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	<title>Adgblog &#187; Toscana/Tuscany</title>
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	<description>The official blog of Accademia Del Giglio: Italian language courses and Art school in Florence, Italy.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Feb 2012 17:05:29 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Premio Basi, per l&#8217;arte contemporanea, II edizione: &#8220;Arte Pubblica e Site Specific In Maremma&#8221;</title>
		<link>http://www.adgblog.it/2012/01/28/premi-basi-per-larte-contemporanea-ii-edizione-arte-pubblica-e-site-specific-in-maremma/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=premi-basi-per-larte-contemporanea-ii-edizione-arte-pubblica-e-site-specific-in-maremma</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 06:03:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>adg</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte/Art]]></category>
		<category><![CDATA[mostre/exhibitions]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana/Tuscany]]></category>

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		<description><![CDATA[La seconda edizione del Premio Basi 2012 è dedicata all&#8217;incontro tra l&#8217;acqua e l&#8217;arte e si svolgerà nel sud della Toscana, in Maremma. Verranno selezionate 70 opere finaliste, 4 vincitori, 1 mese di mostra nelle storiche e suggestive location del Premio dai primi di luglio ai primi di agosto, 5.000 cataloghi distribuiti in tutta Italia. Premi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2012/01/premio_basi.jpg"><img class="size-full wp-image-17981 alignright" title="premio_basi" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2012/01/premio_basi.jpg" alt="" width="280" height="137" /></a>La seconda edizione del <a href="http://www.premiobasi.it">Premio Basi 2012</a> è dedicata all&#8217;incontro tra <strong>l&#8217;acqua e l&#8217;arte</strong> e si svolgerà nel sud della Toscana, in Maremma.</p>
<p>Verranno selezionate 70 opere finaliste, <strong>4 vincitori</strong>, 1 mese di mostra nelle storiche e suggestive location del Premio dai primi di luglio ai primi di agosto, 5.000 cataloghi distribuiti in tutta Italia. Premi in denaro per i vincitori, ma è prevista una quota d&#8217;iscrizione per partecipare.</p>
<p>Sono state individuate tre categorie di opere, <span style="color: #0000ff;">Installazione Site Speciﬁc</span>, <span style="color: #0000ff;">Scultura Pubblica</span> e <span style="color: #0000ff;">Disegno</span> e quattro sezioni tematiche:</p>
<p><strong>La Sorgente_LiquidaMente afFiora</strong>: Galleria e vasca dell’Acquedotto del Fiora, Santa Fiora (Gr) e Sorgente dell’Ermicciolo, Vivo d’Orcia, (Si) riservata al lavoro SITE SPECIFIC</p>
<p><strong>La Cava_Water Sources</strong>: Cava di Roselle, Parco di Pietra, Roselle (Gr) per installazioni SITE SPECIFIC, SCULTURE e DISEGNI.</p>
<p><strong>La Città_Water Tribe</strong>: Cassero Senese, Grosseto: le Troniere, Piazza d’Armi, terrazza e prato del Bastione Cittadella.</p>
<p><strong>Il Mare_SeeExitWay</strong>: Mura della cinta medievale e tre porte d’ingresso al borgo, Castiglione della Pescaia (Gr), entrambe ancora riservate al lavoro SITE SPECIFIC.</p>
<p><span id="more-17980"></span></p>
<p>È prevista anche una sezione UNDER25 riservata agli studenti o ex studenti delle scuole a indirizzo artistico e delle accademie di età non superiore ai 25 anni.</p>
<p>La giuria è formata da Daniela Cresti, Gianni Caverni, Mauro Papa, Silvia Petronici, Armona Pistoletto, Patrizia Raimondi e Sergio Tossi.</p>
<p>Il <a href="http://www.premiobasi.it/2012/?page=bando">bando</a> è scaricabile da questa parte. La scadenza per l&#8217;invio dei progetti è il <strong>30 aprile 2012</strong>. Ulteriori informazioni si trovano sul <a href="http://www.premiobasi.it/">sito ufficiale</a> o per email (segreteria@premiobasi.it) o sulla pagina di <a href="https://www.facebook.com/premiobasi">Facebook</a>.</p>
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Milo Manara in mostra a Siena: <a href="http://www.adgblog.it/2012/01/21/milo-manara-in-mostra-a-siena-le-stanze-del-desiderio/">Le stanze del desiderio</a>.<br />
<a href="http://www.adgblog.it/2012/01/07/seminari-di-arte-a-firenze-da-aprile-a-maggio/">Seminari estivi</a> di arte a Firenze.<br />
Incontri con gli “Artisti a km O”: <a href="http://www.adgblog.it/2011/11/08/incontri-con-gli-%E2%80%9Cartisti-a-km-0%E2%80%9D-murat-onol/">Murat Önol</a>, <a href="http://www.adgblog.it/2011/11/22/incontri-con-gli-artisti-a-km-0-duccio-mantellassi/">Duccio Mantellassi</a>, <a href="http://www.adgblog.it/2011/12/28/incontri-con-gli-artisti-a-km-0-beatrice-gallori/">Beatrice Gallori</a> e <a href="http://www.adgblog.it/2012/01/10/incontri-con-gli-artisti-a-km-0-ivano-cappelli/">Ivano Cappelli</a>.</p>
<p><a href="http://www.adg.it/">Accademia del Giglio</a>, italiano, arte e cultura a Firenze.</p>
<p><strong>Adgblog</strong> è su <a href="http://www.facebook.com/pages/Adgblog-Lingua-italiana-Arte/187634646792?ref=sgm">Facebook</a>, <a href="http://twitter.com/adgblog">Twitter</a> e <a href="http://www.linkedin.com/groups/Accademia-del-Giglio-4133474">LinkedIn</a>.
