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Poesia italiana per studenti stranieri: A Zacinto di Ugo foscolo

Ugo Foscolo (1778 isola di Zante – 1827 Londra) è un poeta e scrittore del primo ottocento, considerato al contempo neoclassico e pre-romantico. Una delle sue poesie più famose è il sonetto che proponiamo qui di seguito: “A Zacinto”, pubblicato a Pisa nella raccolta Sonetti nel 1803 in pieno regime napoleonico.

Ugo FoscoloA Zacinto

Né più mai toccherò le sacre sponde
ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell’onde
del greco mar da cui vergine nacque

Venere, e fea quelle isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque

le tue limpide nubi e le tue fronde
l’inclito verso di colui che l’acque

cantò fatali, ed il diverso esiglio
per cui bello di fama e di sventura
baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra; a noi prescrisse
il fato illacrimata sepoltura.

Per comprendere meglio il vocabolario aiutatevi con le note qui sotto:

Né più mai: mai più.

fanciulletto: di ragazzino, di bambino.

giacque: passato remoto del verbo giacere, che significa stare, riposare.

specchi: rifletti.

vergine: aggettivo che si riferisce a Venere.

fea: faceva.

onde: così che.

tacque: passato remoto del verbo tacere, “non tacere” ovvero “volere raccontare”, quindi in questo caso “volle descrivere”.

inclito: famoso, illustre.

l’acque fatali: i viaggi sulle acque dei mari di Ulisse volute dal destino, dal fato.

esiglio: esilio.

petrosa: pietrosa.

prescrisse: passato remoto del verbo precrivere, che significa imporre.

illacrimata: senza lacrime.

Per ascoltare la poesia potete cliccare qui.

Sul nostro blog potete trovare la lettura facilitata di un’altra poesia di Foscolo:  “Alla sera”.

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