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	<title>Adgblog &#187; Letteratura/Literature</title>
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	<description>The official blog of Accademia Del Giglio: Italian language courses and Art school in Florence, Italy.</description>
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		<title>L&#8217;italiano con Gian Burrasca!</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 06:58:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorenzo capanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[canzoni/songs]]></category>
		<category><![CDATA[cucina/food]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano per stranieri liv B1-B2/Italian for foreigners]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura/Literature]]></category>
		<category><![CDATA[scuola di lingua italiana per stranieri a Firenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Giannino, detto Gian Burrasca, è un bambino combinaguai di nove anni. Dopo aver combinato un pasticcio dietro un altro viene spedito dal padre in collegio, dove si mangia sempre riso. Così, per non mangiar più l&#8217;odiato cereale, penetra nottetempo di nascosto nella dispensa, dove ricopre di petrolio tutte le balle di riso. Il giorno seguente la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2012/01/gianburrasca.jpg"><img class="wp-image-18136 alignleft" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2012/01/gianburrasca-223x300.jpg" alt="" width="125" height="168" /></a>Giannino, detto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_giornalino_di_Gian_Burrasca">Gian Burrasca</a>, è un bambino combinaguai di nove anni. Dopo aver combinato un pasticcio dietro un altro viene spedito dal padre in collegio, dove si mangia sempre riso. Così, per non mangiar più l&#8217;odiato cereale, penetra nottetempo di nascosto nella dispensa, dove ricopre di petrolio tutte le balle di riso. Il giorno seguente la cuoca sarà quindi costretta a cucinare qualcosa di diverso: la deliziosa pappa col pomodoro.</p>
<p><em>Leggi il brano tratto (e adattato) dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_giornalino_di_Gian_Burrasca">Giornalino di Gianburrasca</a>, diario in cui Giannino narra le sue avventure. Inserisci le preposizioni al posto giusto:</em> <strong>con &#8211; con &#8211; a &#8211; alla &#8211; alla &#8211; alla &#8211; ai &#8211; ai &#8211; in &#8211; per &#8211; per &#8211; per</strong></p>
<p>Evviva, evviva!&#8230;<br />
Oggi a desinare si è finalmente cambiato minestra!&#8230; Abbiamo avuto una eccellente pappa col pomodoro (1)________ quale le ventisei bocche degli allievi del collegio Pierpaoli hannno rivolto con ventisei sorrisi il più caldo e unanime saluto&#8230;<br />
Noi della Società segreta ci guardavamo ogni tanto (2)_______ un sorriso diverso da tutti gli altri perché sapevamo il mistero di questo improvviso cambiamento. Chi sa che tragedia era successa (3)______ cucina!&#8230;<br />
La signora Geltrude girava attorno (4)_______ tavola con gli occhi iniettati di sangue che pareva una belva&#8230;<br />
Per me e per Mario Michelozzi è stata una grande soddisfazione quella di aver fatto cambiar regime (5)_______ nostri pasti, e ripensando alla nostra audace spedizione di stanotte, (6)_______ pericoli affrontati (7)_______ tanto sangue freddo, mi par d&#8217;essere uno degli eroi di quelle imprese gloriose che si trovano in tutto le storie di tutti i popoli e che a farle devono essere state molto divertenti per chi le ha fatte, quanto sono noiose a leggerle (8)______ i poveri scolari perché devono poi impararle a mente con tutte le date&#8230;<br />
E alla fin dei conti non si tratta forse delle medesime cause e dei medesimi fatti nei quali chi ha più cuore e più coraggio si sacrifica (9)______ il bene comune?<br />
Anche nelle storie delle nazioni ci sono i popoli che ogni tanto si stancano d&#8217;aver sempre minestra di riso, e allora avvengono le congiure, i complotti, e saltano fuori i Michelozzi e gli Stoppani che affrontano i pericoli finché per la loro abnegazione, non si passa (10)______ pappa al pomodoro&#8230;<br />
Che fa se il popolo ignora chi è stato che ha fatto cambiar minestra? (11)______ noi basta la coscienza d&#8217;aver fatto quel che abbiamo fatto (12)______ la felicità di tutti.</p>
<p><span id="more-18103"></span></p>
<p>Ascolta la canzone e completa il testo.</p>
<p><a href="http://www.adgblog.it/2012/02/03/litaliano-con-gian-burrasca/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Viva la pappappappa<br />
col popopopopopopomodoro<br />
Viva la pappappappa<br />
che è un capopopopopopolavoro<br />
Viva la pa papappappa<br />
col popopomodor</p>
<p>La storia del _____________<br />
ormai ce l&#8217;ha insegnato<br />
che il popolo _____________<br />
fa la rivoluzion<br />
ragion per cui affamati<br />
abbiamo _____________<br />
perciò buon appetito<br />
facciamo _____________</p>
<p>Viva la pappappappa<br />
col popopopopopopomodoro<br />
&#8230;<br />
La pancia che ____________<br />
è causa del complotto<br />
è causa della _____________<br />
abbasso il direttor<br />
la zuppa ormai l&#8217;è _____________<br />
e noi cantiamo tutti<br />
vogliamo detto ______________<br />
la pappa al pomodor</p>
<p>Viva la pappappappa<br />
col popopopopopopomodoro</p>
<p>La parola &#8220;<strong>burrasca</strong>&#8221; significa:</p>
<ol>
<li>guaio;</li>
<li>tempesta;</li>
<li>brigante;</li>
<li>coraggio.</li>
</ol>
<div>Infine riordinate la ricetta della pappa col pomodoro.</div>
<div>a) Dopo 5 minuti circa, versateci il brodo, salate e pepate. Se lo desiderate, potete aggiungere anche un po’ di peperoncino piccante (sarebbe perfetto, se poteste metterci del chipotle mora: un tipo di peperoncino messicano…).</div>
<p>b) Per realizzare questa ricetta facilissima, gustosa e soprattutto fiorentina, occorrono:  800 grammi di pomodori maturi, 500 grammi di pane toscano un po’ raffermo, 1 litro e 1/2 di brodo, qualche foglia di basilico fresco, aglio, olio di oliva, sale e pepe.</p>
<p>c) Quando prende a bollire, unite il pane, già spezzato in piccole parti, affondandolo il più possibile. Lasciate cuocere per un paio di minuti. Spengete il fuoco, ma lasciate il tegame coperto per almeno un’ora. Ogni tanto rimestate bene gli ingredienti per dare al tutto la consistenza di una pappa.</p>