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		<title>Lauraballa espone a &#8220;La Cité&#8221; (e nella sua bottega)</title>
		<link>http://www.adgblog.it/2011/12/16/lauraballa-espone-a-la-cite-e-nella-sua-bottega/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lauraballa-espone-a-la-cite-e-nella-sua-bottega</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 09:43:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>silvia mordini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte/Art]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze/Florence]]></category>
		<category><![CDATA[mostre/exhibitions]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana/Tuscany]]></category>

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		<description><![CDATA[Passeggiare per Prato in questo periodo dell’anno, con le luminarie appese e le vetrine dei negozi rivestite da decori natalizi e da una miriade di luci, può far apparire città come incantata, onirica. Passate le festività natalizie sembra che tutto torni all’ordinario e che quella magia respirata scompaia negli scantinati, lasciata in attesa del prossimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/12/mostra_lauraballa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-17492" title="mostra_lauraballa" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/12/mostra_lauraballa.jpg" alt="" width="150" height="212" /></a>Passeggiare per Prato in questo periodo dell’anno, con le luminarie appese e le vetrine dei negozi rivestite da decori natalizi e da una miriade di luci, può far apparire città come incantata, onirica. Passate le festività natalizie sembra che tutto torni all’ordinario e che quella magia respirata scompaia negli scantinati, lasciata in attesa del prossimo Natale. In alcuni angoli, cercando bene, tale fenomeno continua però nell’arco di tutto l’anno: uno di questi luoghi è la bottega d’artista di <a href="http://www.lauraballa.it">Lauraballa</a>.</p>
<p>Niente di eccentrico segnala la sua presenza: soltanto la bicicletta ed alcune piante poste all’ingresso, danno il benvenuto al visitatore. Come una scatola cinese, racchiude il suo meglio all’interno: entrando si viene proiettati in un mondo sospeso nel tempo e nello spazio, abitato da sogni e storie fantastiche. La sua è una tavolozza complessa, fatta tanto di vellutati toni pastello, che da toni caldi e brillanti. I personaggi che animano i suoi quadri paiono immersi in un’aura poetica e sognante che può trasportare colui che si ferma a guardarli lontano, fino al tempo delle proprie favole.</p>
<p>Chi si trova a Firenze può apprezzare le sue opere alla mostra temporanea <a href="https://www.facebook.com/?ref=tn_tnmn#!/events/146941002075985/"><em>Istruzioni per l&#8217;uso</em></a> presso la libreria-cafè <a href="http://www.lacitelibreria.info/">La Cité</a> (Borgo S. Frediano 20r) da <strong>venerdì 16 Dicembre 2011</strong> a <strong>martedì 10 Gennaio 2012</strong>. Chi invece vive o passa da Prato potrà conoscerla di persona andandola a trovare nella sua bottega in via Mazzini 34.</p>
<p><span id="more-17474"></span></p>
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Incontri con gli “Artisti a km 0”: <a href="http://www.adgblog.it/2011/11/08/incontri-con-gli-%e2%80%9cartisti-a-km-0%e2%80%9d-murat-onol/">Murat Önol</a>.<br />
Arte alla Specola: <a href="http://www.adgblog.it/2011/12/01/arte-alla-specola-strane-forme-dallanatomia-ai-frattali/">Strane forme, dall’anatomia ai frattali</a>.</p>
<p><a href="http://www.adg.it/">Accademia del Giglio</a>, italiano, arte e cultura a Firenze.</p>
<p><strong>Adgblog</strong> è su <a href="http://www.facebook.com/pages/Adgblog-Lingua-italiana-Arte/187634646792?ref=sgm">Facebook</a>, <a href="http://twitter.com/adgblog">Twitter</a> e <a href="http://www.linkedin.com/groups/Accademia-del-Giglio-4133474">LinkedIn</a>.
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		<title>Guido Spadolini, retrospettiva di un artista della prima metà del &#8217;900</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 06:11:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cecilia pontenani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte/Art]]></category>
		<category><![CDATA[eventi/events]]></category>
		<category><![CDATA[mostre/exhibitions]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana/Tuscany]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 4 dicembre scorso, e fino al 22 gennaio prossimo, il Comune di Sesto Fiorentino in collaborazione con il gruppo La Soffitta. Spazio delle Arti, organizza questa mostra che segnaliamo molto volentieri. Si tratta di un&#8217;iniziativa nell&#8217;ambito della seconda edizione di &#8220;Alto Basso. Dalla Soffitta al Berti&#8221; che ha luogo nei locali che dell&#8217;edizione ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_17346" class="wp-caption alignleft" style="width: 230px"><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/12/spadguid.jpg"><img class="size-full wp-image-17346" title="spadguid" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/12/spadguid.jpg" alt="" width="220" height="290" /></a><p class="wp-caption-text">Guido Spadolini</p></div>
<p>Dal 4 dicembre scorso, e fino al 22 gennaio prossimo, il Comune di Sesto Fiorentino in collaborazione con il gruppo <em>La Soffitta. Spazio delle Arti</em>, organizza questa mostra che segnaliamo molto volentieri. Si tratta di un&#8217;iniziativa nell&#8217;ambito della seconda edizione di &#8220;Alto Basso. Dalla Soffitta al Berti&#8221; che ha luogo nei locali che dell&#8217;edizione ha i nomi: infatti viene ospitata sia presso il<em> <a href="http://www2.sestoidee.it/index.php/la-cultura/centro-espositivo-a.-berti/">Centro espositivo Antonio Berti</a></em> in via Bernini, che presso <em><a href="http://www.lasoffitta.net/home.shtml">La Soffitta. Spazio delle Arti</a></em> in piazza Rapisardi, ovviamente a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sesto_Fiorentino">Sesto Fiorentino</a>, in provincia di Firenze. Le opere in mostra sono ben 146 e abbracciano un po&#8217; tutte le tecniche artistiche adottate dal Maestro: possiamo così ammirare dipinti ad olio, acqueforti, pastelli e disegni. I locali della mostra sono quindi due per poter esporre le opere di grafica alla <em>Soffitta</em>, i quadri e i pastelli al <em>Centro Berti</em>. Curatrici della Mostra sono Giulia Ballerini e Maria Donata Spadolini, nipote del Maestro.</p>
<p>Guido Spadolini (Firenze, 1889-1944) fu Accademico Ordinario all&#8217;Accademia delle Arti del Disegno e poi assistente alla Cattedra di Incisione dell’Accademia di Belle Arti di Firenze. Ebbe frequentazioni con <a href="http://www.fondazioneprimoconti.org/primo_conti.html">Primo Conti</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Plinio_Nomellini">Plinio Nomellini</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Annigoni">Pietro Annigoni</a> e molte delle sue opere sono ispirate dalla pittura dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Macchiaioli">Macchiaioli</a>, in particolare da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Fattori">Giovanni Fattori</a>, di cui riprese il gioco di luce. Padre del noto politico e Ministro della Repubblica italiana, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Spadolini">Giovanni Spadolini</a>, morì durante la II Guerra Mondiale sotto un bombardamento degli alleati mentre prestava soccorso a dei feriti, azione per la quale, nel 1947, gli fu conferita, alla memoria, la medaglia d&#8217;oro al valore civile.</p>
<p>L&#8217;orario della mostra è il seguente: al <em>Centro Berti</em>, dal lunedì al sabato dalle 16 alle 19:30 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle18:30; a<em> La Soffitta</em>,  dal martedì al venerdì dalle 21 alle 23, il  sabato dalle 16 alle 19:30 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18:30.</p>
<p><span id="more-17337"></span></p>
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Incontri con gli “Artisti a km 0”: <a href="http://www.adgblog.it/2011/11/08/incontri-con-gli-%e2%80%9cartisti-a-km-0%e2%80%9d-murat-onol/">Murat Önol</a>.<br />
Arte alla Specola: <a href="http://www.adgblog.it/2011/12/01/arte-alla-specola-strane-forme-dallanatomia-ai-frattali/">Strane forme, dall’anatomia ai frattali</a>.</p>
<p><a href="http://www.adg.it/">Accademia del Giglio</a>, italiano, arte e cultura a Firenze.</p>
<p><strong>Adgblog</strong> è su <a href="http://www.facebook.com/pages/Adgblog-Lingua-italiana-Arte/187634646792?ref=sgm">Facebook</a>, <a href="http://twitter.com/adgblog">Twitter</a> e <a href="http://www.linkedin.com/groups/Accademia-del-Giglio-4133474">LinkedIn</a>.
