <strong>Giovanni Blanco</strong> e <strong>Francesco Falciani</strong> si presta a tutto questo. La chiave di lettura è esplicita e dichiarata dai tre ritratti che si trovano nella prima sala: quello di <strong>Darwin</strong> (Charles), di  <strong>Marx</strong> (Karl) e <strong>Freud</strong> (Sigmund). Il titolo della mostra corrisponde ai rispettivi titoli dei tre libri fondamentali di questi ingombranti personaggi che hanno segnato il pensiero dei due secoli scorsi. In questa mostra non si tratta né di celebrarli, né di distruggerli, ma come dice <strong>Carlo Falciani</strong> nella presentazione della mostra: &#8220;riconoscendo il valore fondativo di questi tre pensieri e rintracciando la loro presenza nello scheletro del nostro presente, abbiamo avviato una riflessione poetica non sul valore iconico di tali strutture sistematiche, né sulla loro attualizzazione, preferendo invece seguire le indicazioni riguardo la produzione di opere figurative.&#8221;</p>
<p><span id="more-18007"></span></p>
<p>Detto questo, basta lasciarsi prendere dal gioco, seguire le associazioni più o meno automatiche, le intuizioni argute o fortuite e sentirsi intelligenti. In un allestimento più da quadreria che da galleria, fotografie e dipinti si alternano alle pareti, a volte rendendosi quasi indistinguibili come in <em>Corsica</em> e <em>Galapagos</em> o nei quadretti da collezione entomologica e botanica che rappresentano insetti e aracnidi o il cactus fiorito. <strong>Freud</strong> con il volto deformato dal bianco, o forse dalle sue stesse terapie, se ne sta in alto, piccolino su una parete e guarda in basso, di traverso, chi sta osservando il mare delle Galapagos: inquietante come un dio, sempre lì pronto a puntare il dito o il suo sigaro verso le ubique pulsioni sessuali degli spettatori. <strong>Marx</strong> e <strong>Darwin</strong> sono sulla parete opposta, indecisi se scomparire negli sfondi neroveneziano/tardo rinascimentale (ma anche umidissima Bologna by night) e ferro consunto/arrugginito dalle intemperie, o tornare e cercare di regnare combattendo contro gli dèi del presente. Ci sono anche due quadretti, una <strong>conchiglia</strong> e una <strong>poltrona</strong>, e lì per lì, nella furia di comprendere ho contravvenuto alla regola d&#8217;oro: ho chiesto a Blanco che ci facesse una conchiglia e il risultato è stata una risposta di tipo 2) a domanda stupida corrisponde figuraccia! (ma non si è risentito, non sembra il tipo).</p>
<div id="attachment_18013" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2012/01/manifesto.jpg"><img class="size-medium wp-image-18013" title="manifesto" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2012/01/manifesto-300x234.jpg" alt="" width="300" height="234" /></a><p class="wp-caption-text">Manifesto del Partito Comunista - Dettaglio</p></div>
<p>Nel passaggio dalla prima stanza alla seconda si trova un intervento a china su quattro fotografie in bianco e nero: il <strong>Manifesto del Partito Comunista</strong> riscritto, senza alcuna retorica militanza, sulle foglie delle piante del giardino di Falciani. Di fronte altri due interventi pittorici su foto; accanto strutture architettoniche vuote (i loculi di un cimitero), edifici iniziati e non finiti o mai usati, gli stessi che si ripetono nei sei lavori fatti a quattro mani, dove si incrociano le voci postume di Marx, Darwin e Freud, intitolati <strong>Registri</strong>: dipinti di Blanco e fotografie di Falciani, associati in modo &#8220;quasi automatico&#8221; a citazioni dei tre personaggi in questione (&#8220;Non avete idea di come sia difficile estrapolare una citazione da Marx&#8221;).</p>
<p>Infine siamo di nuovo nella resede, al gazebo quasi Art déco, ma riplastificato. Violatori imperterriti della regola d&#8217;oro si radunano a fumare, bere e domandare, e gli artisti, oltremodo pazienti, rispondono:</p>
<p>&#8220;Perché non Jung? Perché Freud viene prima. Non è una scelta di merito.&#8221;</p>
<p>&#8220;La poltrona? È quella su cui si siede il paziente, no?&#8221;</p>
<p>&#8220;La conchiglia, eravamo indecisi se metterla, ma fa parte del mondo di Darwin, è un soprammobile, potrebbe stare nello studio di uno di loro.&#8221;</p>
<p>&#8220;No, non c&#8217;è alcun intento storico. È un modo per provare a leggere il caotico presente.&#8221;</p>
<p>&#8220;Ma lo sai che questa, prima di diventare galleria d&#8217;arte, era lo studio di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Celli">Giorgio Celli</a>?&#8221;</p>
<p>Sarà un caso? Non sembrerebbe proprio.</p>
<p><em>Immagini dell&#8217;inaugurazione della mostra sono visibili sul nostro profilo <a href="https://www.facebook.com/accademiadelgiglio">Facebook</a>.</em></p>
<p><em>La mostra resta aperta fino all&#8217;8 marzo 2012 ed è visitabile dal martedì al sabato, dalle 17 alle 20.</em><br />
<em>Galleria B4, Via Vinazzetti 4/b (zona universitaria)</em><br />
<em> Info: Federica Rotelli 328-5936214.</em><br />
<em> federicarotelli@libero.it</em></p>
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Milo Manara in mostra a Siena: <a href="http://www.adgblog.it/2012/01/21/milo-manara-in-mostra-a-siena-le-stanze-del-desiderio/">Le stanze del desiderio</a>.<br />
Incontri con gli “Artisti a km O”: <a href="http://www.adgblog.it/2011/11/08/incontri-con-gli-%E2%80%9Cartisti-a-km-0%E2%80%9D-murat-onol/">Murat Önol</a>, <a href="http://www.adgblog.it/2011/11/22/incontri-con-gli-artisti-a-km-0-duccio-mantellassi/">Duccio Mantellassi</a>, <a href="http://www.adgblog.it/2011/12/28/incontri-con-gli-artisti-a-km-0-beatrice-gallori/">Beatrice Gallori</a> e <a href="http://www.adgblog.it/2012/01/10/incontri-con-gli-artisti-a-km-0-ivano-cappelli/">Ivano Cappelli</a>.<br />
<a href="http://www.adgblog.it/2011/11/02/dependency-di-giovanni-presutti-alla-galleria-lato-prato/">Dependency</a> di Giovanni Presutti.<br />
<a href="http://www.adgblog.it/2012/01/08/2012-project-berlin-factory-art-gallery-italiano-english-version/">2012 Project Berlin</a> della Factory-Art gallery. Italiano/English version.<br />
<a href="http://www.adgblog.it/2012/01/07/seminari-di-arte-a-firenze-da-aprile-a-maggio/">Seminari di arte</a>  a Firenze da aprile a settembre 2012</p>
<p><a href="http://www.adg.it/">Accademia del Giglio</a>, italiano, arte e cultura a Firenze.</p>
<p><strong>Adgblog</strong> è su <a href="http://www.facebook.com/pages/Adgblog-Lingua-italiana-Arte/187634646792?ref=sgm">Facebook</a>, <a href="http://twitter.com/adgblog">Twitter</a> e <a href="http://www.linkedin.com/groups/Accademia-del-Giglio-4133474">LinkedIn</a>.