<p>d) Si procede così: in un tegame rosolate 2 spicchi di aglio divisi a metà in 6 cucchiai di olio. Appena questi accennano a prendere colore, unite i pomodori precedentemente pelati e tagliati a pezzetti e le foglie di basilico. Fate cuocere un po’ a fuoco moderato.</p>
<p>e) Può essere mangiata sia calda che fredda, ma ricordate di condirla nel piatto, al momento di servirla, con un filo di olio di oliva di quello buono, ed evitate assolutamente il formaggio.</p>
<p>1) ____<br />
2) ____<br />
3) ____<br />
4) ____<br />
5) ____</p>
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<p>Tutte le attività per i <a href="http://www.adgblog.it/category/lingua/italiano-per-stranieri-livelli-b1-b2-italian-for-foreigners-b1-b2-levels/">livelli B1/B2</a>.<br />
Attività ed esercizi con l’<a href="http://www.adgblog.it/2011/11/21/attivita-ed-esercizi-con-litaliano-specialistico/">italiano specialistico</a>.<br />
<a href="http://www.adgblog.it/2011/12/12/5050100-e-oltre-canzoni-per-imparare-litaliano/">100 canzoni</a> per imparare l’italiano.<br />
L&#8217;italiano in <a href="http://www.adgblog.it/category/tempo-libero/cucina-italiana/">cucina</a>.</p>
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		<title>Un&#8217;antologia per scrittori e poeti esordienti: &#8220;Esordi Amo&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 07:17:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>adg</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi/events]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura/Literature]]></category>
		<category><![CDATA[poesia/poetry]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Blogletteratura di Lorenzo Spurio, la rivista Segreti di Pulcinella di Massimo Acciai e il blog Intingendo d&#8217;inchiostro di Monica Fantaci organizzano la prima antologia &#8220;Esordi Amo&#8221;. Bando di partecipazione La I Antologia “Esordi Amo” è ideata e organizzata da Lorenzo Spurio, Monica Fantaci e Massimo Acciai, scrittori e poeti esordienti che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> </em></p>
<div id="attachment_16062" class="wp-caption alignright" style="width: 190px"><em><em><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/09/scrittura.jpg"><img class="size-full wp-image-16062" title="scrittura" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/09/scrittura.jpg" alt="Donna con libro e stilo - Affresco pompeiano" width="180" height="193" /></a></em></em><p class="wp-caption-text">Donna con libro e stilo - Affresco pompeiano</p></div>
<p><em>Riceviamo e volentieri pubblichiamo.</em></p>
<p><a href="http://blogletteratura.wordpress.com">Blogletteratura</a> di Lorenzo Spurio, la rivista <a href="http://www.segretidipulcinella.it/">Segreti di Pulcinella </a>di Massimo Acciai e il blog <a href="http://intingendodiinchiostroversiealtro.blogspot.com/">Intingendo d&#8217;inchiostro</a> di Monica Fantaci organizzano la prima antologia <strong>&#8220;Esordi Amo&#8221;</strong>.</p>
<p><strong>Bando di partecipazione</strong><br />
La I Antologia “Esordi Amo” è ideata e organizzata da <strong>Lorenzo Spurio, Monica Fantaci </strong>e <strong>Massimo Acciai</strong>, scrittori e poeti esordienti che si occupano di letteratura e cultura attraverso i loro spazi online e che intendono con questa iniziativa dare la possibilità ad altrettanti giovani di dire la propria, di esprimere le loro invenzioni letterarie.<br />
Il concorso è aperto a tutti senza limiti di età ed è gratuito.<br />
È articolato in due sezioni:<br />
a. POESIA IN LINGUA ITALIANA A TEMA LIBERO<br />
b. RACCONTO IN LINGUA ITALIANA A TEMA LIBERO<br />
Ciascuna persona può partecipare ad entrambe le sezioni presentando un testo per ciascuna.<br />
Per la sezione a – poesia il limite massimo consentito di versi è pari a 30 mentre per la sezione b- racconto si accetteranno racconti non più lungi di 7 pagine (file Word, carattere Times New Roman, 12 punti di carattere, spaziatura 1,5, margini alto/basso 2,5 destro/sinistro 2,0).<br />
Ogni testo dovrà apparire su un file unico (non mescolare poesie e racconti).<br />
Assieme al file del testo va allegato un file con i propri dati contenente queste informazioni:<br />
NOME E COGNOME<br />
LUOGO E DATA DI NASCITA<br />
INDIRIZZO DI RESIDENZA<br />
E-MAIL DI CONTATTO<br />
NUMERO DI TELEFONO<br />
SEZIONE A CUI PARTECIPA<br />
TITOLO DEL TESTO<br />
ATTESTAZIONE DELLA PATERNITA’ DEL TESTO CHE SI PRESENTA, copiando in calce questa attestazione:<br />
<em>Attesto che il testo che presento al suddetto concorso è frutto del mio ingegno, ne dichiaro la paternità e l’autenticità.</em><br />
Non verranno accettati testi che presentano elementi razzisti, pornografici, blasfemi o d’incitamento all’odio, alla violenza, alla discriminazione di ciascun tipo.<br />
I materiali vanno inviati per posta elettronica a <strong>lorenzo.spurio@alice.it</strong> specificando nell’oggetto <strong>“CONCORSO ANTOLOGIA”</strong> completi di tutte le informazioni richieste. La mancanza di qualche elemento richiesto significherà l’esclusione dal concorso.<br />
La data di scadenza per l’invio dei materiali è fissata al <strong>20 novembre 2011</strong>.<br />
La commissione esaminatrice è composta da Lorenzo Spurio, scrittore e recensionsita, gestore di Blogletteratura e Cultura, Monica Fantaci, scrittrice e poetessa e gestrice del blog Intingendo d’Inchiostro e Massimo Acciai, scrittore, poeta e direttore della Rivista Segreti di Pulcinella.<br />
La giuria voterà i 10 migliori racconti e le 20 migliori poesie che verranno pubblicate in un’opera unica dalle edizioni Lulu con codice ISBN. Ciascun autore pubblicato o non potrà poi comprare, se lo riterrà interessante, il volume in cui compare la propria opera.<br />
Il giudizio della giuria è insindacabile. Coloro che saranno stati scelti e che saranno pubblicati verranno contattati direttamente da un membro dello staff in tempi utili. La lista degli autori scelti e pubblicati nell’antologia verranno inoltre resi noti attraverso i nostri siti e blog. Non verranno fornite spiegazioni circa la valutazione di ciascun pezzo e le motivazioni di eliminazione.<br />
Qualsiasi altra richiesta di informazioni o precisazioni limitatamente all’antologia può essere inoltrato allo stesso indirizzo mail fornito sopra.
