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Italiano con la letteratura: l’abruzzese Ignazio Silone e il terremoto nella sua terra

Le notizie drammatiche di questi ultimi mesi hanno ricordato al mondo ancora una volta quanto il territorio italiano, pur meraviglioso, sia fragile e sottoposto a fenomeni della natura brutali e distruttivi. Sarebbe bello poter dare un nome e un cognome ai responsabili di tali tragedie, ma è un desiderio che non potrà mai essere esaudito fino in fondo; da secoli e secoli si rincorrono eventi, prevedibili forse, forse attenuabili nella loro portata, ma non evitabili. Originario delle stesse zone colpite recentemente, lo scrittore Ignazio Silone sopravvisse al terremoto della Marsica, uno dei più distruttivi della storia moderna, che si verificò la mattina del il 13 gennaio 1915. Ecco come lo descrive, in un articolo a cura di P. Guth su “Le Figaro Littéraire”, il 29 gennaio 1955 (Quand Silone racont sa vie):

a)

S’è fatta __________ una fitta nebbia. I soffitti si aprivano lasciando cadere il gesso. In mezzo alla nebbia si vedevano ragazzi che, _________ dire una parola, si dirigevano _________ le finestre. Tutto questo è durato venti secondi, _________ trenta. Quando la nebbia di gesso si è dissipata, c’era _________ a noi un mondo nuovo. Palazzi che non esistevano più, strade scomparse, la città appiattita… E figure simili a spettri fra le rovine… Un vecchio avaro, l’usuraio del villaggio, era seduto su una pietra, avvolto in un lenzuolo _________ in un sudario. Il terremoto l’aveva sorpreso a letto, _________ tanti altri. Batteva i denti per il freddo. Chiedeva da mangiare. Nessuno lo aiutava. Gli dicevano: «Mangia le tue cambiali». È morto così… Abbiamo assistito a scene che sconvolgevano ogni elemento della condizione umana. Famiglie numerose il cui unico sopravvissuto era il figlio idiota… Il ricco che non aveva _________ una camiciola di lana per difendersi dal freddo… ________ cinque giorni ho ritrovato mia madre. Era distesa ________ il camino, _________ ferite evidenti. Era morta. Io sono molto sensibile. Tuttavia non ho versato una lacrima. Qualcuno ha creduto che non avessi cuore. Ma quando il dolore supera ogni limite, le lacrime sono stupide… Mio fratello è stato trovato in un secondo tempo. __________  di urlare aveva la bocca piena di polvere.

Esercizio 1. Nel brano, come avete visto, sono state eliminate alcune parole, tra preposizioni, locuzioni e avverbi: scegliendo opportunamente tra le seguenti, reinseritele e ricomponete il testo.
al massimo; a forza; senza (2); verso; presso; davanti; come (2); nemmeno; dopo; d’improvviso

b)

Nel racconto Incontro con uno strano prete, tratto dalla raccolta Uscita di sicurezza del 1965, Ignazio Silone descrive i giorni successivi all’evento sismico, nella narrazione dei quali leggiamo tutto il dramma della povera gente e il coraggioso esempio di un prete spazientito dall’ottusità delle autorità.

Esercizio 2. Coniugate i verbi tra parentesi al modo e al tempo richiesti dalla logica della narrazione.