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		</item>
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		<title>Artisti e creativi in &#8220;Via Genova per Genova&#8221;.</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 06:39:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>silvia mordini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte/Art]]></category>
		<category><![CDATA[eventi/events]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana/Tuscany]]></category>

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		<description><![CDATA[Alle undici antimeridiane di sabato 19 novembre 2011 è partito un corteo silenzioso di artisti e creativi dalla piazza del Duomo di Prato, diretti verso via Genova. Vestiti a tinte scure, portavano tutti con sé  un ombrello su cui erano intervenuti e, durante il loro tragitto, distribuivano un flyer sulla motivazione e l’ispirazione di tale evento. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://fbcdn-profile-a.akamaihd.net/hprofile-ak-snc4/373754_246656718724058_361464672_n.jpg" alt="" width="138" height="196" />Alle undici antimeridiane di sabato 19 novembre 2011 è partito un corteo silenzioso di artisti e creativi dalla piazza del Duomo di Prato, diretti verso via Genova. Vestiti a tinte scure, portavano tutti con sé  un ombrello su cui erano intervenuti e, durante il loro tragitto, distribuivano un <a href="https://docs.google.com/viewer?attid=0.0&amp;pid=gmail&amp;thid=133b6d66c866b0e5&amp;url=https%3A%2F%2Fmail.google.com%2Fmail%2F%3Fui%3D2%26ik%3D928ee8af3c%26view%3Datt%26th%3D133b6d66c866b0e5%26attid%3D0.0%26disp%3Dsafe%26zw&amp;docid=f2c61bd7285a7e2fc03f590c82b93582%7Ce274c3f41244368514f95deb220a4090&amp;a=bi&amp;pagenumber=1&amp;w=800">flyer</a> sulla motivazione e l’ispirazione di tale evento.</p>
<p>Un corteo per manifestare la volontà di ricordare le tragedie appena occorse relative alle inondazioni di ottobre, da cui è uscita irrimediabilmente segnata la Liguria, in particolare la città di Genova. Un corteo per non dimenticare, questa e tutte le altre catastrofi naturali a cui fanno coda la noncuranza dell’uomo ed il pressapochismo di alcune istituzioni nel trattare queste tragedie.</p>
<p>Un’azione di un sintetismo unico, senza orpelli o grancasse, nel rispetto per chi se ne è andato e del dolore di chi è rimasto, scaturita dalla volontà di <a href="http://muratonol.com/">Murat Önol</a> e dalla redazione di <a href="http://www.skeda.info/scheda-_skeda_periodico_Prato/home.html">Skeda</a>, che continua a produrre echi a distanza dall’avvenimento e che speriamo possa non esaurirsi con questo <a href="https://www.facebook.com/events/246656718724058/">singolo evento</a>.</p>
<p>Presentiamo una sintesi <a href="http://www.youtube.com/watch?v=a07yJBbGvGo&amp;feature=youtu.be">video</a> (courtesy di <a href="http://www.studio22prato.it/chi_a.html">Alessandro Pucci</a>) ed alcune testimonianze fotografiche di <a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.293895683975259.74912.100000644883308&amp;type=3">Fulvia Alephvision Becherini</a> e <a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.10150407328122070.382055.169527027069&amp;type=3">Lorenzo Desiati</a>.</p>
<p style="text-align: left;"><p><a href="http://www.adgblog.it/2011/12/07/in-via-genova-per-genova/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
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<p>Incontri con gli “Artisti a km 0”: <a href="http://www.adgblog.it/2011/11/08/incontri-con-gli-%e2%80%9cartisti-a-km-0%e2%80%9d-murat-onol/">Murat Önol</a>.<br />
9-11/12/11 Private flat#7: <a href="http://www.adgblog.it/2011/12/03/dicembre-2011-private-flat7-a-casa-degli-artisti-firenze/">a casa degli artisti</a>.<br />
Pics from <a href="http://www.adgblog.it/2011/11/27/pics-from-art-classes-november-2011/">Art classes</a> at Accademia del Giglio.<br />
Arte alla Specola: <a href="http://www.adgblog.it/2011/12/01/arte-alla-specola-strane-forme-dallanatomia-ai-frattali/">Strane forme, dall’anatomia ai frattali</a>.</p>
<p><a href="http://www.adg.it/">Accademia del Giglio</a>, italiano, arte e cultura a Firenze.</p>
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		<title>Incontri con gli &#8220;Artisti a Km 0&#8243;: Duccio Mantellassi</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 06:41:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>silvia mordini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte/Art]]></category>
		<category><![CDATA[artisti/artists]]></category>
		<category><![CDATA[mode/trends]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 3 novembre  scorso si è tenuta la seconda serata della rassegna  “Artisti a km 0” organizzata presso il Museo Pecci di Prato. Dopo l&#8217;incontro di apertura tenuto dall&#8217;artista turco-italiano Murat Önol, è stata la volta del pratese Duccio Mantellassi che, grazie anche al contributo di Fabrizia Bettazzi e Francesca Sarteanesi, che con lui hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.centropecci.it/htm/eventi/11/a_parte/img/mantellassi_md.jpg" alt="" width="400" height="226" />Il 3 novembre  scorso si è tenuta la seconda serata della rassegna  “<a href="http://www.adgblog.it/2011/10/18/incontri-contemporanei-al-museo-pecci-di-prato/">Artisti a km 0</a>” organizzata presso il <strong>Museo Pecci di Prato</strong>. Dopo l&#8217;incontro di apertura tenuto dall&#8217;artista turco-italiano <a href="http://www.adgblog.it/2011/11/08/incontri-con-gli-%e2%80%9cartisti-a-km-0%e2%80%9d-murat-onol/">Murat Önol</a>, è stata la volta del pratese <a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=100002342226066&amp;ref=ts">Duccio Mantellassi</a> che, grazie anche al contributo di <strong>Fabrizia Bettazzi</strong> e <strong>Francesca Sarteanesi</strong>,  che con lui hanno elaborato e scelto i testi letti durante l’evento, ha presentato se stesso e la sua frizzante ed istrionica personalità artistica.</p>
<p>Pittore dal tratto essenziale, ma estremamente identificativo, <strong>Duccio Mantellassi</strong> ha condiviso la sua idea e visione dell&#8217;arte, nonché le sue “visioni” personali ed il modo di percepire la realtà che lo circonda, rendendo possibile a chi ha avuto il piacere di presenziare di “invadere innocentemente” il mondo di quest’artista e portare, anche solo per poco, quelle “lenti” proprie di quest’affascinante creativo.</p>
<p>Davanti ad un buon caffè ha risposto ad alcune domande per fissare dei punti sulla sua poetica, sulle influenze e sul perché fare arte.</p>