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		<title>Botticelli visto dal Giappone (all&#8217;AdG)</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 06:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>adg</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La troupe di NHK, tv nazionale giapponese ha girato a Firenze un programma documentario sulla Venere di Botticelli nel febbraio 2011. Una parte della trasmissione è stata girata presso l&#8217;Accademia del Giglio durante i corsi di disegno e pittura, il 7 febbraio (da questa parte ci sono le foto). In Giappone il programma ha avuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La troupe di <strong>NHK</strong>, tv nazionale giapponese ha girato a Firenze un programma documentario sulla <strong>Venere di Botticelli</strong> nel febbraio 2011. Una parte della trasmissione è stata girata presso l&#8217;<a href="http://www.adg.it">Accademia del Giglio</a> durante i corsi di disegno e pittura, il 7 febbraio (da <a href="http://www.adgblog.it/2011/02/08/la-tv-giapponese-allaccademia-del-giglio/">questa parte</a> ci sono le foto). In Giappone il programma ha avuto un buon ascolto di pubblico e giudizi positivi dalla critica. Questo è un breve estratto (la trasmissione intera dura un&#8217;ora) in cui alcuni studenti e l&#8217;insegnante rispondono alle domande del conduttore, un famoso artista giapponese.</p>
<p><a href="http://www.adgblog.it/2012/01/19/botticelli-visto-dal-giappone-alladg/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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Incontri con gli “Artisti a km 0″: <a href="http://www.adgblog.it/2011/12/28/incontri-con-gli-artisti-a-km-0-beatrice-gallori/">Beatrice Gallori</a>.<br />
<a href="http://www.adgblog.it/2011/02/08/la-tv-giapponese-allaccademia-del-giglio/">La tv giapponese all’Accademia del Giglio!</a></p>
<p><a href="http://www.adg.it/">Accademia del Giglio</a>, italiano, arte e cultura a Firenze.</p>
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		<title>Muestra: La moda une Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 06:19:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alinde cordero garcia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Firenze/Florence]]></category>
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		<description><![CDATA[En la Galería de los Medici (Palazzo Medici Riccardi) se llevó a cabo (6, 7 y 8 diciembre) la Muestra &#8220;La moda unisce l&#8217;Italia&#8221;, realizada por las alumnas del quinto año del sector moda del Instituto Cellini Tornabuoni periodo escolar 2010-2011. Viendo los diseños queda claro que detrás de la muestra hay un gran trabajo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>En la Galería de los Medici (<a href="http://maps.google.it/maps?q=Palazzo+Medici+Riccardi.&amp;hl=it&amp;ll=43.775541,11.255643&amp;spn=0.005771,0.009645&amp;hq=Palazzo+Medici+Riccardi.&amp;hnear=Firenze,+Toscana&amp;t=h&amp;z=17&amp;vpsrc=6">Palazzo Medici Riccardi</a>) se llevó a cabo (6, 7 y 8 diciembre) la Muestra &#8220;La moda unisce l&#8217;Italia&#8221;, realizada por las alumnas del quinto año del sector moda del <strong>Instituto Cellini Tornabuoni</strong> periodo escolar 2010-2011.<br />
Viendo los diseños queda claro que detrás de la muestra hay un gran trabajo de investigación y documentación para lograr ejemplificar el pasar de los años en la moda italiana y para compartir con ustedes el trabajo ya terminado que mejor que dejarlos admirar algunos de los modelos que formaron parte de la exhibición.</p>
<p><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/12/muestra1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-17298" title="muestra1" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/12/muestra1.jpg" alt="" width="240" height="320" /></a><br />
______________________________________________________________________<br />
<span id="more-17248"></span><br />
<a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/12/muestra2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-17299" title="muestra2" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/12/muestra2.jpg" alt="" width="240" height="320" /></a><br />
______________________________________________________________________<br />
<a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/12/muestra3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-17300" title="muestra3" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/12/muestra3.jpg" alt="" width="240" height="320" /></a><br />
______________________________________________________________________<br />
<a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/12/muestra4.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-17301" title="muestra4" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/12/muestra4.jpg" alt="" width="240" height="320" /></a><br />
______________________________________________________________________<br />
<a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/12/muestra5.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-17302" title="muestra5" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/12/muestra5.jpg" alt="" width="240" height="320" /></a><br />
______________________________________________________________________<br />
<a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/12/muestra6.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-17303" title="muestra6" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/12/muestra6.jpg" alt="" width="240" height="320" /></a><br />
______________________________________________________________________</p>
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<a href="http://www.adgblog.it/2011/11/09/hagamos-un-affresco/">Hagamos un “affresco”!</a><br />
9-11/12/11 Private flat#7: <a href="http://www.adgblog.it/2011/12/03/dicembre-2011-private-flat7-a-casa-degli-artisti-firenze/">a casa degli artisti</a>.<br />
Pics from <a href="http://www.adgblog.it/2011/11/27/pics-from-art-classes-november-2011/">Art classes</a> at Accademia del Giglio.<br />
Arte alla Specola: <a href="http://www.adgblog.it/2011/12/01/arte-alla-specola-strane-forme-dallanatomia-ai-frattali/">Strane forme, dall’anatomia ai frattali</a>.</p>
<p><a href="http://www.adg.it/spagnolo/swelcome.html">Accademia del Giglio</a>, italiano, arte e cultura en Florencia.</p>
<p>Página <a href="http://www.facebook.com/pages/Adgblog-Lingua-italiana-Arte/187634646792?ref=sgm">fan de adgblog</a> en Facebook. Adgblog también en <a href="http://twitter.com/adgblog">Twitter</a> e <a href="http://www.linkedin.com/groups/Accademia-del-Giglio-4133474">LinkedIn</a>.
