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“Fare mondi, Making worlds” alla Biennale d’arte di Venezia 2009

biennalelogoAncora due mesi all’apertura della 53a Biennale di Venezia e la curiosità comincia a roderci. Nonostante tutte le polemiche e critiche che ogni due anni si levano nei suoi confronti, la Biennale rimane sempre, e non solo per me, un appuntamento al quale non si può dire di no. Ogni volta è come fare un viaggio in giro per il mondo (anzi per i mondi), tra cose più o meno interessanti/stimolanti/originali/scontate…, senza muoversi dalla città più bella. Anche quest’anno credo che non ci deluderà, come è sempre successo: basta prenderla per il verso giusto, avvicinarvisi con curiosità, spirito critico (ma non troppo) e tanta ironia.

Daniel Birnbaum, il curatore della Biennale 2009, già ampiamente conosciuto nel mondo dell’arte, ha chiamato questa mostra Fare Mondi // Making Worlds // Bantin Duniyan // 制造世界 // Weltenmachen // Construire des Mondes // Fazer Mundos… un titolo che si avvicina all’ idea di Biennale che io ho, ovvero quello del viaggio tra storie provenienti da ogni luogo che a loro volta, essendo lì mostrate, installate, proiettate, appoggiate, costruite, creano/fanno un mondo sempre diverso. Il verbo “fare” o l’inglese “making” o addirittura il francese “construire” hanno un campo semantico che richiama l’attività fisica, il movimento, il gesto e quindi il lavoro, perché per “fare mondi” bisogna lavorare, non solo stare lì a sognarli. Questa Biennale, nell’intenzione del curatore, vorrebbe essere meno una mostra e più un laboratorio, vorrebbe dare importanza non al lavoro finito, quanto all’opera nel suo farsi. A questo punto non resta che aspettarne la vernice il 7 giugno (per stampa e addetti ai lavori qualche giorno prima) e vedere come Birnbaum e gli artisti da lui selezionati ci mostreranno questi mondi, alcuni dei quali fatti apposta per Venezia. La curiosità è stimolata anche dal fatto che quest’anno non ci saranno divisioni in sezioni, ma tutta la Biennale, sempre secondo le parole del curatore, sarà un’unica esposizione senza soluzione di continuità. Una grande novità sarà invece l’inaugurazione del padiglione Italia all’Arsenale, 1000 mq di edificio adibito a spazio espositivo che si aggiungono agli 800 esistenti: uno spazio enorme che sarà riempito con apposite opere realizzate da vari artisti italiani invitati per l’occasione. Lo stesso padiglione ospiterà anche la mostra-omaggio a Filippo Tommaso Marinetti, Collaudi. Ricca anche la lista delle partecipazioni nazionali ai Giardini della Biennale. I Leoni alla carriera saranno assegnati a Yoko Ono, pioniera della performance art e dell’arte concettuale, e a John Baldessari, importantissimo artista visivo californiano, nonché autorevole docente d’arte che ha ispirato diverse generazioni di artisti.

La 53a Biennale resterà aperta dal 7 all 22 giugno 2009, orari della biglietteria e prezzi si trovano su questa pagina.

3 commenti per “Fare mondi, Making worlds” alla Biennale d’arte di Venezia 2009

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