<p><strong>S. M.</strong> <em>Duccio, parlaci un po’ di te, perché hai scelto di misurarti con la pittura<span style="color: #0000ff;"> </span>e che percorso hai scelto per arrivare a lei.</em></p>
<p><strong>D. M.</strong> Da piccolo disegnare era il mio passatempo preferito, ciò che mi divertiva di più a discapito dei classici giochi che occupano il tempo dei bimbi. Crescendo mi sono appassionato al mondo dei soldatini di piombo, una possibilità per ricreare quel mondo fantastico che stava alla base delle mie letture e del mio immaginario, grazie a Tolkien. Così ho iniziato a dipingere con gli acrilici miniature di elfi, gnomi, guerrieri, creature mitologiche; ma ad un certo punto tutto questo non mi bastava più. Volevo fare qualcosa che fosse sempre e solo mio, dall’inizio alla fine e scolpire ha sedato per un po’ questo mio desiderio. Desiderio che si è appagato solo con la pittura su tela, visto che è la tecnica più nelle mie corde, anche se la mia ricerca ultimamente verte su altre tecniche, come l’incisione su rame e l’acquarello.</p>
<p><span id="more-16942"></span></p>
<p><strong>S. M.</strong> <em>I soggetti della tua produzione pittorica sono in prevalenza ritratti; come mai questa scelta e come scegli i soggetti rappresentati?</em></p>
<p><strong>D. M.</strong> Il volto esprime meglio chi sei, perché è lo specchio della tua vita e del tuo stato d’animo, ma anche delle tue aspirazioni, di ciò che vorresti essere. I soggetti ritratti sono amici, conoscenti, ma anche perfetti sconosciuti che si fissano nella mia mente per un particolare e nella loro rappresentazione vado a mettere in risalto ciò che ha suscitato il mio interesse. Ho la piena libertà nello scegliere il soggetto e nell’evidenziare o meno i suoi caratteri identificativi, trasponendo così la mia immagine personale su tela.</p>
<p><strong>S. M.</strong> <em>Il tuo stile essenziale, ma perfettamente riconoscibile e completo, come si è evoluto nel tempo ed a chi o cosa ti sei ispirato? Come sono cambiati i tuoi riferimenti artistici durante la tua vita?</em></p>
<p><strong>D. M.</strong> Nella mia produzione si possono distinguere due filoni: quello “fumettistico”, che vuole rendere omaggio ad alcuni grandi, tra i quali Miller e Hewlett e quello “sottrattivo”, dove elido volontariamente degli elementi del volto a favore di quelli che lo rendono unico ed interessante per la mia visione. Il mio tratto mutua tanto dall‘illustrazione, quanto dalla grafica pubblicitaria e dalla ricerca di alcuni grandi della pittura, come Modigliani, Schiele o Klimt; questo perché non sento il ritratto iperrealistico in linea con il mio &#8220;fare arte&#8221;, ma condivido la scelta di questi artisti di sviluppare un loro stile e caratterizzarlo, in modo da renderlo inconfondibile. Per quanto riguarda il mondo del fumetto, da piccolo ero affascinato dai disegni di Franquin e Froideval; poi mi sono avvicinato al mondo di Stano, di Otomo, di Toriama, del già citato Miller e di Buscema. Sono partito dal mondo franco-belga, perché era quello che trovavo in casa: la loro cura per le tavole, per il formato, per i colori ne fanno dei fumetti “da adulti”, anche se i loro soggetti popolano la fantasia dei bimbi (Asterix, Lucky Luke, Tin Tin, I Puffi).</p>
<p><strong>S. M.</strong> <em>L’anno in corso ti ha visto occupato in maniera a dir poco frenetica in mostre personali, collettive, eventi eterogenei. Il tutto è stato suggellato dalla tua presentazione “a Km 0” ; cos’è stata la miccia che ha innescato questo meccanismo?</em></p>
<p><strong>D. M.</strong> Tutto nasce dal primo ritratto di “Innocenti Invasioni”, ovvero “Matiocchi &#8211; Il maglione blu”; la realizzazione coincide con una data significativa per la mia storia e sento nascere il bisogno incontrollabile di dipingere il volto di quella mia amica, che ho sempre associato con quel pullover blu, ma che non ha mai indossato in nessuna foto in mio possesso. Inizia così la serie che verrà presentata ad aprile alla galleria “Asterisco” di Prato, grazie anche alla cura ed ai consigli di Fabrizia, Monia Nannini e Alessandro Carretti. Con quel nucleo originario di 20 ritratti si creano i presupposti e le conoscenze per tutto ciò che ne seguirà.</p>
<p><strong>S. M.</strong> <em>La tua presentazione al Pecci ha fatto intuire qualcosa di te, del tuo mondo e di ciò che popola la tua fantasia; ma ad un certo punto si è percepito un momento di stasi, di vuoto. Puoi dirci qualcosa di più a riguardo?</em></p>
<p><strong>D. M.</strong> La selezione dei testi è stata fatta insieme a Fabrizia Bettazzi e Francesca Sarteanesi, che hanno contribuito con un loro scritto relativo alla serata. Ho citato i Doors, i Beatles, Pirandello, Warhol e Svevo, alcuni degli artisti ed intellettuali che sento vicino in questo momento. Lo showreel che è stato proiettato durante l’incontro, ha descritto visivamente alcune delle mie passioni ed opere. Il momento di stasi che dici di aver percepito rispecchia l&#8217;assenza dell’arte in un certo periodo della mia vita: per circa dieci anni la pittura non ha più fatto parte del mio quotidiano, non perché fosse stata una scelta cosciente, ma era come se dovessi attingere altre, nuove informazioni ed ispirazioni. E penso che così sia stato.</p>
<p><strong>S. M.</strong> <em>Pirandello, “Uno, nessuno e centomila”, ed il tuo naso: ti piace autoritrarti. È per questo che hai affermato: “Siamo noi stessi coloro che conosciamo meglio”?</em></p>
<p><strong>D. M.</strong> Ho sempre avuto un buon rapporto col mio volto e ciò che vedo riflesso nello specchio mi piace. La citazione da: “Uno, nessuno e centomila” l’ho scelta perché mi rispecchia, a modo mio, ovvero sento di avere un animo multiforme, anche se definito nelle sue linee guida, ma quelle sfumature e chiaroscuri presenti mi permettono di adattarmi alle situazioni più disparate ed alle compagnie più eterogenee. Inoltre credo che sia proprio di ognuno il desiderio sia di vedere senza esser visti, che il bisogno di mostrarsi per affermare il proprio ego e la propria unicità. Ponendomi queste domande costantemente, penso che sì, siamo le persone che conosciamo meglio, rispetto anche ai nostri affetti più cari, perché siamo sempre noi il fine anche quando ci confrontiamo con gli altri. Lo facciamo, ma per conoscere meglio quegli “strangers” che popolano il nostro intimo.</p>
<p>Un estratto video dell&#8217;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=3B8Y-emKuHs">evento</a> (grazie alla concessione di <a href="http://www.skeda.info/scheda-_skeda_periodico_Prato/home.html">Scheda</a>)</p>
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ArtVerona: <a href="../2011/11/08/2011/10/14/artverona-un%E2%80%99avanguardia-indipendente/">un’Avanguardia Indipendente</a>.</p>
