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	<title>Adgblog &#187; festival</title>
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	<description>The official blog of Accademia Del Giglio: Italian language courses and Art school in Florence, Italy.</description>
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		<title>Mostra del cinema, Venezia 67: il programma 2010</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 06:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto balò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Italia/Italy]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>

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		<description><![CDATA[Si terrà dal 1 all&#8217; 11 settembre 2010 la 67a Mostra Internazionale dell&#8217;Arte Cinematografica di Venezia. Direttore della mostra è anche quest&#8217;anno Marco Müller, mentre la giuria sarà presieduta da Quentin Tarantino. Il Leone d&#8217;oro alla carriera sarà assegnato quest&#8217;anno a John Woo, grande rinnovatore del cinema d&#8217;azione: per l&#8217;occasione verrà proiettato Jianyu (Reign of [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2010/07/leone.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10744" title="leone" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2010/07/leone.jpg" alt="" width="173" height="132" /></a>Si terrà <strong>dal 1 all&#8217; 11 settembre 2010</strong> la <strong>67a Mostra Internazionale dell&#8217;Arte Cinematografica di Venezia</strong>. Direttore della mostra è anche quest&#8217;anno <a href="http://www.labiennale.org/it/cinema/direttore/">Marco Müller</a>, mentre la giuria sarà presieduta da Quentin Tarantino. Il Leone d&#8217;oro alla carriera sarà assegnato quest&#8217;anno a John Woo, grande rinnovatore del cinema d&#8217;azione: per l&#8217;occasione verrà proiettato <em>Jianyu (Reign of assassins)</em>.</p>
<p>La <a href="http://www.labiennale.org/it/cinema/mostra/film/">selezione</a> di quest&#8217;anno, ricca e succulenta come sempre negli ultimi anni, è stata forse più vicina del solito alla cinematografia italiana e vedrà la presenza di alcuni importanti registi che negli ultimi anni sono andati sempre più affermandosi sia nei gusti del pubblico che nel favore della critica: tra questi Saverio Costanzo che porta al cinema il romanzo best-seller nostrano <em>La solitudine dei numeri primi</em> di Paolo Giordano; Mario Martone presenterà <em>Noi credevamo</em>; Carlo Mazzacurati con <em>La passione</em>; e infine ci sarà l&#8217;esordio dietro la macchina da presa di Ascanio Celestini con <em>La pecora nera</em>, lungometraggio sulla vita negli ospedali psichiatrici. Tra le opere <a href="http://www.labiennale.org/it/cinema/mostra/film/sel-uff/fuori-concorso/">fuori concorso</a> c&#8217;è da segnalare la presenza del maestro Marco Bellocchio con il film <em>Sorelle mai</em> e <em>1960</em> di Gabriele Salvatores.</p>
<p>Ma il programma di Müller è molto ricco anche per quanto riguarda gli autori stranieri tra cui troviamo grandi registi giapponesi come Takashi Miike con <em>Jusan-Nin Nu Shikaku (13 assassins)</em> o Anh Hung Tran che presenterà la sua adattazione cinematografica di <em>Norvegian Wood,</em> il più famoso romanzo di Murakami Haruki. Curiosità e attesa anche per il film di apertura <em>Black Swan</em> di Darren Aronofsky (vincitore del leone d&#8217;oro numero 65), un thriller psicologico ambientato nel mondo del balletto newyorkese con protagonista Natalie Portman.</p>
<p>Da tenere d&#8217;occhio anche la sezione <a href="http://www.labiennale.org/it/cinema/mostra/film/sel-uff/orizzonti/">Orizzonti</a> sulle nuove correnti del cinema mondiale (tra cui <em>La Belle endormie</em> di Catherine Breillat) e <a href="http://www.labiennale.org/it/cinema/mostra/film/sel-uff/controcampo-italiano/">Controcampo italiano</a> la sezione dedicata alle nuove linee di tendenza del nostro cinema.</p>
<p>La sezione di <a href="http://www.labiennale.org/it/cinema/mostra/film/sel-uff/1937-1988/">retrospettiva</a> del cinema italiano è dedicata quest&#8217;anno alla comicità, per cui sarà possibile (ri)vedere pellicole storiche come <em>La lepre e la tartaruga</em> di Alessandro Blasetti con Monica Vitti, <em>Non ti pago!</em> di Carlo Ludovico Bragaglia interpretato da Eduardo e Peppino De Filippo e <em>Guardie e ladri</em> di Monicelli-Steno, ma anche film comici di &#8220;serie B&#8221;, veri e propri cult ormai entrati nel nostro immaginario collettivo nazionale (e popolare), quali <em>Fracchia la belva umana</em> di Neri Parenti e addirittura un primo Abatantuono con <em>Eccezzziunale&#8230; veramente</em> diretto da Carlo Vanzina.</p>