Si era appena a pochi giorni dopo il terremoto. La maggior parte dei morti (giacere) _________ ancora sotto le macerie. I soccorsi (stentare) _________ a mettersi in opera. Gli atterriti superstiti vivevano nelle vicinanze delle case distrutte, in rifugi provvisori. Si era in pieno inverno, quell’anno particolarmente rigido. Nuove scosse di terremoto e burrasche di neve (minacciarci) _________. Gli asini, i muli, le vacche, le pecore, per la distruzione delle stalle, erano anch’essi raccolti in recinti di fortuna. E la notte portava i lupi, attirati dal forte e caldo odore del bestiame non più protetto dalle stalle. La notte, nella nostra contrada, in quella stagione, scende presto; alle quattro del pomeriggio è già buio. Era dunque pericoloso azzardarsi lontano dai rifugi. Sulla montagna, eccezionalmente carica di neve, era impossibile ai lupi procacciarsi il cibo abituale. Un’irresistibile fame (spingerli) ________ a valle. L’odore degli armenti all’aria aperta li rendeva ogni oltre misura audaci, temerari, quasi pazzi. Per tenerli lontani bisognava in permanenza tenere grandi fuochi accesi. Durante certe notti gli urli delle belve non lasciavano prendere sonno. Solo la luce del giorno portava una treguaUna di quelle mattine grige e gelide, dopo una notte insonne, (io-assistere) ________ ad una scena assai strana. Un piccolo prete sporco e malandato con la barba di una decina di giorni, (aggirarsi) _________ tra le macerie attorniato da una schiera di bambini e ragazzi senza famiglia. Invano il piccolo prete chiedeva se (esservi) ________ un qualsiasi mezzo di trasporto per portare quei ragazzi a Roma. La ferrovia era stata interrotta dal terremoto, altri veicoli non vi erano per un viaggio così lungo. In quel mentre (arrivare) ________ e (fermarsi) ________ cinque o sei automobili. Era il re, col suo seguito, che (visitare) ________ i comuni devastati. Appena gli illustri personaggi scesero dalle loro macchine e si allontanarono, il piccolo prete, senza chiedere il permesso, cominciò a caricare sopra una di esse i bambini da lui raccolti. Ma, come (essere) ________ prevedibile, i carabinieri rimasti a custodire le macchine, (opporvisi) ________; e poiché il prete (insistere) _________, (nascerne) _________ una vivace colluttazione, al punto da richiamare l’attenzione dello stesso sovrano. Affatto intimidito, il prete (farsi) _____ allora avanti, e col cappello in mano, (chiedere) ________ al re di lasciargli per un po’ di tempo la libera disposizione di una di quelle macchine, in modo da poter trasportare gli orfani a Roma, o almeno alla stazione più prossima ancora in attività. Date le circostanze, il re non poteva non acconsentire. Assieme ad altri, anch’io osservai, con sorpresa e ammirazione, tutta la scena. Appena il piccolo prete, col suo carico di ragazzi si fu allontanato, chiesi attorno a me: -Chi è quell’uomo straordinario?- Una vecchia che (affidargli) _________ il suo nipotino, (rispondermi)  _________: -Un certo don Orione, un prete piuttosto strano.-

Esercizio 3. Nelle frasi seguenti sono stati impiegati dei sinonimi delle parole in neretto del brano precedente: trovate, dunque, queste parole e sostituitele ai loro sinonimi. Ovviamente l’ordine delle frasi è sparso.

1) Il Santo gli apparve in sogno, accompagnato da una moltitudine di angeli festanti.
2) A causa del tempo inclemente, i soccorsi penavano molto ad arrivare a destinazione e i superstiti cominciavano a perdere le speranze.
3) Gli avevo lasciato i miei figli un po’ titubante, perché non è che mi fidassi molto di lui, ma mi sono dovuta ricredere: è meglio, ma molto meglio di Mary Poppins!
4) Che bello questo dipinto raffigurante mandrie al pascolo nella campagna toscana! Chi ne è l’autore?
5) Alcuni deputati, al momento dell’approvazione di quella legge a parer loro scandalosa, la contrastarono in tutti i modi.
6) La vicenda narrata in quel bel romanzo è, devo dirlo, assai intrigante!
7) C’era una volta un re
8) Quella volta in cui ci trovammo circondati dai serpenti, eravamo terrorizzati e credevamo che saremmo morti.
9) Quel pover’uomo era così acciaccato, per l’età, certamente, ma soprattutto per le terribili condizioni in cui viveva.
10) Insomma, è finita che invece di trovare un accordo hanno fatto una zuffa, nella quale sono state coinvolte oltre 30 persone.
11) Di’ a tuo figlio che veda di trovarsi un lavoro a qualsiasi condizione, o lo butto fuori di casa, sto cocchino della mamma!!!
12) Che playboy, sempre attorniato di belle ragazze! Vediamo quanto dura il suo successo!
13) Tutti questi eminenti professori e non ce n’è uno competente in materia!
14) Il dolore non gli dava requie e continuava a ripresentarsi ogni volta che l’analgesico finiva il suo effetto.
15) Il severo padre ascoltò la richiesta accorata del figlio e finì con l’approvare.

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