<p><a href="http://www.adg.it/">Accademia del Giglio</a>, italiano, arte e cultura a Firenze.</p>
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		<title>Incontri con gli “Artisti a km 0”: Murat Önol.</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 06:23:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>silvia mordini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte/Art]]></category>
		<category><![CDATA[eventi/events]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 25 Ottobre scorso è partita l’iniziativa “Artisti a km 0”, organizzata da Aparte e dal Centro per l’Arte Contemporanea L. Pecci, presso l’auditorium del medesimo museo. Il primo artista a “lasciarsi incontrare” è stato Murat Önol, che ha eseguito la performance “Monologo tra due gemelli”;  tra poesia e  fattività, ha fatto partecipi i presenti della sua ricca e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border-style: initial;border-color: initial" src="https://fbcdn-profile-a.akamaihd.net/hprofile-ak-snc4/261107_162596400501239_1087183304_n.jpg" alt="" width="180" height="299" /></p>
<p>Il 25 Ottobre scorso è partita l’iniziativa “<a href="http://www.adgblog.it/2011/10/18/incontri-contemporanei-al-museo-pecci-di-prato/">Artisti a km 0</a>”, organizzata da <a href="http://www.aparteprato.it/AParte_AssociazionePecciArte/start.html">Aparte</a> e dal <a href="http://www.centropecci.it/">Centro per l’Arte Contemporanea L. </a><a href="http://www.centropecci.it/">Pecci</a>, presso l’auditorium del medesimo museo. Il primo artista a “lasciarsi incontrare” è stato <a href="http://muratonol.com/">Murat Önol</a>, che ha eseguito la performance “Monologo tra due gemelli”;  tra poesia e  fattività, ha fatto partecipi i presenti della sua ricca e complessa poetica, regalando momenti di religiosa introspezione ed altri di gioconda condivisione, riuscendo a coinvolgere il pubblico ed a trasformare una sua opera “unica” in tante piccole molecole “artistiche”, in ricordo di questo evento. Ricordo indelebile in chi vi ha preso parte.</p>
<div>Di seguito, alcune domande rivolte all&#8217;artista stesso.<br />
<strong><br />
S.M.</strong> <em>Caro Murat, intanto ti chiederei di raccontarci qualcosa di te, del tuo rapporto con l’arte in tutte le sue forme, conoscendo il tuo animo eclettico che spazia tra pittura, musica, poesia e performance.</em></div>
<p><strong>M. Ö.</strong> Quando ho visto per la prima volta un quadro di Victor Vasarely, mi sono come spaccato in due. Riguardavo spesso quell’immagine. Era come abbracciare mio babbo. Da quel giorno in poi, per anni tanti artisti hanno fatto parte della mia famiglia immaginaria. Questa famiglia mi faceva vedere terreni alternativi, mi offriva un rifugio. Non stavo cercando di scappare dalla mia famiglia perché, aldilà dei normali conflitti, non mi ha mai creato nessun problema e mi ha sempre abbracciato.  Di questa famiglia immaginaria facevano parte rappresentanti di ogni espressione artistica, dalla pittura alla musica, dal cinema alla poesia. Breton era mio babbo, Yüksel Arslan e Beckett i miei zii, Morrissey mio fratello e via così. Da loro ho imparato tutte le sfumature e le problematiche delle arti. La mia famiglia reale, invece, mi ha fatto capire le possibilità della creatività nella vita di ogni giorno. Ho trovato un punto di conciliazione fra queste due famiglie nel momento in cui ho deciso di diventare un artista. Tutta questa esperienza, per me, è comunque stata un grande insegnamento.</p>
<p><span id="more-16729"></span><strong>S.M.</strong> <em>Come cambia il tuo mondo e come realizzi espressivamente questo cambiamento?</em></p>
<p><strong>M. Ö.</strong> Il mio mondo, ovviamente, cambia di continuo, anche se non è questo il motivo dei miei continui passaggi fra le varie espressioni artistiche. Ho cominciato con la poesia, il cinema e la musica. Ognuna di queste forme aveva una dinamica espressiva interna tutta propria. Credo che il prodotto che si ottiene alla fine di un processo artistico crei dei rapporti diversi a seconda del mezzo utilizzato. Per questo motivo, quando ho scelto di raccontare gli esseri umani, ho dovuto per forza usare forme diverse per poter esplorare, nei limiti delle mie capacità, terreni diversi.</p>
<p><strong>S. M. </strong><em>Per “Artisti a Km 0”, che si è svolto al Museo Pecci, grazie ad una stretta collaborazione con Aparte, hai eseguito “Monologo tra due gemelli”: chi sono questi due gemelli?</em></p>
<p><strong>M. Ö. </strong>Questa è una domanda molto, molto difficile. Questi due gemelli sono io (ma quale &#8220;io&#8221;?) e tutto il resto, cioè il mondo, la vita e gli esseri umani. Io sono un grande ammiratore di un poeta turco che si chiama Enis Batur e il concetto di gemelli per anni è stato uno dei temi più significativi della sua poetica. Tale concetto mi ha dato la possibilità di parlare del rapporto fra l’originale e la sua copia, la sua immagine, il suo riflesso, il suo identico, il suo doppio, il suo pseudonimo eccetera. Ovviamente mi interessava parecchio discutere il nostro rapporto con l’altro in questi termini.</p>
<p><strong>S. M.</strong> <em>Assistendo alla performance si evince un forte dualismo, tra lirismo (con la proiezione di una tua poesia) ed azione fisica, ferina e letale per la tua opera o tra esperienza individuale che trova legittimazione in quella collettiva; sono le due facce dei “gemelli” Murat Önol?</em></p>
<p><strong>M. Ö.</strong> Io penso di sì, anzi, probabilmente sono solo due delle tante facce dei gemelli. Penso però che questo valga per ognuno di noi. Non posso comunque negare che ci sia un certo grado di violenza nelle mie opere. Questa violenza nasce anche dal fatto che, come diceva il poeta turco Ece Ayhan, “per essere civili, innanzitutto bisogna spogliarsi”, e spogliarsi davanti a tutti è un atto abbastanza violento perché si tratta di distruggere la propria struttura mentale per poi ricostruirla. Io voglio un mondo ricco di persone civili e di civiltà. Questo desiderio è la mia politica, la mia arte, la mia vita. È questa la ricchezza che desidero.</p>
<p><strong>S. M.</strong> <em>Durante l’azione si respirava un’aria di misticismo e sacralità: qual è il tuo rapporto con queste due tematiche ed hai una figura di riferimento?</em></p>