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		<title>Ottavo Festival del Cinema Coreano a Firenze, 12-20 marzo 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 07:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>adg</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal 12 al 20 marzo si svolgerà a Firenze l’ottava edizione del Florence Korea Film Fest, la rassegna internazionale di cinematografia sud coreana. Il Festival comprende circa 30 film (gran parte dei quali prime visioni italiane ed europee) e si suddivide in varie sezioni:
Retrospettiva su Hur Jin-ho: un omaggio ad uno dei più celebri registi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2010/03/coreafilmfest.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9103" title="coreafilmfest" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2010/03/coreafilmfest.jpg" alt="" width="165" height="229" /></a>Dal <strong>12 al 20 marzo</strong> si svolgerà a Firenze l’ottava edizione del <strong>Florence Korea Film Fest</strong>, la rassegna internazionale di cinematografia sud coreana. Il Festival comprende circa 30 film (gran parte dei quali prime visioni italiane ed europee) e si suddivide in varie sezioni:</p>
<p>Retrospettiva su <a href="http://www.cinemacoreano.it/registi/hur_jin_ho.htm"><strong>Hur Jin-ho</strong></a>: un omaggio ad uno dei più celebri registi coreani, che sarà presente a Firenze e del quale verranno presentati tutti i suoi sei film (mai distribuiti in Italia), il cui genere è prevalentemente romantico-drammatico.</p>
<p><strong>K-Horror</strong> – In questa sezione verrano proposti sette film dell’orrore di vari autori, tra cui <a href="http://www.cinemacoreano.it/registi/park_ki_hyung.htm"><strong>Park ki-hyung</strong></a>, presente al Festival, il primo regista che ha ambientato i film horror nelle scuole per denunciare il clima di violenza socio-fisico-psicologica che si respira in molti contesti adolescenziali coreani. Nell’ambito della sezione sarà ospite d’onore del Festival il maestro del cinema horror <a href="http://www.darioargento.it/"><strong>Dario Argento</strong></a>, protagonista di una tavola rotonda moderata dai curatori del catalogo, i critici cinematografici Pier Maria Bocchi e Marco Luceri.</p>
<p><strong>Orizzonti coreani</strong> &#8211; Sezione competitiva, presenterà sette capolavori della cinematografia coreana contemporanea. Tra questi l’anteprima italiana <em>Mother</em> di <a href="http://www.cinemacoreano.it/registi/bong_joon_ho.htm">Bong Joon-ho</a> sulla misteriosa storia di una donna che vive sola con l&#8217;unico figlio, un giovane timido, asociale e disturbato che trascorre il tempo chiuso in casa e che un giorno sarà accusato di omicidio. Di grande richiamo anche <em>Sunny</em> di Lee Joon-ik, drammatico racconto sulla guerra in Vietnam e <em>My dear Enemy</em> di Lee Yoon-ki, film sentimentale ispirato ad un racconto dello scrittore giapponese Azuko Taira.</p>
<p><strong>Independent Korea</strong> &#8211; Anche questa sezione competitiva, offrirà al pubblico alcune delle migliori pellicole recenti di registi indipendenti, tra cui <em>Fly Penguin</em> di Yim Soon-rye,  e <em>Sister on the road</em> di Bu Ji-young.</p>
<p>Inoltre il 20 marzo, presso Ex3 – Quarter, viale Giannotti 81, ci sarà il concerto della celebre Pop Band coreana <a href="http://loveholics.co.kr/"><strong>Loveholics</strong></a>. Al termine del concerto si terrà il <strong>K-Party</strong> (Korean Film Party), notte di festa con contaminazioni sonore di DJ coreani e italiani.</p>
<p>Il <a href="http://www.koreafilmfest.com/index.php/it/programma-2010">programma</a> dettagliato delle proiezioni scaricabile in PDF si visibile sul <a href="http://www.koreafilmfest.com/">sito</a> ufficiale del festival insieme ai <a href="http://www.koreafilmfest.com/index.php/it/info-citta/prezzi">prezzi</a> dei biglietti e degli abbonamenti.</p>
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		<title>Rassegna di cinema giapponese a Firenze dal 27 al 30 novembre 2009</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 07:01:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>adg</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si terrà a Firenze nella chiesa di Santo Stefano al Ponte, dal 27 al 30 novembre 2009, in occasione della Festa della Toscana 2009, la prima rassegna di cinema giapponese contemporaneo a cura dell&#8217;Associazione Culturale Giapponese Tokaghe.