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		<title>Italiano con le canzoni: &#8220;Ti prendo e ti porto via&#8221; di Vasco Rossi</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 06:36:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto balò</dc:creator>
				<category><![CDATA[canzoni/songs]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano per stranieri liv A1-A2/Italian for foreigners]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura/Literature]]></category>

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		<description><![CDATA[Ti prendo e ti porto via è una canzone di Vasco Rossi che fa parte dell&#8217;album Stupido Hotel del 2001. Ascolta la canzone e inserisci le parole che mancano al testo. Per la comprensione aiutati con il glossario. Sai ti conosco oramai ho capito chi sei non ti importa di __________ tu dimentichi tutto senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ti prendo e ti porto via è una canzone di <strong>Vasco Rossi</strong> che fa parte dell&#8217;album <a href="http://www.vascorossi.net/discografia/album/stupidohotel/">Stupido Hotel</a> del 2001. <a href="http://youtu.be/ymRExX3-8Tw">Ascolta la canzone</a> e inserisci le parole che mancano al testo. Per la comprensione aiutati con il glossario.</p>
<div id="attachment_15692" class="wp-caption alignright" style="width: 185px"><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/08/ti-prendo-e-ti-porto-via.jpg"><img class="size-full wp-image-15692" title="ti-prendo-e-ti-porto-via" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/08/ti-prendo-e-ti-porto-via.jpg" alt="" width="175" height="175" /></a><p class="wp-caption-text">Ti prendo e ti porto via - Vasco Rossi</p></div>
<p>Sai ti conosco <strong><span style="color: #0000ff;">oramai</span></strong><br />
ho capito chi sei<br />
non ti importa di __________<br />
tu dimentichi tutto<br />
senza alcun rispetto<br />
neanche per noi</p>
<p>Chiedi amore così<br />
come a chiedere di<br />
di <strong><span style="color: #0000ff;">buttarsi nel cesso</span></strong><br />
tanto tu non lo sai<br />
quello che vuoi</p>
<p>Ma dove vai<br />
ma dove vai<br />
tanto oramai sei mia<br />
Faccio così<br />
passo di lì<br />
ti prendo e ti porto via</p>
<p><span id="more-15481"></span>Sei __________ di te<br />
ti guardi intorno se c&#8217;è<br />
una vestita uguale<br />
è che <span style="color: #0000ff;"><strong>s</strong><strong>edurre </strong></span>per te<br />
è più importante che<br />
che __________</p>
<p>Starti vicino si<br />
a volte capita di<br />
di sentirsi un po&#8217; <strong><span style="color: #0000ff;">in forse</span></strong><br />
ma tu li baci tutti<br />
e lasci tutto __________</p>
<p>Ma dove vai<br />
ma dove vai<br />
&#8230;</p>
<p>Sai ti conosco oramai<br />
Ho capito chi sei<br />
Non ti importa di __________<br />
Tu te li baci tutti<br />
E lasci tutto ___________</p>
<p>Ma dove vai<br />
Ma dove vai<br />
&#8230;</p>
<p>Ma dove vai<br />
Ma dove vai<br />
Tanto oramai sei mia<br />
(anzi) Faccio così<br />
(quando) Passo di lì<br />
Ti prendo e ti porto via</p>
<p>Ma dove vai?!?</p>
<h4>Glossario</h4>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Oramai</span></strong>: più comune <em>ormai</em>, significa &#8220;a questo punto&#8221; e indica la fine di qualcosa, a volte anche esprimendo rassegnazione. Es: ormai è tardi, ormai non c&#8217;è più niente da fare.<br />
<strong><span style="color: #0000ff;">Buttarsi nel cesso</span></strong>: espressione abbastanza volgare che significa buttarsi via, eliminarsi come qualcosa di inutile.<br />
<strong><span style="color: #0000ff;">Sedurre</span></strong>: far innamorare qualcuno con il proprio atteggiamento o modo di fare.<br />
<strong><span style="color: #0000ff;">In forse</span></strong>: insicuro, nel dubbio.</p>
<h4>Grammatica e comprensione</h4>
<p><em>Coniuga i verbi tra parentesi al presente.</em></p>
<p>In alcune interviste Vasco Rossi ha dichiarato che questa canzone è stata scritta ispirandosi ad un romanzo dello scrittore <strong>Niccolò Ammaniti</strong>, intitolato appunto <a href="http://www.niccoloammaniti.it/page/libri.php?id=9"><em>Ti prendo e ti porto via</em></a>. Il libro (raccontare) __________ le vicende di Pietro Moroni e Graziano Biglia: le loro due storie (scorrere) ________ parallele per quasi tutto il romanzo, ricongiungendosi solo nel finale. Pietro (essere) _________ un timido studente di scuola media, figlio di una famiglia molto problematica, innamorato della sua compagna di classe, Gloria. La ragazza, figlia di una buona famiglia borghese, (vivere) _________ un&#8217;esistenza opposta alla sua, ma proprio per queste differenze (diventare) __________ molto amica del ragazzo. Graziano, playboy fallito ed eterno adolescente, (tornare) _________ nel paese  dopo anni di bagordi, di sesso e di droga e qui (scoprire) __________ per la prima  volta il vero amore: (innamorarsi) ___________ infatti della professoressa Flora  Palmieri, l&#8217;insegnante di Pietro, una donna sola e un po&#8217; strana.</p>
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<p>Comprensione: <a href="http://www.adgblog.it/2011/01/05/comprensione-la-cuoca-terribile/">la cuoca terribile</a> (dal libro di Niccolò Ammaniti <em>Ti prendo e ti porto via</em>)<br />
<a href="http://www.adgblog.it/2010/07/15/10-film-italiani-consigliati-per-studenti-di-italiano-l2ls/">10 film italiani consigliati per studenti di italiano L2/LS</a><br />
Italiano con le canzoni di Vasco Rossi: <em><a href="http://www.adgblog.it/2011/06/15/italiano-con-le-canzoni-vita-spericolata-di-vasco-rossi/">Vita spericolata</a></em>, <a href="../2010/06/25/italiano-con-le-canzoni-e-adesso-che-tocca-a-me/"><em>E adesso che tocca a me</em></a>, <a href="../2009/01/02/italiano-con-le-canzoni-vasco-rosso-il-mondo-che-vorrei/"><em>Il mondo che vorrei</em></a>.<br />
Videocomprensione: <a href="../2011/02/01/videocomprensione-come-vasco-rossi-e-diventato-una-rockstar/">Come Vasco Rossi è diventato una rockstar</a>.</p>
<p>Per soluzioni e assistenza contattate gli insegnanti della nostra <a href="http://www.adg.it/">scuola</a> a: adg.assistance@gmail.com
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;italiano con le fiabe: Il giovane gambero</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 06:38:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorenzo capanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggete la fiaba &#8220;Il giovane gambero&#8221; di Gianni Rodari ed eseguite gli esercizi: Riordinate le frasi: a) Cominciò a esercitarsi di nascosto, tra i sassi del ruscello natio, e i primi giorni l’impresa gli costava moltissima fatica: Urtava dappertutto, si ammaccava la corazza e si schiacciava una zampa con l’altra. Ma un po’ alla volta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggete la fiaba &#8220;Il giovane gambero&#8221; di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Rodari">Gianni Rodari</a> ed eseguite gli esercizi:</p>