<p><strong>M. Ö.</strong> Quest’aria di misticismo e di sacralità nasce dal mio amore e dal mio odio. In ogni mia opera c’è un diverso equilibrio fra questi due elementi e quest’aria mi aiuta a creare un rapporto più immediato e diretto con lo spettatore. Lo scopo dell’artista Murat Önol è che lo spettatore si avvicini alla sua opera sia con amore che con odio, anche se la persona Murat Önol preferisce gli spettatori  desacralizzanti. In questo caso, ho tante figure di riferimento fra i Sufi dell’Anatolia, ma se proprio devo citarne una in particolare, posso parlare dello sceicco Bedreddin, un Sufi ottomano del XV secolo che ha scatenato una rivoluzione contro gli Ottomani dicendo: “Condividete tutto tranne le labbra della vostra amata”. L’idea della condivisione, secondo me, è una delle maggiori potenzialità dell’arte.</p>
<p><strong>S. M. </strong><em>Che ruolo hai desiderato ricoprire e quale hai sperato avessero i presenti all’evento? Ha soddisfatto le tue aspettative?</em></p>
<p><strong>M. Ö.</strong> Finché c’è qualcuno che mi ascolta o che viene a vedere il mio lavoro, io sono soddisfatto. Non desidero e non voglio ricoprire alcun ruolo. Voglio semplicemente essere. Come diceva il poeta Sufi Yunus Emre: “Non pensate che sia un pazzo. Nel giardino dell’amicizia, sono un usignolo”.</p>
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		<title>Dependency di Giovanni Presutti alla Galleria Lato</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 06:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto balò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il compito di accogliere il visitatore, all&#8217;ultima mostra di Giovanni Presutti alla Galleria Lato, spetta ad un&#8217;immagine rarefatta all&#8217;interno della quale si intuisce la sagoma di una figura immersa nella nebbia: la luce di una sigaretta accesa, un punto arancione al centro dell&#8217;immagine, cattura lo sguardo, lo concentra su di sé. Il fumo e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_16668" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/11/dependency.jpg"><img class="size-full wp-image-16668" title="dependency" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/11/dependency.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Dependency - Giovanni Presutti</p></div>
<p>Il compito di accogliere il visitatore, all&#8217;ultima mostra di <strong>Giovanni Presutti</strong> alla <strong>Galleria Lato</strong>, spetta ad un&#8217;immagine rarefatta all&#8217;interno della quale si intuisce la sagoma di una figura immersa nella nebbia: la luce di una sigaretta accesa, un punto arancione al centro dell&#8217;immagine, cattura lo sguardo, lo concentra su di sé. Il fumo e la nebbia si impadroniscono del soggetto, lo avvolgono, lo cancellano: ciò che rimane è la dipendenza. <em> </em></p>
<p><strong><em>Dependency </em></strong>è il titolo della opere fotografiche, un work in progress sulle dipendenze, che Presutti mette letteralmente in scena sulle pareti della galleria. Le altre fotografie del progetto sono il contrario formale, ma non sostanziale, di quella che ci accoglie. La dipendenza si fa visibilissima, occupa l&#8217;intero spazio e se ne può intuire la grandezza che continua al di fuori dei limiti della carta fotografica. I vinili del collezionista continuano a sinistra e a destra dell&#8217;immagine prolungando idealmente il mobile che li contiene, dilagano anche verso il basso: il pavimento ne è cosparso. Il volto stesso del collezionista viene sostituito dalla copertina di <a href="http://colonyofslippermen.wordpress.com/2009/09/15/i-migliori-dischi-di-rock-progressivo-degli-ultimi-30-anni-1969-1979/"><em>In The Court of the Crimson King</em></a> dei King Crimson: la faccia distorta dalla paura, la bocca aperta in una smorfia e un urlo forse soffocato, metafora terrorizzante della dipendenza che invade l&#8217;essere, lo ricopre fino a quasi farlo scomparire.</p>
<p>Il volto scompare da tutte le foto, come in un porno amatoriale, spesso coperto da una maschera o da una borsa o da una mano o dai capelli: l&#8217;individualità del soggetto non esiste più, ormai schiacciata dalla dipendenza. Il collezionista di libri è piegato sulla scrivania, quasi schiacciato dalla mole dei volumi che ricoprono interamente le pareti del suo studio. Il volto del dipendente tecnologico è diventato un&#8217;i-pad che mostra un cartone animato. In un&#8217;altra foto i libri sono sovrapposti come mattoni in modo da creare  una parete dalla quale sporgono solo due mani, quelle di un prigioniero  appoggiato alle sbarre della sua cella: il corpo è nascosto, inghiottito dalla carta. Nella foto della donna nella vasca da bagno con bottiglia di Campari il  corpo si diluisce nel liquido rosso, un cocktail di alcool e sangue, in cui è immersa. In un&#8217;altra  ancora il bambino nel suo seggiolotto si confonde tra i peluche, perde consistenza umana per diventare pupazzo tra i pupazzi: una Minnie, un Topolino, un drago e una televisione guardano verso l&#8217;obiettivo, sorridenti, felici, quasi vivi.</p>
<p>La ricerca della <strong>simmetria</strong> ricorre in molte immagini a sottolineare questa scissione patologica dell&#8217;essere in due parti distinte, uguali e contrarie. I due anziani coniugi seduti di spalle in salotto, muniti di cuffie, guardano ognuno la propria televisione. I due gatti-statua della dipendente da felini (diventata gatto anch&#8217;essa) segnano un confine, un limite, ognuno forse a guardia delle due porte che si trovano a destra e sinistra del soggetto.</p>
<p>L&#8217;occhio del fotografo riesce a stare sul filo, tra l&#8217;ironia e il drammatico. Presutti riesce in questo perché le immagini di <em>Dependency </em>sono estremamente studiate, costruite nei dettagli: a monte c&#8217;è l&#8217;idea, a valle la realizzazione, in mezzo l&#8217;arte. La fotografia di Presutti non è mai &#8220;occasione&#8221;, ma progetto. È Presutti che ordina il mondo, non il contrario.</p>
<p>La mostra resta aperta fino al <strong>19 novembre 2011</strong> presso la <a href="http://www.lato.co.it/">Galleria Lato</a>, in Piazza San Marco 13 a <strong>Prato</strong>. La serie <em>Dependency </em>è visibile anche sul <a href="http://www.giovannipresutti.com">sito</a> di Giovanni Presutti insieme ad altri suoi progetti e alla biografia.</p>
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I Tarocchi di Francesco Clemente agli Uffizi: <a href="../2011/09/27/i-tarocchi-francesco-clemente-uffizi-trionfi-e-%E2%80%9Cminchiate-fiorentine%E2%80%9D/">tra Trionfi e “Minchiate fiorentine”</a>.</p>
<p><a href="http://www.adg.it/">Accademia del Giglio</a>, italiano, arte e cultura a Firenze: adg.assistance@gmail.com</p>