Il mutare della società provoca da sempre un divenire costante di quell’apparato di usi, pratiche e arti su cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7255" title="festival_giapponese" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2009/11/festival_giapponese.jpg" alt="festival_giapponese" width="157" height="224" />Si terrà a <strong>Firenze</strong> nella chiesa di <a href="http://maps.google.it/maps/place?hl=it&amp;client=firefox-a&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;hs=zjB&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;q=santo+stefano+al+ponte+firenze&amp;fb=1&amp;gl=it&amp;hq=santo+stefano+al+ponte&amp;hnear=firenze&amp;cid=9409010984804125173">Santo Stefano al Ponte</a>, dal <strong>27 al 30 novembre 2009</strong>, in occasione della <a href="http://www.consiglio.regione.toscana.it/news-ed-eventi/festa-della-toscana/festa-toscana-2009/programma.asp">Festa della Toscana 2009</a>, la prima rassegna di <strong>cinema giapponese contemporaneo</strong> a cura dell&#8217;<a href="http://www.tokaghe.com/">Associazione Culturale Giapponese Tokaghe</a>.</p>
<p><em>Il mutare della società provoca da sempre un divenire costante di quell’apparato di usi, pratiche e arti su cui la società stessa si fonda: ciò che è attuale rapidamente viene abbandonato oppure cristallizzato nella sfera della “tradizione”.</p>
<p>Il rapporto e l’interscambio tra società contemporanea e tradizione varia da paese a paese, da cultura a cultura: in Giappone la tradizione e il progresso moderno sono i due pilastri fondamentali su cui si fonda la vita culturale, artistica, economica, architettonica, ed anche gastronomica dell’intero paese.</p>
<p>Lo sviluppo tecnologico e la pratica di arti antiche sono due binari paralleli che percorrono la società giapponese contemporanea, e che apparentemente sembrano non incontrarsi mai: da un lato gli artigiani, dall’altro gli sviluppatori di innovazioni tecnologiche avanzate.<br />
Un’analisi semplice e semplicistica che forse poco tiene di conto la capacità intrinseca che queste due realtà hanno di dialogare l’una con l’altra.</p>
<p>Il cinema, arte e allo stesso tempo “mestiere”, fondato sulle innovazioni della tecnologia audiovisiva, ma spesso creato da veri e propri artigiani dell’immagine, è per noi specchio di questa duplice e ambivalente realtà.<br />
La scelta dei film della rassegna tenta infatti da un lato di identificare alcune tra le più conosciute arti tradizionali, insieme alla ricerca tecnologica su cui il Giappone lavora costantemente, dall’altro di mettere in luce l’influenza e il rapporto che essi hanno nella vita sociale e nella coscienza delle persone.</p>
<p>In particolar modo attraverso le opere di alcuni tra i registi più importanti del cinema giapponese contemporaneo è possibile leggere non solo l’impatto che ogni “arte” ha nel particolare contesto sociale e culturale che il film dipinge, ma soprattutto l’influenza che esse hanno nelle scelte di vita, nel confronto con il proprio essere dei singoli personaggi.</p>
<p>Il festival, che si iscriverà nei sempre più frequenti rapporti e scambi tra la Toscana e il Giappone, avrà la durata di quattro giorni e si svolgerà a Firenze in collaborazione tra Tokaghe, “Vieusseux Asia” del Gabinetto Vieusseux, Mirai, con il patrocinato dell’Ambasciata del Giappone.</p>
<p>Il Festival anticiperà l’esposizione “Japan Expo in Toscana” in progettazione per l’autunno 2010, sempre dedicata ai rapporti tra arti tradizionali e innovazione nei vari aspetti della vita.</em></p>
<p>Il <a href="http://www.rassegnagiappone.com/film.php">programma</a> del festival si trova sul <a href="http://www.rassegnagiappone.com">sito ufficiale</a>: tutti i film sono in lingua originale con i sottotitoli e ad <strong>ingresso gratuito</strong>. Per gli eventi collaterali si può visitare <a href="http://www.rassegnagiappone.com/eventi.php">questa pagina</a>. L&#8217;Associazione Tokaghe si trova anche su Facebook: <a href="http://www.facebook.com/pages/Associazione-Culturale-Giapponese-Tokaghe/39326849322">fan page</a>, e <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=177662233747#/group.php?gid=168364918197&amp;ref=mf">festival</a>.</p>
<p><strong></strong></p>
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		<title>XI Festival Giapponese a Firenze</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 06:18:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>adg</dc:creator>
				<category><![CDATA[Firenze/Florence]]></category>
		<category><![CDATA[Giapponese]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;associazione Lailac, fondata nel 1999 da un gruppo di amici giapponesi ed italiani, è  un&#8217;associazione nata con lo scopo di diffondere la cultura giapponese in Italia e di perseguire finalita&#8217; di scambio culturale. Durante l&#8217;anno organizza corsi di lingua, di arti giapponesi come la scrittura shodo, corsi di ikebana, di massaggio shiatsu, cucina e cerimonia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-7037" title="festival_giapponese_2009" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2009/10/festival_giapponese_2009-231x300.jpg" alt="festival_giapponese_2009" width="231" height="300" />L&#8217;associazione <strong>Lailac</strong>, fondata nel 1999 da un gruppo di amici giapponesi ed italiani, è  un&#8217;associazione nata con lo scopo di diffondere la cultura giapponese in Italia e di perseguire finalita&#8217; di scambio culturale. Durante l&#8217;anno organizza corsi di lingua, di arti giapponesi come la scrittura shodo, corsi di ikebana, di massaggio shiatsu, cucina e cerimonia del tè.</p>