<p><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/05/gambero.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-14340" title="gambero" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/05/gambero.jpg" alt="" width="169" height="293" /></a>Riordinate le frasi:</p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>a) Cominciò a esercitarsi di nascosto, tra i sassi del ruscello natio, e i primi giorni l’impresa gli costava moltissima fatica: Urtava dappertutto, si ammaccava la corazza e si schiacciava una zampa con l’altra. Ma un po’ alla volta le cose andarono meglio, perché tutto si può imparare, se si vuole.</strong></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>b) Un giovane gambero pensò: &#8220;Perché nelle mia famiglia tutti camminano all’indietro? Voglio imparare a camminare in avanti, come le rane, e mi caschi la coda se non ci riesco.&#8221;</strong></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>c) &#8220;Figlio mio,- scoppiò a piangere la madre, &#8211; ti ha dato di volta il cervello? Torna in te, cammina come i tuoi fratelli che ti vogliono tanto bene.&#8221;</strong></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>d) I suoi fratelli però non facevano che sghignazzare. Quando fu ben sicuro di sé, si presentò alla sua famiglia e disse: &#8220;State a vedere.&#8221; E fece una magnifica corsetta in avanti.</strong></span></p>
<p>1:___; 2:___: 3:___; 4:___.</p>
<p>Inserite i verbi al posto giusto:</p>
<p><span style="color: #993300;"><strong><span style="color: #ff0000;">destò - vuoi - stette &#8211; salutò- vattene</span></strong></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><strong> Il padre lo ________________ a guardare severamente per un pezzo, poi disse : &#8220;Basta così. Se ____________ restare con noi, cammina come gli altri gamberi. Se vuoi fare di testa tua , il ruscello è grande : ______________ e non tornare più indietro.&#8221;<br />
Il bravo gamberetto voleva bene ai suoi, ma era troppo sicuro di essere nel giusto per avere dei dubbi: abbracciò la madre, ___________ il padre e i fratelli e si avviò per il mondo.<br />
Il suo passaggio _______________ subito la sorpresa di un crocchio di rane che da brave comari si erano radunate a far quattro chiacchiere intorno a una foglia di ninfea.</strong></span></p>
<p>Completate le parole:</p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>&#8220;Il mondo va a rovescio, &#8211; dis___ una rana, &#8211; guardate quel gambero e datemi torto, se potete.&#8221;<br />
&#8220;Non c’è più rispet___,&#8221; di___e un’altra rana.<br />
&#8221; Ohibò ohibò,&#8221; ___sse una terza.<br />
Ma il gam___retto proseguì diritto, è proprio il caso di dirlo, per la sua ___trada. A un certo punto si sentì chiamare da un vecchio gam___rone dall’___pressione malinconic___ che se ne stava tutto solo accan___ ad un sasso.&#8221; Buongiorno, &#8211; disse il giovane gambe___.</strong></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><span style="color: #000000;">Trovate i sinonimi nel testo di queste parole:</span></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><span style="color: #ff0000;"><strong> guardò &#8211; taglierebbe &#8211; parlare con me &#8211; ascolta il mio consiglio &#8211; silenzioso &#8211; continuò &#8211; non diritte, ingiuste.</strong></span></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Il vecchio lo osservò a lungo, poi disse: &#8220;Cosa credi di fare? Anch’io, quando ero giovane, pensavo di insegnare ai gamberi a camminare in avanti. Ed ecco cosa ci ho guadagnato: vivo tutto solo, e la gente si mozzerebbe la lingua, piuttosto che rivolgermi la parola: Fin che sei in tempo, da’ retta a me: rassegnati a fare come gli altri e un giorno mi ringrazierai del consiglio.&#8221;<br />
Il giovane gambero non sapeva cosa rispondere e stette zitto. Ma dentro di sé pensava: &#8220;Ho ragione io.&#8221;<br />
E salutato gentilmente il vecchio riprese fieramente il suo cammino.<br />
Andrà lontano? Farà fortuna? Raddrizzerà tutte le cose storte di questo mondo? Noi non lo sappiamo, perché egli sta ancora marciando con il coraggio e la decisione del primo giorno. Possiamo solo augurargli, di tutto cuore: &#8220;Buon viaggio!&#8221; </strong></span></p>
<p>Gianni Rodari, <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Favole_al_telefono">Favole al telefono</a></em>, 1962.</p>
<p>Per aiuto e assistenza contattate gli insegnanti dell’<a href="http://www.adg.it/">Accademia del Giglio</a>, italiano, arte e cultura a Firenze: adg.assistance@gmail.com</p>
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<p><span style="color: #993300;"><strong><br />
</strong></span>
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		<title>Ricostruisci il racconto: Contro il nucleare</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 06:53:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorenzo capanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ricostruisci il racconto di Isaac Asimov &#8220;Razza di deficienti&#8221; a) &#8220;Naron!&#8221; disse il messaggero. &#8220;Immenso e Unico!&#8221; &#8220;Va bene, va bene, cosa c&#8217;è? Lascia perdere il cerimoniale.&#8221; &#8220;Un altro insieme di organismi ha raggiunto la maturità.&#8221; &#8220;Benone! Benone! Vengono su svelti, adesso. Non passa un anno senza che ne salti fuori uno nuovo. Chi sono?&#8221; b) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricostruisci il racconto di Isaac Asimov &#8220;<strong><span style="color: #ff0000;">Razza di deficienti</span></strong>&#8221;</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span></p>
<div id="attachment_13461" class="wp-caption aligncenter" style="width: 234px"><strong><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/03/isaac-asimov.jpg"><img class="size-medium wp-image-13461" title="Isaac Asimov" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/03/isaac-asimov-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a></strong><p class="wp-caption-text">Isaac Asimov</p></div>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">a)</span></strong> &#8220;Naron!&#8221; disse il messaggero. &#8220;Immenso e Unico!&#8221;<br />
&#8220;Va bene, va bene, cosa c&#8217;è? Lascia perdere il cerimoniale.&#8221;<br />
&#8220;Un altro insieme di organismi ha raggiunto la maturità.&#8221;<br />
&#8220;Benone! Benone! Vengono su svelti, adesso. Non passa un anno senza che ne salti fuori uno nuovo. Chi sono?&#8221;</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>b)</strong></span> Nel registro grande erano stati cancellati molti nomi: erano quelli di popoli  che, per una ragione o per l&#8217;altra, erano scomparsi. Sfortuna, difetti biochimici o biofisici, squilibri sociali avevano preteso il loro pedaggio. In compenso, nessuna annotazione era mai stata cancellata dal libro piccolo. Naron, grande e incredibilmente vecchio, guardò il messaggero che si stava avvicinando.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>c)</strong></span> &#8220;Non ancora, signore.&#8221;<br />
&#8220;Ma se hanno scoperto l&#8217;energia atomica, dove eseguono le loro prove, le esplosioni<br />
sperimentali?&#8221;</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #ff0000;">d)</span></strong></span> Naron, dell&#8217;antichissima razza di Rigel, era il quarto della sua stirpe che teneva i registri galattici. Aveva un libro grande, con l&#8217;elenco delle innumerevoli razze di tutte le galassie che avevano sviluppato una forma d&#8217;intelligenza, e quello, notevolmente più piccolo, nel quale erano registrate tutte le razze che, raggiungendo la maturità, venivano giudicate adatte a far parte della Federazione Galattica. Il messaggero diede il numero di codice della galassia e le coordinate del pianeta al suo interno.<br />