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		<title>Incontri contemporanei al Museo Pecci di Prato</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 12:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>silvia mordini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte/Art]]></category>
		<category><![CDATA[mostre/exhibitions]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana/Tuscany]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Centro per l&#8217;Arte Contemporanea Luigi Pecci apre le porte ad una serie di incontri con una selezione di giovani artisti attivi sul territorio di Prato e provincia. È un&#8217;iniziativa estremamente informale che tenta di creare interessanti finestre su alcune delle esperienze più accattivanti del panorama cittadino; verrà messo a disposizione lo spazio dell’Auditorium, dove ogni artista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://www.c-lune.com/index?domain=labinf&amp;nodes=html-test&amp;h=69643d343538313034362666696c656e616d653d355f70656363692e6a7067" alt="" width="266" height="191" />Il <a href="http://www.centropecci.it/">Centro per l&#8217;Arte Contemporanea Luigi Pecci</a> apre le porte ad una serie di incontri con una selezione di giovani artisti attivi sul territorio di Prato e provincia.</p>
<p>È un&#8217;iniziativa estremamente informale che tenta di creare interessanti finestre su alcune delle esperienze più accattivanti del panorama cittadino; verrà messo a disposizione lo spazio dell’Auditorium, dove ogni artista potrà presentarsi ed illustrare il proprio percorso creativo in piena libertà, avvalendosi di uno showreel con le proprie opere, se opportuno.</p>
<p>Gli incontri si terranno alle 21:00 secondo il seguente calendario:</p>
<p>Martedì 25 ottobre 2011 &#8211; <a href="http://muratonol.com/">Murat Önol</a>;</p>
<p>Giovedì 3 novembre 2011 – <a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=1466809606#!/profile.php?id=100002342226066">Duccio Mantellassi</a>;</p>
<p>Giovedì 17 novembre 2011 – <a href="http://www.beatricegallori.it/">Beatrice Gallori</a>;</p>
<p>Giovedì 1 dicembre 2011 – <a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=1466809606#!/profile.php?id=100001849035614">Ivano Cappelli</a>.</p>
<p>Questa è la prima selezione: con l’inizio del nuovo anno verranno presentati altri quattro nominativi.</p>
<p>Un&#8217;opportunità per conoscere ed apprezzare il mondo dell&#8217;arte contemporanea, popolato di persone che, pur condividendo la nostra stessa realtà cittadina, ci offrono le loro &#8220;lenti&#8221; per vederla con occhi nuovi.
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		<title>Un dolce per l&#8217;autunno: il castagnaccio</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 06:57:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cecilia pontenani</dc:creator>
				<category><![CDATA[cucina/food]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana/Tuscany]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Dolce tipico del periodo autunnale, ha un procedimento estremamente facile che non può prescindere, però, dalla scelta degli ingredienti che devono essere di prima qualità. In particolare la farina di castagne, cioè l&#8217;ingrediente principale, sarebbe bene se provenisse dalle montagne della nostra Toscana (un po&#8217; di campanilismo, giustificato dalla bontà del prodotto&#8230;). Così è come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/10/castagne-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-16203" title="castagne (1)" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/10/castagne-1.jpg" alt="" width="216" height="162" /></a>Dolce tipico del periodo autunnale, ha un procedimento estremamente facile che non può prescindere, però, dalla scelta degli ingredienti che devono essere di prima qualità. In particolare la farina di castagne, cioè l&#8217;ingrediente principale, sarebbe bene se provenisse dalle montagne della nostra Toscana (un po&#8217; di campanilismo, giustificato dalla bontà del prodotto&#8230;).</p>
<p>Così è come viene preparato in casa mia: per un castagnaccio sufficiente per quattro persone che non vogliono abbuffarsi, occorrono 180 grammi di farina di castagne, 1 cucchiaio di zucchero, acqua quanto basta (più o meno 3 dl), un cucchiaio abbondante di olio di oliva, un pizzico di sale, qualche aghetto (fogliolina) di rosmarino e una bella manciata di pinoli sgusciati. Procedete in questo modo: setacciate la farina e stemperatela con l&#8217;acqua fino ad ottenere una pastella abbastanza liquida e senza grumi; aggiungete l&#8217;olio, il pizzico di sale e lo zucchero; ungete leggermente una pirofila dalla tipica forma rettangolare con un po&#8217; di olio e spolverizzatela di farina di castagne; distribuitevi il composto in modo che il castagnaccio non risulti più alto di un dito; cospargete di pinoli in quantità e magari anche con qualche aghetto di rosmarino; fate un ghirigoro sulla<a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/10/pinoli.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-16200" title="pinoli" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/10/pinoli.jpg" alt="" width="180" height="126" /></a>superficie con un filo d&#8217;olio e infornate, in forno caldo, per 30/40 minuti, fino a quando la superficie del castagnaccio non si sarà scurita e presenterà delle screpolature. Ci sono varianti, non adottate però nella mia famiglia, che prevedono di aggiungere al composto dell&#8217;uvetta precedentemente ammollata in acqua, o dei gherigli di noce insieme ai pinoli, o ancora di unire un po&#8217; di scorzetta d&#8217;arancia: come si vede, ognuno ha il suo metodo, compreso anche l&#8217;accompagnamento che può prevedere solo un bicchierino di vino dolce come il Vin Santo, o addirittura della ricotta.</p>
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Videocomprensione: <a href="http://www.adgblog.it/2011/09/23/videocomprensione-italiano-con-la-dieta-sana/">italiano con la dieta sana</a>.<br />
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<a href="../2011/06/06/2011/05/27/un-po-di-verdura/">Un po’ di verdure, due ricette e gli articoli determinativi</a>.</p>
<p>Per aiuto e assistenza contattate gli insegnanti dell’<a href="http://www.adg.it/">Accademia del Giglio</a>, italiano, arte e cultura a Firenze: adg.assistance@gmail.com
<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.adgblog.it%2F2011%2F10%2F08%2Fun-dolce-per-linverno-il-castagnaccio%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=recommend&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
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		<title>Civiltà del castagno</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 06:54:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cecilia pontenani</dc:creator>