<p>L&#8217;appuntamento più importante dell&#8217;anno però è il Festival Giapponese, in cui italiani e giapponesi si incontrano per avvicinarsi a vicenda nel mondo della cultura e delle arti del Giappone. Quest&#8217;anno il festival si terrà presso la <strong>Limonaia di Villa Strozzi</strong>, in via Pisana 77 a Firenze, <strong>dal 20 al 22 novembre 2009</strong>. Sarà una tre giorni, dalle 11 alle 19, ad ingresso gratuito, di eventi che riguardano il mondo del Giappone e dei suoi abitanti.</p>
<p>Il <a href="http://www.lailac.it/festinfo.html">programma</a>, che trovate sul <a href="http://www.lailac.it/">sito ufficiale</a> dell&#8217;associazione, prevede dimostrazioni di danza, di maschere Noh e di vestizione del kimono. Ci saranno anche canzoni giapponesi eseguite dal baritono Yasuthoshi Hosokawa e i cosiddetti angoli ludici dove si potrà provare l&#8217;arte del Fusahimo ovvero l&#8217;antica arte della passamaneria, la pittura su seta del kimono e l&#8217;origami. Ci saranno anche dimostrazioni di arti marziali (Aikido, Kendo e Judo), una mostra di bonsai e non mancheranno naturalmente degustazioni di cucina giapponese.</p>
<p>La storia del festival si può leggere <a href="http://lailac.forumattivo.com/eventi-f20/la-storia-del-ns-festival-giapponese-t48.htm">qui</a>, mentre su Facebook si trova il <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=54999549809&amp;ref=share">gruppo</a> della Lailac e la pagina relativa all&#8217;<a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=141605296656">evento</a>.</p>
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		<title>Venezia 65: brevi considerazioni finali</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 06:13:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra scarpino, rita santanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e volentieri pubblichiamo una breve considerazione finale sull&#8217;edizione 65 del festival di Venezia al quale le nostre collaboratrici Alessandra Scarpino e Rita Santanni hanno partecipato come inviate dell&#8217;Accademia del Giglio. Accompagniamo il commento con il trailer del film di Minoru Kawasaki presentato al Festival, che con un po&#8217; di ironia, crediamo che possa confermare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo una breve considerazione finale sull&#8217;edizione 65 del festival di Venezia al quale le nostre collaboratrici Alessandra Scarpino e Rita Santanni hanno partecipato come inviate dell&#8217;Accademia del Giglio. Accompagniamo il commento con il trailer del film d<span>i Minoru Kawasaki</span> presentato al Festival, che con un po&#8217; di ironia, crediamo che possa confermare il pensiero di Alessandra e Rita.</p>
<p><em>Come tradizione vuole, anche quest’anno la 65a mostra del cinema di Venezia si è chiusa lasciando la solita scia di consensi e disaccordi. Inutile polemizzare o tesserne le lodi, così come ci sembra inutile dare giudizi sul film che ha vinto, sicuramente ne avrete sentite già abbastanza. Inutile anche dire che il festival di Venezia resta una tra le manifestazioni mondiali più importanti per il cinema e che per gli spettatori italiani è una delle pochissime occasioni per vedere dei film che non saranno mai distribuiti nelle sale (ma anche nei videonoleggi!).<br />
Una cosa però ci ha colpito, un tema ricorrente in moltissimi film che abbiamo potuto vedere: molti tra i registi di quest’anno hanno raccontato le loro storie attraverso scenari desertici e immagini di guerra o violenza; guerra intesa come guerra tra i popoli o anche semplicemente all’interno di un nucleo familiare.<br />
Un tema non voluto, non esplicitato, ma che ha accompagnato tutta la mostra. Fa riflettere il fatto che così tanti autori abbiano voluto trasmettere allo spettatore, qualsiasi fosse la trama del film, una sensazione di deserto interiore e anche di inaridimento sociale.</em></p>
<p><a href="http://www.adgblog.it/2008/09/24/venezia-65-brevi-considerazioni-finali/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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		<title>&#8220;The Sky Crawlers&#8221; di Mamoru Oshii e &#8220;Il seme della discordia&#8221; di Pappi Corsicato</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 07:59:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra scarpino, rita santanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[film/movies]]></category>

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		<description><![CDATA[THE SKY CRAWLERS di Mamoru Oshii
 
In un mondo colmo di benessere e di pace gli uomini sono stati privati del loro più  oscuro e radicato desiderio di distruzione.  Due compagnie, la Rostock e la Lautern, interpretando i bisogni della popolazione, hanno ideato una guerra-spettacolo in modo da sublimare attraverso l’intrattenimento queste indomabili pulsioni.