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		<title>Incontri con gli &#8220;Artisti a Km 0&#8243;: Duccio Mantellassi</title>
		<link>http://www.adgblog.it/2011/11/22/incontri-con-gli-artisti-a-km-0-duccio-mantellassi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=incontri-con-gli-artisti-a-km-0-duccio-mantellassi</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 06:41:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>silvia mordini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte/Art]]></category>
		<category><![CDATA[artisti/artists]]></category>
		<category><![CDATA[mode/trends]]></category>
		<category><![CDATA[mostre/exhibitions]]></category>
		<category><![CDATA[pittura/painting]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana/Tuscany]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 3 novembre  scorso si è tenuta la seconda serata della rassegna  “Artisti a km 0” organizzata presso il Museo Pecci di Prato. Dopo l&#8217;incontro di apertura tenuto dall&#8217;artista turco-italiano Murat Önol, è stata la volta del pratese Duccio Mantellassi che, grazie anche al contributo di Fabrizia Bettazzi e Francesca Sarteanesi, che con lui hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.centropecci.it/htm/eventi/11/a_parte/img/mantellassi_md.jpg" alt="" width="400" height="226" />Il 3 novembre  scorso si è tenuta la seconda serata della rassegna  “<a href="http://www.adgblog.it/2011/10/18/incontri-contemporanei-al-museo-pecci-di-prato/">Artisti a km 0</a>” organizzata presso il <strong>Museo Pecci di Prato</strong>. Dopo l&#8217;incontro di apertura tenuto dall&#8217;artista turco-italiano <a href="http://www.adgblog.it/2011/11/08/incontri-con-gli-%e2%80%9cartisti-a-km-0%e2%80%9d-murat-onol/">Murat Önol</a>, è stata la volta del pratese <a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=100002342226066&amp;ref=ts">Duccio Mantellassi</a> che, grazie anche al contributo di <strong>Fabrizia Bettazzi</strong> e <strong>Francesca Sarteanesi</strong>,  che con lui hanno elaborato e scelto i testi letti durante l’evento, ha presentato se stesso e la sua frizzante ed istrionica personalità artistica.</p>
<p>Pittore dal tratto essenziale, ma estremamente identificativo, <strong>Duccio Mantellassi</strong> ha condiviso la sua idea e visione dell&#8217;arte, nonché le sue “visioni” personali ed il modo di percepire la realtà che lo circonda, rendendo possibile a chi ha avuto il piacere di presenziare di “invadere innocentemente” il mondo di quest’artista e portare, anche solo per poco, quelle “lenti” proprie di quest’affascinante creativo.</p>
<p>Davanti ad un buon caffè ha risposto ad alcune domande per fissare dei punti sulla sua poetica, sulle influenze e sul perché fare arte.</p>
<p><strong>S. M.</strong> <em>Duccio, parlaci un po’ di te, perché hai scelto di misurarti con la pittura<span style="color: #0000ff;"> </span>e che percorso hai scelto per arrivare a lei.</em></p>
<p><strong>D. M.</strong> Da piccolo disegnare era il mio passatempo preferito, ciò che mi divertiva di più a discapito dei classici giochi che occupano il tempo dei bimbi. Crescendo mi sono appassionato al mondo dei soldatini di piombo, una possibilità per ricreare quel mondo fantastico che stava alla base delle mie letture e del mio immaginario, grazie a Tolkien. Così ho iniziato a dipingere con gli acrilici miniature di elfi, gnomi, guerrieri, creature mitologiche; ma ad un certo punto tutto questo non mi bastava più. Volevo fare qualcosa che fosse sempre e solo mio, dall’inizio alla fine e scolpire ha sedato per un po’ questo mio desiderio. Desiderio che si è appagato solo con la pittura su tela, visto che è la tecnica più nelle mie corde, anche se la mia ricerca ultimamente verte su altre tecniche, come l’incisione su rame e l’acquarello.</p>
<p><span id="more-16942"></span></p>
<p><strong>S. M.</strong> <em>I soggetti della tua produzione pittorica sono in prevalenza ritratti; come mai questa scelta e come scegli i soggetti rappresentati?</em></p>
<p><strong>D. M.</strong> Il volto esprime meglio chi sei, perché è lo specchio della tua vita e del tuo stato d’animo, ma anche delle tue aspirazioni, di ciò che vorresti essere. I soggetti ritratti sono amici, conoscenti, ma anche perfetti sconosciuti che si fissano nella mia mente per un particolare e nella loro rappresentazione vado a mettere in risalto ciò che ha suscitato il mio interesse. Ho la piena libertà nello scegliere il soggetto e nell’evidenziare o meno i suoi caratteri identificativi, trasponendo così la mia immagine personale su tela.</p>
<p><strong>S. M.</strong> <em>Il tuo stile essenziale, ma perfettamente riconoscibile e completo, come si è evoluto nel tempo ed a chi o cosa ti sei ispirato? Come sono cambiati i tuoi riferimenti artistici durante la tua vita?</em></p>
<p><strong>D. M.</strong> Nella mia produzione si possono distinguere due filoni: quello “fumettistico”, che vuole rendere omaggio ad alcuni grandi, tra i quali Miller e Hewlett e quello “sottrattivo”, dove elido volontariamente degli elementi del volto a favore di quelli che lo rendono unico ed interessante per la mia visione. Il mio tratto mutua tanto dall‘illustrazione, quanto dalla grafica pubblicitaria e dalla ricerca di alcuni grandi della pittura, come Modigliani, Schiele o Klimt; questo perché non sento il ritratto iperrealistico in linea con il mio &#8220;fare arte&#8221;, ma condivido la scelta di questi artisti di sviluppare un loro stile e caratterizzarlo, in modo da renderlo inconfondibile. Per quanto riguarda il mondo del fumetto, da piccolo ero affascinato dai disegni di Franquin e Froideval; poi mi sono avvicinato al mondo di Stano, di Otomo, di Toriama, del già citato Miller e di Buscema. Sono partito dal mondo franco-belga, perché era quello che trovavo in casa: la loro cura per le tavole, per il formato, per i colori ne fanno dei fumetti “da adulti”, anche se i loro soggetti popolano la fantasia dei bimbi (Asterix, Lucky Luke, Tin Tin, I Puffi).</p>
<p><strong>S. M.</strong> <em>L’anno in corso ti ha visto occupato in maniera a dir poco frenetica in mostre personali, collettive, eventi eterogenei. Il tutto è stato suggellato dalla tua presentazione “a Km 0” ; cos’è stata la miccia che ha innescato questo meccanismo?</em></p>
<p><strong>D. M.</strong> Tutto nasce dal primo ritratto di “Innocenti Invasioni”, ovvero “Matiocchi &#8211; Il maglione blu”; la realizzazione coincide con una data significativa per la mia storia e sento nascere il bisogno incontrollabile di dipingere il volto di quella mia amica, che ho sempre associato con quel pullover blu, ma che non ha mai indossato in nessuna foto in mio possesso. Inizia così la serie che verrà presentata ad aprile alla galleria “Asterisco” di Prato, grazie anche alla cura ed ai consigli di Fabrizia, Monia Nannini e Alessandro Carretti. Con quel nucleo originario di 20 ritratti si creano i presupposti e le conoscenze per tutto ciò che ne seguirà.</p>
<p><strong>S. M.</strong> <em>La tua presentazione al Pecci ha fatto intuire qualcosa di te, del tuo mondo e di ciò che popola la tua fantasia; ma ad un certo punto si è percepito un momento di stasi, di vuoto. Puoi dirci qualcosa di più a riguardo?</em></p>