Scrisse: &#8220;Terra&#8221;.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>e)</strong></span> &#8220;Razza di deficienti!&#8221; borbottò.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>f)</strong></span> Lentamente Naron prese la penna e tracciò una linea sull&#8217;ultima aggiunta del libro<br />
piccolo. Era un atto senza precedenti, ma Naron era molto, molto saggio e poteva vedere<br />
l&#8217;inevitabile meglio di chiunque nelle galassie.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>g)</strong></span> &#8220;Per ora, Immenso e Unico&#8221; disse con una certa riluttanza il messaggero, &#8220;gli osservatori<br />
riferiscono che non hanno ancora tentato le vie dello spazio.&#8221;</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">h)</span></strong> Naron era stupefatto. &#8220;Proprio per niente? Non hanno nemmeno una stazione spaziale?&#8221;</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>i) </strong><span style="color: #000000;">&#8220;Uhm, sì&#8221; disse Naron, &#8220;conosco quel mondo.&#8221; E con la sua fluente scrittura prese nota sul primo libro, poi trasferì il nome sul secondo, servendosi, come di consueto, del nome con cui quel pianeta era conosciuto dalla maggior parte dei suoi abitanti.</span></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>l)</strong></span> &#8220;Sul loro pianeta, signore.&#8221;<br />
Naron si drizzò in tutti i suoi sei metri di altezza e tuonò: &#8220;Sul loro pianeta?&#8221;<br />
&#8220;Sì, signore.&#8221;</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>m)</strong><span style="color: #000000;"> &#8220;Nessun errore, signore&#8221; disse il messaggero.<br />
&#8220;Hanno scoperto l&#8217;energia termonucleare, no?&#8221;<br />
&#8220;Certamente, signore.&#8221;<br />
&#8220;Benissimo, questo è il criterio di scelta.&#8221;. Naron ridacchiò soddisfatto: &#8220;E molto presto le loro navi entreranno in contatto con la Federazione.&#8221;</span></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>n)</strong></span> &#8220;Queste nuove creature&#8221; disse poi, &#8220;detengono un bel primato. Nessun altro organismo è passato dalla semplice intelligenza alla maturità in un tempo tanto breve. Spero che non ci siano errori.&#8221;</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Isaac_Asimov">Isaac Asimov</a>, &#8220;Silly Asses&#8221; (Razza di deficienti), in “Future”, Febbraio 1958</p>
<p>1: <span style="color: #ff0000;"><strong>d</strong></span>; 2:__; 3:__; 4:__; 5:__; 6:__; 7:__; 8:__; 9:__; 10:__; 11:__; 12:__;</p>
<p>Per aiuto e assistenza contattate gli insegnanti della nostra <a href="http://www.adg.it/">scuola</a> a: adg.assistance@gmail.com</p>
<p>La soluzione la trovate <a href="http://digilander.libero.it/dlpasquale/deficienti.pdf">qui</a>.
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		<title>Presentazione dell&#8217;antologia &#8220;L&#8217;altra città&#8221; di Giusti, Brunello, Giangrande</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 06:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto balò</dc:creator>
				<category><![CDATA[didattica/teaching]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura/Literature]]></category>
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		<description><![CDATA[Verrà presentata lunedì 28 febbraio 2011 alle ore 16.30, presso la Fondazione Il Sole di Grosseto, in via Uranio 40, l&#8217;antologia per la scuola secondaria di primo grado L&#8217;altra città, Zanichelli Editore. La presentazione sarà a cura di Alfonso Greco e Gabriella Papponi Morelli. Saranno presenti gli autori: Simone Giusti, Paola Brunello e Paola Maria Giangrande. Letture [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/02/antologiagiusti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13083" title="antologiagiusti" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/02/antologiagiusti.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></em>Verrà presentata <strong>lunedì 28 febbraio 2011 alle ore 16.30</strong>, presso la <a href="http://maps.google.it/maps/place?oe=utf-8&amp;client=firefox-a&amp;ie=UTF8&amp;q=Fondazione+Il+Sole+di+Grosseto,&amp;fb=1&amp;gl=it&amp;hq=Fondazione+Il+Sole&amp;hnear=Grosseto+GR&amp;cid=17623241479978892539&amp;t=h&amp;z=14"><strong>Fondazione Il Sole</strong></a> di Grosseto, in via Uranio 40, l&#8217;antologia per la scuola secondaria di primo grado <em><strong>L&#8217;altra città</strong></em>, <a href="http://www.zanichelli.it/">Zanichelli Editore</a>.</p>
<p>La presentazione sarà a cura di Alfonso Greco e Gabriella Papponi Morelli. Saranno presenti gli autori: Simone Giusti, Paola Brunello e Paola Maria Giangrande. Letture ad alta voce di Arianna Gaudio. Musiche di Filippo Gatti e Fabio Marchiori.</p>
<p><em>L&#8217;antologia offre un&#8217;ampia varietà di testi, che comprendono autori classici &#8211; presenti anche nei due volumi opzionali </em>Il mito e l&#8217;epica<em> e </em>Il racconto della letteratura italiana<em> &#8211;  e autori moderni, scelti con particolare attenzione ai gusti degli  adolescenti. Interi percorsi sono infatti dedicati alla fantasy, nel  volume 1, al giallo e all&#8217;avventura, nel volume 2, alla fantascienza nel volume 3. Accanto al teatro si parla inoltre di cinema e televisione, forme di spettacolo più vicine alle esperienze degli adolescenti.</em></p>
<p><em>In ogni volume un percorso è dedicato alla storia e alla scienza, fornendo spunti per il lavoro interdisciplinare. L&#8217;apparato didattico mira alla costruzione delle competenze specifiche dell&#8217;asse  dei linguaggi e delle competenze-chiave di cittadinanza, come previsto  delle più recenti indicazioni. Per ogni brano antologizzato le attività  di comprensione del testo sono affiancate da dibattiti e lavori di gruppo e in ogni percorso si trovano schede di cittadinanza e griglie per la valutazione. Alle competenze è inoltre dedicato  un intero quaderno per ogni volume del corso, dove gli studenti possono  trovare esempi di testi autentici non letterari.</em></p>
<p><em>Grazie alla presenza di attività di comprensione della lettura per ogni brano e di simulazioni della &#8220;Prova nazionale&#8221; nei tre volumi dell&#8217;antologia è possibile svolgere un percorso graduale ed efficace di preparazione alle prove INVALSI.</em><em> </em><strong>L&#8217;altra città</strong><em> offre inoltre materiali per l&#8217;orientamento fin dal volume 1 (box &#8220;I mestieri&#8221; &#8211; sezione &#8220;La competenza di autorientamento&#8221; nel Quaderno), in modo da consentire allo studente di riflettere sulle sue aspirazioni e favorire la discussione in classe.</em></p>
<p><em>Nel <a href="http://online.scuola.zanichelli.it/laltracitta/">sito</a> dedicato al libro sono presenti ulteriori brani antologici in formato pdf, brani audio in formato MP3 per gli esercizi di ascolto e esercizi interattivi. L&#8217;ebook per l&#8217;insegnante, da usare in classe con la LIM, contiene i testi dell&#8217;antologia in formato digitale, con approfondimenti, attività supplementari e materiali multimediali.</em></p>
<p>Per informazioni rivolgersi all&#8217;Associazione <a href="http://www.laltracitta.it">L’Altra Città</a> tel. 0564 413228.