I Kildren [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2008/09/skycrawlersposter.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2158" title="skycrawlersposter" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2008/09/skycrawlersposter-211x300.jpg" alt="the sky crawler" width="211" height="300" /></a><strong>THE SKY CRAWLERS di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mamoru_Oshii">Mamoru Oshii<br />
</a> </strong><br />
In un mondo colmo di benessere e di pace gli uomini sono stati privati del loro più  oscuro e radicato desiderio di distruzione.  Due compagnie, la Rostock e la Lautern, interpretando i bisogni della popolazione, hanno ideato una guerra-spettacolo in modo da sublimare attraverso l’intrattenimento queste indomabili pulsioni.<br />
I Kildren sono i piloti (geneticamente modificati in modo da restare eternamente bambini) creati dalle due compagnie al solo scopo di condurre all’infinito un conflitto sempre uguale a se stesso, che si ripeterà alternativamente con la vittoria dell‘uno o dell‘altro schieramento.<br />
Il film di animazione realizzato da Mamoru Oshii  è tratto da un romanzo di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hiroshi_Mori_(writer)">Hiroshi Mori</a>.<br />
I richiami alla società giapponese e a quella occidentale che, fiera della propria condizione di privilegio assiste passivamente  alla spettacolarizzazione del “male,” è evidente.<br />
Oshii sostiene di non essere del tutto certo che lo stato di benessere di cui godono i “paesi sviluppati” sia realmente un bene: l’animalità che fa parte dell’uomo troverà altre vie per esprimersi, forse più infime e celate, ma altrettanto brutali.<br />
Le affermazioni di Oshii, come qualcuno ha subito sospettato, non sono un elogio della guerra, ma una riflessione profonda sull’animo umano, un desiderio di  rompere il velo di falsità dietro il quale ci nascondiamo.<br />
Le magnifiche immagini che mescolano grafica 3D e sfondi bidimensionali, curate in ogni dettaglio, trasmettono una sensazione di immutabilità, di ripetitività, la stessa che provano i protagonisti costretti nel perpetuarsi di un&#8217;esistenza priva di crescita, rinnovamento, evoluzione. Un’unica speranza si può trovare  nelle  parole del protagonista, che scoprendo la verità su se stesso riesce a comunque a trovare un senso: “ma oggi è diverso da ieri e domani sarà diverso da oggi. Puoi sempre cambiare il versante della strada in cui cammini ogni giorno, anche se la strada è la stessa, puoi ancora vedere nuove cose”.</p>
<p><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2008/09/ilsemdelladiscordia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2161" title="ilsemedelladiscordia" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2008/09/ilsemdelladiscordia.jpg" alt="il seme della discordia" width="175" height="250" /></a><strong>IL SEME DELLA DISCORDIA di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pappi_Corsicato">Pappi Corsicato</a></strong></p>
<p>Il regista creando il personaggio di Veronica fa un’analisi accurata del mondo femminile, svelandone i desideri più impronunciabili e le paure più recondite, mettendo da parte il falso moralismo al quale siamo abituati a sottostare. Parla di una donna meravigliosamente bella e sensuale da far perdere la ragione, ma allo stesso tempo materna e sicura di sé, analizzando attraverso il suo personaggio anche il momento in cui viviamo. Circondandola di persone che rappresentano gli stereotipi della nostra società, ne dà  una versione divertente dove lo spettatore si ritrova a ridere di se stesso. Veronica è anche il simbolo di una crescita che l’essere umano può fare attraverso le esperienze della vita, negative o positive che siano.<br />
Pappi Corsicato usa come sempre il suo spiccato senso dell’ironia e il suo stile visionario per mostrarci sullo schermo una realtà alla quale preferiamo non credere, un mondo che preferiamo immaginare faccia parte solo delle fiction.<br />
L’autore scrive questo film ispirandosi liberamente ad un racconto dei primi dell’ottocento di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Heinrich_von_Kleist">Heinrich Von Kleist</a>: <em>La marchesa Von O</em>. Aveva già partecipato a Venezia nel 1995 con <em>I buchi neri</em>.</p>
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		<title>&#8220;Un altro pianeta&#8221; di Stefano Tummolini e &#8220;Gabbla (In land)&#8221; di Tariq Teguia</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 09:58:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra scarpino, rita santanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[UN ALTRO PIANETA di Stefano Tummolini
Stefano Tummolini nasce a Roma nel 1969, laureato in storia e critica del cinema presso l’Università La Sapienza di Roma, lavora come scrittore, traduttore e film-maker indipendente.