<p><strong>D. M.</strong> La selezione dei testi è stata fatta insieme a Fabrizia Bettazzi e Francesca Sarteanesi, che hanno contribuito con un loro scritto relativo alla serata. Ho citato i Doors, i Beatles, Pirandello, Warhol e Svevo, alcuni degli artisti ed intellettuali che sento vicino in questo momento. Lo showreel che è stato proiettato durante l’incontro, ha descritto visivamente alcune delle mie passioni ed opere. Il momento di stasi che dici di aver percepito rispecchia l&#8217;assenza dell’arte in un certo periodo della mia vita: per circa dieci anni la pittura non ha più fatto parte del mio quotidiano, non perché fosse stata una scelta cosciente, ma era come se dovessi attingere altre, nuove informazioni ed ispirazioni. E penso che così sia stato.</p>
<p><strong>S. M.</strong> <em>Pirandello, “Uno, nessuno e centomila”, ed il tuo naso: ti piace autoritrarti. È per questo che hai affermato: “Siamo noi stessi coloro che conosciamo meglio”?</em></p>
<p><strong>D. M.</strong> Ho sempre avuto un buon rapporto col mio volto e ciò che vedo riflesso nello specchio mi piace. La citazione da: “Uno, nessuno e centomila” l’ho scelta perché mi rispecchia, a modo mio, ovvero sento di avere un animo multiforme, anche se definito nelle sue linee guida, ma quelle sfumature e chiaroscuri presenti mi permettono di adattarmi alle situazioni più disparate ed alle compagnie più eterogenee. Inoltre credo che sia proprio di ognuno il desiderio sia di vedere senza esser visti, che il bisogno di mostrarsi per affermare il proprio ego e la propria unicità. Ponendomi queste domande costantemente, penso che sì, siamo le persone che conosciamo meglio, rispetto anche ai nostri affetti più cari, perché siamo sempre noi il fine anche quando ci confrontiamo con gli altri. Lo facciamo, ma per conoscere meglio quegli “strangers” che popolano il nostro intimo.</p>
<p>Un estratto video dell&#8217;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=3B8Y-emKuHs">evento</a> (grazie alla concessione di <a href="http://www.skeda.info/scheda-_skeda_periodico_Prato/home.html">Scheda</a>)</p>
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ArtVerona: <a href="../2011/11/08/2011/10/14/artverona-un%E2%80%99avanguardia-indipendente/">un’Avanguardia Indipendente</a>.</p>
<p><a href="http://www.adg.it/">Accademia del Giglio</a>, italiano, arte e cultura a Firenze.</p>
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		<title>Giorgio Vasari: un cinquecentenne così contemporaneo.</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 06:38:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>silvia mordini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte/Art]]></category>
		<category><![CDATA[mostre/exhibitions]]></category>
		<category><![CDATA[Storia dell'arte/History of Art]]></category>

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		<description><![CDATA[All’interno delle celebrazioni per il 5° centenario della nascita dell’aretino Giorgio Vasari, dal 22 al 30 ottobre 2011 si è tenuta la mostra 500 Oggi. Le vite dell’arte in contemporanea, nella residenza fiorentina dell’omonimo in Borgo Santa Croce 8. Le mura medievali si sono aperte agli interventi di artisti internazionali e nazionali, affermati od emergenti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_16632" class="wp-caption alignright" style="width: 202px"><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/11/vasari.jpg"><img class="size-full wp-image-16632" title="vasari" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/11/vasari.jpg" alt="" width="192" height="192" /></a><p class="wp-caption-text">Giorgio Vasari</p></div>
<p>All’interno delle celebrazioni per il 5° centenario della nascita dell’aretino <strong>Giorgio Vasari</strong>, dal 22 al 30 ottobre 2011 si è tenuta la mostra <a href="http://www.500oggi.org/mostra.html"><strong><em>500 Oggi. Le vite dell’arte in contemporanea</em></strong></a>, nella residenza fiorentina dell’omonimo in Borgo Santa Croce 8.</p>
<p>Le mura medievali si sono aperte agli interventi di artisti internazionali e nazionali, affermati od emergenti, in un evento che ci ha dato la possibilità di entrare in quella che fu dimora dell’eclettico personaggio dal 1557, anno in cui Cosimo I glielo fittò, per poi darglielo in dono.</p>
<p>Le opere in mostra traggono ispirazione dalla poliedricità di colui che fu pittore, scenografo, storico dell’arte e architetto per la famiglia medicea. Al primo piano, salendo una rampa di scale angusta, che tuttavia aiuta a calarci in una dimensione al limite tra la realtà e l’onirismo, troviamo subito l’opera di <strong>Marta Luppi</strong> che, attraverso una griglia di corde, seziona lo spazio per le sue <em>Vite s-conosciute</em>, in cui ha disposto elenchi telefonici e carte su cui è intervenuta, aiutando così l&#8217;impressione dell&#8217;opera nella memoria retinica; poi veniamo invitati ad affacciarci su <em>V_archi</em>, di <strong>Fabio Chiantini</strong>, che mutua dall’illusionismo prospettico e dagli scorci offerti da Casa Vasari; procedendo incontriamo l’intervento di <strong>Avio Musetti</strong>, <em>Viste oltre il muro</em>, videoinstallazione con la quale dialogano elementi antitetici, ispirandosi al tardo manierismo ed al suo illusionismo. La fine di questa parte del percorso è sancita da <em>Quadreria</em>, di <strong>Stefano Castrucci &amp; </strong><strong>Piero Mazzoni</strong>, disponendo in maniera casuale le loro opere sulle quattro pareti della stanza vuota, illuminate da una piccola fonte luminosa posta in un angolo e da una giovane donna, che grazie ad un candelabro ci accompagna nella visione delle opere e ci porta fantasticamente indietro nel tempo.</p>
<p>Nella seconda ala della dimora ci viene permesso di visitare la “Sala Grande”, affrescata dallo stesso Vasari e restaurata negli ultimi anni, dove vediamo rappresentate: l’Origine dell’Arte, Zeusi e le Belle Vergini, Apelle ed il Ciabattino, le Allegorie delle Arti ed i ritratti di 13 dei 159 artisti trattati nelle sue “Vite”.</p>
<p>Sullo stesso piano, a guisa di vestibolo, troviamo l’opera di <strong>Paolo Lauri</strong>, <em>Di là</em>, ispirata alla storia di Zeusi narrata da Plinio e come il pittore greco ci propone una sua “selezione” della bellezza femminile, attraverso stampe fotografiche in scala 1:1.</p>
<p>L’ultima rampa di scale non fa che aumentare il climax verso il main event dei contemporanei. Attraverso le installazioni <em>Days of Florence</em> di <strong>Charles Loverme</strong>, <em>Disgregazione</em> di <strong>Melania Lanzini</strong> e <em>Effimeri Parati</em> di <strong>Federica Gonnelli</strong> la visione risulterà piena, quando ci si concederà la contemplazione della coinvolgente videoinstallazione <em>Acceptance</em> (2006) di <strong>Bill Viola</strong>, della serie <em>Transfiguration</em>: il video, interamente girato in bianco e nero, risulta di un lirismo ed una tensione vitale disarmanti nella sua rigorosa semplicità.</p>
