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Italiano con la letteratura: “La bambola a transistor”di Gianni Rodari – seconda parte

Continua la storia della nostra incredibile bambola a transistor, con la seconda parte e il secondo esercizio che troverete alla fine del brano.

transistor

Illustrazione di Francesco Altan

Enrica, rimasta sola, acchiappa la bambola, le dà un paio di sculacciate, la chiama «brutta cattiva» e la rimprovera di combinare disastri proprio il giorno di Natale: – Guarda che se non fai la brava, ti chiudo nell’armadio e non esci più.
– Perché? – domanda la bambola.
– Perché hai rotto i piattini.
– Non mi piace giocare con quelle cretinate lì, – dichiara la bambola. – Fammi giocare con le automobiline.
– Te le do io le automobiline! – annuncia Enrica, e le rilascia altri sculaccioni. La bambola non s’impressiona e le tira i capelli.
– Ahi! Ma, perché mi picchi?
– Legittima difesa, – dice la bambola. – Sei tu che mi hai insegnato a picchiare, picchiandomi per prima. Io non avrei saputo come fare.
– Bè, – dice Enrica, per sviare il discorso, – giocheremo alla scuola. lo ero la maestra e tu la scolara.
Questo era il quaderno. Tu sbagliavi tutto il dettato e io ti mettevo quattro.
– Cosa c’entra il numero quattro?
– C’entra, sì. È così che fa la maestra a scuola. A chi fa bene, dieci; a chi fa male, quattro.
– Perché?
– Perché così impara.
– Mi fai ridere.
– Io?!?
– Naturale, – dice la bambola. – Rifletti. Ci sai andare in bicicletta?
– Certo!
– E quando stavi imparando e cascavi, ti davano un quattro, oppure ti mettevano un cerotto?
Enrica tace, perplessa. La bambola incalza: – Pensaci un momento, su. Quando imparavi a camminare e facevi un capitombolo, forse la mamma ti scriveva quattro sul sedere?
– No.

– Ma a camminare hai imparato, a parlare, a cantare, a mangiare da sola, ad allacciarti i bottoni e le scarpe, a lavarti i denti e le orecchie, ad aprire e chiudere le porte, a usare il telefono, il giradischi e la televisione, a salire e scendere le scale, a lanciare la palla contro il muro e riprenderla, a distinguere uno zio da un cugino, un cane da un gatto, un frigorifero da un portacenere, un fucile da un cacciavite, il parmigiano dal gorgonzola, la verità dalle bugie, l’acqua dal fuoco. Senza voti, né belli né brutti. Giusto?
Enrica lascia cadere il punto interrogativo e propone: – Allora ti lavo la testa.
– Sei matta? Il giorno di Natale…
– Ma io mi ci diverto, a lavarti la testa.
– Tu ti ci diverti, ma a me mi va il sapone negli occhi.
– Insomma, sei la mia bambola e con te posso fare quello che voglio io. Capito?
Questo «capito» fa parte del vocabolario del signor Fulvio. Anche la signora Lisa, qualche volta, conclude i suoi discorsi con un bel «capito»? Adesso tocca a lei, a Enrica, far valere la propria autorità padronale. Ma la bambola, a quanto pare, se ne infischia. Essa si arrampica in cima all’albero di Natale, facendo scoppiare svariate lampadine di diversi colori. Quando è in cima fa pipì, bagnando altre lampadine a forma di Biancaneve e dei Sette Nani.
Enrica, per non litigare, va alla finestra. In cortile i bambini giocano al pallone. Hanno monopattini, tricicli, archi e frecce. Anche i birilli.
– Perché non vai in cortile a giocare con gli altri bambini? – domanda la bambola, mettendosi le dita nel naso per sottolineare la propria indipendenza.
– Sono tutti maschi, – dice Enrica, mortificata. – Fanno giochi da maschi. Le bambine debbono giocare con le bambole. Debbono imparare a fare le brave mammine e le brave padrone di casa, che sanno mettere a posto i piattini e le chiccherine, fare il bucato e lucidare le scarpe della famiglia. La mia mamma lucida sempre le scarpe del mio papà. Gliele lucida di sopra e di sotto.
– Poveretto!
– Chi?
-Il tuo papà. Si vede che è senza braccia e senza mani.

Esercizio. Qual è il significato delle parole in neretto nel testo? Individuatelo fra le tre opzioni proposte.

1) Sculacciate: a) manate sul sedere; b) ceffoni sul viso; c) nocchini sulla testa
2) Cretinate: a) volgarità; b) scemenze, c) accessori
3) Sviare: a) interrompere; b) distogliere; c) ribadire
4) Quaderno: a) blocco di fogli dello studente; b) penna biro; c) banco dello studente
5) Cerotto: a) disinfettante; b) toppa; c) medicamento adesivo
6) Capitombolo: a) ruzzolone; b) inciampo; c) corsa
7) Giradischi: a) grammofono; b) mangianastri; c) lettore cd
8) Portacenere: a) aspirapolvere; b) posacenere; c) forno elettrico
9) Cacciavite: a) giravite; b) cartucciera; c) porta polvere da sparo
10) Se ne infischia: a) fischietta una canzoncina; b) è indifferente; c) non sente
11) Svariate: a) differenti; b) allegre; c) molte
12) Biancaneve: a) fiocco di neve b) principessa delle fiabe; c) fungo bianco a pois rossi
13) Birilli: a) fucilini giocattolo; b) archi e frecce per bambini; c) gioco con le bocce
14) Mortificata: a) determinata; b) avvilita; c) offesa a morte
15) Chiccherine: a) tazzine di porcellana; b) biancheria per la tavola, c) posate per la tavola

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