Ha realizzato vari cortometraggi: Un altro pianeta è il suo primo lungometraggio, scritto e realizzato insieme ad Antonio Merone, che è anche il protagonista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2008/09/unaltropianeta.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2163" title="unaltropianeta" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2008/09/unaltropianeta.jpg" alt="un altro pianeta" width="172" height="246" /></a><strong>UN ALTRO PIANETA di <a href="http://www.cinemaitaliano.info/personaggio.php?id=00006829">Stefano Tummolini</a></strong></p>
<p>Stefano Tummolini nasce a Roma nel 1969, laureato in storia e critica del cinema presso l’Università La Sapienza di Roma, lavora come scrittore, traduttore e film-maker indipendente.<br />
Ha realizzato vari cortometraggi: <strong>Un altro pianeta</strong> è il suo primo lungometraggio, scritto e realizzato insieme ad <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=120200">Antonio Merone</a>, che è anche il protagonista del film.<br />
Tummolini ci racconta che, quando ha iniziato a girare il film, aveva solo mille euro di budget e una settimana di tempo per le riprese: per questo motivo ha dovuto rinunciare a molte cose, ma alla fine l’impegno e la voglia di realizzare un progetto nel quale credevano ha avuto la meglio.<br />
Il film racconta la storia di Salvatore ( interpretato magistralmente da Antonio Merone ) che, in una normale mattina d’estate, osserva le dune che circondano il percorso che farà per andare sulla spiaggia dove trascorrerà tutta la sua giornata. Salvatore incontrerà qui un gruppo di persone che lo coinvolgeranno nelle loro vite e nelle loro storie e lo costringeranno suo malgrado a fare i conti con il suo passato e a ritrovare, forse, una nuova possibilità di vita.<br />
Attraverso i dialoghi brillanti e divertenti senza mai sfociare nel patetico o nel grottesco, questo film cattura subito l’attenzione di noi spettatori, che ci riconosciamo in almeno uno dei personaggi o, comunque, nella comune difficoltà di mostrarci subito per quello che siamo veramente, per cui indossiamo sempre una maschera la prima volta che incontriamo qualcuno.<br />
Anche se evidentemente fatto con pochi mezzi, non si può non capire l’intelligenza e la passione con la quale il film è stato realizzato e quindi non apprezzarne il risultato.</p>
<p><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2008/09/gabbla-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2164" title="gabbla-2" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2008/09/gabbla-2-300x149.jpg" alt="gabbla" width="300" height="149" /></a><strong>GABBLA (In land) di <a href="http://www.lemonde.fr/cinema/article/2008/04/15/tariq-teguia-en-algerie-il-y-a-une-volonte-de-se-faire-entendre-c-est-ca-que-j-ai-envie-de-filmer_1034414_3476.html">Tariq Teguia</a></strong></p>
<p>Malek è un topografo a cui viene commissionato un lavoro nell’ Algeria occidentale. Quando arriva sul luogo dove dovrà fare i rilievi, trova i segni del passaggio dei fondamentalisti che hanno decimato la squadra precedente. I pastori del luogo lo osservano e dopo poco vanno a chiedergli cosa stia facendo, alcuni di essi sono anche armati. Anche la polizia gli farà visita per un controllo e, dopo che quest&#8217; ultima se ne sarà andata, gli abitanti del villaggio lo inviteranno ad una festa improvvisata.<br />
Malek durante la notte sente sempre delle esplosioni: sono le mine lasciate dal passaggio della guerra nelle terre vicine. Una sera, tornando nella sua baracca, trova una ragazza africana che non vuole rivelare il suo nome, scampata alle mine mentre con un gruppo di  conterranei cercava di raggiungere la Spagna. Malek decide di aiutarla e di farle attraversare il confine attraverso il Marocco, ma l’unico desiderio della ragazza è tornare a casa, così gli mostra la strada tracciando con un dito sulla mappa un’interminabile diagonale da sud ad est: la strada per il Ciad.<br />
Il film parla del desiderio di un popolo ferito da una guerra passata inosservata di rinascere e trovare una via d’uscita ricominciando dalla propria terra. Lo fa attraverso il personaggio di Malek, un uomo colto ed introverso, che riuscirà ad imprimere nella mente degli spettatori la geografia di questi luoghi.<br />
Attraverso i paesaggi suggestivi e i volti intensi degli attori, Teguia racconta un’Algeria che vorrebbe trovare finalmente una nuova possibilità di vita in una democrazia ancora tutta da costruire.<br />
Tariq Teguia nasce nel 1966 ad Algeri dove studia arti visive e filosofia. Partecipa già a Venezia nel 2006 nella sezione <em>Orizzonti </em>con il suo primo lungometraggio <em>Roma wa la n’tauma</em>.</p>
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		<title>&#8220;The wrestler&#8221; di Darren Aronofsky</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 09:04:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra scarpino, rita santanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;The wrestler&#8221; di Darren Aronofsky
Randy Robinson è stato un campione di wrestling acclamato e amato dal pubblico. Dopo aver raggiunto l’apice della fama negli anni ‘80, continua a combattere solo per divertire i pochi  appassionati. Ormai troppo avanti con gli anni e ridotto quasi in povertà, Randy dovrà fare i conti con se stesso quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2008/09/thewrestler.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2165" title="thewrestler" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2008/09/thewrestler.jpg" alt="the wrestler" width="250" height="167" /></a><strong>&#8220;The wrestler&#8221; di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Darren_Aronofsky">Darren Aronofsky</a></strong></p>