<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.adgblog.it%2F2011%2F02%2F25%2Fpresentazione-dellantologia-laltra-citta-di-giusti-brunello-giangrande%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=recommend&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
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		<item>
		<title>Edizioni Epika: la presentazione alla Biblioteca Multimediale di Quarrata</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 06:01:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>adg</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi/events]]></category>
		<category><![CDATA[Informazioni/infos]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura/Literature]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, giovedì 20 gennaio, alle ore 21, presso la Biblioteca Multimediale di Quarrata, in collaborazione con la Libreria Fahrenheit 451 di Quarrata, verrà presentata dalla sua fondatrice, la scrittrice Lorella Fontanelli, le casa editrice Epika di Castello di Serravalle in provincia di Bologna. EpiKa edizioni non è solo un’idea. Nasce da un mosaico di intenzioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/01/epika.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12604" title="epika" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/01/epika.jpg" alt="" width="161" height="161" /></a>Oggi,<strong> giovedì  20 gennaio,</strong> alle ore 21, presso la <a href="http://www.comunequarrata.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/115">Biblioteca Multimediale di Quarrata</a>, in collaborazione con la <a href="http://fahrenheit451quarrata.over-blog.it/">Libreria Fahrenheit 451</a> di Quarrata, verrà presentata dalla sua fondatrice, la scrittrice Lorella Fontanelli, le casa editrice <a href="http://www.epikaedizioni.it/">Epika</a> di Castello di Serravalle in provincia di Bologna.</p>
<p><em>EpiKa edizioni non è solo un’idea. Nasce da un mosaico di intenzioni e necessità concatenate l’una all’altra.     Queste intenzioni sono il Libro, il Rispetto, l’Indipendenza e l’Arricchimento.</em></p>
<p><em>Il Libro, come strumento per  dare e ricevere il Pensiero che altrimenti andrebbe perduto.</em></p>
<p><em>Il Rispetto per chi ha il coraggio di mettere nero su bianco le proprie idee e i propri sogni. Quello inscindibile     verso coloro che poi leggeranno.</em></p>
<p><em>L’Indipendenza,  perché esserlo permette di esporre in libreria le produzioni di altre  micro realtà editoriali, spesso     veicolo di piccoli capolavori, le chicche che diventano cult. Senza   librerie indipendenti queste opere sarebbero risucchiate nel vuoto  culturale prodotto dal vortice del marketing più     spietato.</em></p>
<p><em>L’Arricchimento  è l&#8217;ultimo proposito. EpiKa edizioni affonda le sue radici nell’amore  per la Valle del Samoggia, dove     non mancano certo la bellezza ambientale e il valore delle  produzioni del territorio. Quello che EpiKa edizioni vuol essere è un  punto di riferimento immerso nella comunità, indipendente e     consapevole di tutti i valori,  potenzialità e passioni.</em></p>
<p><em>Con questa consapevolezza intende attivare, promuovere e accrescere tutte le risorse creative, artigianali e     artistiche di coloro che lo abitano.</em>
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		<title>Completa la fiaba</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 06:33:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorenzo capanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano per stranieri liv C1-C2/Italian for foreigners]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura/Literature]]></category>
		<category><![CDATA[corsi d'italiano per stranieri a Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[corsi di lingua italiana a firenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Provate a completare le parti mancanti di questa fiaba di Guido Gozzano (da &#8220;La danza degli gnomi e altre fiabe&#8221;) seguendo la logica del racconto ma anche con la vostra immaginazione. Per leggere poi la versione completa leggete qua. Nonsò C&#8217;era una volta un Principe che ritornando dalla caccia vide nella polvere, sul margine della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Provate a completare le parti mancanti di questa fiaba di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guido_Gozzano">Guido Gozzano</a> (da &#8220;La danza degli gnomi e altre fiabe&#8221;) seguendo la logica del racconto ma anche con la vostra immaginazione. Per leggere poi la versione completa leggete <a href="http://www.unmondodifiabe.esmartkid.com/nonso.htm">qua</a>.</p>
<p><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2010/06/La-danza-degli-gnomi-e-altre-fiabe.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-10266" title="La danza degli gnomi e altre fiabe" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2010/06/La-danza-degli-gnomi-e-altre-fiabe-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a></p>
<h3 style="text-align: center;">Nonsò</h3>
<p><span style="color: #008080;"><strong>C&#8217;era una volta un Principe che ritornando dalla caccia vide nella polvere, sul margine della via, un bimbo di forse otto anni che dormiva tranquillo. &#8230;&#8230;.. &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; : &#8211; Che fai qui piccolino?- Non so &#8211; rispose quegli, fissandolo senza timidezza. &#8211; E tuo padre? &#8211; Non so. &#8211; E tua madre? &#8211; Non so. &#8211; Di dove sei? &#8211; Non so. Qual è il tuo nome? &#8211; Non so. Preso il bimbo in groppa, il Principe lo portò al suo castello e lo consegnò alla servitù, perché ne avesse cura. E gli fu dato il nome Nonsò. Quando ebbe vent&#8217;anni, il Principe lo prese per suo scudiero. Un giorno passando in città gli disse: &#8211; Sono contento di te e voglio regalarti un cavallo, per tuo uso particolare. Andarono alla fiera. Nonsò esaminava gli splendidi cavalli, ma nessuno gli piaceva e se ne andarono senza aver nulla comperato. Passando dinanzi ad un mulino videro una vecchia giumenta quasi cieca, che girava la macina. Nonsò guardò attentamente la bestia e disse: &#8211; Signore, quello è il destriero che mi abbisogna! &#8211; Tu scherzi! &#8211; Signore, compratemelo e ne sarò felice &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;. &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; Il mugnaio, consegnando la bestia a Nonsò, gli disse all&#8217;orecchio: &#8211; Vedete questi nodi nella criniera della cavalla? Ogni volta che ne sfarete uno, essa vi porterà sull&#8217;istante a cinquecento leghe lontano. Ritornarono a casa. Pochi giorni dopo il Principe venne invitato dal Re, e Nonsò fu ospite col suo signore nel palazzo reale. Una notte di plenilunio passeggiava nel parco e vide appesa ad un albero una collana di diamanti che scintillava alla luna. &#8211; Prendiamola, dunque&#8230; &#8211; disse ad alta voce. &#8211; Guardati bene o te ne pentirai! &#8211; fece una voce ignota e vicina. Si guardò intorno. Chi aveva parlato era il suo cavallo&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.. &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; Il