<p>Nell&#8217;antica casa fiorentina di Vasari è stato possibile constatare de visu quanto ancora questo artista, che ha lasciato un&#8217;impronta indelebile nella storia dell&#8217;arte moderna, sia ancora fonte di ispirazione fertile per l&#8217;arte contemporanea.</p>
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ArtVerona: <a href="../2011/10/14/artverona-un%E2%80%99avanguardia-indipendente/">un’Avanguardia Indipendente</a>.<br />
I Tarocchi di Francesco Clemente agli Uffizi: <a href="http://www.adgblog.it/2011/09/27/i-tarocchi-francesco-clemente-uffizi-trionfi-e-%E2%80%9Cminchiate-fiorentine%E2%80%9D/">tra Trionfi e “Minchiate fiorentine”</a>.<br />
Biennale 2011: foto dall’<a href="../2011/09/27/page/2011/08/18/2011/06/22/biennale-di-venezia-2011-foto-dallarsenale/">Arsenale</a> e dai <a href="../2011/09/27/page/2011/06/26/biennale-di-venezia-2011-foto-dai-giardini/">Giardini</a></p>
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		<title>ArtVerona: un’Avanguardia Indipendente</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 06:15:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>silvia mordini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte/Art]]></category>
		<category><![CDATA[artisti/artists]]></category>
		<category><![CDATA[eventi/events]]></category>
		<category><![CDATA[mostre/exhibitions]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal 6 al 10 Ottobre si è svolta la settima edizione di ArtVerona, nel polo fieristico rinomato per &#8220;Vinitaly&#8221; e la &#8220;FieraCavalli&#8221;. Presenti grandi nomi del panorama galleristico nazionale ed ottimi della nostra realtà regionale, quali le Gallerie d&#8217;Arte Alessandro Bagnai, Frittelli e San Gallo Art Station, di Firenze; Barbara Paci, MXM, Paola Raffo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/10/ARTVERONA.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-16349" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/10/ARTVERONA.jpg" alt="" width="236" height="130" /></a>Dal 6 al 10 Ottobre si è svolta la settima edizione di <strong>ArtVerona</strong>, nel polo fieristico rinomato per &#8220;Vinitaly&#8221; e la &#8220;FieraCavalli&#8221;. Presenti grandi nomi del panorama galleristico nazionale ed ottimi della nostra realtà regionale, quali le Gallerie d&#8217;Arte Alessandro Bagnai, Frittelli e San Gallo Art Station, di Firenze; Barbara Paci, MXM, Paola Raffo e Claudio Poleschi, di Lucca; Eleonora D’Andrea, Marchese e Open Art di Prato; Granelli di Livorno; infine, la Tornabuoni Arte che ha sedi in varie città, tra cui Firenze, Venezia e Milano. Come già menzionato, nomi importanti quanto le opere in esposizione, con un’alta percentuale di <strong>Fontana, Rotella, Baj</strong> e qualche graditissima sopresa, come <strong>Pao</strong> e <strong>Araki</strong>.</p>
<p>Ciò che veste a nuovo quest’importante fiera è lo spazio, che ormai da due anni viene dedicato alle realtà indipendenti del panorama nostrano, radunate sotto l’egida di <strong>Cristiano Seganfreddo</strong>, già direttore di Fuoribiennale e presidente dell’associazione “Progetto Marzotto”. <em><a href="http://www.artverona.it/articles/view/independents">Independents2</a></em> si dipana al centro dei padiglioni 6 e 7, quasi a simboleggiare la spina dorsale del panorama artistico odierno, il fulcro vitale, la linfa a cui attingere per l’arte che verrà. O così dovrebbe, visto la ricchezza di progetti e di carica innovativa che presentano queste 27 realtà autonome, tanto eterogenee tra loro, quanto accomunate dalla volontà di mettere e mettersi in discussione, sperimentare, RISCHIARE. Parola perniciosa quest‘ultima, che implica il dover fare i conti con la percentuale sia di successo, che di fallimento; ma che apre nuove porte sul modo di “fare” e “trasmettere” arte. E, soprattutto, la voglia di condividere il proprio percorso creativo, coinvolgendo e raccontandosi: attività indispensabile per quello che è considerato il canale “alternativo”, di nicchia, “underground” dell’arte contemporanea. Come l’esperienza di “<a href="http://www.e-ven.net/">Associazione E</a>” (Venezia), fondata da due giovanissimi curatori, che raccontano la loro attività attraverso la lettura di foto coperte delle loro mostre, che lasciano “scoprire” al visitatore, interpretandole ironizzando sulla figura tanto in voga del cartomante. “<a href="http://eventi-arte-venezia.blogspot.com/">eve ar:v.</a>” <img class="alignright" style="border-style: initial; border-color: initial;" src="http://studiomdt.files.wordpress.com/2011/10/web_catalogo_2011.jpg" alt="" width="267" height="332" />(Eventi Arte Venezia), un gruppo di sperimentazione che cerca sia di fornire uno spazio libero (Forte Marghera), in cui ogni anno tre artisti, selezionati attraverso un bando, possono condurre un proprio percorso di ricerca, sia favorire un interscambio con le altre realtà autonome. “<a href="http://www.izona.it/">Interzona</a>”, che opera da quasi vent’anni negli spazi dei Magazzini Generali di Verona, frutto del lavoro di volontari che hanno dovuto sempre fare i conti con fondi inesistenti, uno sfratto, tante difficoltà, ma che son riusciti a catalizzare artisti del calibro di Blixa Bargeld, Massive Attack, Motus, Mike Patton e tanti altri. “<a href="http://www.connectingcultures.info/">Connecting Cultures</a>”, realtà milanese no-profit che indice workshop e seminari per giovani artisti, affiancati da prestigiosi nomi internazionali negli ambiti più vari, con un occhio attento anche agli stranieri presenti sul territorio nazionale. “<a href="http://www.infartcollective.com/">INFART</a>”, collettivo di Bassano del Grappa (Vicenza), da anni faro di chi ama e segue la street art &amp; culture, appena reduci dalle fatiche che hanno prodotto “Vulpes Pilum Mutare” (2-10 Settembre) a cui hanno partecipato consolidati artisti del panorama alternativo (Saturno Buttò, Dast, Simone El Rana, Laurina Paperina o Diego Knore, per fare qualche esempio).</p>
<p>Come loro, tanti altri ancora, gli outsider, che a mio avviso, hanno fatto da padroni in una fiera di espositori di alto calibro, andando oltre la crisi del mercato, dello sboom dell’arte contemporanea, delle vene artistiche inaridite e dei classici “garantiti“. E dall’ “oltre” ci aspettano.</p>
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<p><a href="http://www.adg.it/">Accademia del Giglio</a>, italiano, arte e cultura a Firenze: adg.assistance@gmail.com</p>
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		<title>I Tarocchi di Francesco Clemente agli Uffizi: tra Trionfi e “Minchiate fiorentine”</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 06:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>silvia mordini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte/Art]]></category>
		<category><![CDATA[artisti/artists]]></category>