<p>Randy Robinson è stato un campione di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wrestling">wrestling </a>acclamato e amato dal pubblico. Dopo aver raggiunto l’apice della fama negli anni ‘80, continua a combattere solo per divertire i pochi  appassionati. Ormai troppo avanti con gli anni e ridotto quasi in povertà, Randy dovrà fare i conti con se stesso quando al termine di un incontro un infarto lo costringerà a rinunciare alla sua passione. Proverà allora a cambiare vita cercando di riallacciare i rapporti con la figlia e iniziando una relazione con una spogliarellista, ma le cose non andranno come avrebbe voluto e il wrestler deciderà di tornare all’unico posto in cui si senta veramente amato: il ring. E’ quello il luogo che lo protegge dal dolore che può provocare il mondo esterno, un mondo che Randy non riesce a gestire.<br />
Interpretato magnificamente da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mickey_Rourke">Mickey Rourke</a> questo film vince la 65’ mostra di Venezia.<br />
Premio assolutamente  meritato per la superba interpretazione  dell’attore, sicuramente uno dei più bravi che l’America può vantare. Qualche polemica invece per la struttura del film, per la trama un po’ scontata. Forse qualcuno si aspettava che vincesse il film più meritevole sotto tutti i punti di vista.</p>
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		<title>Festival del cinema di Venezia: &#8220;Sut (milk)&#8221; di Semih Kapanoglu e &#8220;Vegas: based on a true story&#8221; di Amir Naderi</title>
		<link>http://www.adgblog.it/2008/09/05/festival-del-cinema-di-venezia-sut-milk-di-semih-kapanoglu-e-vegas-based-on-a-true-story-di-amir-naderi/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=festival-del-cinema-di-venezia-sut-milk-di-semih-kapanoglu-e-vegas-based-on-a-true-story-di-amir-naderi</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 06:22:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandra scarpino, rita santanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[film/movies]]></category>
		<category><![CDATA[registi/film directors]]></category>

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		<description><![CDATA[ &#8220;Sut (milk)&#8221; di Semih Kaplanoglu
SINOSSI:
In un piccolo villaggio della Turchia, il regista ci racconta  il cambiamento che sta avvenendo nel suo paese, attraverso il distacco di un figlio dalla madre. Un giovane turco che vive una vita fatta di routine aspira a diventare un poeta, ma rinuncia al suo sogno, con la perdita dell’innocenza, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2008/09/sutmilk.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2152" title="sut milk" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2008/09/sutmilk-300x292.jpg" alt="" width="158" height="154" /></a> <strong>&#8220;Sut (milk)&#8221; di <a title="semih kaplanoglu" href="http://www.bostonturkishfilmfestival.org/2006Festival/SemihKaplanoglu.jpg">Semih Kaplanoglu</a></strong></p>
<p>SINOSSI:<br />
In un piccolo villaggio della Turchia, il regista ci racconta  il cambiamento che sta avvenendo nel suo paese, attraverso il distacco di un figlio dalla madre. Un giovane turco che vive una vita fatta di routine aspira a diventare un poeta, ma rinuncia al suo sogno, con la perdita dell’innocenza, quando la madre, legandosi ad un altro uomo, taglia simbolicamente il cordone ombelicale.</p>
<p>MINIBIOGRAFIA:<br />
<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Semih_Kaplano%C4%9Flu">Semih Kaplanoglu</a>, regista, produttore e sceneggiatore, con questo film prova a fare un viaggio a ritroso nella vita di un uomo, dall’età adulta all’infanzia, e nello stesso tempo a raccontare un pezzo della sua Turchia.</p>
<p>COMMENTO:<br />
Pieno di simboli che rappresentano probabilmente la cultura e le superstizioni del suo paese, Il film inizia con una scena dove una donna viene appesa a testa in giù per farle vomitare un serpente che si trova nel suo corpo.<br />
Forse Kaplanoglu dà per scontato che tutti conoscano la storia e la cultura del suo paese e si affida moltissimo a simboli e ad immagini che non accompagnano lo spettatore  nella comprensione del film, lasciandoli alla fine perplessi.</p>
<p>Film sicuramente non facile, ma con degli spunti interessanti.</p>
<p><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2008/09/vegas.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2153" title="vegas" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2008/09/vegas.jpg" alt="" width="101" height="76" /></a><strong>&#8220;Vegas: Based on a true story&#8221; di <a title="amir naderi" href="http://www.sentieriselvaggi.it/file/214/28579/image/610x.jpg">Amir Naderi</a></strong></p>
<p>SINOSSI:<br />
Film ambientato a Las Vegas. Racconta di una famiglia che cerca di uscire dal vizio del gioco d’azzardo, conducendo una vita normale, fino a quando un giorno arriva un uomo nella loro vita  a fargli credere che la loro casa vale molto di più di quello che pensano. Lusingati da tale promessa e affascinati dalla speranza di poter condurre finalmente una vita di agi senza più sacrifici, i protagonisti si lasciano abbindolare.<br />
Qui inizia l&#8217;ossessiva ricerca di una valigia piena di soldi. Probabilmente è solo il pretesto che Naderi usa per raccontare la necessità continua e maniacale da parte dell&#8217;essere umano di trovare qualcosa, di ricercare se stesso, fino all’esasperazione e quindi alla propria distruzione che, con maestria,  Naderi rappresenta simbolicamente con la distruzione della casa.</p>