				<category><![CDATA[generico]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana/Tuscany]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>

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		<description><![CDATA[È arrivato l&#8217;autunno e con esso il tempo delle castagne. &#8220;Albero del pane&#8221;, così viene chiamato nella tradizione popolare il maestoso albero del castagno, che adorna in Toscana i rilievi dalla Lunigiana, la montagna pistoiese, la Garfagnana e il Mugello, fino al Monte Amiata. Questa denominazione calza perfettamente ad una pianta che storicamente, fin dai tempi più remoti, durante i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/10/Castagno-Miraglia-foreste-casentinesi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-16158" title="Castagno Miraglia foreste casentinesi" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2011/10/Castagno-Miraglia-foreste-casentinesi.jpg" alt="" width="243" height="364" /></a>È arrivato l&#8217;autunno e con esso il tempo delle castagne. &#8220;Albero del pane&#8221;, così viene chiamato nella tradizione popolare il maestoso albero del castagno, che adorna in Toscana i rilievi dalla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lunigiana">Lunigiana</a>, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Montagna_pistoiese">montagna pistoiese</a>, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Garfagnana">Garfagnana</a> e il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mugello">Mugello</a>, fino al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Amiata">Monte Amiata</a>. Questa denominazione calza perfettamente ad una pianta che storicamente, fin dai tempi più remoti, durante i lunghi inverni ha fornito il nutrimento base alle povere genti che abitavano quei luoghi inospitali. Di <strong>civiltà del castagno</strong> si parla quando si rammentano la raccolta e l&#8217;utilizzo non solo dei frutti dell&#8217;albero, ma di tutta la pianta. Il tronco fornisce materiale per costruzioni e arredi solido e duraturo, e legna da ardere; i frutti, cioè la castagna o il marrone, oltre ad essere buoni consumati già di per sé bolliti (le <em>ballotte</em>) o arrostiti sul fuoco (le <em>bruciate</em>), fatti seccare e poi macinati danno la farina tipica per la preparazione di molte ricette tradizionali, come la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Polenta_dolce">polenta dolce</a> che sostituiva il pane come alimento base, il <a href="http://www.adgblog.it/2011/10/08/un-dolce-per-linverno-il-castagnaccio/">castagnaccio</a> e i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Necci">necci</a>. Né va dimenticato l&#8217;uso della pianta nella farmacopea officinale, a cominciare dal miele che possiede proprietà medicinali contro la tosse. O ancora la corteccia, da cui si estrae il tannino impiegato nella concia delle pelli.</div>
<div>La raccolta delle castagne, la loro essiccazione nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Metato">metato</a> o seccatoio e, infine, la macinazione, erano operazioni stagionali collettive che vedevano riunirsi intere famiglie, i cui componenti potevano finalmente ritrovarsi dopo tanto tempo, tempo speso a lavorare duramente lontano da casa: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Policarpo_Petrocchi">Policarpo Petrocchi</a>, che fu anche narratore della montagna pistoiese, raccontava a proposito della preparazione dei necci che &#8220;<em>fra gli abitanti della montagna, posseditori di qualche selva di castagni, è usanza in estate di far provvista di foglie di questi alberi, perché quando, per annuo cibo, con pura acqua ne sciolgano la farina di essi, e la facciano cuocere fra due testi roventi, possano con quelle foglie coprir d’ogni lato quel dolce impasto, che chiaman neccio, e temperarne il calore della cottura. Per lo che il padrone, armatosi del suo pennato, se ne va al castagneto, vi taglia quei rami che gli sembrano superflui e spogli al tutto di cardi, e, fattone un fascio, li trasporta alla casa, e li depone in mezzo al solaio, dove torno torno stanno seduti quelli di famiglia, e i vicini chiamativi per aiuto. Ivi ciascun da que’ rami sì freschi fa di spiccare a una a una le foglie; ne forma un mazzetto, e di mano in mano lo lega con teneri vincigli; mentre altri que’ mazzetti collega a corona per appenderli nel metato, e serbarli al bisogno. Suol esser questa una delle loro più allegre faccende</em><em>; perocché a quel tempo son già tornati tutti gli uomini di maremma; e, più che una fatica, potrebbe dirsi un passatempo da veglia.</em>&#8220;</div>
<div>Al castagno non potevano non essere dedicate opere di letterati famosi, che lo onorano in prosa o in versi: ecco, per esempio, una poesia di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Pascoli">Giovanni Pascoli</a>, dalla raccolta <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Myricae"><em>Myricae</em> </a>del 1891, sezione <em>Alberi e fiori</em>. Intitolata <strong>Il castagno</strong> è dedicata a Francesco Pellegrini, amico e revisore del poeta. Ne riportiamo solo la parte finale, lasciando ai lettori che lo desiderino di leggerla tutta <a href="http://it.wikisource.org/wiki/Myricae/Alberi_e_fiori/IX_Il_castagno">qui</a>.</div>
<div id="_mcePaste">III</div>
<div id="_mcePaste">Per te i tuguri sentono il tumulto</div>
<div id="_mcePaste">or del paiolo che inquïeto oscilla;</div>
<div id="_mcePaste">per te la fiamma sotto quel singulto</div>
<div id="_mcePaste">crepita e brilla:</div>
<div id="_mcePaste">tu, pio castagno, solo tu, l&#8217;assai</div>
<div id="_mcePaste">doni al villano che non ha che il sole;</div>
<div id="_mcePaste">tu solo il chicco, il buon di più, tu dai</div>
<div id="_mcePaste">alla sua prole;</div>
<div id="_mcePaste">ha da te la sua bruna vaccherella</div>
<div id="_mcePaste">tiepido il letto e non desìa la stoppia;</div>
<div id="_mcePaste">ha da te l&#8217;avo tremulo la bella</div>
<div id="_mcePaste">fiamma che scoppia.</div>
<div id="_mcePaste">Scoppia con gioia stridula la scorza</div>
<div id="_mcePaste">de&#8217; rami tuoi, co&#8217; frutti tuoi la grata</div>
<div id="_mcePaste">pentola brontola. Il vento fa forza</div>
<div id="_mcePaste">nell&#8217;impannata.</div>
<div id="_mcePaste">Nevica su le candide montagne,</div>
<div id="_mcePaste">nevica ancora. Lieto è l&#8217;avo, e breve</div>
<div id="_mcePaste">augura, e dice: Tante più castagne,</div>
<div id="_mcePaste">quanta più neve.</div>
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