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		<description><![CDATA[La nascita dei tarocchi viene storicamente collocata sul finire del Medioevo, quando sbarcò in Italia il gioco delle carte, nato secoli addietro in Cina, adottato poi dagli arabi che lo portarono, grazie ai saraceni, nel nostro Paese. La canonizzazione del mazzo avvenne nella prima metà del Quattrocento, tra la corte dei Visconti e quella degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_16053" class="wp-caption alignleft" style="width: 143px"><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/09/matto_minchiate.jpg"><img class="size-full wp-image-16053" title="matto_minchiate" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/09/matto_minchiate.jpg" alt="Il Matto - Minchiate fiorentine" width="133" height="227" /></a><p class="wp-caption-text">Il Matto - Minchiate fiorentine</p></div>
<p>La <a href="http://www.museodeitarocchi.net/Storia.htm">nascita dei tarocchi</a> viene storicamente collocata sul finire del Medioevo, quando sbarcò in Italia il gioco delle carte, nato secoli addietro in Cina, adottato poi dagli arabi che lo portarono, grazie ai saraceni, nel nostro Paese. La canonizzazione del mazzo avvenne nella prima metà del Quattrocento, tra la corte dei Visconti e quella degli Este. I Trionfi (questo il nome originale) nacquero come passatempo ludico per le corti, ma presto si trasformarono in gioco popolare. Ogni signoria ebbe poi la propria declinazione di tale svago, personalizzandone i semi, o le figure degli Arcani maggiori. Particolare fu la variante fiorentina, che prese il nome di <strong>“<a href="http://germini.altervista.org/">Minchiate</a>”</strong> e presentava 41 Trionfi (invece che 22), con l’aggiunta dei segni zodiacali, delle tre virtù teologali, dei quattro elementi e della Prudenza. Il nome “Minchiate” si pensa debba derivare dal verbo “sminchiare” che in ambito bolognese significa rilanciare, ma può indicare che si tratta di un gioco e pertanto non va preso sul serio.</p>
<p>Soltanto più tardi i tarocchi diverranno mezzi di pratica divinatoria. Gli esoteristi fanno risalire la genesi di queste carte addirittura all’antico Egitto, quando secondo loro i faraoni le avrebbero utilizzate per predire il futuro: tale tesi, però, non trova riscontri storiografici precisi. Sappiamo certamente che gli occultisti le utilizzavano largamente nel XVIII secolo (anche se alcuni storici sono inclini a riconoscere l’inizio di tale pratica già nel XVI sec.); l’uso divinatorio dei tarocchi continuerà fino ai giorni nostri, tanto da soppiantare quello originario del gioco.</p>
<div id="attachment_16054" class="wp-caption alignright" style="width: 135px"><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/09/matto_clemente.jpg"><img class="size-full wp-image-16054" title="matto_clemente" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/09/matto_clemente.jpg" alt="Il Matto di Francesco Clemente" width="125" height="236" /></a><p class="wp-caption-text">Il Matto di Francesco Clemente</p></div>
<p>Favorevoli o contrari dobbiamo comunque ammettere che i tarocchi esercitano un enorme fascino. Fascino che sicuramente ritroviamo anche nella mostra <em>I Tarocchi</em> da poco inaugurata nel <a href="http://www.uffizi.firenze.it/mostre/mostra.asp?id=257">Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi</a>, con opere di <a href="http://www.francescoclemente.net/">Francesco Clemente</a> (Napoli 1952), pittore della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Transavanguardia_italiana">Transavanguardia italiana</a> noto anche per le sue collaborazioni con <strong>Jean-Michel Basquiat</strong> e <strong>Andy Warhol</strong>. L’artista, confrontandosi con le settantotto carte ed interpretandole in chiave strettamente privata, sembra recuperare soprattutto l’aspetto ludico primigenio: il gioco si manifesta nella varietà delle tecniche pittoriche, che spaziano dall’acquarello al pastello, ma soprattutto nel ritratto di amici e parenti, che appaiono tra gli Arcani maggiori e minori, nonché in due autoritratti in guisa di <strong>Matto</strong> e di <strong>Asso di Spade</strong>. Dello stesso artista, è esposto, nell’adiacente Sala del Camino, un ciclo pittorico che mostra lo stretto dialogo con le tematiche cristologiche: dodici tele che lo rappresentano nelle vesti degli apostoli. Sacro e profano dialogano come per osmosi tra le due sale.</p>
<p>Una mostra dove si respira la sintesi degli ultimi due anni di viaggi e produzione dell’artista, diviso tra America, India ed Italia; forte delle sue radici napoletane, ma portato per vocazione all’essere cittadino del mondo. Visitabile fino al <strong>6 novembre 2011</strong> solo se in possesso del biglietto per la <strong>Galleria degli Uffizi</strong>: un intermezzo contemporaneo tra i grandi classici dell’arte dal ‘200 al ‘700.</p>
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Biennale 2011: foto dall’<a href="../page/2011/08/18/2011/06/22/biennale-di-venezia-2011-foto-dallarsenale/">Arsenale</a> e dai <a href="../page/2011/06/26/biennale-di-venezia-2011-foto-dai-giardini/">Giardini</a><br />
<a href="../2011/07/04/litaliano-con-la-storia-dellarte/">L’italiano con la storia dell’arte</a> e <a href="../2011/07/25/italiano-con-la-storia-dellarte-cinque-famose-madonne-fiorentine/">5 famose Madonne fiorentine.</a></p>
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		<title>Marte disarmato da Venere e le Grazie di Jacques-Louis David</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 06:16:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>silvia mordini</dc:creator>
				<category><![CDATA[opere/artworks]]></category>
		<category><![CDATA[Storia dell'arte/History of Art]]></category>

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		<description><![CDATA[Se vi trovate a Bruxelles, allora non mancate di visitare i Musées royaux des Beaux-Arts. Una collezione immensa, che spazia dall’arte medievale a quella contemporanea, dove potrete trovare opere tanto di Bruegel il Vecchio, quanto di Dan Flavin. Di tutti i capolavori presenti, uno è rimasto impresso nella mia memoria per un insieme di fattori: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15870" class="wp-caption alignright" style="width: 251px"><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/09/marte.jpg"><img class="size-full wp-image-15870" title="marte" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/09/marte.jpg" alt="" width="241" height="181" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio di Marte e Venere</p></div>
<p>Se vi trovate a Bruxelles, allora non mancate di visitare i <a href="http://www.fine-arts-museum.be/site/FR/default.asp">Musées royaux des Beaux-Arts</a>. Una collezione immensa, che spazia dall’arte medievale a quella contemporanea, dove potrete trovare opere tanto di Bruegel il Vecchio, quanto di Dan Flavin.</p>
<p>Di tutti i capolavori presenti, uno è rimasto impresso nella mia memoria per un insieme di fattori: <a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/e7/David_Marte_disarmato_da_Venere.jpg" target="_blank"><strong><em>Marte disarmato da Venere e le Grazie</em></strong></a>. Ultima opera monumentale di un artista complesso e chiacchierato dai suoi contemporanei quale fu <strong>Jacques-Louis David</strong>, finito a Bruxelles in esilio forzato per le sue scelte politiche e per il suo carattere non incline ai compromessi.</p>