<p>MINIBIOGRAFIA<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amir_Naderi">Amir Naderi</a> inizia a girare films negli anni ’70. Tra i suoi più famosi: &#8220;Manhattan by numbers&#8221; (1993); &#8220;A,B,C, Manhattan&#8221; (1997) e &#8220;Marathon&#8221; (2002). &#8220;Vegas: based on a true story&#8221; è il suo ultimo lungometraggio.</p>
<p>COMMENTO:<br />
Naderi ci racconta con ironia  uno spaccato di America ai margini. In uno scenario desertico, esprime attraverso i suoi personaggi l’aridità dell’anima, ma lascia comunque allo spettatore un barlume di speranza che ripone nelle nuove generazioni.<br />
Film che dà molti spunti di riflessione, secondo noi assolutamente da vedere.</p>
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		<title>Le inviate di adgblog alla 65a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia 2008</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 06:37:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto balò</dc:creator>
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		<category><![CDATA[registi/film directors]]></category>
		<category><![CDATA[cinema venezia 65]]></category>
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		<category><![CDATA[mostra cinema venezia]]></category>
		<category><![CDATA[venezia biennale 2008]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno adgblog rivolge la sua attenzione alla Mostra del Cinema di Venezia che raggiunge l&#8217;edizione numero 65 e che si terrà dal 27 agosto al 6 settembre 2008. Il ricco programma, per chi ha la possibilità di assistere alle proiezioni è visibile sul sito della biennale e scaricabile in formato PDF. Facciamo per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2008/08/venezia-cinema.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-2115" title="venezia-cinema" src="http://www.adgblog.it/wp-content/uploads/2008/08/venezia-cinema.gif" alt="" width="120" height="60" /></a>Anche quest&#8217;anno <strong>adgblog</strong> rivolge la sua attenzione alla <strong>Mostra del Cinema di Venezia </strong>che raggiunge l&#8217;edizione numero 65 e che si terrà dal 27 agosto al 6 settembre 2008. Il ricco programma, per chi ha la possibilità di assistere alle proiezioni è visibile sul sito della <a href="http://www.labiennale.org/it/cinema/mostra/calendario/">biennale</a> e scaricabile in formato PDF. Facciamo per il momento un primo excursus alla ricerca degli eventi che più ci sembrano interessanti.</p>
<p>Il premio alla carriera quest&#8217;anno verrà consegnato dal direttore della Mostra Marco Mueller a <a href="http://www.labiennale.org/it/news/cinema/it/79149.html"><strong>Ermanno Olmi</strong></a>, che riceverà il <strong>Leone d&#8217;Oro alla carriera</strong> durante il pomeriggio del del 5 settembre; la premiazione sarà preceduta dalla proiezione di otto cortometraggi del regista, mentre uno dei suoi film più importanti, <em>La leggenda del santo bevitore</em>, verrà proiettato durante la serata di preinaugurazione della Mostra, il 26 settembre. Alrtri lungometraggi di Olmi saranno visibili durante la settimana in Sala Volpi.</p>
<p>Il film di apertura, il 27 settembre sarà l&#8217;atteso <em>Burn after reading</em> dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joel_ed_Ethan_Coen">fratelli Coen</a>, alla presenza, oltre che dei registi, di star di primordine: George Clooney, Brad Pitt, John Malkovich e Tilda Swinton. La proiezione, come da tradizione, è a inviti quindi sarà difficile parteciparvi.</p>
<p>La kermesse vera e propria inizierà però il giorno successivo con la proiezione di pellicole di grandi artisti internazionali quali Takeshi Kitano, Barbet Schroeder, Guillermo Arriaga, solo per citarne qualcuno. Sempre il 28 ci sarà la prima del documentario del regista americano Matt Tyrnuer sullo stilista Valentino, <em>Valentino: the last emperor</em>. Interessante per gli appassionati di animazione si prospetta la serata del 31 agosto con la proiezione di <em>Ponyo</em> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hayao_Miyazaki">Hayao Miyazaki</a>.</p>
<p>Per quanto riguarda il cinema italiano, il programma è molto ricco, e oltre alle varie retrospettive che proporranno film di Risi, Fellini, Pasolini, c&#8217;è attesa per <em>Un giorno perfetto</em> di Ferzan Ozpetek, il 30 agosto e per <em>Il papà di Giovanna</em> di Pupi Avati previsto per il 31 e <em>Il seme della discordia</em> di Pappi Corsicato. Per gli appassionati di Antonio Rezza, il 1 settembre in Sala Volpi, verrà proiettato <a href="http://www.zabriskiepoint.net/node/6206"><em>Il passato è il mio bastone</em></a>, girato insieme a Flavia Mastrella.</p>
<p>Attesa anche per il restaurato <em>Yuppi Du</em> di Adriano Celentano, il 4 settembre, e per <em>Hurt Locker</em> di Katherine Bigelow. Ma come al solito la nostra speranza è di rimanere stupiti anche da tutti gli altri film in concorso di registi magari meno noti e agli esordi che però spesso si rivelano più sorprendenti di quelli dei registi più affermati.</p>
<p>Quest&#8217;anno inoltre adgblog avrà due inviate, collaboratrici dell&#8217;<strong><a href="http://www.adg.it">Accademia del Giglio</a></strong> per i corsi di <a href="http://www.adg.it/inglese/groups.html"><strong>Storia del Cinema Italiano</strong></a> alla Mostra del cinema: <strong>Alessandra Scarpino</strong> e <strong>Rita Santanni</strong> che ci ragguaglieranno, più o meno in diretta, su ciò che succederà a Venezia nei giorni della Mostra. Infine segnaliamo la presenza a Venezia degli amici di <strong><a href="http://www.indie-eye.it/cinema/category/festival/venezia-65/">Indie-eye</a></strong> che come ogni anno ci daranno le loro recensioni a caldo sui film in programma.</p>
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