Re aveva affidato a Nonsò la cura di alcuni suoi cavalli e di notte egli illuminava la sua scuderia con la collana sfavillante. Gli altri stallieri, gelosi di lui, cominciarono ad insinuare che nella scuderia di Nonsò splendeva una luce sospetta, che egli si dava a stregonerie misteriose. Il Re volle spiarlo; &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;. Fece arrestare il giovane e convocò i saggi della capitale perché decifrassero una parola scritta sul fermaglio della collana. Uno studioso decrepito scoperse che il monile era della Bella dalle Chiome Verdi, la principessa più sdegnosa del mondo. &#8211; Bisogna che tu mi conduca la principessa dalle Chiome Verdi &#8211; disse il Sovrano &#8211; o non c&#8217;è che la morte per te. Nonsò era disperato. Andò a rifugiarsi dalla vecchia giumenta e piangeva sulla sua magra criniera. &#8211; Conosco la causa del tuo dolore &#8211; gli disse la bestia fedele, &#8211; è venuto il giorno del pentimento per la collana presa contro mio consiglio. Ma fa&#8217; cuore ed ascoltami. &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.. &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; Il Re diede avena e danaro e Nonsò si mise in viaggio con la sua cavalla sparuta. Arrivarono al mare. Nonsò vide un pesce prigioniero fra le alghe. &#8211; Libera quel poveretto! &#8211; gli consigliò la cavalla. Nonsò ubbidì, e il pesce, emergendo con la testa sull&#8217;acqua, disse: &#8211; Tu mi hai salvata la vita e il tuo benefizio non sarà dimenticato. Se tu abbisognassi di me, chiamami e verrò. Poco dopo videro un uccello preso alla pania. &#8211; Libera quel poveretto! &#8211; gli consigliò la giumenta. Nonsò ubbidì e l&#8217;uccello disse: &#8211; &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; Giunsero dinanzi al castello della principessa. &#8211; Entra &#8211; disse la giumenta &#8211; e non temere di nulla. Quando vedrai la Bella, invitala ad accompagnarti qui. Io danzerò per lei danze meravigliose. Nonsò bussò al palazzo. Aprì una dama bellissima, ch&#8217;egli prese per la principessa in persona. &#8211; Principessa&#8230; &#8211; Non son io la principessa. E l&#8217;accompagnò in un&#8217;altra sala dove l&#8217;attendeva una fanciulla più bella ancora. E questa a sua volta l&#8217;accompagnò in una sala attigua da una compagna più bella di lei; e così di sala in sala, da una dama all&#8217;altra, sempre più bella, per abituare gli occhi di Nonsò alla bellezza troppo abbagliante della Bella dalle Chiome Verdi. Questa lo accolse benevolmente, e dopo un giorno accondiscese a vedere la giumenta danzatrice. &#8211; Saltatele in groppa, principessa, ed essa danzerà con voi danze meravigliose. &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.. Nonsò le balzò accanto, sciolse uno dei nodi della criniera e si trovarono di ritorno dinanzi al palazzo del Re. &#8211; M&#8217;avete ingannata &#8211; gridava la principessa, &#8211; ma non mi do per vinta, e prima d&#8217;essere la sposa del Re vi farò piangere più d&#8217;una volta&#8230; Nonsò sorrideva soddisfatto. &#8211; Sire, eccovi la Bella dalle Chiome Verdi! Il Re fu abbagliato di tanta bellezza e voleva sposarla all&#8217;istante. Ma la principessa chiese che le si portasse prima una forcella d&#8217;oro tempestata di gemme che aveva dimenticato nello spogliatoio del suo castello. &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.. &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;. Il giovane non osava ritornare al castello della Bella dalle Chiome Verdi, dopo il rapimento, e guardava la sua giumenta, accorato. &#8211; Ti ricordi &#8211; disse questa &#8211; d&#8217;aver salvata la vita all&#8217;uccello impaniato? Chiamalo e t&#8217;aiuterà. Nonsò chiamò e l&#8217;uccello comparve. &#8211; Tranquillati, Nonsò! La forcella ti sarà portata. E adunò tutti gli uccelli conosciuti, chiamandoli a nome. Comparvero tutti, ma nessuno era abbastanza piccolo per entrare dalla serratura nello spogliatoio della Bella. Vi riuscì finalmente il reattino, perdendovi quasi tutte le penne, e &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;. &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.. . &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; &#8211; Al presente &#8211; disse il Re &#8211; voi non avete più motivo per ritardare le nozze. &#8211; Sire, una cosa mi manca ancora e senza di essa non vi sposerò mai. &#8211; Parlate, principessa, e ciò che vorrete sarà fatto. &#8211; Un anello mi manca, un anello che mi cadde in mare, venendo qui&#8230; Venne ingiunto a Nonsò di ritrovare l&#8217;anello, e quegli si mise in viaggio con la giumenta fedele. Giunto in riva al mare chiamò il pesce e questo comparve. &#8211; Ritroveremo l&#8217;anello, fatti cuore! &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;. &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; tra i rami d&#8217;un corallo. La principessa dovette acconsentire alle nozze. Il giorno stabilito s&#8217;avviarono alla cattedrale con gran pompa e cerimonia. Nonsò e la cavalla seguivano il corteo regale ed entrarono in chiesa con grave scandalo dei presenti. Ma quando la cerimonia fu terminata, la pelle della giumenta cadde in terra e lasciò vedere una principessa più bella della Bella dalle Chiome Verdi. Essa prese Nonsò per mano: &#8211; Sono la figlia del re di Tartaria. Vieni con me nel regno di mio padre e sarò la tua sposa. Nonsò e la principessa presero congedo dagli astanti stupefatti, né più se n&#8217;ebbe novella.</strong></span></p>
<p><span style="color: #008080;"><span style="color: #000000;">Per soluzioni e assistenza contatta gli insegnanti della nostra </span><a href="http://www.adg.it/"><span style="color: #000000;">scuola</span></a><span style="color: #000000;"> a: adg.assistance@gmail.com</span></span>
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		<title>Gente del Mugello di Wilma Tognarelli</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 06:51:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorenzo capanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura/Literature]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana/Tuscany]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggere il libro &#8220;Gente del Mugello&#8221; di Wilma Tognarelli è un po&#8217; come tornare indietro nel tempo nel nostro paese e rendersi conto che la campagna toscana, oggi meta ambita di turisti in cerca di agriturismi, era un luogo dove si lavorava duramente dall&#8217;alba del tramonto per guadagnarsi quel poco per vivere. Wilma Tognarelli non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2010/06/30081_124467777563632_124467617563648_355927_2336760_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10112" title="Gente del Mugello di Wilma Tognarelli" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2010/06/30081_124467777563632_124467617563648_355927_2336760_n-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><strong> L</strong>eggere il libro &#8220;<a href="http://www.facebook.com/home.php?#!/pages/Gente-del-Mugello-di-Wilma-Tognarelli/124467617563648?ref=nf">Gente del Mugello</a>&#8221; di Wilma Tognarelli è un po&#8217; come tornare indietro nel tempo nel nostro paese e rendersi conto che la campagna toscana, oggi meta ambita di turisti in cerca di agriturismi, era un luogo dove si lavorava duramente dall&#8217;alba del tramonto per guadagnarsi quel poco per vivere.</p>