<p>David ebbe varie fasi, dal giacobinismo alla sfrenata simpatia per Napoleone e l’imperialismo, fino alla “pace” dell’esilio, in cui riscoprì il Piacere, almeno in chiave iconografica.</p>
<p>Terminato nel 1824, un anno prima della morte dell’artista ormai 76enne, <em>Marte disarmato da Venere e le Grazie</em> appare come una forma di implicito testamento o comunque di liberazione da quegli ideali politici e moralizzanti che avevano accompagnato da sempre il percorso artistico ed umano di David: Marte, abbandonato mollemente su una chaise longue di gusto classico, si fa disarmare dalle Grazie ed incoronare da Venere che gli si offre con fare seducente. Un’ultima indecisione alla sua resa definitiva è sottolineata dalla lancia che il dio della guerra tiene nella mano destra e da quella nuvoletta che aleggia sulla sua testa, quasi a rappresentare i suoi pensieri ancora confusi.</p>
<p>David mutua perfino il cromatismo più dolce dei fiamminghi, conferendo un aspetto etereo all’insieme, così distante dall’equilibrio e dalla nettezza del <em>Giuramento degli Orazi</em> o dalla concitazione e dalla complessità della costruzione del <em>Ratto delle Sabine</em>. L’artista appare dunque come un uomo nuovo che decide di abbassare le armi a favore dell’amore. Di Eros e delle sue voluttà.</p>
<div id="attachment_15871" class="wp-caption alignleft" style="width: 154px"><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/09/amore.jpg"><img class="size-full wp-image-15871 " title="amore" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/09/amore.jpg" alt="" width="144" height="164" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio - Il dio dell&#39;Amore</p></div>
<p>Proprio il <strong>dio dell’Amore</strong>, che reclama con lo sguardo sornione la complicità dello spettatore, è ritratto ai piedi di Marte, intento a slacciarne i calzari così che l’abbandono del guerriero alle cure di quelle figure femminili tanto sensuali sia completo. Infine, sebbene l’analisi anatomica dei soggetti sia sempre dettagliata ed improntata ad evidenziarne la prestanza fisica, perfino Marte ci appare “morbido”, vellutato nella sua muscolatura.</p>
<p>Trovarsi a pochi metri da tale capolavoro può risultare un’esperienza estremamente toccante; le dimensioni notevoli (3 x 2,65 metri) aiutano la suggestione, incentivata dagli oculati museografi che hanno continuato quell’Olimpo ideale per tutta la sala, dipingendola di azzurro cielo. Inoltre il bel lucernario che si apre sul soffitto permette alla luce naturale di “baciare” teneramente il quadro, conferendogli un’aura quasi spirituale. Sublime per gli occhi. Sublime per il cuore.</p>
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		<title>Denaro e Bellezza. I Banchieri, Botticelli e il rogo delle vanità.</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 06:15:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cecilia pontenani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte/Art]]></category>
		<category><![CDATA[eventi/events]]></category>
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		<description><![CDATA[Si apre il 17 settembre prossimo per chiudersi il 22 gennaio del 2012, un&#8217;interessantissima mostra a Palazzo Strozzi: “ Denaro e Bellezza. I Banchieri, Botticelli e il rogo delle vanità”. Con questa rassegna si vuole ripercorrere il legame tra l&#8217;arte e il potere economico che fu una delle radici, forse la più tenace, del Rinascimento. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/09/denaro-im-home-it_new-305x135.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15798" title="denaro-im-home-it_new-305x135" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/09/denaro-im-home-it_new-305x135-300x132.jpg" alt="" width="300" height="132" /></a>Si apre il 17 settembre prossimo per chiudersi il 22 gennaio del 2012, un&#8217;interessantissima mostra a <a href="http://www.era2000online.net/era2000/wp-content/uploads/2011/03/firenze_palazzo_strozzi.jpg">Palazzo Strozzi</a>: “ <a href="http://www.palazzostrozzi.org/Sezione.jsp?idSezione=292">Denaro e Bellezza. I Banchieri, Botticelli e il rogo delle vanità</a>”. Con questa rassegna si vuole ripercorrere il legame tra l&#8217;arte e il potere economico che fu una delle radici, forse la più tenace, del Rinascimento. Lo si fa attraverso le opere di artisti straordinari, come il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Beato_Angelico">Beato Angelico</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sandro_Botticelli">Botticelli</a>, i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Della_Robbia">Della Robbia</a>, il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_del_Pollaiolo">Pollaiolo </a>e tanti altri, anche non italiani. L&#8217;arte, il potere economico e religioso, i mutamenti politici: tutto in commistione nel Rinascimento come al giorno d&#8217;oggi. Sarà quindi importante guardare a ciò che le opere d&#8217;arte esposte raccontano, per fare confronti con il nostro sistema economico e finanziario attuale, spregiudicato oggi come allora.</div>
<div id="_mcePaste">La mostra è divisa in otto sezioni e parte dalla nascita del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fiorino">fiorino</a>, la moneta di Firenze che venne coniata a partire dal 1252, per proseguire attraverso le varie fasi della diffusione del commercio e del progresso economico, anche a livello internazionale. Non manca, ovviamente, una citazione del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Girolamo_Savonarola">Savonarola</a> mentre predica contro i facili costumi e prepara il rogo delle vanità.</div>
<div id="_mcePaste">Anche in questa occasione, la mostra sarà fruibile da grandi e da piccini e non mancheranno istallazioni multimediali che illustreranno l&#8217;evoluzione del commercio e la sua diffusione in Europa. I visitatori, inoltre, troveranno sul biglietto d&#8217;ingresso un codice a barre che li renderà possessori della cifra di 1000 fiorini che potranno investire partecipando al gioco interattivo “Segui i tuoi fiorini”e trasformarsi così in banchieri o mercanti.</div>
<div id="_mcePaste">La mostra è aperta tutti i giorni dalle 9 alle 20 (giovedì fino alle 23). Biglietto d&#8217;ingresso a 10 euro. Sono previste varie riduzioni.</div>
<div id="_mcePaste">Per informazioni telefonare allo 0552645155, per prenotazioni telefonare a Sigma CSC allo 0552469600</div>
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		<title>La Villa Medicea di Castello (reloaded)</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 06:52:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>adg</dc:creator>
				<category><![CDATA[Firenze/Florence]]></category>
		<category><![CDATA[musei/museums]]></category>
		<category><![CDATA[passeggiate/walking tours]]></category>