<p><strong> W</strong>ilma Tognarelli non è una scrittrice di professione, né immagino lo voglia diventare (ma chissà!), eppure ad un certo momento della sua vita ha deciso di raccontarci la sua prima infanzia e la sua giovinezza, piena di eventi, storie e persone. Leggendo il libro si capisce subito che questa voglia di scrivere non nasce certo da un desiderio autobiografico, quanto piuttosto dalla voglia di ricordare meglio e di condividere (come si fa su Facebook!) un passato che dovrebbe essere comune a molti di noi. Ecco quindi che Wilma ci guida nel suo mondo di allora con la sua scrittura semplice, schietta, spontanea, simile a quella di molti altri racconti fatti di ricordi lontani ma sempre presenti nella propria memoria, come il primo terribile ricordo di Wilma:</p>
<p><strong><span style="color: #888888;"><em>Il mio primo vero ricordo risale a quando avevo quasi tre anni e mi ha segnato per sempre, come un incubo che di notte torna a tormentare il sonno.<br />
Era una calda notte d&#8217;estate, il 6 agosto 1944, quando venni svegliata da un gran fracasso: era arrivato un gruppo di soldati tedeschi armati di mitra. Aprirono con un enorme calcio la porta della camera dove dormivo, facendo tremare tutta la stanza.<br />
Il mitra era puntato verso di noi. Nel letto c&#8217;eravamo io, la zia Norina e Dino, il suo figliolo (lo zio Beppe, il marito di Norina, era militare da oltre cinque anni e per questo ogni tanto io dormivo con loro). I soldati ci fecero capire, minacciandoci con le armi, che dovevamo raggiungere gli altri della famiglia sull&#8217;aia, tutti in fila lungo il muro.<br />
Appena fuori, io mi precipitai piangendo in collo alla mamma. Anche lei e la zia Norina piangevano e questo mi spaventò quanto vedermi il mitra puntato contro. Avevo soltanto due anni e sette mesi ma ricordo tutto molto bene, le immagini di quella scena mi sono rimaste stampate nella mente, come tante fotografie che il tempo non è riuscito a sbiadire&#8230;</em></span></strong></p>
<p><strong> M</strong>a qui siamo solo all&#8217;inizio. Attraverso brevi racconti, spesso corredati da foto di ieri e di oggi (tanto per non farci dimenticare che il passato non è poi così lontano, anche se il libro è scritto al passato remoto), Wilma ci presenta i suoi parenti e le loro storie, ci descrive la vita dei campi e nelle case di allora (ma lo sapevate che per fare un bucato ci volevano due giorni?), ci spiega usanze e parole ormai perdute (&#8220;imbuinare&#8221;, &#8220;le bullette&#8221;, &#8220;la roccatrice&#8221;), ci evoca sacrifici, miserie, ma anche quadri campestri e idilliaci, come i bagni estivi dei contadini  nell&#8217;acqua limpida del torrente o le prime nevicate solcate dalle impronte degli animali. Durante la sua narrazione esce fuori però anche la sua determinazione ad emanciparsi (sin da piccola!) come donna in un mondo patriarcale ormai in declino,  eppure ancora forte e a volte ottuso:</p>
<p><strong><span style="color: #888888;"><em>La massaia, col denaro ricavato dalla vendita delle uova, del formaggio e dei polli, comprava le camicie agli uomini due volte all&#8217;anno. Io chiedevo perché a Dino toccasse la camicia, e a me niente. La nonna rispondeva: &#8220;Questa è l&#8217;usanza.&#8221; Una risposta che, anche se ero piccola, mi sembrava del tutto insoddisfacente.</em></span></strong></p>
<p><strong> I</strong>l mondo di Wilma era un mondo dove niente era scontato: l&#8217;acqua in casa? Scordatevela! Il diritto allo studio per i bambini e la tutela dei bambini contro il loro sfruttamento? Inesistenti come nei romanzi di Dickens! E tutto questo poco più di mezzo secolo fa e non nella Londra del primo Ottocento. Una piccola lezione quella di Wilma, che non vuole affatto essere una predica, ma ci ricorda che i nostri benesseri materiali di oggi non esistono da sempre, né dovremmo pensare che ci spettino per grazia ricevuta, in questa società sempre più lacerata da altri malesseri morali.</p>
<p><strong> A</strong>lla fine è appassionante vedere la giovane Wilma crescere, lottare e diventare indipendente attraverso il lavoro in fabbrica, parabola quasi della giovane repubblica italiana, che negli anni cinquanta andava consolidandosi grazie anche al boom economico. La storia siamo noi diceva in una canzone De Gregori. Wilma ce l&#8217;ha ricordato.</p>
<p><em><br />
</em>
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		<title>Ciao Edoardo!</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 21:21:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>adg</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura/Literature]]></category>
		<category><![CDATA[poesia/poetry]]></category>

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		<description><![CDATA[Edoardo Sanguineti Genova, 9 novembre 1939 &#8211; Genova, 18 maggio 2010. La ballata delle donne Quando ci penso, che il tempo è passato, le vecchie madri che ci hanno portato, poi le ragazze, che furono amore, e poi le mogli e le figlie e le nuore, femmina penso, se penso una gioia: pensarci il maschio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Edoardo_Sanguineti">Edoardo Sanguineti</a> Genova, 9 novembre 1939 &#8211; Genova, 18 maggio 2010.</p>
<p><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2010/05/sanguineti.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-9937" title="Edorardo Sanguineti" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2010/05/sanguineti.jpeg" alt="" width="132" height="89" /></a>La ballata delle donne</p>
<p>Quando ci penso, che il tempo è passato,<br />
le vecchie madri che ci hanno portato,<br />
poi le ragazze, che furono amore,<br />
e poi le mogli e le figlie e le nuore,<br />
femmina penso, se penso una gioia:<br />
pensarci il maschio, ci penso la noia.</p>
<p>Quando ci penso, che il tempo è venuto,<br />
la partigiana che qui ha combattuto,<br />
quella colpita, ferita una volta,<br />
e quella morta, che abbiamo sepolta,<br />
femmina penso, se penso la pace:<br />
pensarci il maschio, pensare non piace.</p>
<p>Quando ci penso, che il tempo ritorna,<br />
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,<br />
penso che è culla una pancia di donna,<br />
e casa è pancia che tiene una gonna,<br />
e pancia è cassa, che viene al finire,<br />
che arriva il giorno che si va a dormire.</p>
<p>Perché la donna non è cielo, è terra<br />
carne di terra che non vuole guerra:<br />
è questa terra, che io fui seminato,<br />
vita ho vissuto che dentro ho piantato,<br />
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,<br />
la lunga notte che divento niente.</p>
<p>Femmina penso, se penso l&#8217;umano<br />
la mia compagna, ti prendo per mano
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