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		<description><![CDATA[Esattamente cinque anni fa, il 18 agosto 2006 usciva su adgblog il post sulla Villa Medicea di Castello, un luogo ideale per trascorrere un pomeriggio estivo fuori dalle tradizionali mete turistiche fiorentine. Il post è di Cecilia Pontenani. Martedì era il 15 agosto, cioè Ferragosto, giorno centrale delle vacanze più tradizionali al mare o in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esattamente cinque anni fa, il <strong>18 agosto 2006</strong> usciva su adgblog il <a href="http://www.adgblog.it/2006/08/18/la-villa-reale-di-castello/">post</a> sulla <strong>Villa Medicea di Castello</strong>, un luogo ideale per trascorrere un pomeriggio estivo fuori dalle tradizionali mete turistiche fiorentine. Il post è di Cecilia Pontenani.</p>
<p><em><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/08/castello1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-15644" title="castello1" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/08/castello1.jpg" alt="" width="128" height="96" /></a>Martedì  era il 15 agosto, cioè Ferragosto, giorno centrale delle vacanze più  tradizionali al mare o in montagna. A chi restava in città, il Comune e  la Provincia di Firenze avevano suggerito di passeggiare nei giardini  delle ville medicee, come al solito aperti al pubblico nelle festività e  assolutamente gratuiti. Questo è quello che ho fatto io, anche se devo  dire che per me non si è trattato certo di una novità, visto che abito  proprio nei pressi di due delle ville più belle: la villa reale di  Castello e la villa della Petraia.<br />
Ieri mi sono, però, limitata alla sola villa reale di Castello in una visita che mi ha impegnato per circa due ore.<br />
Di questa villa è possibile visitare soltanto il giardino, che è diviso  in due ambienti differenti: il giardino vero e proprio, l’esempio meglio  conservato di giardino all’italiana, e il selvatico. Nel giardino  dominano piante di limoni in vaso cariche di frutti, aranci, piccoli  alberi di mele, magnolie e fiori in grande quantità e di molte specie.  Del selvatico sono signori siepi di bosso e di alloro, lecci e cipressi.  La visita non è affatto impegnativa fisicamente, poiché il dislivello  fra le tre terrazze che suddividono il giardino è minimo e le occasioni  per fermarsi con la scusa di ammirare l’ambiente non mancano!<span id="more-15636"></span></em></p>
<p><em>Chi volesse recarsi in visita al giardino, può raggiungere la  località di Castello molto facilmente con l’autobus, <strong>linee 2 e 28</strong>,  direzione Sesto Fiorentino, fermata Sestese 5.<br />
<a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/08/castello2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-15645" title="castello2" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/08/castello2.jpg" alt="" width="128" height="96" /></a></em> <em>Alla  villa si arriva tramite un viale alberato perpendicolare alla via  Sestese, chiamato Viottolone, che termina in un grande piazzale erboso  semicircolare. Il giardino, cui si accede attraverso un grande cancello  sulla destra della villa, è posto sul retro, ripartito in tre terrazze  digradanti e concepito secondo un asse centrale. Al centro della prima  terrazza si trova una bella vasca su gradini, opera di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Niccolo_Tribolo">Niccolò Pericoli</a>, detto il Tribolo, sulla quale è posta la statua di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bartolomeo_Ammannati">Bartolomeo Ammannati</a> raffigurante <strong>Ercole ed Anteo</strong>. Due serre delimitano i  lati della seconda terrazza, conosciuta come “giardino dei limoni”. <a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/08/castello3.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-15646" title="castello3" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/08/castello3.jpg" alt="" width="96" height="76" /></a>Nelle  serre vengono collocate in inverno le centinaia di piante rare di  agrumi ricavate da speciali innesti. In questo spazio si apre la  splendida <a href="../2007/08/04/la-grotta-degli-animali-nella-villa-medicea-di-castello/">Grotta degli Animali</a>,  le cui pareti sono interamente rivestite da mosaici policromi,  concrezioni calcaree, ciottoli e conchiglie. Il progetto originale di  questo ambiente si deve al Tribolo, ma probabilmente fu portato a  compimento dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Vasari">Vasari</a>.  Al di sopra della Grotta degli Animali, si apre il giardino selvatico,  in cui troviamo una grande e semplice vasca con ninfee e la vasca con  una statua in bronzo, opera di Bartolomeo Ammannati, che rappresenta un  vecchio rabbrividente, detta <strong><em>Gennaio</em></strong>, databile tra il 1563 e il  1565. Due piccoli giardini segreti, laterali rispetto al grande spazio  centrale, ricordano la struttura recintata del giardino medievale.</em><em></em></p>
<p><em>Naturalmente, la villa merita un seppur breve cenno storico. Essa fu  acquistata verso la fine del XV secolo da Lorenzo e da Giovanni di Pier  Francesco dei Medici, appartenenti ad un ramo cadetto della famiglia del  più famoso Lorenzo il Magnifico, che l’ampliarono e l’arricchirono di  opere d’arte. Alla morte di Giovanni di Pierfrancesco, la villa fu  ereditata dal figlio Giovanni delle Bande Nere, che vi abitò con la  moglie e il figlio.<br />
Nel 1538, Cosimo I affidò al Tribolo il progetto del giardino. In questo  periodo la villa fu arricchita di molte opere: la Nascita di Venere e  la Primavera di Sandro Botticelli, dipinti del Pontormo e affreschi del  Volterrano.<br />
Gli ampliamenti voluti da Ferdinando I de’ Medici, tra il 1558 e il  1592, furono progettati dal Buontalenti. Inoltre si devono ad un figlio  cadetto di Ferdinando, don Lorenzo, alcuni abbellimenti all’interno  della villa, come l’affresco del Volterrano raffigurante La vigilanza e  il sonno.<br />
La proprietà passò successivamente ai Savoia e nel 1919 fu infine donata da Vittorio Emanuele III allo Stato Italiano.<br />
Dal 1972, la villa è sede dell’<a href="http://www.accademiadellacrusca.it/">Accademia della Crusca</a>.<br />
Per il servizio fotografico completo <a href="http://www.italyhometuition.com/gallery_res.asp?categoria=Villa+reale+di+Castello&amp;Submit=search">cliccare qui</a>.</em></p>
<p><strong>Apertura</strong></p>
<p>Da lunedì a domenica<br />
Ore 8,15 – 16.30 nei mesi di gennaio, febbraio, novembre, dicembre<br />
Ore 8,15 – 17.30 nel mese di marzo (con ora legale 18.30)<br />
Ore 8,15 – 18.30 nei mesi di aprile, maggio, settembre<br />
Ore 8.15 – 19.30 nei mesi di giugno, luglio,agosto<br />
Ore 8,15 – 18.30 nel mese di ottobre (con ora solare 17.30)</p>
<p>L&#8217;ultima entrata è consentita mezz&#8217;ora prima dell&#8217;orario della chiusura<br />
Chiusura: secondo e terzo lunedì del mese, Capodanno, 1° maggio, Natale.<br />
Sono visitabili solo il giardino e il parco. Per vedere il Giardino Segreto rivolgersi al personale.</p>
<p><strong>Ingresso libero</strong></p>
<p>Prenotazioni per la visita:<br />
La prenotazione per la visita non è richiesta. Considerata però la possibilità di chiusure impreviste del giardino per motivi tecnici, si consiglia di telefonare preventivamente per informazioni al n. 055-452691</p>
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